MEDIA NEWS
Questa rubrica, presentata solo in lingua italiana, è realizzata in collaborazione con il periodico Media Duemila e l’Osservatorio Tuttimedia di Roma, partner della Fondazione Salvetti. I contenuti evitano le ripetizioni di quanto sia già di grande attualità, si riferiscono piuttosto a temi meno noti ma significativi per avviare un approfondimento. Le ‘Pillole’ sono redatte da Paolo Lutteri e vengono pubblicate con periodicità perlopiù settimanale dalla Newsletter di Media Duemila; contengono argomenti dedicati all’innovazione tecnologica e al marketing nel settore dei media classici (stampa, radio, tv, web), dei social  networks e in generale della ricerca nel campo dei consumi editoriali. Sono questi media, su scala globale, che accompagnano lo sviluppo economico e il progresso del mondo industriale e scientifico.
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This section, presented only in Italian language, is produced in collaboration with the magazine Media Duemila and the Osservatorio Tuttimedia of Roma, partner of the Salvetti Foundation. The contents avoid the repetitions of what is already very topical, they refer rather to lesser known but significant themes to start a deepening. The 'Pills' are written by Paolo Lutteri and are published mostly weekly by the Media Duemila Newsletter; they contain topics dedicated to technological innovation and marketing in the classic media sector (print, radio, tv, web), social networks and research in the field of editorial consumption in general. It is these media, on a global scale, that accompany the economic development and progress of the industrial and scientific world.

PILLS  di Paolo Lutteri – 24 settembre 2020
I talkshow fanno scienza sociale o spettacolo? Parole e numeri sono la materia prima. Le interpretazioni sono la materia sottile. E’ difficile districarsi tra le motivazioni che danno luogo alle divergenze. Pesano i pregiudizi, le opinioni di parte, la superficialità di comprensione, l’emotività degli interpreti. Purtroppo dai social network si è diffuso il ricorso a slogan del ventre anziché ai ragionamenti di testa, l’insulto all’avversario anziché la dialettica. Tuttavia, quando le argomentazioni hanno un fascino letterario e le schermaglie retoriche danno segni di fantasia culturale, allora parole e numeri, oltre che aiutare l’opinione pubblica, sono anche divertenti e portano ascolti. Inoltre, grazie al distanziamento imposto dalla pandemia, abbiamo anche lasciato a casa il pubblico che applaudiva a comando per parole e numeri vuoti.
106 – I PROBLEMI DI GUTENBERG
Una volta il tipografo doveva provvedere un certo numero di caratteri per ogni lettera dell’alfabeto e tenere aggiornato un magazzino, anzi: tanti cassetti. (Chi se li ricorda?). Con la rivoluzione digitale anche i caratteri mobili son finiti al museo, ma qualche statistica serve ancora per aiutarci a decrittare gli indovinelli linguistici. La frequenza dell’uso delle lettere nella lingua italiana dà il primato alle vocali: E, A, I hanno ciascuna una frequenza superiore all’11%, mentre la O è quotata appena sotto il 10%. Se aggiungiamo la consonante N, possiamo dire che il 51% dei testi è scritto con solo 5 lettere. In inglese il 51% si raggiunge con 4 vocali e 2 consonanti: E fa il 13%; A, O, I fanno ciascuna tra il 7 e l’8%; la consonante T fa poco più del 9%. Con N, S, H, R gli inglesi raggiungono il 70% delle presenze. Sotto l’1% in italiano: F, B, Q, Z. Sotto l’1% in inglese: J, K, Q, V, X, Z.  Se volete un panorama più largo: https://en.wikipedia.org/wiki/Letter_frequency.
107 – IL PALLONE DELLA SUPERBIA
“E da tal forza spinto assai s’inalza // verso del cielo, ed il fermarsi è vano, // finché alla terra alfin torna repente // precipitevolissimevolmente.” Così scrisse nel 1617 un frate, tale Francesco Moneti, che nell’endecasillabo coniò la parola italiana più lunga presente nei vocabolari. In realtà le parole più lunghe si trovano per descrivere certi composti chimici oppure nelle celie letterarie. Un primato spetta ad Aristofane, arguto commediografo greco, che nella commedia ‘Le donne in assemblea’, nel 391 a.C., scrive di un piatto composto da tutti i tipi di leccornie, pesce, carne, pollame e salse varie: λοπαδο­τεμαχο­σελαχο­γαλεο­κρανιο­λειψανο­δριμ­υπο­τριμματο­σιλφιο­καραβο­μελιτο­κατακεχυ­μενο­κιχλ­επι­κοσσυφο­φαττο­περιστερ­αλεκτρυον­οπτο­κεφαλλιο­κιγκλο­πελειο­λαγῳο­σιραιο­βαφη­τραγανο­πτερύγων. (171 lettere). Buon appetito!
108 – ALTERNATIVE DIGITALI
Qual è l’unità di misura dell’informazione? E’ il ‘bit’. Il bit è la cifra che può essere 1 o 0 (ovvero: luce accesa o luce spenta) e che fornisce l’informazione di base. Un bit vuol dire poco, ma la serie di bit costruisce parole, concetti, aggettivi, giudizi. In questa successione ogni gradino fornisce un’alternativa, esponenzialmente crescente. Un bit dà due alternative, due bit ne danno quattro, tre bit ne danno otto, e così via. Il Byte è formato da 8 bit e quindi può avere 256 alternative. Questo testo pesa circa 8 KByte quindi può avere un numero di alternative corrispondente a 2 con esponente 64.000. A che serve la cultura? A costruire nei nostri cervelli algoritmi per indirizzare alternative funzionali ad essere capite ed efficaci per la vita. Se non siete d’accordo, potete scegliere un’altra alternativa.

PILLS  di Paolo Lutteri – 17 settembre 2020
L’opinione pubblica non è mai una sola. La situazione culturale e tecnologica degli individui, più ancora del censo e della morale, oggi influisce sui gusti e sulle tendenze. Con una forte esposizione da parte di tutti ai media e ai social, ovvero allo spettacolo e alla soggettività, quelli che Bacone additava come ‘idola’ della conoscenza sembra abbiano il sopravvento sulla ragione. E comunque, a ragione o a torto, è evidente che le opinioni della società civile non sono quasi mai a favore di governo. La gestione del potere, politico o economico, è così ricca di contraddizioni che molti naturalmente levano una voce di dissenso e partecipano alla vita sociale convergendo sulle contraddizioni. L’allargamento ‘democratico’ compiuto dai social media, dove purtroppo le verità possono essere parziali e le notizie possono essere manipolate, ha una parte importante nella frammentazione e nella stabilizzazione delle opinioni.
103 – GIUSTIZIA PERCEPITA
L’Unione Europea, nel gennaio 2020, ha fatto intervistare un campione di oltre 26.000 individui, appartenenti a vari gruppi sociali e demografici, in 28 Paesi europei. Obiettivo: esplorare quali sono le percezioni dell’autorevolezza e dell’indipendenza delle corti giudiziarie. Il 56% di tutti gli intervistati ha giudicato “buono” il proprio sistema giudiziario, il 12% ha affermato che è "molto buono" ma il 33% lo ha giudicato “negativo” e addirittura l'11% ha affermato che è “pessimo”. L'opinione varia notevolmente da uno Stato all'altro. In 17 Paesi, la maggioranza giudica buono il sistema giudiziario in termini di indipendenza di tribunali e giudici, in particolare gli intervistati in Danimarca e Austria (86%), Finlandia (84%) e Svezia (81%). All'opposto: solo il 24% in Croazia, il 26% in Slovacchia e il 31% in Italia giudicano buona l'indipendenza dei propri tribunali e giudici. Un’indagine da approfondire, con gli sviluppi storici e le argomentazioni addotte dagli intervistati.
https://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/Survey/getSurveyDetail/instruments/flash/surveyKy/2258
104 – PIATTAFORME E PLURALISMO
Ci sarà abbastanza libertà, visto che le grandi piattaforme on line stanno sostituendo il pluralismo dei servizi? La questione sembra politica, ma di fatto è prevalentemente economica. Le piattaforme hanno aiutato gli editori a raggiungere un pubblico mirato e più numeroso, hanno avviato nuove tecnologie e modelli di business, ma, con un’attività di semplice intermediazione, si sono accaparrate un flusso di ricavi straordinario, soprattutto dal punto di vista pubblicitario, a scapito degli altri attori sul mercato e a rischio di offerta di beni e servizi ‘illegali’. Oggi è diventato molto più difficile sviluppare imprese autosufficienti e sostenibili nel settore dell'informazione, e si riduce anche la capacità del mercato di sostenere più aziende e quindi maggiore pluralità dei media. Sono questi gli argomenti discussi dalle Commissioni del Parlamento Europeo in vista della Normativa sui Servizi Digitali (DSA).
105 – ANDIAMO A SCUOLA?
In questi giorni andranno a scuola 8,3 milioni di studenti. Il Ministero dell’Istruzione conferma 7.507.484 negli istituti statali (lo scorso anno erano 7.599.259) e circa 860 mila nelle scuole paritarie. Le sedi scolastiche pubbliche sono poco più di 40mila e le classi sono 369.048. Alla Scuola dell’infanzia (Asili) sono iscritti in 876.232, alla Primaria (Elementari) 2.384.026, alla Secondaria di primo grado (Medie) 1.612.116, alla Secondaria di secondo grado 2.635.110 (di cui 1.327.443 nei Licei, 1.307.667 negli Istituti tecnici e professionali). Insegnanti: non ancora contati bene. Il censimento dei banchi (vecchi e nuovi, singoli o duplex, con rotelle o senza) e degli strumenti didattici adeguati (lavagne, computer, quaderni?), nonché delle location (aule, corridoi, cortili, palestre, sale cinema, biblioteche, container?) è ancora in corso. Speriamo che non piova troppo.

PILLS  di Paolo Lutteri – 10 settembre 2020
Siamo a 100! Queste pillole non riescono ovviamente ad approfondire la complessità dei fenomeni e le problematiche delle applicazioni tecnologiche. Mi auguro che servano da richiamo come titoli di argomenti da sviluppare, nel ventaglio crescente delle ricerche e delle innovazioni nel campo delle discipline sociali, in particolare quelle dedicate alla comunicazione. I trend culturali segnalano trasformazioni irreversibili come l’entropia termodinamica. I mass media sono circondati da una frammentazione delle opinioni che mettono in discussione non solo la verità e la falsità degli assunti, ma anche la loro estensione, la probabilità, l’utilità, la priorità, la compatibilità, la realizzabilità e (in senso politico) la loro finalizzazione. Insomma: di tante informazioni, in quest’epoca digitale, occorre farne buon uso.
100 – THOT PER TUTTI
Secondo gli antichi Egizi fu il dio Thot a inventare la scrittura, qualche migliaio di anni fa. Fu un balzo culturale importante per la civiltà umana. I geroglifici egiziani oggi identificati sono circa 7000 e comprendono elementi ideografici, sillabici e alfabetici. Jean-François Champollion, nel 1822, riuscì a decodificare gran parte dei significati. Una scrittura magica, quasi segreta, riservata a pochi archeologi? No, ancora una volta ci ha pensato Google che, con la collaborazione di vari Istituti, ha inventato Fabricius, il traduttore automatico dei geroglifici. Fabricius identifica circa 800 immagini e utilizza il machine learning per allenare il traduttore a capire di che cosa trattano le epigrafi. Sulla piattaforma Google è anche disponibile un corso di apprendimento interattivo.
https://artsexperiments.withgoogle.com/fabricius/en
101 – DEEP LEARNING E BIOINFORMATICA
Computer e robot possono imparare dall’esperienza a compiere azioni in modo naturale come gli esseri umani. Ci sono metodi matematico-computazionali con i quali le macchine possono apprendere informazioni direttamente dai dati, utilizzando particolari algoritmi. L’apprendimento è flessibile: anche i metodi si adattano alle informazioni disponibili. Ma la semplice organizzazione dei dati non è sufficiente per creare un’intelligenza artificiale. Si può approfondire il learning usando reti neurali artificiali, a similitudine di quelle biologiche, formando diversi livelli di azione con una gerarchia di concetti. Le diagnosi mediche sembrano essere tra le applicazioni più utili. Le terapie sono interventi di probabilità statistica e, in uno stato di diritto, ci vuole un responsabile umano. Le macchine non hanno un ‘senso di colpa’.
102 – PRESSING SULL’INGEGNO
Gli italiani che quest’anno sono stati in vacanza hanno scelto di farla breve, poco costosa e in Italia. L’Istat ha stimato in 21 milioni di individui quelli che hanno fatto almeno un giorno fuori casa in agosto (11% in meno rispetto al 2019). A giugno il meno valeva il 54% e a luglio il 23%). Stranieri ne sono arrivati pochi (8 milioni in meno). Nonostante il turismo patriottico e le frenetiche movide di cui han parlato i media, si è persa la socializzazione internazionale e il nostro Paese ha mancato un incasso di circa 12 miliardi di euro nel settore turismo: irrecuperabili e con conseguenze pesanti per l’economia di imprenditori e lavoratori del settore. La crisi di tutta la filiera del turismo, dagli alberghi ai ristoranti, dalle agenzie di viaggio ai trasporti, e le incognite del futuro impatto pandemico suggeriscono agli esperti di marketing di inventare nuove soluzioni e diversificazioni economiche. I fondi di recovery sono una ‘una tantum’ lontana.

PILLS  di Paolo Lutteri – 3 settembre 2020
I media stanno affrontando il problema della democrazia. Tutti, o quasi, sono d’accordo sul valore di questo concetto per gestire la società, tuttavia alcuni pretendono di essere i soli ad interpretarla efficacemente. Chi sono? I personaggi delle caste al potere in primis, i demagoghi in secundis. Mentre gli uni e gli altri gridano a voce alta, i difetti organizzativi della società compromettono l’affidabilità degli amministratori e la fiducia dei governati. Si ricorre ai tamponi sulle dighe o ai recovery fund, ma intanto la democrazia degenera. Non è la tecnologia in sé a costituire un pericolo, ma i pensieri arroganti di chi la gestisce. L’arroganza, ad esempio, si esprime spacciando per veri e giusti solo gli algoritmi di comodo o di comportamento più frequente. Il behaviorismo sta schiacciando la democrazia? L’uso improprio dei big data sta generando quel mostro della datacrazia? ‘Timeo Danaos, et dona ferentes’.
097 – QUANTO CORRE IL 5G?
Per quanto immatura e non ancora globale, la tecnologia di comunicazione 5G è disponibile in alcuni Paesi a velocità molto diverse. Secondo Open Signal, che ha raccolto dati tra il 16 maggio e il 14 agosto, trascurando i picchi di velocità, in Arabia Saudita la velocità di download media del 5G è di 414,2 Mbps (Megabit per secondo), 14 volte più veloce della sua rete 4G; in Corea del Sud la velocità di download media è di 312,7 Mbps, 5 volte più veloce della sua rete 4G. In Australia il 5G corre a più di 200 Mbps, in Canada, Svizzera e Regno Unito siamo intorno a 150 Mbps, In Germania a 100, negli USA la media è solo 50, ma con una copertura molto estesa. In Italia, secondo i dati dichiarati a maggio 2020 dagli operatori, siamo a 30 Mbps per due terzi della popolazione e a 100 Mbps per il 20,3%. Solo il 10% degli utenti italiani dispone di una velocità superiore a 500 Mbps. Speriamo siano dati reali perché il mio banale computer scarica il telegiornale Rai a 2,5 Mbps!
098 – CAMBIO DI ABITUDINI
Wunderman Thompson aveva pubblicato a gennaio 2020 il Rapporto "The Future 100”, raccogliendo gli elementi di comportamento e di innovazione economica e culturale in atto. Dopo la pandemia del Covid-19 ha voluto aggiornare i trend adeguandosi alle nuove abitudini dei cittadini consumatori. Le novità, in sintesi: tecnologie virtuali per soddisfare le esigenze di esplorazione e turismo; riorganizzazione delle imprese secondo criteri di responsabilità sociale; nuovo sistema dei valori per i brand, le holding e i personaggi pubblici; sviluppo intensivo di ogni tecnologia protettiva; resilienza nel sistema alimentare, privilegiando acquisti a km.0. Gioverà anche per uno sviluppo globale sostenibile che tenga conto, tra l’altro, dei cambiamenti climatici e delle disuguaglianze sociali. (https://intelligence.wundermanthompson.com/)
099 – TUTTI PAZZI PER TIKTOK
A tutto campo la sfida tra Donald Trump e Xi Jingping per la proprietà e la diffusione di Tik Tok, il noto social network cinese, molto popolare anche negli Stati Uniti, dove 6 adolescenti su 10 lo utilizzano. La classifica di primavera negli USA, stilata da Piper Sandler, vede in testa la piattaforma di Instagram (proprietà di Facebook) con l’85% di utilizzatori almeno una volta al mese, poi Snapchat con l’82%. Segue Tik Tok con il 62%, quindi Twitter 41%, Facebook 34%, Pinterest 27%, Discord 14% e Reddit 12%. Queste sono solo le percentuali che riguardano gli adolescenti, ma Tik Tok raggiunge in tutto il mondo un totale di 1 miliardo di utenti, in 150 Paesi e 75 lingue diverse. Gli utenti di Tik Tok trascorrono una media di 52 minuti al giorno sulla piattaforma. L’utente mediamente apre l'app TikTok 8 volte al giorno e l'83% degli utenti di TikTok ha pubblicato un proprio video. Tutti pazzi? No, il mondo sta cambiando, speriamo di usare bene la tecnologia.

