In questa sezione vengono presentati alcuni articoli e contributi, connessi con l’attività e gli scopi della Fondazione Salvetti, pubblicati in esclusiva o in partecipazione con altri editori.

English text under construction

17 maggio 2019 – MediaDuemila
Smart Citizen a Milano. Intervista a Roberta Cocco, Assessore del Comune di Milano.
A cura di Paolo Lutteri
Sono Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano, dove ci sono circa 1 milione e 400.000 residenti. Il mio Assessorato ha due deleghe che ‘dialogano’ molto tra loro: i servizi civici (anagrafe e servizi funebri e cimiteriali) e trasformazione digitale. I cittadini di Milano sono esigenti ma anche attenti: utilizzano gli sportelli delle sedi anagrafiche ma negli ultimi anni hanno anche imparato a usufruire dei servizi online che abbiamo messo a disposizione (Fascicolo del Cittadino in primis). Nel tempo hanno dimostrato di aver accolto e capito la trasformazione digitale in atto
Così esordisce Roberta Cocco, della Giunta Comunale di Milano, alla quale abbiamo chiesto di raccontarci, in questo periodo di grande innovazione, il suo lavoro e i servizi per i cittadini di una Smart City.
Più che di Smart City preferisco parlare di Smart Citizen, cioè cittadini che attraverso la tecnologia riescono ad avere una vita più semplice, soprattutto nei loro rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Quali dovrebbero essere i servizi smart prioritari per i cittadini?
Sicuramente i servizi online che permettono ai cittadini di evitare le code agli sportelli e i lunghi spostamenti in macchina; la possibilità di pagare dal proprio dispositivo mobile una multa, la Tari, un parcheggio. Priorità particolari sono l’anagrafe e l’educazione digitale, poi sicuramente la formazione e anche il turismo.
Inoltre a Milano per gli anziani abbiamo avviato iniziative di educazione digitale, affinché imparino ad usare gli smartphone per accedere direttamente da casa ai servizi della Pubblica Amministrazione. Per i giovani ci sono e ci saranno sempre più servizi digitali per vivere la città (scuola, mobilità pubblica ecc.).
Assessore: che cosa le sta più a cuore nella sua professione?
Utilizzare le tecnologie come mezzo abilitatore e acceleratore di servizi e modalità per la relazione cittadino-amministratore. Ci sono diverse velocità per seguire l’innovazione. La tecnologia non è un fine, è un mezzo, una leva di un mondo che si sta innovando. Occorre semplificare i processi, non digitalizzare l’inefficienza. Abbiamo rivisto i processi e come i processi sono messi a disposizione delle persone e abbiamo lavorato per digitalizzare i contenuti. Due versanti di lavoro.
Come riassumerebbe la sua strategia?
‘Mobile first, one click’. Ovvero: mettere i servizi a disposizione sul cellulare (non tutti hanno computer e banda larga). Trasferire i servizi nel telefono mobile allarga il numero dei cittadini. One click vuol dire semplificare al massimo: una sola digitazione per declinare tanti progetti.
Accennava a due versanti di lavoro?
C’è una vista interna all’organizzazione per lavorare meglio nei nostri uffici, dare valore aggiunto alle persone, ridurre la carta, usare firme e protocolli digitali. La focalizzazione verso l’interno è la parte di back office per far percorrere gli itinerari più velocemente possibile. La vista verso l’esterno serve a come digitalizzare i servizi per i cittadini, per esempio: il Fascicolo Digitale del Cittadino in area protetta accessibile con autocertificazione. Salvo i documenti che richiedono vidimazione, il Fascicolo consente di raggiungere certificati, autorizzazioni auto, iscrizione scolastica, multe, pagamento tasse, noleggio libri, altre scadenze in agenda senza dover cercare documenti cartacei in giro. Quando il cittadino vuole un documento dal Fascicolo, non scarica un foglio predefinito in pdf, ma raccoglie in diretta elementi da banche dati diverse, in tempo reale. Oggi il Fascicolo del Cittadino ha già circa 400.000 utenti e stiamo perfezionando e allargando le iniziative di formazione digitale anche con partner esterni. In futuro ci sarà il nuovo Portale del Comune di Milano, che mette al centro i servizi per i cittadini. Più asciutto ma anche più immediato. E il Fascicolo del Cittadino sarà implementato con nuovi servizi, sperando di poter presto rendere digitali i patrocini comunali.
Per riassumere: due visioni su quattro pilastri, di cui due di infrastrutture. Uno: Wi-fi, 5G, banda larga. Due: Servizi digitali, Fascicolo del Cittadino. Tre: Educazione digitale. Quattro: Digital skill (le competenze digitali sono molto importanti soprattutto per i giovani).
Quali sono gli ostacoli principali nel suo lavoro?
La difficoltà maggiore nella Pubblica Amministrazione è sicuramente l’apparato burocratico, vecchio e stratificato, che rende ogni processo lunghissimo, ancorché ci sono persone splendide che lavorano e bene e sono da valorizzare. I fondi ci sono, ma le gare hanno tempi lunghi e spesso grandi rallentamenti. La burocrazia, anziché essere una tutela della democrazia diventa un ostacolo, non evita gli sprechi, crea stratificazioni pesanti. Questo fardello limita la creatività. Se tutto fosse digitalizzato, tutto sarebbe trasparente. Insomma: la burocrazia danneggia il pubblico e chi lavora per il pubblico e l’organizzazione. Peraltro a Milano abbiamo gestori interni dei progetti e gare pubbliche per le quali la piattaforma Consip preseleziona le aziende. Abbiamo anche molte buone collaborazioni con altre città: Venezia, Bologna, Torino, Firenze, ad esempio. E il Comune ha un progetto finalizzato all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per lo sviluppo sostenibile economico e sociale di tutto il pianeta Terra. Pace e amore!
E l’Assessore sorride!
(L’intervista è stata pubblicata il 17.5.2019 su Media Duemila: http://www.media2000.it/smart-citizen-a-milano-intervista-assessore-roberta-cocco/)

