In questa sezione, solo in lingua italiana, realizzata in collaborazione da Paolo Lutteri, Pietro Oriani e Alberto Pieri, vengono riportati i progetti finalisti, i premi e i componenti della Giuria della tappa italiana del concorso europeo "I giovani e le scienze 2020", organizzato  su incarico della Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea dalla Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche di Milano, con il supporto della Fondazione Salvetti. La cerimonia di proclamazione dei vincitori è andata in onda in streaming il 9 marzo 2020, dalla sede FAST di Milano.
https://www.youtube.com/watch?v=UqWIziifRPU

Tutti i progetti che hanno partecipato al concorso sono molto interessanti. In questa Sezione vengono riportate alcune sintesi significative. Altre informazioni sono disponibili sul sito della Federazione delle Associazioni Tecniche e Scientifiche e nelle pagine della Sezione 'Premiazioni' di questo sito.
https://www.fast.mi.it/i-giovani-e-le-scienze/
https://www.cdf-salvettifoundation.it/premiazioni/

I giovani e le scienze – Concorso 2020 (cod. n°9)
Come la concentrazione di cloruro di sodio nell’acqua influenza la sua temperatura Leidenfrost
di Francesco Tatulli, Deledda International School, Genova
https://www.youtube.com/watch?v=4uMYwarEC90
Vince l’accredito a LIYSF, Forum internazionale giovanile della scienza, Londra (Gran Bretagna), 29 luglio-12 agosto (https://www.liysf.org.uk/liysf).
Fondata nel 1959, LIYSF mira a fornire una visione più approfondita della scienza e delle sue applicazioni a beneficio di tutta l'umanità e sviluppare una maggiore comprensione tra i giovani di tutte le Nazioni. LIYSF 2020 avrà il tema di fondo: ‘Scienza Per Il Cambiamento’. Verranno considerate tutte le discipline scientifiche, da utilizzare insieme per fornire soluzioni efficaci per sfide come il cambiamento climatico, l'energia sostenibile, i virus, l'invecchiamento e la sovrappopolazione nella gestione dei dati, la sicurezza informatica e l'autenticità delle informazioni. La scienza può essere utilizzata per mobilitare il cambiamento e affrontare i futuri sviluppi con l'intelligenza artificiale, la nanotecnologia, l'ingegneria, la robotica, la biologia, la medicina, la chimica, la fisica, la matematica e l'astrofisica. Il modo in cui la scienza viene comunicata è ancora più importante oggi, non solo per i governi e i responsabili politici, ma per tutti. LIYSF 2020 fornirà anche agli studenti nuove conoscenze e abilità, connessioni e la più ampia prospettiva.
Sintesi del progetto. La ricerca si basa sull’effetto Leidenfrost, fenomeno per cui gocce esposte a temperature ben più alte del loro punto di ebollizione non evaporano, a causa della formazione di uno strato isolante di vapore sotto la goccia stessa, che rallenta la trasmissione termica. In questo modo la goccia appare “fluttuare” sulla superficie, finché il calore non si diffonde nel resto della goccia, facendola così evaporare completamente. La temperatura in cui questo fenomeno accade viene definita Leidenfrost. L’esperimento mira a scoprire come la densità di un liquido influenza il suo comportamento alla sua temperatura Leidenfrost. Analizzando le gocce d’acqua a diverse concentrazioni di cloruro di sodio e a differenti temperature, si osserva come l’effetto Leidenfrost avvenga sempre alla stessa temperatura (220°C), ma diminuisca con l’aumentare della concentrazione. Ciò è particolarmente interessante da studiare soprattutto per quanto riguarda gli aspetti applicativi. Per esempio, il moto delle gocce può portare alla produzione di nuove tecnologie automotrici che sfruttano la loro energia cinetica, controllabile attraverso variazioni di temperatura della superficie. Le proprietà stesse del liquido usato e della sua densità possono essere sfruttate, per esempio usando l’acqua e le sue proprietà termiche per creare dei termosifoni dal riscaldamento indipendente, come viene studiato all’università di Bath. La versatilità del fenomeno, rispetto alle potenziali sue applicazioni pratiche, è dunque un elemento caratterizzante, e sebbene non venga molto studiato, l’autore del progetto è sicuro che potrebbe portare a sviluppi tecnologici innovativi. Gli abbiamo chiesto di approfondire gli argomenti salienti del suo studio.