PILLS  di Paolo Lutteri – 30 luglio 2020
Anche i ricchi piangono. C’è un’emergenza economica in tutto il mondo, sostenuta dalle restrizioni industriali e commerciali dovute alla pandemia oltre che dalle situazioni di crisi del lavoro, povertà e carenza di risorse. Le lacrime di alcuni ricchi che piangono sono però come quelle dei coccodrilli: in molti casi hanno stressato l’ambiente, prosciugato risorse, evaso le tasse e poi? La responsabilità è dei governi: se non ci sono leggi adeguate, o se non vengono applicate, non solo gli imprenditori ma anche i semplici cittadini ne approfittano, perché sono purtroppo in gran parte privi di moralità. Le multinazionali, cresciute straordinariamente con una tecnologia avanzatissima, trovano regolarmente escamotages (pardon: profit shifting) per ridurre le spese fiscali, scegliendo le sedi con i governi più compiacenti. Che fa l’Europa? Purtroppo non c’è una governance europea autorevole sulle tasse. E il commercio elettronico è praticamente senza confini.
094 – E-COMMERCE INDISPENSABILE
Il Focus del Rapporto di luglio 2020 dell’Osservatorio Compass/Mediobanca è dedicato all’e-commerce. E’ evidente che durante il lockdown il settore sia cresciuto. Lo shopping on-line è diventato una necessità. La stima è di 2,5 milioni di nuovi utenti. Prediletti i consumi di articoli di arredamento, abbigliamento, calzature e accessori, poi cibi e bevande, prodotti per animali domestici, libri e riviste, prodotti di bricolage e manutenzione della casa. La propensione è quella di continuare con questa modalità di acquisto. Il 63% degli intervistati ritiene che internet sia diventato indispensabile per fare compere, ma non solo; per il 60% è ormai diventato fondamentale per lavorare o studiare, tanto che il 38% degli intervistati sente anche la necessità di riorganizzare la propria casa per ricavare uno spazio adatto per lavorare comodamente in smart working. https://www.compass.it/osservatorio-compass-e-commerce.html
095 – ANTENATI
Solo i lettori anziani si ricorderanno di Postal Market. Fondata nel 1959 da Anna Bonomi Bolchini, ‘la signora milanese della finanza’. Vendite per corrispondenza su catalogo. Testimonial di fascino come le gemelle Kessler. Fatturato fino a 600 miliardi di lire e 45.000 spedizioni al giorno. Traversie commerciali, passaggi di proprietà, mercato instabile, operazioni finanziarie. Crisi, arrivo dell’e-commerce. Fallimento. Anche la sua concorrente, Vestro, non resse sul mercato. Peccato, l’idea era buona. Adesso il marchio Postalmarket è stato rilevato dall’imprenditore friulano Stefano Bortolussi, che si prepara a rilanciarlo con l’obiettivo di conquistare una leadership italiana nel settore: previsione di fatturato tra 500 e 1.000 milioni (di euro), nei prossimi cinque anni. Ovviamente sarà una versione digitale, da gestire on-line. Punterà sul Made in Italy.
096 – HODIE UBICUMQUE
Amazon di Seattle: internet company fondata nel 1994 da Jeff Bezos come libreria on-line. Adesso vende di tutto e in tutto il mondo, dai prodotti elettronici all’abbigliamento, con centri di smistamento e diretta consegna al domicilio. Con varie acquisizioni ha creato una serie di società sussidiarie e diversificato l’attività in molti settori, compreso la produzione cinematografica. E-commerce e tecnologie avanzate: cloud computing, streaming digitale e intelligenza artificiale. I computer registrano la posizione delle merci e tracciano le rotte di consegna; i dipendenti hanno devices portatili che comunicano con il computer centrale e monitorano le situazioni. I magazzini sono totalmente o parzialmente automatizzati con sistemi costruiti da Amazon Robotics. Fatturato: circa 280 miliardi di dollari. Dipendenti: circa 840.000. Il sito conta 130 milioni di clienti al mese. Dati probabilmente parziali e in crescita.

PILLS  di Paolo Lutteri – 24 luglio 2020
Non c’è dubbio che le macchine possano avere più memoria di un umano. I computer hanno sfidato l’uomo a scacchi, al gioco orientale del Go, agli indovinelli di Noughts and Crosses. Nei casi più interessanti i percorsi di gioco non sono stati ispirati dalle regole classiche di un esperto, ma al computer (superveloce) sono state fatte fare esperienze ‘in lungo e in largo’, senza fornire informazioni preliminari sulle strategie. L’esperienza di milioni di prove e di percorsi ha permesso alle macchine di vincere le sfide tecniche. Qualcuno pensa che le macchine potrebbero aiutarci anche per valutare le risorse umane. Dovremo affidarci alle macchine per dare i voti? Forse il computer può sceglierci un efficiente collaboratore o considerare un condottiero ideale, per via di meritocrazia. Ma il coefficiente di intelligenza non si po’ stabilire solo con i quiz o i profili digitali. Le sfide emotive, le passioni per intenderci, il sorriso o una smorfia, il fascino, il patrimonio etico, il giudizio di una persona, ancorché romanticismi, restano prerogative umane e ce ne teniamo il piacere.
091 – CYBERUTOPISMO CON GIUDIZIO
L’informazione attraversa quest’epoca storica con poca trasparenza e molte mistificazioni. L’interessante saggio di Michele Di Salvo, editorialista del settore della comunicazione, affronta i concetti di obiettività, imparzialità, neutralità, verità, che dovrebbero costituire i valori dei media e che sono talora trascurati nella spettacolarizzazione delle notizie che ne viene fatta. Le nuove modalità di socializzazione spesso confondono le informazioni con le opinioni e anche la comprensione della politica può essere alterata. Sul web le semplificazioni del cyberutopismo possono indurre scelte senza una riflessione accurata. Da leggere per esteso al seguente indirizzo:
https://www.researchgate.net/publication/340279807_I_massmedia_e_la_simulazione_della_trasparenza_nella_comunicazione_politica
092 – IA AL VOLANTE
Guidare è per molti cittadini privati un piacere: dà autorevolezza, stimola l’attenzione e l’autostima. Ma l’IA (intelligenza artificiale) aiuterà in futuro a gestire la circolazione senza conducenti. Le case automobilistiche sono già al lavoro. Memorie e sensori analizzeranno quasi istantaneamente (potenza del 5G!) le variabili, sceglieranno le migliori opportunità. Non ci sarà il pericolo di guidatori ubriachi o assonnati o ipovedenti, né distratti dal telefonino, né temerari, né titubanti. Auto intelligenti? Solo nella misura in cui le avremo addestrate e nella misura in cui l’ambiente offrirà infrastrutture standard omogenee e stabili. Come dire: andrà bene se ci sono binari, linee guida impeccabili, segnaletica aggiornata, pedoni e monopattini rispettosi. Quindi ci vorrà ancora molto, molto, tempo. Per il momento possiamo esercitarci con i treni e le metropolitane e, in caso di errore, il responsabile sarà un Amministratore delegato o un ingegnere informatico?
093 – IA E MARKETING PREDITTIVO
Profilazione accurata, visioni larghe, rischi quasi nulli. Il marketing in qualsiasi settore si avvarrà dell’Intelligenza Artificiale come motore chiave per lo sviluppo economico, per apprendere dati, analizzare risultati, ottimizzare le previsioni. Ma è già una realtà la gestione delle scorte, la definizione dei prezzi e degli sconti, il confronto con la concorrenza, l’assistenza ai clienti, i servizi locali e on-line. Nei servizi l’Intelligenza Artificiale aiuterà sia le imprese che i consumatori nelle interazioni, nei feed-back per una migliore organizzazione dell’offerta e della domanda, nella scelta degli investimenti e dei risparmi, nella gestione dei pagamenti, nella personalizzazione del rapporto tra venditore e acquirenti. Ciò non varrà solo per il mondo economico, ma anche per il mondo della cultura, dell’informazione, dell’intrattenimento, dei servizi sociali e ambientali. Nella gestione intelligente artificiale avrà importanza strategica un quadro etico e giuridico adeguato. Servirà anche per la propaganda politica: sempre utile, a condizione che sia onesta, veritiera e corretta, come la comunicazione commerciale.

PILLS  di Paolo Lutteri – 17 luglio 2020
Spigolature e notizie sono tante, sparpagliate in un caleidoscopio di opinioni ognuna delle quali ha almeno un elemento di singolarità. Tanti altri elementi ‘creativi’ spesso fanno confusione e depistaggi nella conoscenza. Si aggiungono i commenti costruttivi che fan dibattere, fan riflettere, fan cultura, o fan semplicemente memoria o informazione. I numeri, il peso dei protagonisti, l’indotto economico e l’influenza sui costumi quotidiani sono argomenti che rilanciano la discussione, come la palla di neve che diventa valanga (è il caso della pandemia mediatica sul Coronavirus). Certamente sarebbe bene approfondire tutto, sempre di più. Ma sarebbe meglio non trascinare polemiche, non cercare sentieri impraticabili, selezionare le opportunità, identificare priorità, fare scelte politiche tempestive. E’ quanto si aspetta non solo il mondo dell’economia, ma anche il cittadino con poche risorse. Nel mondo del marketing non mancano ottimi professionisti.
088 – REPUTAZIONE CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
True® è un sistema innovativo di analisi semantica e misurazione della reputazione, messo a punto da Sec Newgate con il contributo scientifico di docenti e ricercatori dell’Università Bocconi, Imperial College, Golden for Impact e con quello tecnologico e linguistico di @Expert System. Come dice il Ceo di Sec Newgate, Fiorenzo Tagliabue, True utilizza l'intelligenza artificiale per leggere in profondità l'evoluzione della percezione di un'organizzazione, di un brand o di una persona, presso i suoi diversi interlocutori; analizza in tempo reale tutte le fonti pubbliche (stampa scritta, audio, video, web, social), individuando giudizi, comportamenti ed emozioni e rilevando così gli impatti reputazionali di avvenimenti e conversazioni sulle diverse dimensioni di un'azienda, dai suoi prodotti o servizi alla sostenibilità, a livello internazionale.
089 – LIBRI PER L’EUROPA
La letteratura può essere un veicolo importante per realizzare una cultura europea integrata. E’ uno degli obiettivi della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, la più importante a livello internazionale per lo scambio dei diritti d’autore. Nelle edizioni precedenti i visitatori specializzati (editori, agenti letterari, grandi distributori, personaggi della cultura) che hanno partecipato sono stati oltre 300.000, per oltre 9.000 espositori. Quest’anno, a causa della pandemia sanitaria, si svolgerà dal 14 al 18 ottobre con un’edizione speciale, molto articolata e supportata da iniziative digitali e virtuali. La partecipazione degli editori italiani con un modulo espositivo e una postazione ad uso esclusivo è offerta a titolo gratuito, grazie alle misure straordinarie per l'emergenza Coronavirus adottate dal MAECI e da ICE-Agenzia per supportare l’internazionalizzazione delle aziende italiane.
090 – I NUMERI DELLE RICERCHE
Google offre molti servizi, tra questi ‘Google Trends’: non è un sondaggio, ma un’analisi della frequenza relativa delle ricerche sul web di certe parole chiave. Tramite un campionamento si può esaminare un set di dati rappresentativo delle ricerche eseguite in un certo periodo. Non sono disponibili valori assoluti, né ovviamente l’identificazione dei navigatori, ma la loro provenienza sì. Un picco non indica che un certo argomento sia in qualche modo più popolare o migliore, ma solo che, per qualche motivo imprecisato, ci sono molti utenti che eseguono una ricerca sull'argomento. Ecco tre esempi per gli ultimi 12 mesi. Chi ha cercato su Google la parola ‘blockchain’? Top della frequenza (=100) gli utenti del Molise, minimo quelli della Basilicata (=33); Lazio fa 88 e Lombardia 68. ‘Idrogeno’: top sono Basilicata (100) e Val d’Aosta (95), minimo Liguria (67); Lazio fa 74 e Lombardia 81. Più affascinante ed emblematico ‘Juventus’: Piemonte 100, Calabria 94, Campania 49 e Lazio 45. Divertitevi con i dettagli per tutte le parole in Italia e nel mondo su https://trends.google.it

PILLS  di Paolo Lutteri – 9 luglio 2020
Il progresso democratico sta eliminando alcune disuguaglianze sociali. Non quelle economiche, non quelle dei poteri al comando, ma almeno alcune di espressione sì. La larghissima diffusione di devices digitali ne è una testimonianza. La facoltà di parola e di giudizio, salvo censure, è estesa a tutti e ognuno è coinvolto singolarmente. Come per i tifosi di calcio ognuno dà consigli all’allenatore della sua squadra (e anche di quella degli avversari), così nella medicina ognuno si sente specialista di rimedi, nella circolazione delle auto ognuno vorrebbe essere ministro dei trasporti, in politica si sente come minimo segretario di partito se non presidente del consiglio. Molti (tanti, troppi) parlano anche di cose che non possono conoscere e sparano opinioni per darsi un tono. E’ un’autocritica che noi giornalisti dovremmo fare più spesso.
085 – CONTROLLO DEL CONTAGIO
Le probabilità di diffusione di un’epidemia sono difficili da studiare. Le autorità sanitarie utilizzano l’indice ‘RT’, che nasce da un calcolo molto articolato dei contagi, dei ricoverati, dei guariti della settimana. Se RT è maggiore di 1, il virus si diffonde; se è minore di 1, si contiene. L’indice ‘RT’ si potrebbe applicare anche ai social network, con calcoli laboriosi, ma non impossibili. Si potrebbe conoscere, settimana per settimana, se un virus, pardon: un influencer, è cresciuto, si è stabilizzato, o è sceso di popolarità. Occorre contare i followers, i ’like’ e i ‘dislike’; vanno contati anche i gradimenti dei singoli concetti, delle esternazioni. Anche i sondaggisti d’opinione politica o dei risultati di una campagna pubblicitaria potrebbero avere spunti di creatività migliori di banali percentuali di incremento/decremento. Da sviluppare con giudizio!
086 – PIANGERE CON FACEBOOK
Si dice che Mister Zuckerberg abbia incassato circa 70 milioni di dollari di pubblicità lo scorso anno. Da qualche settimana alcune grandi aziende sembra abbiano contestato i contenuti di Facebook privi di censura nei testi di incitamento all’odio e abbandonato consistenti campagne pubblicitarie sul mezzo. Non è facile un’analisi completa su miliardi di messaggi, governati per lo più da algoritmi. Né si può considerare Facebook come un editore responsabile dei contenuti. Certo è che la correttezza etica vorrebbe che il padrone della piazza dove si discute prendesse le distanze da facinorosi e odiatori. Zuckerberg pare non sia preoccupato del calo pubblicitario degli investimenti delle grandi aziende perché la stragrande maggioranza dei ricavi arrivano da piccole-medie imprese. Ma ‘piange il cuore’ che in questa congiuntura mondiale di società liquida gli insulti abbiano spazio per propagarsi.
087 – C’ERA UNA VOLTA
C’era una volta la pubblicità di massa. C’era una volta la sponsorizzazione di eventi e di protagonisti. Anche se tuttora le aziende cercano una larga e imponente massa di copertura per la propria propaganda, la tendenza accertata è quella della comunicazione personalizzata, della profilazione dei clienti potenziali, dell’endorsement culturale e sportivo. La ricerca del marketing è sempre più specializzata sulle caratteristiche comportamentali dei clienti, sulla disponibilità delle risorse in un dato momento, sulle motivazioni psicologiche individuali e sociali, sui servizi da abbinare all’acquisto di un prodotto, sul ‘traffico’ di relazioni interpersonali che precede e segue una scelta commerciale. Pensate, ad esempio, alle valutazioni su un’automobile, su un divano, su un supermercato, su una merendina, ma anche su un istituto bancario o un’assicurazione.