English text under construction

4 aprile 2018 – Fondazione Salvetti e MediaDuemila
Fisica quantistica per giovani scienziati
di Paolo Lutteri
Rebecca Amatucci è una studentessa di 17 anni che frequenta il Liceo Scientifico Statale Galileo Ferraris a Torino. Al recente Concorso “I giovani e le scienze”, organizzato dalla Fast di Milano con la Fondazione Salvetti, su incarico della Direzione generale Ricerca della Commissione europea, ha vinto con il suo progetto il Certificato di Merito “Intel Excellence in Computer Science” e il Premio della SIF-Società Italiana di Fisica che la dà diritto a rappresentare l’Italia all’ IREF, Fiera internazionale della scienza e dell’ingegneria, Phoenix (Arizona, USA).
Il suo progetto, formidabile per una studentessa di Scuola Media Superiore, è intitolato “Quantum calculator - Investigating how a quantum computer works through simulation”. In sintesi: “L’attuale tendenza è quella di ridurre le dimensioni degli apparecchi elettronici e di aumentare la complessità dei sistemi operativi. A ciò si aggiunge la crescente mole di informazioni memorizzata su dispositivi digitali. Sarebbe infatti necessario un processo rapido ed efficiente per immagazzinare e gestire una simile quantità di dati. Quale soluzione adottare per non arrestare il progresso tecnologico? Per Rebecca bisogna avere un computer quantistico! L’ancora di salvezza potrebbe risultare l’enigmatica meccanica quantistica, quel ramo della fisica che si occupa di studiare le particelle elementari, cosiddetti quanti, e di descriverne il comportamento. Manipolare i quanti non è così semplice data la loro imprevedibilità. Di conseguenza i computer quantistici, basati su di essi, sono pochi e la loro produzione è complessa, oltre che costosa. La giovane indaga in via teorica il funzionamento di tali computer; effettua via cloud delle misurazioni su un reale prototipo disponibile sul sito IBM – Q Experience e con i risultati raccolti realizza un simulatore. Usandolo è possibile comprendere e studiare i medesimi fenomeni che determinano la notevole superiorità dei computer quantistici rispetto a quelli classici che si usano quotidianamente.”
Le abbiamo chiesto di raccontarci in breve la sua esperienza.

Quantum Computer
di Rebecca Amatucci
Mi sono collegata col computer quantistico dell’IBM. È stata un’esperienza decisamente surreale che rivela la maestosità della meccanica quantistica celata dietro l’apparenza di una scienza prevalentemente teorica. Curioso pensare che i quanti, particelle elementari, nonostante le ridotte dimensioni non solo costituiscano la nostra realtà, ma possano rappresentare una chiave di svolta a molteplici problematiche odierne. La realizzazione di computer che basano il loro funzionamento sui principi della meccanica quantistica permette di rendere plausibili scenari da molti reputati futuristici. Ad oggi comunicazioni quantistiche rapide, immediate e inviolabili in termini di crittografia sono già oggetto di numerose sperimentazioni. Inoltre le tecnologie quantistiche consentono di elaborare e di immagazzinare quantità di dati che aumentano esponenzialmente in proporzione all’efficientamento tecnologico del dispositivo. I possibili risvolti derivanti dall’esistenza di simili database comporterebbero un’innovazione nel verificare teorie scientifiche. Alla luce di queste considerazioni si può comprendere quale sia lo stupore nell’avere la possibilità di eseguire algoritmi su un reale processore quantistico, messo a disposizione dall’IBM tramite una piattaforma online. La prima volta che ho partecipato attivamente, circa un anno fa, ogni singola operazione compiuta sul mio computer era per me di fondamentale importanza e temevo, seppur senza motivo, di poter “danneggiare” con tentativi grossolani quel delicato equilibrio che dona al computer quantistico tale capacità computazionale. I risultati possono essere a prima vista difficili da interpretare, poiché la spettacolarità dei fenomeni quantistici viene condensata in una manciata di cifre. Questo perché il nostro miglior modo per descriverli è avvalersi di probabilità: la stessa perdita di determinatezza è un’ulteriore dimostrazione di come la meccanica quantistica sia una teoria incompatibile con le nostre impressioni. Inoltre mi intimoriva e stimolava il confronto su una piattaforma raggiungibile da ogni parte del mondo da chi si cimenta per passione, per sperimentazione o per studio. Ciò che era inizialmente un inesauribile desiderio di scoprire è diventato poco per volta un progetto, presentato alla Giornata della Scienza 2018 del mio liceo. Ed è stato proprio allora che i miei insegnanti mi hanno dato fiducia e hanno alimentato la mia curiosità. È nato il mio simulatore.
(l’articolo è stato pubblicato il 4.4.2019 su Media Duemila: http://www.media2000.it/fisica-quantistica-per-giovani-scienziati/)

English text under construction