PILLS  di Paolo Lutteri – 2 luglio 2020
Più velocità, meno tempo sprecato. La tecnologia ricerca proprio la velocità di esecuzione come ‘killer application’ per lo sviluppo della civiltà. Per esempio, fanno progresso: la velocità di connessione delle telecomunicazioni di quinta generazione, ma più semplicemente la velocità di stampa di una rotativa, o la velocità di un dattilografo, o la velocità di spostamento di un veicolo. La velocità ha i suoi record nel mondo digitale. Anche nel tradizionale mondo delle cose fisiche ci sono i record, dal momento che il teletrasporto ancora non è realtà.
082 - VELOCI COME UN BIT A 5G
Il bit (Binary digit = cifra rappresentata con successioni di 0 e 1, banalmente: ‘luce spenta’ e ‘luce accesa’) rappresenta l'unità di misura della quantità d'informazione. Se nella modalità di connessione 4G (quarta generazione) la massima velocità di trasmissione teorica era di 100 milioni di bit al secondo, nel 5G (quinta generazione) potrà arrivare teoricamente a 20 miliardi di bit/secondo. Tra teoria e realtà effettiva adesso c’è ancora un buon divario, ma se nel 5G la velocità reale mediamente oggi è solo 3-4 volte la velocità del 4G, le implementazioni fanno immaginare miglioramenti molto significativi. Grossomodo: oggi due ore di video in 4G si scaricano in 6-7 minuti, in 5G in 100 secondi. La latenza (tempo tra la richiesta di dati e l’inizio dello scarico) nel 4G è 40-50 millisecondi, nel 5G 5-10 millesimi di secondo. Nella modalità 5G conta anche la capacità trasmissiva, ovvero il numero dei dispositivi collegati contemporaneamente, che dipende anche dalle antenne di lancio dei segnali e dal loro indirizzamento, dal tipo di frequenze e dalla larghezza della banda utilizzata.
083 - VELOCI ALLA TASTIERA
Carlo Parisi, milanese, è il dattilografo che tutti vorrebbero avere a portata di mano. Ha un record di 969 battute al minuto alla tastiera di un pc con zero penalità, ossia 9.695 caratteri scritti in dieci minuti di gara. Ascolta e trascrive in tempo reale e si aiuta ‘sparandosi nelle orecchie musica tecno per tenere il ritmo’, come dice lui stesso. Più comunemente alcuni ricercatori universitari, su un campione largo, hanno rilevato la capacità di digitare una media di 52 parole al minuto su tastiera fisica, mentre su smartphone c’è chi arriva a 85. Ovviamente i giovani tra 10 e 19 anni digitano mediamente 10 parole in più al minuto rispetto ai quarantenni.
084 - VELOCI NELLO SPAZIO
Il primato di velocità, senza pilota, spetta alla sonda spaziale Parker Solar Probe che ha raggiunto 343.000 km/ora. Con equipaggio umano il record è quello della capsula Charlie Brown, della missione Apollo 10: 39.897 km/ora. Sulla Terra l’automobile più veloce è stata il Thrust SuperSonic Car, col pilota Andy Green (1.227,98 km/ora). Per le ferrovie, il treno giapponese a levitazione magnetica raggiunge 603 Km/ora, e l’AGV francese convenzionale, tra Strasburgo e Parigi ha fatto 574,8 km/ora. La velocità di attraversamento in auto di una moderna metropoli è … (lasciamo perdere).

PILLS  di Paolo Lutteri – 25 giugno 2020
Durante la pandemia la vita si è spostata ancora un po’ verso l’on-line, complici telefonini, tablet, computer e social network. Se un tempo il falegname parlava col suo martello e l’autista con il motore dell’auto, adesso parliamo con i devices, li insultiamo se non c’è campo, ce li accarezziamo nelle tasche e nelle borsette (100 volte al giorno) per vedere se sono arrivate chiamate. Non è così per tutti, ma certamente è un nuovo comportamento comune. Per qualcuno è addirittura ossessivo. Il distanziamento fisico ha ovviamente favorito i contatti digitali da remoto.
079 – GIOCA E PROBABILMENTE PERDI
In Italia gioca per soldi la metà della popolazione adulta. Giocare e scommettere non è reato, ma il gioco d’azzardo può essere pericoloso perché genera fidelizzazione e assuefazione psicologica: una malattia, se incontrollata. La pandemia del Covid-19, secondo una ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, ha fatto sì che il 22,8% dei giocatori smettesse (i luoghi di gioco erano chiusi), ma il 33,8% ha aumentato le occasioni di gioco puntando sul web, e l’11,3% ha iniziato in questa modalità proprio durante l’isolamento. Il 30,5% dei giocatori on line ha giocato una o più volte al giorno, altrettanti più volte a settimana, il 39% da una a quattro volte nel mese. La spesa online nel periodo della ricerca (6 settimane tra aprile e maggio) si rivela più consistente, con il 14,6% che riferisce di aver speso oltre 500 euro e l’11% tra i 200 e i 500 euro. Il 56,8% ammette di essere in perdita. ufficiostampa@cnr.it.
080 – E-COMMERCE “CRESCENDO”
Le piattaforme di e-commerce non stanno ad aspettare i clienti, ma intelligentemente raccolgono dati e vanno incontro ai desideri degli utenti, propongono l’aggiornamento delle scorte, le novità, le opportunità, gli sconti. Pandemia o no l’e-commerce è un fenomeno globale nel quale nascono ogni giorno nuove iniziative e nuovi mercati. Secondo business.com (aprile 2020), la Cina è in testa ai ricavi, con circa 672 miliardi di dollari di vendite online ogni anno e una quota e-commerce delle vendite totali al dettaglio del 15,9%. Negli USA le vendite online annuali arrivano a 340 miliardi di dollari, nel Regno Unito 99 miliardi, in Giappone 79 miliardi e in Germania 73, in Francia 43 miliardi, in Corea del Sud 37, in Canada 30, in Russia 20, in Brasile 19, sempre miliardi di dollari. La realtà ha sfaccettature diverse di approccio, infatti altre ricerche propongono stime anche doppie di quelle citate.
081 – NON SOLO TIK TOK
Chi utilizza Tik Tok lascia alla piattaforma nome, età, indirizzo e informazioni pubblicate sul proprio profilo, fotografie, video, commenti. Tik Tok registra (e conserva) come l’utente reagisce a ciò che guarda e quindi monitora preferenze, interessi; Tik Tok utilizza i dati comportamentali per proporre contenuti e connessioni (ed eventualmente pubblicità personalizzata). I dati sono condivisi con terzi fornitori di servizi e partner commerciali. Secondo le circostanze l’utente avrà diritto alla conoscenza della raccolta dei suoi dati e eventualmente a rettifiche o cancellazioni. Se richiesto legalmente, Tik Tok condivide le informazioni anche con Autorità di regolamentazione e Tribunali competenti. La profilazione non può produrre effetti legali nei confronti dell’utente, a meno che non sia autorizzata dalle leggi. “Timeo Danaos, et dona ferentes”. Capito?

PILLS  di Paolo Lutteri – 19 giugno 2020
Le figure retoriche, care agli oratori greci e latini, sono sempre alla ribalta nei nostri media. Ah, l’iperbole! Partoriente di desideri, nutrice di sogni, puerpera di falsi miti, modo di porgere fallace e ahimè tanto diffuso tra gli umani! Frequentatrice di titoli di giornali e talk show tv, madrina di catastrofi e di catarsi globali, altare sul quale sacrificare la ragione, pane per i comici, acme dei poeti! “M’illumino d’immenso” (questa non è una citazione di un capo di governo, benché lo sembri, ma di Giuseppe Ungaretti).
076 – INDICE DI DIGITALIZZAZIONE
La Commissione Europea ha appena pubblicato il Rapporto DESI 2020 sulla digitalizzazione. Le performances italiane non sono brillanti rispetto a quelle degli altri Paesi Europei. Il 17% delle persone che vivono in Italia non ha mai utilizzato Internet. Le imprese italiane presentano ritardi nell’utilizzo di tecnologie come il cloud e i big data, così come quanto riguarda l’adozione del commercio elettronico. Le attività online più diffuse sono l’ascolto di musica, la visione di video o giochi, seguite dalle videochiamate, dalla lettura di notizie e dall’uso dei social network. Seguire un corso online e vendere online sono le attività meno diffuse. Per quanto riguarda i servizi pubblici digitali (e-government), il loro utilizzo rimane scarso: solo il 32% degli utenti italiani online ne usufruisce attivamente, rispetto ad una media europea del 67%.
https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2020/06/report-italia.pdf
077 – MARKETING OMO
OMO (Online Merge Offline) è un facile percorso di mercato decollato in Cina, ma non solo, anche a causa del lockdown. In Cina i consumatori sono abituati a scansionare dozzine di codici QR ogni settimana con i loro telefoni I negozi di ogni genere si sono affidati online alla potenza dei provider come Alibaba e Tencent. Il consumatore usa il livestreaming e acquista con immediatezza attraverso i devices mobili: ricerca di prodotti, confronto, ‘click and collect’, consegna o servizio a domicilio. Vedere e comprare. I nuovi smart stores consentono ai clienti di provare virtualmente perfino i vestiti o di riempire un carrello, anch’esso virtuale, che verrà poi consegnato loro a casa, e pagare tramite riconoscimento facciale senza passare dalla cassa. Strategia basata sulla raccolta di big data.
078 – ROBOT MORBIDO
Pesa 0,3 grammi, è lungo 2 centimetri, si muove con un'andatura simile a quella di un bruco, si può infilare nelle fessure strette e in situazioni poco accessibili, può resistere a temperature elevate e freddo intenso, trasportare carichi fino a 50 volte il proprio peso; è alimentato a distanza dalla luce con lunghezze d'onda che vanno dall'ultravioletto all'infrarosso. E’ il ‘robot morbido’, realizzato in Cina all’Istituto di Scienze Tecnologiche dell’Università di Wuhan da un’équipe di ricercatori cinesi e tedeschi. E’ previsto un utilizzo nel settore medico e del pronto soccorso, ma il potenziale ne permetterà impieghi sofisticati in molti settori operativi.

PILLS  di Paolo Lutteri – 11 giugno 2020
Non solo cookies: machine learning. Intrufolato nelle mie navigazioni internet, tra le pieghe delle mie mail e dietro le quinte dei miei ‘like’, ci potrebbe essere un compagno di viaggio del mio indirizzo ‘ip’. Sa tutto di me, ricorda anche quello che ho dimenticato, registra i miei gusti, apprezza le mie scelte, cataloga i miei amori, non censura niente. Ahimè, è valletto di due padroni: uno sono io, l’altro è un Network. Spero che il valletto non sia troppo pettegolo e che mi lasci le mie fantasie. In giro ci sono parecchi servizievoli intrusi, creati dai grandi produttori di elettronica di consumo: Cortana (Microsoft), Siri (Apple), Alexa (Amazon), Bixby (Samsung), Alice (Yandex), AliGenie (Alibaba), Celia (Huawei), Xiaowei (Tencent), Assistant (Google): collaboratori smart che ci portano in casa l’intelligenza artificiale. Il ‘nonno’ di questa équipe si chiamava HAL ed era il valletto degli astronauti di “2001: Odissea nella spazio” (1968!).
073 – PARLIAMO DI CORTANA
L’aiutante digitale di Microsoft è nata nel 2014 e a maggio di quest’anno viene rinnovata nelle funzioni e nelle performances. A domanda vocale risponde con informazioni sulla propria agenda, sull’attualità, sulla situazione finanziaria; fornisce musica e video, apre i documenti utili e smista la posta, recensisce i consumi, organizza il tempo libero e gli appuntamenti di lavoro, interagisce con altri software. E’ una via personalizzata di intelligenza artificiale che assorbe quel che viene richiesto dalla montagna di dati disponibilì su internet e sulla memoria del computer che la utilizza. Sta per avviare anche un sistema di integrazione domotica per dialogare con gli oggetti e le macchine di casa: una segretaria efficiente e professionale.
074 – CHI E’ SIRI
Siri è un prodotto di Apple, nato nel 2010, integrato con tutti gli altri servizi della casa di Cupertino. Come software intelligente gestisce tempi e budget, avvia le macchine domestiche, consulta i servizi metereologici, si mette in contatto con fornitori esterni, agevola ogni tipo di ricerca, compone messaggi di testo o di e-mail, chiama un taxi o prenota un posto a teatro, aggiorna nei dettagli risultati sportivi e di borsa, pianifica percorsi di viaggio, riconosce le melodie musicali. A scelta, risponde con voce maschile o femminile. Registra tutto. Ha avuto qualche problema di privacy, in quanto alcune conversazioni private sono state intercettate, forse solo casualmente, durante i controlli di qualità.
075 – GOOGLE ASSISTANT
E’ considerato al momento il migliore smart speaker in grado di comprendere il linguaggio umano e di fornire risposte appropriate, se occorre, traducendole nell’idioma desiderato. Può imparare e memorizzare le abitudini, se autorizzato, al fine di migliorarsi costantemente e di ottimizzare le proprie risposte. E’ un assistente completo sia per la gestione del timing, della corrispondenza e degli affari che per presiedere alla domotica. Secondo un test della Loop Ventures, che ha misurato il quoziente di intelligenza dei software di intelligenza artificiale, ha fornito le migliori performances comprendendo il 100% delle domande proposte e rispondendo correttamente all’87,9%. Le previsioni attribuiscono a Google Assistant circa un quarto del mercato totale degli utilizzatori. Non è più un gadget, ma un collaboratore enciclopedico.

PILLS  di Paolo Lutteri – 5 giugno 2020
Un errore logico molto diffuso è quello di confondere una parte con il tutto e ‘buttare il bambino con l’acqua sporca’. Facile cascarci emotivamente: se il Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) omette vigilanza, o sbaglia, o subisce pressioni, c’è chi vuole la soppressione dell’intera Istituzione; se il governatore della Sardegna chiede un passaporto per i turisti, questi si sentono autorizzati a criticare l’intera Sardegna; succede a tanti stranieri che considerano l’Italia tutta terra di mafia. Anche per l’Europa c’è chi vorrebbe dissolverla perché contesta un mal funzionamento. Insomma, il pregiudizio cieco, l’arroganza e l’irrazionalità preferiscono distruggere che fare ‘manutenzione’. Dopo la crisi sanitaria una crisi emotiva? E tante riflessioni virtuali.
070 – 5.0 E 5G
La produzione industriale va verso uno stato di cooperazione molto più stretto e intrecciato tra uomo e macchine (5.0); promette la creazione di un nuovo ambiente simbiotico tra una forza lavoro composta da operatori umani e colleghi meccanici sempre più autonomi e intelligenti. Questa transizione è fortemente influenzata dalla fenomenale crescita della robotica avanzata e dell'intelligenza artificiale. Anche il settore europeo delle telecomunicazioni, con l’avvento del 5G, si muove in questo senso e i risultati del primo trimestre di Vodafone, Telefonica, Deutsche Telekom, Orange e BT indicano un grado incoraggiante di capacità di ripresa. La crisi Covid-19 di fatto ha accelerato le iniziative di esperienza digitale dei clienti. Deutsche Telekom ha segnalato un piano rapido per coprire metà della Germania con 5G entro la fine dell'anno.
071 – SPETTACOLO IN CRISI
L'impatto della crisi sanitaria sul settore musicale, cinematografico e televisivo globale è devastante. Mentre la quarantena e il distanziamento sociale hanno contribuito in modo definitivo all'evoluzione dei social media, il distanziamento sociale ha costretto gli studi cinematografici, i cinema e i teatri a chiudere senza sapere ancora come riaprire. Le principali versioni pianificate per il 2020 sono state ritardate, i finanziamenti e le entrate pubblicitarie televisive sono drasticamente calati. Mentre si consolida il vantaggio degli editori online rispetto ai media fisici tradizionali e un numero crescente di persone inizia a lavorare in remoto, è andata in crisi anche la catena di fornitura delle infrastrutture tecnologiche. Con il blocco globale esiste il rischio che i principali fornitori come Ericsson, Nokia, Cisco, Huawei e ZTE non possano accedere con sufficienti quantità ai componenti tecnologici.
072 – SKIN HUNGERS E SOCIAL FEELING
Nel terremoto sociale di questo Antropocene, dove non cessano guerre, disuguaglianze, mal governi, crisi ambientali e fallimenti economici, forse proprio le relazioni interpersonali supportate dai devices personali stanno creando connessioni umane più profonde e autentiche. Sono aumentati i contatti, moltiplicate le visualizzazioni, i tempi di permanenza, i download, le app. Meno contatti di ‘pelle’ e più incontri ‘virtuali’ hanno indotto riflessioni più attente, una messaggistica, sia affettiva che razionale, che raccoglie la brillantezza delle esperienze e della creatività mentale, esprime i dissensi ma anche le convergenze critiche sul sistema locale e globale. I social media vengono legittimati come una piattaforma per affrontare argomenti seri e sembra accelerare la volontà di affrontare la vulnerabilità dell’organizzazione umana. E’ una parte della ‘grande mutazione’.

PILLS  di Paolo Lutteri – 29 maggio 2020
Nel momento di pandemia globale, fragilità dei sistemi di gestione politica e scientifica, occorrono resilienza e coraggio. Confidiamo in quei profeti che considerano le crisi un’opportunità per rinnovarsi, consolidare le conoscenze e conquistare nuove frontiere tecnologiche per vivere più sicuri e meglio di ieri. I cambiamenti (Giovanni Giovannini, del quale celebriamo il centenario di nascita, direbbe: “la grande mutazione”) sono in corso. La digitalizzazione e il rafforzamento della comunicazione interpersonale e tra persone e macchine ci aiuteranno. Non siamo soli, i robot marciano con noi!
067 – CREATIVITA’ IN PANDEMIA
Sotto stress la creatività si scatena. In televisione e sulle piattaforme social sono nati spettacoli musicali e teatrali virtuali, con tante partecipazioni individuali connesse in quadri visualizzati a formato francobollo. Da casa i selfie e le video call sono diventate meno sciatte, han preso glamour. Anche i consigli gastronomici sono cresciuti in qualità e raffinatezza. Gli esercizi ginnici personalizzati hanno viaggiato tra giovani e tra adulti, per non parlare dei coach che hanno aumentato allievi e fans. Apple ha lanciato una serie in streaming di lezioni gratuite tenute da professionisti creativi. Le lezioni insegnano agli utenti come migliorare le loro espressioni artistiche sui dispositivi Apple, incluso come disegnare ritratti giocosi su un iPad, come catturare fotografie sorprendenti e come rendere i film più cinematografici su un iPhone.
068 – PRIVACY PER IL FUTURO
In Australia, dall'8 maggio 2020, più di 5 milioni di persone hanno scaricato sul proprio cellulare ‘COVIDSafe’, un'app supportata dal governo che utilizza il Bluetooth per scambiare una "stretta di mano digitale" con qualsiasi altro utente che si trova a meno di un metro e invia un avviso se il contatto è positivo per il contagio. L’app sul cellulare per tracciare le persone prevede ovviamente l’identificazione di certi elementi. L’uso di questi dati, non solo sanitari, continua a suscitare perplessità da parte dei cittadini. Non sempre le dichiarazioni dei Governi sono considerate affidabili. L’utilizzo sarà limitato e temporaneo? Negli Stati Uniti i dati investigativi raccolti su larga scala nell’emergenza della strage del 9.11 sono tuttora a disposizione dei funzionari dell’intelligence. Le raccolte di dati, ancorché utili per arginare le epidemie, avranno certamente impatto sulla privacy degli anni futuri.
069 – INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN EUROPA
Lodevole iniziativa pre-normativa dell’Unione Europea quella del Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale (sempre che i cavalli non siano già scappati dal recinto). Pubblicato a fine febbraio 2020, il documento promuove una serie di iniziative di coordinamento della ricerca e sviluppo tra amministrazioni, università e industrie, nonché controllo di privacy e governance dei dati, sicurezza, trasparenza, non discriminazione, equità, benessere sociale e ambientale, responsabilità operativa. Lo scopo del quadro politico (che la Commissione Europea chiama "Ecosistema di eccellenza") è rendere l'Unione Europea un leader internazionale nella ricerca e sviluppo dell'Intelligenza Artificiale. La consultazione è aperta in vista di un piano coordinato che sarà adottato entro la fine del 2020.
https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/aace9398-594d-11ea-8b81-01aa75ed71a1

PILLS  di Paolo Lutteri – 22 maggio 2020
Conoscere il panorama non fa male, magari aiuta a capire la complessità del mondo. In realtà i Report che i vari Istituti cercano di realizzare in questi mesi debbono ridimensionare i trend previsti a inizio 2020. La pandemia e la frenata dello sviluppo economico rendono i valori poco confrontabili col passato e impediscono visibilità sul futuro. Poche certezze, le previsioni sono in continua revisione. Stanno riprendendo solo adesso i sondaggi che raccolgono dati dal vivo, anziché le interviste telefoniche del periodo di lockdown. Oggi le nostre pillole ripercorrono i numeri del patrimonio culturale esistente, sul quale edificare il nuovo.
064 – STUDIARE STUDIARE STUDIARE
Nel 2019 l’Unione Europea ha raggiunto l’obiettivo di completare la scolarizzazione terziaria (post scuola media superiore) dei suoi cittadini almeno al 40% di media (nel 2002 la quota era del 22,5%). Questa crescita è stata ancora più significativa per le donne (dal 23,7% nel 2002 al 45,6% nel 2019) rispetto agli uomini (dal 21,4% al 35,1%). Nel frattempo, la percentuale di giovani che abbandonano precocemente l'istruzione e la formazione (18-24 anni) è costantemente diminuita nell'Unione Europea, dal 16,9% nel 2002 al 10,2% nel 2019. Le giovani donne (8,4%) sono meno colpite rispetto ai giovani uomini (11,9% ). Nel 2019, almeno la metà della popolazione di età compresa tra 30 e 34 anni aveva completato l'istruzione terziaria a Cipro (58,8%), Lituania (57,8%), Lussemburgo (56,2%), Irlanda (55,4%), Svezia (52,5%) e Paesi Bassi (51,4%). All'estremità opposta della scala, le proporzioni più basse sono state osservate in Romania (25,8%) e in Italia (27,6%).
065 – UNIVERSITA’ TELEMATICHE
A scuola si può anche non andare. Mancherà la socializzazione, ma da remoto l’istruzione non manca. In Italia sono legalmente riconosciute dal Governo 11 Università Telematiche, alle quali sono iscritti circa 40.000 studenti in vari corsi di laurea. Le più frequentate sono la Uninettuno da Roma, la e-Campus e la Guglielmo Marconi da varie sedi (intorno a 10.000 studenti ciascuna). Poi ci sono quelle intitolate a Giustino Fortunato (Benevento), San Raffaele (Roma), Niccolò Cusano (Roma), Leonardo da Vinci (Torrevecchia); e l’Italian University Line (Firenze), la Pegaso (Napoli), la Unitelma-Sapienza e l’Universitas Mercatorum (Roma, Milano, Napoli).  Alle lezioni via internet si aggiunge normalmente la disponibilità di un tutor personale e si affiancano incontri diretti con i professori, in modo da organizzare il piano di studi e personalizzare sia la didattica, sia i tempi dello studio autonomo, sia la ricerca connessa. Chi vuole studiare, ne ha facoltà.
066 – MONDO SCIBILE
Si dice che la Biblioteca di Alessandria d’Egitto, bruciata ai tempi di Giulio Cesare, avesse 700.000 volumi o rotoli. La storia del mondo sta nelle biblioteche, con tutte le sue sfaccettature. Non solo libri, ma ormai la tendenza digitale tende a trasformare testi e immagini in file consultabili on line. Oggi in prima fila c’è la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America, con 164 milioni di volumi; se digitalizzati tutti occuperebbero 20 terabyte di memoria. La British Library di Londra ha 150 milioni di documenti; due Biblioteche di stato russe, a Mosca, hanno circa 40 milioni di volumi ciascuna. Parigi, Madrid e Copenhagen ne hanno quasi altrettanto. In Italia la Biblioteca nazionale centrale di Firenze arriva solo a 9 milioni di testi (5.948.235 volumi, 2.703.899 opuscoli, 24.991 manoscritti, 3.716 incunaboli, salvo aggiornamenti; le scaffalature dei depositi librari coprivano, fino a qualche anno fa, 135 km lineari). La Biblioteca di Roma ha 5 milioni di testi, la Braidense di Milano 1,5. Testi preziosi perché raccolgono lo scibile, a presente e futura memoria.

PILLS  di Paolo Lutteri – 14 maggio 2020
La conoscenza globale è a portata di mano. Viviamo in un’epoca dove un telefono (o un computer) ci permette di parlare col mondo, di vedere cosa succede agli antipodi della Terra e volendo anche ai livelli sub-atomici o ai confini dell’universo. Ma che fatica trovar mascherine, guanti, tamponi, reagenti … consensi e bene comune. Come se il ventaglio delle opportunità si allargasse a parole ma non trovasse convergenze nei fatti. Babele! E’ il primato del pensiero sull’azione, forse una deriva imprevista dell’evoluzione umana. O forse solo un divario comportamentale tra settori dello sviluppo. Abbiamo molte attenzioni all’abbigliamento, al packaging, allo spettacolo, poche alla logica e all’operosità. Ma continuiamo a studiare.
061 - SENTIMENT ECONOMICO IN UE
Un rapporto analitico, Paese per Paese, settore per settore, condotto dalla Direzione generale Affari economici e finanziari dell'Unione Europea che ha raccolto in questi mesi di pandemia il ‘sentiment economico’. L’indice ESI (a quota 100 a inizio anno) è precipitato a 65,8 punti in quattro mesi (è il livello della grande recessione a marzo 2009). Il crollo di questo indice è il risultato della caduta della fiducia eccezionalmente forte tra i consumatori e in tutti i settori di attività, particolarmente marcato nei servizi e nel commercio al dettaglio, così come sono calate le aspettative di produzione da parte dei manager. Secondo l’indagine semestrale, condotta a marzo/aprile, si prevede che gli investimenti reali nel settore manifatturiero nell’area dell’Euro diminuiranno del 4% nel 2020. https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/indicators-statistics/economic-databases/business-and-consumer-surveys_en
062 - DIVARIO LINGUISTICO
Sulla Terra ci sono circa 7.000 lingue e dialetti. Facebook supporta più di 100 favelle ma la stragrande maggioranza delle pagine internet sono in una dozzina di lingue. Così il web scredita le lingue (e le culture) locali. Anche le fonti sono concentrate solo in certe parti del mondo: per esempio su Wikipedia oltre l'80% dei testi proviene dall'Europa o dal Nord America (ma a fine 2019 Wikipedia aveva pubblicato articoli in 307 lingue). Anche le tastiere dei computer sono progettate per gli alfabeti e le lingue dominanti e questo accelera la scomparsa delle espressioni indigene. Internet riflette anche le disuguaglianze culturali della vita reale. Wikimedia France ha aperto una piattaforma nel 2018, Lingua Libre, per registrare le lingue orali. L'archivio contiene già più di 100.000 registrazioni in 43 lingue che, altrimenti, potrebbero essere state perse per sempre.
063 - TIK TOKERS AL MUSEO
Tik Tok è nato in Cina nel 2016. E’ un social network, tendenzialmente per adolescenti, supportato in una quarantina di lingue sul quale gli utenti possono creare brevi clip di durata variabile tra i 15 e i 60 secondi. Su Tik Tok è entrata da poco anche la Galleria degli Uffizi di Firenze, con una serie di audiovisual umoristici che ‘saccheggiano’ grandi dipinti di Michelangelo o di Piero della Francesca (2 milioni di visualizzazioni!). Ma lo ha fatto anche la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Met Metropolitan Museum of Art di New York, il Rijksmuseum di Amsterdam e perfino il Carnegie Museum of Natural History di Pittsburgh, in Pennsylvania, invitando gli utenti a creare contenuti originali ispirati alle opere d’arte e alle collezioni scientifiche. Spasso e gran successo di utenti!

PILLS  di Paolo Lutteri – 7 maggio 2020
Per professione siamo abituati a fare conti, esaminare ipotesi, programmare il futuro tenendo presente la storia del passato. ‘Nostalgia di futuro’ è proprio uno degli slogan dell’Osservatorio Tuttimedia, grazie alla lungimiranza del fondatore Giovanni Giovannini, del quale celebriamo proprio questo mese il centenario della nascita. Grazie ai suoi insegnamenti faremo crescere la tecnologia digitale, ma non trascureremo l’etica e l’estetica che in questo momento hanno pochi protettori. Il Premio ‘Nostalgia di futuro 2020’, a novembre in casa FIEG, sarà dedicato all’editoria mutante.
058 - ABBONAMENTI
La ‘carta stampata’ continua a soffrire. Nel fracasso mediatico che accompagna la pandemia sanitaria gli editori digitali hanno tratto giovamento: gli abbonamenti alle notizie sono triplicate, lo dice The Subscription Economy Index. I settori principali che vedono un'accelerazione negli abbonamenti includono OTT Video Streaming, Digital News & Media, E-Learning e Software di comunicazione. Molti editori offrono prove gratuite o testano nuove tattiche di acquisizione per catturare un pubblico più ampio e attirare l'attenzione di nuovi abbonati; le offerte sono flessibili e finalizzate alla fidelizzazione anche dopo la fase dell’attualità dell’emergenza. Si creano nuovi pacchetti di prodotti, piani tariffari e promozioni per utenti vecchi e nuovi che hanno, e che avranno, in un apparecchio casalingo o portatile la loro fonte primaria di informazione.
059 - VIRTUALITA’
L’assembramento può essere virtuale e può far più presenze di un incontro in libreria per presentare le novità. Abituati ormai ai talk televisivi, possiamo mandare in streaming (in diretta ma anche in replay) l’intervista all’autore di un nuovo romanzo, di un saggio, di un numero speciale di un periodico. A casa, o in un ufficio non troppo esigente, o semplicemente col telefono possiamo assistere, mandare una domanda a chi sta in studio, prenotare un acquisto da ricevere a domicilio. Lo streaming è gratuito, ma chiede una registrazione che potrà essere sfruttata successivamente dall’editore. La recensione dal vivo e audiovisiva piace anche agli autori. Marketing avvincente.
060 - GOOGLE’S POLICY
In un comunicato del 30 aprile 2020, Google conferma che mantenere alta la fiducia nell’ecosistema della pubblicità digitale è una priorità massima. Nel 2019 Google ha eliminato 2,7 miliardi di annunci che violavano le sue policy interne. Inoltre ha sospeso circa 1 milione di account di inserzionisti proprio per violazione delle policy. Lato publisher, sono stati chiusi oltre 1,2 milioni di account e rimossi annunci da oltre 21 milioni di pagine web che sono parte della sua rete. Nelle categorie come il phishing (estorsione truffaldina di dati) e il trick-to-click (link falsi), sono pertanto diminuiti di quasi il 50 per cento gli annunci ingannevoli rispetto all’anno precedente. In totale, nel 2019 sono stati bloccati oltre 35 milioni di annunci di phishing e 19 milioni di annunci trick-to-click e rimossi 9,6 milioni di annunci ingannevoli.

PILLS  di Paolo Lutteri – 30 aprile 2020
Il potere alle macchine è pericoloso, gli algoritmi possono identificare i desideri comuni, ma più difficilmente i doveri. Al computer l’Io digitale (come direbbe Derrick), indipendentemente dalle etnie, dalla cultura, dal censo, dal sesso e dalle credenze morali, fa emergere anche sensazioni rozze, banali like e dislike, pulsioni naturali o indotte dall’epidemia dei media, che ispirano letizia o tormento. E, come l’infante, l’Io mira al piacere. Se le macchine, i big data, le intelligenze artificiali raccolgono una preferenza acritica ai pasticcini dolci, perché piacciono ai più, forse non ci danno suggerimenti utili a una sopravvivenza lunga. E’ meglio che l’intelligenza delle macchine non diventi potere.
055 - STRAPOTERE
I calcoli o le stime sull’uso dei motori di ricerca indicano ad aprile 2020 una forbice di risultati, che comunque attribuisce a Google il primato assoluto. Tre fonti diverse (Netmarketshare, Statista e Statcounter) attribuiscono al motore di ricerca di Google (Alphabet) rispettivamente il 70,8%, 87,3%, 91,9% dell’utilizzo totale. Di gran lunga staccato il secondo posto: Bing (Microsoft) è quotato dalle tre fonti citate rispettivamente il 12,6%, 5,5%, 2,5%. Baidu (Cina, solo in lingua cinese) fa l’11,8% per Netmarketshare, lo 0,7% per Statista, l’1,4% per Statcounter. Yahoo! (Verizon Media; fornito da Bing; predefinito per Firefox)) oscilla tra 2,3% e 1,6%. Yandex (Russia) viaggia tra 1,4% e 0,4%. Altri motori, pur eccellenti per la qualità dei servizi, hanno stime sotto l’1%. (Fonte: Reliablesoft.net)
056 - FAI DA TE
Il Rapporto 2020 di Cision Ltd, fornitore leader di software e servizi multimediali, è il risultato di un’inchiesta svolta con 3.200 giornalisti di 15 Paesi dell'America del Nord e del Sud, Europa e Asia. L’obiettivo è lo studio di come i professionisti delle pubbliche relazioni e delle comunicazioni possono costruire relazioni più strette con i giornalisti professionisti. Alcune delle evidenze emerse, proprio in questo periodo di pandemia sanitaria, si riferiscono alla sfiducia nei media da parte del pubblico: è in calo!  Inoltre l’accuratezza e la completezza delle informazioni sono considerate come l’elemento più apprezzabile e cruciale. Cresce invece la sfiducia negli algoritmi dell’intelligenza artificiale in uso per i social media. Insomma, i giornalisti usano i motori delle macchine ma poi preferiscono il loro cervello.
057 - CHI CI TRACCIA?
A controllo della pandemia in corso sarebbe certamente utile poter individuare tempestivamente chi è contagiato e i suoi contatti recenti. Ci ha provato la Cina, la Corea del Sud, Singapore, la Regione Lombardia; il Governo italiano sta studiando. Forti dubbi sull’attendibilità di dati statistici raccolti volontariamente o random, senza una campionatura programmata; forti dubbi anche sull’ammissibilità del controllo nel rispetto della privacy. I colossi informatici sarebbero già in grado di tracciare quasi tutti attraverso gli smartphone. Google e Apple, in partnership, prevedono di automatizzare il processo. Utilizzando il bluetooth e una app pianificata, il sistema operativo cercherà altri smartphone con cui sono in contatto i telefoni. Tutto anonimo e non localizzato, disabilitabile regione per regione, dicono. L’utente di smartphone viene avvisato se qualcuno dei suoi contatti è stato rilevato positivo al virus. Si cercano così anche le anime gemelle?

PILLS  di Paolo Lutteri – 23 aprile 2020
Distanza sociale: meglio l’inferno col confronto fisico ed emotivo o un paradiso solitario? Il dilemma, come dicevano i filosofi, si supera passando tra le corna degli estremi. Certo è che la socialità passa più dai telefoni che dagli incontri, più dalla vista che dal tatto, più dall’udito che dal profumo. Il linguaggio del corpo si appanna. Prove di comportamento per un mondo nuovo, col disinfettante e la mascherina, a pochi metri da casa. Il turismo diventa telematico, per l’Italia vuol dire ‘PIL meno 13%’, senza contare l’indotto.
052 – ROBOTICA E GIORNALISTI
Una piattaforma di linguaggio che trasforma i dati in una narrativa: si può fare, si fa. Già da 4 anni esiste Wordsmith, un generatore automatico di contenuti della società americana Automated Insight. Ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro il Washington Post ha messo al lavoro questo software di intelligenza artificiale per occuparsi di statistiche, risultati, medaglieri, classifiche varie, lavori ripetitivi e spesso noiosi, mentre ai giornalisti umani è stato riservato l’approfondimento critico. In Cina hanno sperimentato Dreamwriter, un giornalista umanoide per i telegiornali. In California c’è il robot GPT2 che può scrivere un articolo semplicemente con un’imbeccata di parole chiave. Ma un vero giornalista non è un raccoglitore di parole.
053 - CONTROINFORMAZIONE
In tempo di crisi accanto al racconto degli eventi si sviluppano i depistaggi, le teorie dei complotti, i gossip del dietro le quinte, le manipolazioni mediatiche che creano scandali e correnti strumentalizzate. Certamente la ‘main culture’ ha bisogno di critiche, e le espressioni alternative o marginali spesso sono utili. Con internet e i social si frammenta e si allarga l’informazione ma anche la confusione. La pandemia di Covid-19 è poco controllabile perché i ricercatori la conoscono solo in superficie, ma intanto è scoppiata la pandemia delle informazioni perché i cittadini sono bersaglio di notizie nelle quali l’opinione prevale sulla realtà. Molte istituzioni sono un colabrodo. I collezionisti di bufale sono a loro agio.
054 – NUMERI DI YOUTUBE
Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, tre ragazzi nati tra il 1977 e il 1979, sono stati i fondatori della piattaforma YouTube, il 14 febbraio 2005. Venti mesi dopo, Google ha acquisito YouTube per 1,65 miliardi di dollari. Oggi Youtube è il secondo sito più visitato sul web, con 6,5 pagine viste per visitatore, 2 miliardi di users registrati ogni mese, all’81% giovani tra 15 e 25 anni.  Mediamente gli utenti navigano su Youtube per 12 minuti e 43 secondi al giorno, utilizzando al 70% dispositivi mobili. Ogni minuto vengono caricate 500 ore di video. Youtube offre ai visitatori video generati al 70% da algoritmi di intelligenza artificiale. Al 20 aprile 2020 il video più visto, postato il 12 gennaio 2017 (‘Luis Fonsi ft. Daddy Yankee – Despacito’), ha raggiunto 6.724.773.190 di contatti. Google ha pubblicato per la prima volta l’importo dei ricavi pubblicitari per YouTube nel febbraio 2020 come parte del rapporto finanziario 2019 di Alphabet: 15,1 miliardi di dollari nel 2019.  Sulla piattaforma c’è anche Media Duemila: www.youtube.com/user/TuttiMedia/videos.

PILLS  di Paolo Lutteri – 15 aprile 2020
Non si smette mai di definire in matematica le cose semplici. Ogni giorno abbiamo sotto gli occhi la misura del rischio di prendere il Covid-19: ci dicono che quando sarà R=0 il contagio terminerà. Quando il focolaio è scoppiato, R era uguale a 10 e l’infezione è dilagata. La formuletta è banale e la misurazione si potrebbe fare all’inverso quando si tratta di propagare un messaggio. Gli influencers puntano almeno a R=100 per farci sapere i loro suggerimenti e le loro opinioni. I politici contano su numeri alti per la loro viralità, pardon: per raccogliere consensi. Linkedin magari è più modesto, ma tenace, le tecniche blockchain saranno un trampolino formidabile. Chissà se l’algoritmo l’ha inventato Sant’Antonio, quello della catena.
049 - ENTANGLEMENT 85 ANNI DOPO
La scienza si scrive in inglese, ma francesi e tedeschi, come al solito, sono sciovinisti e chiamano il fenomeno rispettivamente ‘Intrication quantique’ e ‘Quantenverschränkung‘. Qui possiamo tradurlo come ‘Intreccio quantico‘. E‘ una situazione che contraddice alla fisica classica, evidenziata nel 1935 da Erwin Schödinger: una particella di materia può avere una gemella identica, ancorché lontana, alla quale può passare informazioni fotoniche e farla comportare in modo identico. Queste variabili subliminali della fisica già sono applicate per i computer quantistici, abbiamo già esperimenti sul teletrasporto e forse presto potremo parlarne come mezzo di comunicazione subatomico.
050 - UNESCO DIGITAL LIBRARY
La Banca dati dell’Unesco contiene documenti che vanno dall’8000 avanti Cristo ad oggi: volumi, mappe, fotografie, filmati di 193 Nazioni. Basta accedere al sito https://www.wdl.org/en/, cercare, scegliere, scaricare se si vuole. Certamente è una miniera interessante per promuovere la conoscenza, la formazione, le scienze naturali, le scienze sociali, la comunicazione e l’informazione e contribuire a ridurre il ‘digital divide’ della cultura. Raccontare che ha sede a Parigi oggi non ha senso, l’internet è dappertutto e l’accesso è libero e gratuito. In tempi di lockdown è utile anche questa.
051 - SOVVENZIONI DA IMITARE
I big tecnologici hanno questioni fiscali aperte in molti Paesi, ma in questa fase di pandemia sanitaria, con responsabilità sociale e intelligente preveggenza per le sorti dell’economia futura, hanno aperto il portafoglio per donazioni milionarie alle imprese, al settore sanitario, alle istituzioni no-profit e anche al sistema dell’informazione. La stima supera il miliardo di dollari. Molte donazioni in realtà sono aperture di crediti pubblicitari. Se volete sapere alcuni importi delle sovvenzioni di Google/Alphabet, Facebook, Amazon, Microsoft, Apple, potete trovarli sul sito seguente.
https://www.we-wealth.com/it/news/fintech/digital-transformation/coronavirus-cosa-stanno-facendo-le-big-del-tech/

PILLS  di Paolo Lutteri – 9 aprile 2020
Gli animali ispirano sempre la cultura politica: la tigre di carta, l’orso e il toro in borsa, gli unicorni, i gattini e le sardine, solo per fare qualche esempio. Adesso va forte ‘il cigno nero’: l’evento imprevedibile, capace delle peggiori turbolenze in tutti i settori della civiltà, dall’economia alla finanza, dall’istruzione alla morale, dal collasso ambientale alla salute. Ne parla un recente rapporto della Bank for International Settlements, edito poco prima del deflagrare della pandemia. Auspica un ‘cigno verde’, con un’azione collettiva, coordinata tra molti attori tra cui governi, settore privato, società civile e comunità internazionale, per mettere alle corde il cigno nero. “The green swan. Central banking and financial stability in the age of climate change”.
https://www.bis.org/publ/othp31.pdf
046 - BLOCKCHAIN ANSA PER LA TRANSIZIONE DIGITALE
Tracciare l’origine delle notizie è fondamentale per garantirne la veridicità. L’ANSA, in collaborazione con EY Advisory, ha avviato un’etichetta ‘ANSAcheck’ basata sulla tecnologia di tracciabilità EY OpsChain, attraverso la quale i lettori possono vedere la storia delle notizie, confrontarle, interconnettere attori dell'ecosistema, editori, agenzie web e altri, implementare nuove logiche e attività commerciali. La base della piattaforma è un contratto intelligente, un oggetto di Information Technology che consente la creazione di una stringa crittografica delle notizie e permette la verifica delle informazioni pubblicate sul sito web ANSA.it.
047 - AI PANDEMIC LIFESAVER
I sistemi di intelligenza artificiale possono essere preziosi nel tracciare le epidemie analizzando una vasta gamma di fonti. Alcuni ricercatori in USA (Allen Institute for AI, Chan Zuckerberg Initiative, Microsoft, Georgetown University e altri specialisti) si sono riuniti per rendere disponibili circa 29.000 articoli di ricerca sul corona-virus che possono essere sottoposti a scansione per il data mining. Attraverso Kaggle, una community di machine learning e data science che fa capo a Google, questi strumenti saranno disponibili per i ricercatori di tutto il mondo. La speranza è che l'intelligenza artificiale possa essere utilizzata per aiutare a trovare le risposte al Covid-19, dal monitoraggio dello scoppio alla diffusione, all'accelerazione dei test dei medicinali antivirus.
048 - BIBLIOTECA
Libri: si legge di più, si vende poco, si stampa meno. Nel 2019 sono state vendute 92 milioni di copie fisiche, con fatturato di quasi 1,5 miliardi di euro e un aumento sul 2018 del 5%. L’AIE (Associazione Italiana Editori) nel 2019 ha contato 80.000 novità, per il 2020 prevede oltre 23.000 titoli in meno, ovvero circa 50 milioni di copie in meno e un fatturato ridotto di un quarto. L’Associazione degli Editori indipendenti (ADEI) che rappresenta quasi il 50% del mercato librario, il mese di marzo 2020 ha registrato un crollo del 68% del mercato, con un mancato incasso di circa 60 milioni di euro. Il 75% di questi editori prevede un ritorno alla normalità dopo settembre. Intanto crescerà significativamente il mercato degli e-book?

PILLS  di Paolo Lutteri – 2 aprile 2020
“Mal comune, mezzo gaudio” è certamente un detto socialmente scorretto, ripugna alla logica e alla morale, soprattutto in una situazione pandemica come quella odierna. Il fatto curioso è che, cercata la frase su Google, la prima citazione del motore suggerisce che in inglese si dice: “A trouble shared is a trouble halved”, ovvero: “Un problema condiviso è un problema dimezzato”. Così mi piace, mi sembra proprio corretto, logico, etico e particolarmente utile di questi tempi, miei cari governanti d’Europa!
043 – MATRICE DI MICROELETTRODI NEL CERVELLO
Le nanotecnologie permettono di ascoltare il dialogo tra le cellule a stella del cervello. Gli astrociti, cellule gliali a forma di stella, che hanno un ruolo centrale nella struttura del cervello e in funzioni come memoria ed apprendimento, hanno una propria attività bioelettrica di eccitazione e comunicazione. Lo dicono i ricercatori del CNR. La matrice di microelettrodi è un sistema di registrazione ideale. Questo lavoro apre la strada all'utilizzo di nanotecnologie e interfacce che si integrino nel cervello, consentendone la comprensione e la cura di malattie. La generazione di interfacce gliali potrebbe avere un impatto anche sullo sviluppo di dispositivi avanzati per la salute che mirano a ‘riaccendere’ il cervello e potrebbe rivoluzionare campi quali la bioingegneria, la robotica e l’intelligenza artificiale. ufficiostampa@cnr.it,
044 – COBOT IN CUCINA
In questi tempi di pandemia e di controllo della salute le tecnologie di automazione vanno anche in cucina. I robot industriali collaborativi (cobots) lavorano con le applicazioni in ambito alimentare. Lungo tutta la catena del valore - produzione, lavorazione e distribuzione - i cobots costituiscono un supporto oggi quasi indispensabile per poter cucinare e distribuire senza contatto umano diretto. Crescono le aziende di robotica alimentare; per esempio: Miso Robotics (https://misorobotics.com/) prepara grigliate di hamburger e fritture, Picnic (https://www.hellopicnic.com/press) fa le pizze, CafeX (https://www.cafex.com/) prepara caffè e altre bevande, i cobot della Universal Robots possono essere operativi 24 ore su 24 (https://www.universal-robots.com/it/settori-industriali/alimentare/).
045 – BLOG BLOG
Il 75% delle persone non scorre mai oltre la prima pagina internet nei risultati di ricerca e l’80% ignora gli annunci pubblicitari, ma i blog catturano più facilmente la fiducia. Le più popolari strategie di content marketing includono blog e social media. Nel 2020 si stima ci siano oltre 600 milioni di blog nel mondo. Ogni giorno vengono pubblicati su Internet circa 5,7 milioni di post. Dodici milioni di persone pubblicano blog sui loro social media. Negli Stati Uniti le ricerche dicono che l’81% dei consumatori online si fida delle informazioni trovate sui blog e il 61% dei consumatori online dichiara di aver effettuato un acquisto in base alle raccomandazioni di un blog. Blog blog e così sia!

PILLS  di Paolo Lutteri – 27 marzo 2020
Come ci suggerisce Derrick de Kerckhove, l’intelligenza collettiva che cresce nella società digitale odierna, sarà la molla del prossimo progresso sostenibile. Anche Carlo Cattaneo, presidente del Consiglio di guerra delle Cinque giornate di Milano nel 1848, si è dedicato alla psicologia delle menti associate, in un intervento al Reale Istituto Lombardo (11 agosto 1859): “Signori, il lievito che fa fermentare le idee non si svolge in una mente sola; il genio si tien per mano alla catena de' suoi precursori. Perché si destino le idee, devono attuarsi i più generosi istinti, devono infervorarsi li animi. La corrente del pensiero vuole una pila elettrica di più cuori e di più intelletti”.  Ovvero: anche dalle calamità contingenti ci potremo liberare con una forza congiunta, che è l’approccio di studio e disponibilità sociale dell’Osservatorio Tuttimedia.
040 – SMART LEARNING
Secondo il sito skuola.net, dal momento che dal 3 marzo 2020 tutte le scuole italiane sono state chiuse, la maggioranza degli studenti è al lavoro con le lezione online. Il 90% dei ragazzi sta già ricevendo una formazione di tipo digitale. Non è semplice la didattica a distanza, decollata in una congiuntura di emergenza, in cui né gli scolari né gli insegnanti si aspettavano tale situazione. Tuttavia questo smart learning procede e potrà fornire anche in futuro strumenti utili di apprendimento, di diffusione di nozioni e di verifiche di performances. Purtroppo si nota una certa resistenza alla didattica a distanza da parte dei genitori. Spesso sono chiamati ad assistere i propri figli, ma tre su dieci non si sono prestati a collaborare con i docenti.
041 – WEB IN NUMERI
Tim Berners-Lee (nato nel 1955), nel 1980 trascorse alcuni mesi al CERN di Ginevra, come consulente nel campo dell'ingegneria del software. Per uso interno costruì il primo software per immagazzinare informazioni. Questo prototipo fu la base concettuale per lo sviluppo del World Wide Web. Il primo sito (info.cern.ch) fu aperto il 6 Agosto 1991. Secondo le analisi di Lisa Sanovki (nota sviluppatrice web), al 1° gennaio 2020, c'erano 1.744.517.326 siti web (a gennaio 2016 erano 906.616.188). Le registrazioni di dominio sono oggi circa 333,8 milioni. In percentuale: .com ha il 43,59% (133,9 milioni); .tk (Tokelau, Nuova Zelanda) il 6,65% (!?); .net il 4,68%; .de il 4,04%; .uk il 3,48%; .org il 3,29%; .cn il 3,21%; .ru il 2,04%; .info l’1,69%; tutti gli altri frammentati fanno il 27,32%.
042 - EMOTICONS
E’ un gergo extra-verbale di comunicazione digitale ‘:-). Nello standard Unicode ci sono (per adesso) 3.304 tipi di faccine stilizzate: unità di messaggio che diventano linguaggio, il linguaggio emotivo più globale e più in crescita. Le faccine trasmettono efficientemente e istantaneamente lo scopo del comunicatore perché, saltando le parole, toccano direttamente le aree cerebrali dell’immagine e dell’attenzione emotiva. Tra i più popolari nella mappa di emoji, emoticon e, smiley: ‘il viso con lacrime di gioia’, ‘il cuore rosso’, ‘la faccina sorridente con gli occhi a cuore’. Una grande lista di faccine si può trovare sul sito: https://fbicons.net/it. Se qualcuno vuole cogliere ”L’infinito” di Giacomo Leopardi senza parole, ecco il link.
https://www.cronachemaceratesi.it/2020/02/14/dallaramaico-alle-emoticons-quante-lingue-parla-linfinito/1364692/

PILLS  di Paolo Lutteri – 18 marzo 2020
Scienziati, opinionisti e fabbricanti di bufale alla ribalta in questo momento globale di epidemie: la preparazione è indispensabile, ma anche l’onestà intellettuale. Anche un comune operatore può scrivere di scienza, non è necessaria un’investitura formale di un ordine professionale. Tuttavia chi diffonde notizie fasulle spacciando autorevolezza (o arroganza!?) si rende responsabile di gravi deformazioni di conoscenza, soprattutto in momenti di incertezza o di soglia di allarme sociale. Le informazioni, oltre che ponderate, vanno circostanziate. Iperboli e fantasie sono bandite. Le semplificazioni sono utili per la comprensione, ma non possono essere superficiali e improprie né nascondere parti significative. Gli errori nuocciono a tutta la collettività e, in un mondo mediatico senza confini, riportare un falso battito d’ali di farfalla può generare uno tsunami di panico lontano mille miglia.
037 - SALUTE SUI SOCIAL
Il tema della salute occupa il 7% delle ricerche su Google (70.000 ricerche web al minuto). Perlopiù la ricerca tende a farsi un’autodiagnosi in base ai sintomi e a studiare cure specifiche o nuove cure. Secondo una ricerca di WeGoHealth circa il 90% degli intervistati ha dichiarato che le community hanno giocato un ruolo fondamentale nelle loro decisioni in merito alla cura e alla prevenzione della salute. L’87% dei partecipanti ha affermato di aver condiviso più di una volta informazioni relative alla salute attraverso i post di Facebook. E i cinguettii su Twitter non commentano solo l’attualità, ma anche la salute, ed è il social degli utenti più interattivi e propositivi. Dedicare alla salute e alla medicina un sito o un blog richiede una strategia che unisca l’affidabilità e l’autorevolezza all’efficacia. E non solo nell’era dell’emergenza.
https://www.doxee.com/it/blog/marketing/healthcare-e-social-media-strategy/
038 - COVID-19 SUI MEDIA
L’emergenza della salute ha suscitato un impatto pesante sui media. Lo studio, realizzato da InMediaTo Mediaplus di Torino, centro media e di consulenza del gruppo Serviceplan, evidenza un vistoso cambiamento di consumi mediatici a seguito del propagarsi del virus della polmonite. E’ l’effetto delle ‘scuole chiuse’ e del ‘resto a casa’ che ha fatto cambiare abitudini soprattutto ai giovani. Così l’audience televisiva nel day time aumenta del 17% e in prima serata del 10%. Il pubblico 4-14 anni cresce del 28%. Si impenna l’utilizzo dei social media, delle chat, delle semplici telefonate. La socializzazione si trasferisce sui network digitali. Alta solidarietà su tutte le piattaforme.
https://www.inmediatomediaplus.it/it/news/inmediato-mediaplus-report-coronavirus.html
039 - L’APPEAL DELL’ALIMENTAZIONE
Al Festival del Giornalismo Alimentare, svolto qualche settimana fa a Torino, secondo il ‘Report sull’informazione alimentare nei media italiani’ realizzato dalla società L’Eco della Stampa, più di 1,3 milioni sono le ‘notizie’ divulgate dai media lo scorso anno sul tema del cibo, di cui 730.000 sul web, 520.000 sulla stampa, 90.000 dalla radio e 31.000 in tv. Le eccellenze alimentari fanno successo; oltre 200.000 pubblicazioni sul tema riguardano le denominazioni di origine: in testa le DOC (oltre 90.000), cui seguono DOP (oltre 62.000), IGP (oltre 36.000) e DOCG (oltre 27.000). Per curiosità: lo chef più citato dai media è Gordon Ramsay (quello di “Ristoranti da incubo”), seguito da Alessandro Borghese e Joe Bastianich. Io dividerei il merito tra loro e i loro editori!
https://www.unimondo.org/Notizie/I-media-italiani-parlano-piu-di-cibo-che-di-politica-193601

PILLS  di Paolo Lutteri – 27 febbraio 2020
“Plaudite, cives!”. I talk show televisivi hanno pregi e difetti. Diamo scontato il pregio di far conoscere al pubblico volti e opinioni dei personaggi dell’amministrazione pubblica e della cultura, inclusi i giornalisti. Invece poco gradevole il vezzo dei conduttori di far domande molto articolate e di troncare le argomentazioni del dibattito, arrivando raramente a conclusioni del tutto chiare. Di peggio ci sono gli applausi del pubblico presente negli studi. Pubblico o figuranti? Persone o burattini che battono le mani comunque a tutti, a comando. Che senso ha? Clap clap è un condimento mediatico irritante, troppo frequente e palesemente artificiale. E’ un comportamento falso, già stigmatizzato più volte, anche dalle Commissioni di Vigilanza, ma del quale i registi e i conduttori non vogliono liberarsi. Malaffare, già dai tempi dell’impero romano.
034 – SEMPRE PIU’ VELOCI
La quinta generazione della tipologia di connessione digitale utilizza le onde radio millimetriche tra 30 e 300 Giga Hertz (GHz). In Italia avanzano i test ma la diffusione è ancora lenta. Si prevede che sarà accessibile a tutti solo nel 2022-2023 con una velocità media di 690 Mega bit per secondo (Mbps). Aumenterà intanto anche la velocità della quarta generazione (4G), che passerà da 25 Mbps del 2018 a 63 Mbps nel 2023. La velocità abiliterà le tecnologie dell'intelligenza artificiale, della blockchain e dell'internet delle cose, con tempi di risposta dell’ordine di millisecondi. Gli smart-phone diventeranno macchine potentissime e non mancheranno rischi di possibili cyber-attacchi alle reti. Allo studio anche gli effetti delle microonde elettromagnetiche sulla salute.
https://www.cisco.com/c/en/us/solutions/executive-perspectives/annual-internet-report/air-highlights.html#
035 – QUANTE FICTION IN EUROPA
Le fiction televisive sono sempre più numerose e interessanti sotto il profilo dei contenuti letterari, della qualità della realizzazione, come attrazione per gli ascolti ma anche come veicolo di marketing e pubblicità. In Europa, secondo l'Osservatorio Europeo dell'Audiovisivo, lo scorso anno sono stati prodotti 920 titoli diversi per oltre 11.000 ore di trasmissione e circa 16.400 episodi. Gli investimenti più significativi sono stati fatti nel Regno Unito (8,6 miliardi di euro), in Germania (8 miliardi di euro), in Francia (5,5 miliardi di euro). In Italia: 4,4 miliardi di euro.
https://www.theglobaltvgroup.com/world-television-day-celebrates-the-quality-of-tv-around-the-globe/
036 – AUDIENCE AMARCORD
Il rilevamento degli ascolti televisivi con Auditel iniziò il 7 dicembre 1986. L’audience più alta rilevata per uno spettacolo televisivo spetta al calcio e risale al 3 luglio 1990 con Italia-Argentina dallo stadio San Paolo di Napoli (vinse l’Argentina 4-3 ai rigori): 27.537.000 telespettatori e 87,25% di share (Rai). Mediaset ha il suo record con Juventus-Milan, finale di Coppa dei Campioni, 28 maggio 2003 a Manchester (vinse il Milan 3-2 ai rigori): 20.193.000 telespettatori e 67,27% di share. Escludendo il calcio, il record di ascolti tv spetta al Festival di Sanremo del 22 febbraio 1995: 18.389.000 telespettatori e 65,42% di share (Rai). Naturalmente nel corso degli anni si sono modificate sia l’offerta audiovisiva (televisiva e non) sia le modalità di rilevazione. I record sono rimasti nel passato.
https://www.tvblog.it/categoria/auditel

PILLS  di Paolo Lutteri – 21 febbraio 2020
Le persone oggi concedono la loro fiducia sulla base di due attributi distinti: competenza (efficienza e mantenimento delle promesse) e comportamento etico (fare la cosa giusta e lavorare per migliorare la società). Insomma, la fiducia va costruita bilanciando la competenza con il comportamento etico. A questo proposito è drammatico il rapporto sulla fiducia nelle istituzioni di Edelman, una delle più grandi società di consulenza in comunicazione, da studiare analiticamente per evitare generalizzazioni estreme e per evitare conclusioni algoritmiche superficiali.
031 – TRUST BAROMETER
Con una ricerca in 28 Paesi su 34.000 individui, il Barometro della fiducia di Edelman del 2020 rivela che, nonostante una forte economia globale, nessuna delle quattro istituzioni sociali prese in considerazione, Governo, Impresa, Organizzazioni non governative (ONG) e Media, è attendibile. Le persone hanno paura per il futuro. La maggior parte degli intervistati in ogni mercato sviluppato non crede che tra cinque anni starà meglio, e oltre la metà degli intervistati a livello globale crede che il capitalismo nella sua forma attuale stia facendo più danni che benefici nel mondo. La percezione è che le istituzioni servano sempre più gli interessi di pochi rispetto a tutti. La sfiducia è guidata da un crescente senso di iniquità e ingiustizia nel sistema. Nessuna delle quattro istituzioni è considerata sia competente che etica. L’Impresa ha il livello più alto in termini di competenza; le ONG guidano il comportamento etico; il Governo e i Media sono percepiti come incompetenti e non etici.
https://www.edelman.com/
032 – LINGUE PARLATE
La comunicazione è fatta attraverso i linguaggi. Secondo SIL International le lingue parlate sono in continua evoluzione. Se ne contano oltre 7.000. Di queste il 40% è in via di estinzione, mentre 23 lingue rappresentano oltre la metà della popolazione mondiale. Come ‘prima lingua’ il cinese ‘putonghua’, con tutte le sue varietà regionali, è parlato da 1311 milioni di individui. Sempre in milioni come ‘prima lingua’: lo spagnolo 460, l’inglese 379 (ma oltre un miliardo di individui lo usa come seconda lingua), l’hindi 341, l’arabo 319 (con 19 varianti), il bengali 228, il portoghese 221, il russo 154, il giapponese 128, il lahnda (Punjab) 119 milioni. Quanti usino bene la grammatica o la sintassi sono ancora da contare.
https://www.ethnologue.com/guides/how-many-languages
033 – LA GUERRA DEI DATI
Nel 2030 si prevede che 500 miliardi di oggetti saranno connessi (IOT, internet delle cose). L’Europa vuole proteggere dati e connessioni e non lasciare il controllo alle piattaforme americani e cinesi. Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno ha dichiarato di voler stabilire regole chiare da rispettare soprattutto in tema di accesso e condivisione di dati industriali o pubblici, per chiunque voglia operare in Europa. Le grandi piattaforme straniere non possono continuare a definirsi semplici ‘reti di telecomunicazione’. E’ a rischio la democrazia e le libertà dei cittadini e delle imprese. E l’Europa sarà un campo di battaglia tesa a difendere la propria sovranità. E’ l’oggetto di un ‘Digital Services Act’ europeo che è in preparazione. 
https://www.lesechos.fr/tech-medias/intelligence-artificielle/thierry-breton-la-guerre-des-donnees-industrielles-debute-maintenant-et-leurope-sera-son-principal-champ-de-bataille-1172285

PILLS  di Paolo Lutteri – 14 febbraio 2020
La digitalizzazione allarga gli orizzonti perché è globale. Le innovazioni tecnologiche che ne conseguono rappresentano la testimonianza della trasformazione di tutto il sistema culturale, sociale e industriale in atto. Lo sviluppo non è omogeneo in tutti i Paesi, gli standard e le regolamentazioni non sono le stesse ovunque, le legislazioni sono alla rincorsa delle situazioni già di fatto operative. La fiscalità arranca. Mentre la creatività cresce esponenzialmente, la distribuzione e la formazione degli operatori lasciano a desiderare. E’ necessaria una nuova alfabetizzazione per gli operatori tradizionali e ‘aziani’. L’Osservatorio Tuttimedia con Media Duemila possono essere utili anche per questo motivo.
028 – UNITED NATIONS BLOCKCHAIN
Le piattaforme blockchain servono per una cultura industriale della trasparenza, della sostenibilità, della responsabilità reciproca e della tracciabilità degli ecosistemi produttivi. L’International Trade Center (ITC), che fa capo alle Nazioni Unite, ha presentato in questi giorni a Davos una piattaforma realizzata con la collaborazione del World Economic Forum, di Everledger, Lenzing Group e Textile Genesis, che può visualizzare i dati delle catene di fornitura basate su blockchain provenienti da aziende e fonti plurime. I dati sensibili sono ospitati presso i Data Center delle Nazioni Unite, garantendo indipendenza da terze parti, neutralità, immunità e privilegi supernazionali.
https://www.innovationpost.it/2020/01/24/una-piattaforma-pubblica-e-aperta-per-garantire-la-tracciabilita-e-catene-di-fornitura-piu-efficienti-e-sostenibili/
029 – VPN
Privati e aziende che utilizzano intensamente internet hanno bisogno di proteggere dati e identità. I servizi VPN (Virtual Private Network = rete virtuale privata) servono a questo scopo: evitano intrusioni criminali o semplicemente di curiosi indesiderati, proteggono documenti e cronologie interne, nascondono il proprio traffico in uscita. Questo avviene per via di connessioni criptografate per tutti i devices connessi a internet (telefono compresi). Il server VPN riceve e controlla per conto del cliente. Così, per esempio, un lavoratore può operare da casa in sicurezza con i dati condivisi sulla sua rete aziendale. Ovviamente l’affidabilità del gestore VPN è un requisito fondamentale, insieme alla sicurezza e alla velocità operativa. Ci sono già recensioni precise sulle VPN in Italia. Consulta, ad esempio non esaustivo, il seguente link.
https://it.vpnmentor.com/
030 – LA CENSURA SU INTERNET
Internet è molto utile per avere informazioni tempestive, per socializzare, per approfondire argomenti. L’accesso non è sempre aperto indiscriminatamente a tutto soprattutto in alcuni Paesi che esercitano censura politica, etica, culturale, tecnologica. Per esempio: le reti VPN, che criptano il traffico internet e proteggono le identità, spesso non sono legali. I dieci Paesi nei quali le censure sono più forti sono: Nord-Korea (solo notizie politiche statali, no social network, no torrenting e VPN); Cina (notizie politiche controllate, no social media esteri, no VPN, scarso controllo copyright; pene severissime per trasgressori); Russia (notizie politiche e social media molto controllati, traffico web ristretto, no torrenting e VPN); Iran (news e social media molto controllati e censurati, no VPN); Turkmenistan (news e VPN controllate, no social media); Eritrea (news politiche controllate e censurate, no social media); Pakistan (news politiche controllate e censurate, no torrenting); Emirati (news politiche controllate e censurate); Bielorussia (news politiche controllate). I contenuti pornografici sono vietati in tutti questi Paesi e in molti altri. I social media sono censurati anche in altri Paesi africani, asiatici e sudamericani; in alcuni Stati i social media vengono sospesi durante i periodi elettorali (Mauritania) o di esami scolastici (Etiopia e Somalia). Libertà editoriale e privacy sempre a rischio.
https://docs.google.com/spreadsheets/d/1lBygV4B7rVmociNArFRb6WhC8Bsw2OD0HavnJ4E_ZxQ/edit?usp=sharing

PILLS  di Paolo Lutteri – 23 gennaio 2020
Una volta si chiamava ’società editoriale’, adesso ‘Media Company’, ma è molto di più! ‘Media Company’ sembra una paroletta magica per qualificare le aziende innovative. Meglio ancora: ‘Global Media Company’ o ‘Multimedia Company’. “È l’innovazione, bellezza!”. Per stare al passo con i tempi anche Paolo Dal Pino, neo-presidente della Lega Calcio di Serie A, ha annunciato che la Lega si trasformerà “in una Media Company attiva su scala internazionale, dove Media Company non significa fare un canale, ma significa avere un’attitudine, una modalità con cui affrontare la vita quotidiana del calcio”. Molto bene, magari avremo un nuovo socio all’Osservatorio Tuttimedia! Certamente il calcio è già in posizione dominante su tutti i media, tradizionali audiovisivi e social. E senza frontiere!
025 – CR7 AL TOP SU INSTAGRAM
Instagram è il social network, di Facebook, che permette agli utenti di condividere foto in rete. A gennaio 2020, nel mondo, i followers su Instagram preferiscono su tutti Cristiano Ronaldo (197 milioni di accounts!), poi il mondo dello spettacolo: Ariana Grande (171 milioni), Dwayne Jhonson, Selena Gomez, Kylie Jenner, Kim Kardashan. Al 7° posto di questa parade ecco un altro calciatore: Leo Messi (140 milioni di accounts) e così pure al 9°: Neymar (131 milioni). Gli utenti dei social network mostrano alti tassi di coinvolgimento con i contenuti visualizzati, perciò il richiamo pubblicitario è fortissimo; per esempio, il valore medio di uno dei post di Ronaldo su Instagram è di 735.386 dollari.
https://www.statista.com/statistics/421169/most-followers-instagram/
026 – CYBERSICUREZZA N CITTA’
La Cina ha un miliardo e mezzo di abitanti e prevede entro il 2022 di installare 626 milioni di telecamere pubbliche. Già oggi la città di Chongqing, capoluogo del Sichuan con 15 milioni di cittadini, ha installato più di 2 milioni e mezzo di telecamere; Shanghai conta 26 milioni di cittadini e ha quasi 3 milioni di telecamere. Londra, con i suoi 9 milioni di abitanti ha collocato 627.707 telecamere, Mosca ne ha 146.000, Singapore 86.000, Sydney 60.000, Berlino 40.000, Chicago 35.000. Roma ne ha circa 7.000 e ne stanno verificando la connessione; il Comune di Milano ne ha 2000 e ha attivato un’anagrafe per censire le webcam private. La sorveglianza remota riduce i crimini, forse. Forse la privacy ne soffre. George Orwell, nel 1948, era stato preveggente sul totalitarismo sociale, anche se ancora non c’era la digitalizzazione.
https://www.comparitech.com/vpn-privacy/the-worlds-most-surveilled-cities/
027 – INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RICONOSCIMENTO FACCIALE
Non si sa se sia lecito, ma gli organi di polizia americana disporrebbero di un archivio di tre miliardi di immagini codificate, raccolte da Facebook e altri siti web, che potrebbero aiutare per riconoscimenti facciali di criminali o presunti tali. Gli algoritmi di riconoscimento facciale sono molto sofisticati ma sulla loro precisione c’è ancora da lavorare molto, non sono neutrali ed oggettivi, ma intanto furoreggiano nei film tv, dove la deregulation e la privacy sono costantemente scavalcate dalla creatività degli autori delle storie e stimolano a modo loro l’innovazione tecnologica. In Europa il Gruppo di lavoro della Commissione Europea ha suggerito un nuovo regolamento per garantire un’adeguata protezione dagli impatti negativi dei sistemi di intelligenza artificiale sui diritti fondamentali.
https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/riconoscimento-facciale-la-ue-verso-stop-temporaneo-ecco-perche-e-un-buon-segno-ma-non-basta/

PILLS  di Paolo Lutteri – 18 gennaio 2020
Si scrive un po’, si parla di più, si legge poco, si guarda tanto: è questa la cultura? La logica delle affermazioni lascia spesso a desiderare. Spesso le persone corrono dietro ai pifferai, quelli che usano le iperboli per le proprie idee, che sbraitano più forte oppure che hanno il glamour più affascinante. I professionisti dell’influencing adoperano le tecniche sottili della seduzione digitale per raccogliere followers e sfruttarli a proprio vantaggio. Di fatto sembra che la gente si faccia sedurre facilmente, in fondo sul web non ci metto la faccia e un ‘like’ mi costa niente. Alla fine la verità sembra stia nelle esternazioni (e nelle foto) di una bella donna o di un macho spesso tatuato. La tradizionale filosofia scolastica aborre certamente da tali argumenta ad personam, ma chi la segue ancora? Mass media e social media danzano ammalianti intorno a noi.
022 - INFLUENCERS
I social network acchiappano: metà della popolazione terrestre naviga per un paio d’ore al giorno, la beauty blogger Huda Kattan, irachena-americana di Oklahoma City, conta 25,6 milioni di follower su Instagram, con una media di 9 contenuti postati al giorno per 54 milioni di utenti/mese. Chiara Ferragni, designer di Cremona, a dicembre scorso ha avuto 63 milioni di interazioni (cioè reazioni, commenti e condivisioni su Facebook, like e commenti su Instagram, like e retweet su Twitter, like, dislike e commenti su Youtube). Il sito di Repubblica, per confronto anche se non precisamente commensurabile, ha circa 3 milioni di utenti unici al mese, con circa 10 milioni pagine viste. Le tariffe degli influencer: per ogni post di Huda sono 18.000 dollari, Chiara sembra si accontenti di 12.000.
www.blogmeter.it/; www.primaonline.it
023 – BLOCKCHAIN PER L’EDITORIA
Al concorso del Ministero dello Sviluppo Economico per i progetti dedicati alla sperimentazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, basati sull’utilizzo di tecnologie quali Blockchain, Intelligenza Artificiale (AI), Internet delle cose (IoT), collegate allo sviluppo delle reti di nuova generazione 5G (finanziamento di 4 milioni di euro), hanno partecipato sei Team.
La Società Italiana degli Autori ed Editori e Wind Tre, in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza e Blockchain Core, sono al primo posto tra gli assegnatari dei finanziamenti con il Progetto “Gestione dei diritti d’autore su reti 5G con Blockchain”. L’obiettivo è quello di gestire i diritti d’autore con un registro decentralizzato e avviare una gestione automatizzata dei flussi finanziari tra utilizzatori e beneficiari. Le tecnologie blockchain e le prestazioni di quinta generazione (5G) delle reti permetteranno una nuova e straordinaria efficienza e controllo dei contenuti e dei business del sistema editoriale.
www.mise.gov.it/index.php/it/27-comunicazioni/2040058-programma-di-supporto-alle-tecnologie-emergenti-5g
024 – 8K NON PLUS ULTRA
Su un comune nostro televisore ‘Full HD’ lo schermo ha 1920x1080 pixel. In Giappone, per i prossimi Giochi Olimpici 2020 le trasmissioni saranno a 8K, ovvero 7680×4320 pixel. Una definizione straordinaria oltre la quale sarà forse inutile procedere, poiché la capacità di percezione visiva umana è limitata! I televisori che ricevono 8K sono ancora pochi e i Giochi saranno l’occasione per lanciarli sul mercato, solo per poche aziende produttrici e solo in pochi Paesi, per il momento. Intanto crescono anche le dimensioni degli schermi per famiglia; il top sembra essere quello da 98 pollici, 220x125 cm., 85 kg di peso, 53.179,98 euro se acquistato in rete. Diciamo: una parete preziosa, tecnologica e artistica insieme.
www.yeppon.it/

PILLS  di Paolo Lutteri – 10 gennaio 2020
Queste pillole sono dedicate alla tecnologia del mondo della comunicazione. All’inizio del 2020 sembra utile un sommario degli argomenti emergenti e un breve censimento delle risorse mediatiche. Non solo numeri in crescita, ma anche impatto socio-culturale in profonda trasformazione per l’influenza su costumi e consumi, sulle procedure, sugli stili di vita e di pensiero delle popolazioni. Pur in presenza di grandi disuguaglianze economiche e sociali, l’influenza si fa sentire nelle communities, nell’informazione, nella creatività digitale, nell’e-commerce e nelle forme di gestione della privacy, del gradimento, della reputation personale e dei brand, nelle pratiche fair (e unfair) e perfino nell’approccio psicologico.
019 - SMARTPHONE
Circa 4,1 miliardi di persone nel mondo sono connesse online, il 97% della popolazione mondiale vive a portata di un segnale cellulare mobile e il 93% a portata di una rete 3G (o superiore). I telefoni cellulari sono i mezzi più utilizzati per accedere a Internet e il 57% delle famiglie di tutto il mondo ha accesso a Internet da casa. Il computer non è più necessario per l'accesso a Internet perché le persone si connettono semplicemente tramite smartphone. Occorre che i governi adottino misure per sviluppare le competenze digitali, in particolare nei Paesi in via di sviluppo dove le donne sono particolarmente penalizzate nella cultura digitale.
https://www.itu.int/en/ITU-D/Statistics/Documents/facts/FactsFigures2019.pdf
020 - SOCIAL MEDIA
Sono circa 3,5 miliardi gli individui nel mondo che utilizzano i social media, quasi la metà dell’intera popolazione terrestre. Gli attori di questo settore sono in costante mutamento per reggere l’appetibilità dei loro servizi. Per esempio: le app asiatiche sono una tendenza calda per i siti di social network e contribuiscono a trasformare le economie di tutto il mondo. Ecco una classifica mondiale, orientativa e provvisoria, secondo il numero di utilizzatori attivi per mese (cifre in miliardi di utenti): 1. Facebook (2,23); 2. YouTube (1,9); 3. WhatsApp (1,5); 4. Messenger (1,3); 5. WeChat (1,06); 6. Instagram (1); 7. QQ (0,86); 8. Tumblr (0,64); 9. Qzone (0,63); 10. Tik Tok (0,5).
https://www.mobileappdaily.com/best-social-media-apps
021– ENABLER TECNOLOGICI E MEDIA
I settori promettenti nella digitalizzazione avanzata sono in fase di sviluppo esplosivo in tutto il mondo. Sono difficili le stime del valore dei nuovi business collegati a questi fattori, ma certamente saranno abilitatori indispensabili dell’economia e di un progresso sostenibile:  5G, Big Data, Super Cloud, Intelligenza Artificiale, Mobile Business, Internet delle Cose (IoT), Blockchain, Cybersecurity. A questi campi di lavoro fanno riferimento anche le grandi piattaforme online; in Italia in principali operatori sono esteri (tra parentesi la sede e il numero di dipendenti nel mondo): Amazon (Seattle USA, 647.500), Apple (Cupertino USA, 132.000), Microsoft (Redmond USA, 131.000), Alphabet/Google (Mountain View USA, 98.000), Facebook (Menlo Park USA, 35.587), Netflix (Los Gatos USA, 7.100). Le principali TLC&Mediacompany attive in Italia sono: Comcast (Philadelphia USA, 184.000), Vodafone (Newbury UK, 106.135), Tim (Milano ITA, 57.901), Swisscom (Berna CH, 19.845), Fininvest (Roma ITA, 16.128), Discovery (Silver Spring USA, 9.000).
La nuova architettura informatica che queste aziende offriranno al sistema globale si aggiunge agli argomenti in discussione caratteristici dell’attività editoriale e sarà un trampolino di lancio per una nuova stagione di civiltà. Questi temi fanno parte dello scenario che Media Duemila con l’Osservatorio Tuttimedia si propone di affrontare, studiare, divulgare, commentare, così come già sta facendo da 37 anni.
www.agcom.it/

PILLS  di Paolo Lutteri – 11 dicembre 2019
Il marketing tecnologico abbatte i confini. Crescita globale significa anche che i comportamenti e le esperienze sociali si rincorrono da un Paese all’altro, stimolando le analisi, gli approfondimenti, le iniziative e una competizione virtuosa. Statalismo e liberismo talora si sfidano per andare incontro alle esigenze delle popolazioni. Ci si guarda da un continente all’altro per studiare i limiti del pensiero sociale e del pensiero digitale e per imitare le buone pratiche, mentre mass media e social media devono conquistare una più larga affidabilità.
016 – CHINA SOCIAL MEDIA
Il governo cinese non perde occasione di farsi buona propaganda. A Changsha, durante l’annuale China New Media Conference, si è svolto un seminario sulle responsabilità sociali dei nuovi media. Il documento "China New Media Social Responsibility Proposal” invita i nuovi media e il personale che vi opera a mettere al primo posto i benefici sociali, a diffondere il tema conduttore dell’energia positiva della società cinese, in modo da adempiere al meglio alle responsabilità sociali e a promuovere lo sviluppo sano dei nuovi media. La forza tecnologica delle imprese aiuta la riduzione della povertà e porta soluzioni utili alla popolazione. Per esempio: ByteDance, che ha sviluppato TikTok, ha affermato di aver aiutato a localizzare 11.000 persone scomparse dal 2016 inviando messaggi agli utenti del suo portale di notizie nella zona in cui mancava una persona. Kuaishou, piattaforma di video, nei primi nove mesi di quest'anno, con brevi audiovisivi, ha promosso prodotti agricoli locali e forme di arte popolare per 5 milioni di persone provenienti da aree disagiate della Cina. (30.11.2019)
http://www.china.org.cn/china/2019-12/01/content_75465622.htm
017 – MARKETING TV PER LE DONNE AMERICANE
Chi organizza le strategie di marketing deve pensare al femminile. Secondo Nielsen nel Nord America il 93% delle donne ha una responsabilità condivisa o primaria per lo shopping quotidiano, le faccende domestiche e la preparazione del cibo. Negli Stati Uniti il 53% delle donne negli Stati Uniti afferma di essere la capofamiglia con alta responsabilità di spesa. E le donne sono voraci consumatori di media. Nonostante le ampie opzioni multimediali, la televisione resta la preferita. Alla televisione, in una settimana media, 156 milioni di donne dedicano 73 ore (5 ore in più rispetto agli uomini) e quindi hanno un’alta probabilità di considerare la pubblicità televisiva come una fonte di informazioni utili su prodotti e servizi. (27.11.2019)
https://www.nielsen.com/us/en/insights/article/2019/attention-marketers-u-s-women-are-eager-to-hear-from-you/?utm_source=sfmc&utm_medium=email&utm_campaign=newswire&utm_content=11-27-2019
018 – MI FIDO O NON MI FIDO
Negli Stati Uniti la fiducia nei mass media è bassa: solo il 13% si fida dei media "moltissimo" e il 28% "discretamente". La fiducia, nell'attuale clima altamente polarizzato, è affidata alle opinioni dei partigiani politici che sono diventate sempre più divergenti. In generale: dei media si fidano il 69% dei democratici, ma solo il 15% dei repubblicani e il 36% degli indipendenti. I recenti dati di Gallup indicano che la fiducia dei repubblicani nelle fonti di notizie negli ultimi anni è rimasta stagnante o in declino, mentre quella dei democratici è aumentata. Fox News è l'unica fonte di notizie nazionale con la fiducia a livello di maggioranza dei repubblicani. Sembra che i repubblicani siano molto più propensi dei democratici a percepire pregiudizi, imprecisioni e disinformazione sui giornali, in televisione e alla radio. (26.11.2019)
https://news.gallup.com/poll/267047/americans-trust-mass-media-edges-down.aspx

PILLS  di Paolo Lutteri – 6 dicembre 2019
Il Rapporto annuale dell’Assintel ha segnalato tre grandi ostacoli alla Trasformazione Digitale, nell’ordine: al primo posto una mancanza di cultura organizzativa o del top management verso il cambiamento continuo, al secondo posto la carenza di risorse economiche e al terzo posto la difficoltà nel reperire competenze digitali adeguate. Ciònonostante si estendono le applicazioni sia nelle imprese private che in quelle pubbliche. Crescono le iniziative, soprattutto per i giovani, anche se si avvertono in tutta Europa sentimenti di delusione sulla politica economica.
013 – INNOVAZIONE DIGITALE
Secondo il Rapporto 2020 Assintel, Associazione Nazionale delle Imprese ICT e Digitali, nel 2019 il mercato dell’Information Technology italiano vale oltre 24,2 miliardi di euro, +3,8% rispetto allo scorso anno. Questo trend è previsto consolidarsi anche negli anni successivi. Tra le tecnologie emergenti, a crescere esponenzialmente negli investimenti delle imprese italiane sono l’Internet of Things (+24%), l’Intelligenza Artificiale (+39,1%), le soluzioni di Realtà Aumentate e Virtuale (+160,5%) e i dispositivi Wearable (+116,2%). Continua anche la crescita dei “pillar” della Terza Piattaforma: la spesa aziendale italiana in servizi Public Cloud cresce del +26,1% e le soluzioni Big Data & Analytics del +7,6%. Per l’85% degli Enti della Pubblica Amministrazione la priorità di investimento nel 2020 sarà migliorare il rapporto con i cittadini. Così diverrà strategica la spesa in Information Technology, che si prevede sarà di circa 4,2 miliardi di euro, contribuendo per il 13% al totale della spesa ICT italiana. (27.11.2019)
https://www.assintel.it/
014 - STEM IN THE CITY
STEM sta per Science, Technology, Engineering, Mathematics. E’ un’iniziativa del Comune di Milano per promuovere la diffusione delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali come opportunità per il futuro professionale delle nuove generazioni con un’attenzione particolare rivolta alla popolazione femminile. L’obiettivo è coinvolgere tutto l’ecosistema formativo: insegnanti, genitori, istituzioni e aziende. Quest’anno scorso più di 14.000 persone hanno partecipato agli oltre 150 eventi realizzati grazie al contributo di 146 partner e più di 100 scuole di diverso ordine e grado. Nel 2020 l’argomento sarà ‘la sostenibilità ambientale’, tema cruciale per tutta la società, su cui convergono l’interesse e l’attenzione del mondo pubblico, del mondo privato, dell’opinione pubblica.  Fino al 28 febbraio saranno accolti i progetti, con la collaborazione di enti pubblici e privati, aziende, fondazioni, associazioni, scuole e università che sono invitati a proporre e organizzare dibattiti, seminari, corsi di formazione, installazioni e spettacoli che possano continuare ad alimentare il dibattito e il confronto. La manifestazione culminerà nella Maratona delle STEM dal 27 al 29 aprile. (27.11.2019)
https://www.steminthecity.eu/
015 – GIOVANI DELUSI
Ecco alcune sintesi delle slides che illustrano un’indagine sui giovani europei di fronte al cambiamento, realizzata da SWG. Anzitutto qualche sentimento: in Italia i ‘delusi’ sono il 26%, in Francia il 36%, in Spagna il 43%. La ‘speranza’ ottiene il 23% in Italia, mentre in Spagna la ‘tristezza’ arriva al 43% e in Francia la ‘rabbia’ al 28%, in Polonia il ‘disgusto’ ha il 46%!. In politica economica i giovani europei sembra spingano per un modello meno liberista. In Italia vorrebbero un misto tra ‘modello capitalista’ e un ‘modello economico differente’ il 32%, in Francia il 27%, in Spagna il 42%. Per un ‘modello economico totalmente differente’ sono il 33% dei francesi, il 25% degli spagnoli, il 23% degli italiani. Infine il capitalismo: piace al 31% dei polacchi e solo al 15% degli italiani e al 12% dei francesi. (vedi le slides). (19.11.2019)
https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/wp-content/uploads/2019/11/PoliticAPP_19nov2019.pdf

PILLS  di Paolo Lutteri – 29 novembre 2019
Il panorama delle notizie, in un mondo digitale e globalizzato, si allarga sempre più. I lettori (e i giornalisti) affrontano ogni giorno un mondo sovraccarico di informazioni e disinformazioni. Selezionare, collegare le notizie in modo conveniente, pertinente, utile e stimolante è fondamentale per non perdere le priorità e affrontare le professioni da competenti. Questo è il senso del Rapporto qui segnalato su “Nuovi poteri e nuove responsabilità” nell’epoca della trasformazione digitale.
010 – GIORNALISTI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L'intelligenza artificiale è già una parte significativa del giornalismo, ma è distribuita in modo non uniforme. Le tecnologie in uso vanno dalle funzioni quotidiane, come la ricerca, agli algoritmi complessi basati sull'apprendimento profondo per creare testo o video. Queste tecnologie di intelligenza artificiale si stanno rapidamente sviluppando, insieme ad altri cambiamenti radicali nella produzione dei media e nei modelli di business. Il futuro ha il potenziale per un'influenza ampia e profonda sul modo in cui il giornalismo viene prodotto e consumato. Se completamente integrata, pervasiva e operante su vasta scala, l'Intelligenza Artificiale potrebbe avere un valore elevato in determinate aree come il coinvolgimento del pubblico, la scoperta di storie e l'efficienza del lavoro. Alcuni dei possibili usi, come la traduzione automatica e la generazione di testi, possono consentire di fare passi in avanti in nuove aree del giornalismo, del marketing e dello sviluppo del prodotto. Questo rapporto del prof. Charlie Beckett della London School of Economics è basato su un'indagine sullo stato di avanzamento di 71 organizzazioni giornalistiche di 32 Paesi. (18.11.2019)
https://blogs.lse.ac.uk/polis/2019/11/18/new-powers-new-responsibilities/
011 – TRASPORTI IN DIGITALE
Passeggeri in aumento nel 2018: 185,7 milioni all’anno negli aeroporti italiani e 5,59 milioni al giorno su rotaia. Nello stesso anno gli investimenti digitali del settore sono arrivati a 2.400 milioni di euro. E’ soprattutto la customer experience a trainare gli investimenti: piattaforme digitali, assistenti virtuali e app mobili consentono di integrare i servizi, ma anche di rendere più semplice l’esperienza di acquisto e di ottimizzare la gestione. Per le aziende l’Intelligenza Artificiale/Machine Learning e IoT sono le tecnologie che trainano i progetti innovativi. L’intelligenza artificiale consente alle aziende dei trasporti e di distribuzione non solo la riduzione dei costi del personale e il perfezionamento dei processi, ma anche di efficientare soprattutto le consegne dell’ultimo miglio, rendendo le spedizioni più efficienti e sicure. Per gli operatori portuali è stata realizzata la piattaforma TradeLens, che comprende operatori portuali e terminalisti in tutto il mondo, autorità doganali, intermediari, proprietari di merci, spedizionieri, società di trasporto e di logistica. Con l’aiuto della tecnologia digitale è auspicabile l’affermarsi di uno standard di interoperabilità tra tutti gli attori del sistema. (13.11.2019)
http://ildigitaleinitalia.it/
012 – ITALIANI ALL’ESTERO
Dalla vendita dei diritti, alle coedizioni, alle fiere internazionali: ecco i tanti volti dell'export dell’editoria che saranno presentati dal 4 all'8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola. Il 4 dicembre, nell’ambito di “Più libri più liberi”, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, avrà luogo anche un importante convegno sul ruolo degli editori nella costruzione dell’identità europea, che rappresenta più della metà del mercato mondiale del libro e che permetterà di riflettere sul ruolo dell’editore moderno nell’attuale scenario continentale in relazione anche all’ecosistema che i nuovi player statunitensi del web stanno proponendo. Intanto l'Ufficio studi dell'Associazione Italiana Editori annuncia che, tra il 2001 e il 2019, i titoli italiani venduti all’estero sono passati da 1.800 a 8.569. (26.11.2019)
https://www.aie.it/

PILLS  di Paolo Lutteri – 22 novembre 2019
La scorsa settimana è stato presentato il Rapporto 2019 sul ‘Digitale in Italia’. Contiene un riepilogo interessante su mercati, dinamiche e policy. Come dice Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform che con Confindustria Digitale e altre aziende ha presentato la pubblicazione, “il digitale è oggi il fattore principale di crescita e trasformazione dell’economia; è il change maker dei prossimi anni come nei secoli scorsi lo sono state industrializzazione, commercio internazionale e globalizzazione.”  Gli spunti forniti dal documento sono numerosi e significativi. Avremo occasione di trarne pillole preziose.
007 – DIGITALE DA INDOSSARE
Secondo il Rapporto 2019 Anitec-Assinform, cresce anche in Italia il mercato dei device cosiddetti ‘wearable’, sensori portatili che raccolgono dati, connessi in rete. Da solo il settore degli smart-watches nel 2018 ha raccolto 190 milioni di euro. L’utilizzo più frequente è stato per i pagamenti contactless, per la domotica, per monitorare le attività fisiche e l’assistenza medica anche da remoto. Anche nel campo della manutenzione industriale questi dispositivi hanno consentito prognostica e prevenzione rischi negli impianti, oltre che fornire strumenti preziosi di informazione al personale addetto. La crescita più consistente (+30%) è avvenuta per i visori tipo occhiali (Head Mounted Display), in ambito consumer (gaming) e industriale (per l’efficientamento delle attività operative). Complessivamente tutto il settore della tecnologia wearable, secondo NetConsulting Cube, nel 2018 ha prodotto 563 milioni di euro. (13.11.2019)
http://ildigitaleinitalia.it/
008 – BLOCKCHAIN PER SMART CITIES
In Europa le tecnologie digitali basate su blockchain stanno decentralizzando la fornitura di elettricità consentendo l'interoperabilità dell'energia solare fotovoltaica prodotta da risorse diversificate con reti elettriche. Le fonti energetiche pulite vengono distribuite digitalmente usando l'intelligenza artificiale, l'Internet of Things (IoT) e le reti abilitate alla blockchain. Si tratta di collegare la produzione di energia da miriadi di piccole installazioni con la domanda totale di energia di un Paese. Intanto l’Unione Europea ha lanciato l'Osservatorio Blockchain e sta sviluppato varie normative e politiche relative alla blockchain, sotto il Garante europeo della protezione dei dati, con standard digitali di alto livello per la protezione dei dati, l'interoperabilità e la condivisione delle principali tecnologie blockchain utilizzate nel commercio di energia peer-to-peer (P2P). (20.11.2019)
https://www.pv-magazine.com
009 -  COPYRIGHT COL TRUCCO
Se un genitore scienziato dà la paternità di articoli scientifici al proprio figlio, ne fa un bambino prodigio. Così potrà competere per la futura carriera universitaria. Succede in Corea del Sud. Ma in Germania è successo che le case farmaceutiche abbiano attribuito a esterni le ricerche dei propri dipendenti, per dare autorevolezza senza conflitti di interesse. Più curiose le falsità ‘goliardiche’ degli scienziati che hanno inserito fra gli autori delle proprie scoperte il nome del gatto di casa, Chester, in un articolo sulle proprietà dell’elio (sull’autorevole Physical Review Letters) o di un cane, Mirkwood, sul Journal of Experimental Medicine, e perfino di un criceto, Tisha, che ha firmato uno studio sulla micro-gravità pubblicato su Physica B. (17.11,2019)
https://ilmanifesto.it/scienziati-bambini-nel-mercato-delle-idee/

PILLS  di Paolo Lutteri – 15 novembre 2019
In questa rubrica collochiamo brevi notizie significative di cultura, opinioni, recensioni e segnalazioni, accompagnate da link o bibliografie per approfondire gli argomenti. E saranno benvenuti tutti i complementi e i commenti suggeriti dai lettori.
004 – WIKIPEDIA RUSSA
Il Cremlino vuole una nuova grande enciclopedia elettronica russa. Il budget 2020-2021 per questa attività editoriale sarà di 1,7 miliardi di rubli (circa 27 milioni di dollari). Anche Putin sostiene questa iniziativa, al fine di avere documentazioni e informazioni ‘affidabili’. La Russia ha una "enorme responsabilità per la conservazione, lo sviluppo e l'espansione della lingua russa e della letteratura russa; - ha affermato Putin – sarebbe bene avere la Grande Enciclopedia russa [36 volumi - ultima edizione nel 2017] in forma elettronica. Almeno questa sarebbe un'informazione credibile." Il suo portavoce Dmitry Peskov ha comunque rassicurato che non ci potranno essere divieti o ostacoli all'accesso a Wikipedia. (12.11.2019)
https://realnoevremya.com/articles/3946-putin-urges-to-replace-wikipedia-with-great-russian-encyclopedia
005 - LIBERTA’ VIGILATA
Zak Doffman è il fondatore di Digital Barrier, un'azienda che fornisce tecnologie di sorveglianza avanzate a difesa, sicurezza nazionale, antiterrorismo e infrastrutture critiche. Nel suo articolo sostiene che l'89% degli utenti di Internet nel mondo (circa 3 miliardi di persone) viene monitorato attivamente, in modo automatizzato, grazie ai progressi nell'intelligenza artificiale. La Cina è all'avanguardia. Ma ci sono altri 39 Nazioni che hanno istituito programmi avanzati di sorveglianza sui social media. Vengono evidenziati gli individui, le loro relazioni sociali, viene monitorata la geolocalizzazione e l'analisi dei sentimenti sui dati estratti da Facebook, Twitter e altre piattaforme. Le informazioni dirette e indirette raccolte hanno un valore enorme non solo per il mercato commerciale, ma sempre più per le forze dell'ordine e le agenzie di intelligence. (6.11.2019)
https://www.forbes.com/sites/zakdoffman/2019/11/06/new-government-spy-report-your-social-media-is-probably-being-watched-right-now/#68aa29834f99
006 - GRAB THE TISSUES
Ascolti tv notturni consolidati. Se l'American Academy of Sleep Medicine (AASM) ha classificato il sonno come la seconda priorità più alta, dopo la famiglia, nel suo sondaggio su oltre 2.000 adulti statunitensi ha constatato che l'88% ha dichiarato di essere rimasto sveglio fino a tardi per guardare più episodi di uno show televisivo o di una serie in streaming. La frequenza più alta (95%) tra i 18-44 anni; a queste età molti ritardano il sonno anche per giocare ai videogiochi, leggere e guardare sport. Ovviamente la scelta di abbuffarsi di intrattenimento di notte invece di dormire ha serie conseguenze sulla salute. (10.11.2019)
https://www.webmd.com/sleep-disorders/news/20191110/tv-binges-video-games-books-and-sports-taking-toll-on-sleep

PILLS  di Paolo Lutteri – 8 novembre 2019
In questa rubrica della Newsletter di Mediaduemila la Redazione intende raccogliere alcune segnalazioni dei mondi dell’editoria e della comunicazione, nel contesto dell’innovazione tecnologica che oggi si fa sempre più veloce, tumultuosa e affascinante. Ci sono valori professionali da rispettare, nuove frontiere da esplorare. Cercheremo di evitare le ripetizioni di quanto sia già di grande attualità nelle edizioni dei grandi mass media, saremo a caccia di argomenti meno conosciuti, ma significativi. Notizie molto brevi, recensioni e segnalazioni, formato ‘pillola’, saranno accompagnate da link o bibliografie per approfondire gli argomenti. E saranno benvenuti tutti i complementi e i commenti suggeriti dai lettori.
001 – PREVISIONI 5G
Secondo le previsioni di ABI Research di New York, le connessioni 5G saranno circa 12 milioni il mondo entro la fine del 2019, nel 2020 diventeranno 205 milioni e arriveranno a 3 miliardi nel 2025. Il mercato di massa sarà raggiunto durante il 2020 quando la Cina inizierà a dominare in termini di connessioni. Come risultati, interessi di mercato e competenza tecnologica la Cina dominerà la distribuzione del 5G: gli operatori cinesi avranno 143 milioni di abbonati alla fine del 2020, mentre gli Stati Uniti raggiungeranno circa 28 milioni. Nel 2025, la Cina dovrebbe avere 1,1 miliardi di abbonati 5G e gli Stati Uniti 318 milioni. (5.11.2019)
https://www.abiresearch.com/press/china-will-dominate-5g-deployment-despite-early-lead-usa-and-south-korea/
002 – ZERO PAPIER
Si parla di ‘senza carta’ da 30 anni, ma il CEO di Ricoh France, Elie Choukroun, conferma che nonostante la digitalizzazione in atto, ogni impiegato francese consuma oggi quasi 80 chili di carta all’anno. Una ricerca (Quocirca Global Print 2025) afferma che la stampa è rimasta una parte importante dell'attività quotidiana del 78% delle organizzazioni. Il 64% degli intervistati in Europa, Stati Uniti e Giappone, prevede che ciò continuerà almeno fino al 2025. Oggi la stampa coesiste con il mondo digitale. Va notato che l'85% dei francesi indica di preferire il libro cartaceo e l'80% le riviste cartacee, perché ‘la carta rassicura’ ed è più comoda da leggere rispetto a qualsiasi schermo. (6.11.2019)
https://www.forbes.fr/business/la-digitalisation-des-entreprises-va-t-elle-conduire-a-une-disparition-du-papier/?cn-reloaded=1
003 – OCCHIO AL COMPUTER
Come possiamo mantenere sani gli occhi nonostante guardino lo schermo di un computer tutto il giorno? Phillip Yuhas, professore di Optometria dell’Università dell’Ohio dice che non guardiamo solo gli schermi dei nostri computer, ma li fissiamo. Di conseguenza, le lacrime evaporano dagli occhi, provocano infiammazione e non si accumulano più fino a quando non ci allontaniamo dallo schermo. Bisognerebbe seguire la regola "20-20-20" dell’American Optometric Association: fare una pausa di 20 secondi ogni 20 minuti per guardare qualcosa lontano 20 piedi (6 metri). Ciò consentirà agli occhi di battere le palpebre e rilassarsi. Si può usare anche un collirio lubrificante prima dell'uso prolungato del computer. Queste pratiche rafforzeranno le lacrime naturali del corpo e manterranno idratata la superficie dell'occhio. (11.10.2019)
https://theconversation.com/blue-light-isnt-the-main-source-of-eye-fatigue-and-sleep-loss-its-your-computer-124235