L’esperimento si basa sull’effetto Leidenfrost: un fenomeno visibile quando un liquido, esposto a temperature molto maggiori del suo punto di ebollizione, non evapora poichè si  forma uno strato di vapore isolante sotto la goccia del liquido stesso. La formazione di questo strato di vapore allunga pertanto il tempo che la goccia impiega ad evaporare. Ciò dipende molto dalle impurità nel liquido stesso, che interferiscono con questo strato isolante. Attraverso il mio esperimento volevo analizzare la relazione tra la concentrazione di impurità in un liquido e il tempo impiegato dalla goccia ad evaporare completamente. Più specificatamente, ho misurato il tempo di evaporazione di gocce d’acqua esposte a  temperature elevate a diverse concentrazioni di cloruro di sodio. Dopo una minuziosa raccolta dati, durante la quale le variabili esterne sono state controllate il più possibile, e indicando in un grafico il tempo di evaporazione e la concentrazione di cloruro di sodio, ho potuto concludere che la relazione tra le due variabili è esponenziale, ed è espressa da:
Tleid​=A*10​Bx​+C  
[La formula è correttamente indicata nel riquadro con la foto di Francesco Tatulli. NdR]
Dove: ● A, B, C sono delle costanti: ○ A= 89,02+/- 2,874 ○ B= -0,2490 +/- 0,00285 ○ C= 6,787 +/- 1,762 ● Tleid​ indica il tempo impiegato ad evaporare alla temperatura Leidenfrost.
In scala logaritmica, la rappresentazione grafica della formula  log ((TleidC)/A) = Bx
[La formula è correttamente indicata nel riquadro con la foto di Francesco Tatulli. NdR]
è una retta, che mostra chiaramente come le impurità dell’acqua hanno una significativa influenza sull'effetto Leidenfrost. All’aumentare della concentrazione ​x di cloruro di sodio nella mia soluzione, il valore del logaritmo diminuisce (a causa della costante negativa B), e ciò ha senso solo se anche l’argomento del logaritmo sta diminuendo, i.e. il tempo di evaporazione diminuisce. Dopo un’attenta analisi di errori sistematici e casuali e della loro influenza sui miei dati, ho potuto dunque concludere che il mio esperimento dimostra come l’aumento della concentrazione di sale nell’acqua fa diminuire il tempo impiegato ad evaporare alla temperatura Leidenfrost. Altri studi (Brown University, Tsinghua University) hanno mostrato che impurità all’interno di un liquido interferiscono con la formazione dello strato di vapore. In base ad altre osservazioni durante la raccolta dati, quali la formazione di piccoli depositi di sale sulla piattaforma riscaldante dopo l’evaporazione della goccia, risulta che il cloruro di sodio si comporta come una forma di impurità all’interno del liquido, e che più l’impurità è presente, minore sarà l’effetto Leidenfrost osservabile (fino ad una concentrazione del 10%, alla quale il fenomeno risulta essere assente). Si può dunque concludere che le impurità e le particelle contaminanti di un liquido rivestono un ruolo chiave per quanto riguarda questo fenomeno, come indicato dalle formule precedenti. Approfondire questa relazione è interessante soprattutto per quanto riguarda le potenziali applicazioni di questo fenomeno per nuove tecnologie che, tuttavia, richiederebbero che l’effetto avvenga su scala maggiore possibile. Lo studio del moto delle gocce potrebbe favorire lo sviluppo di nuove tecnologie basate sulla automotricità, controllabile attraverso variazioni di temperatura della superficie. Data la mancanza di forze d’attrito tra la superficie e la goccia, l’Università di Twente sta infatti studiando come cambiamenti di temperatura della superficie su cui la goccia naviga possano farla accelerare. Questi stessi ricercatori mirano a sfruttare questo fenomeno per creare mezzi di trasporto di materiale biologico, quali cellule o proteine, che non corrano rischio di venire contaminati da materiale esterno durante il trasporto. L’efficacia di questo metodo di trasporto è anche data dal fatto che l’automotricità delle gocce non è causata soltanto da variazioni di temperatura della superficie e dalla mancanza di attrito che permette alla goccia di muoversi liberamente, ma anche da correnti all’interno della goccia stessa che la fanno rotolare in diverse direzioni, come studiato dalla École Polytechnique di Parigi, senza bisogno di forze esterne. Ciò potrebbe portare allo sviluppo di nuove risorse energetiche basate sulla autopropulsione, come viene studiato alla Princeton University in New Jersey. Infine, all’Università di Bath vengono studiate le proprietà termostatiche dell’effetto Leidenfrost per creare delle tecnologie termostabili basate su sistemi di raffreddamento che non richiedano energia elettrica, per esempio all’interno di termosifoni. Sfruttando le proprietà di raffreddamento dell’acqua ed il loro moto causato dall’ effetto Leidenfrost, queste si possono infatti muovere autonomamente verso le zone di temperatura eccessiva per mantenere una temperatura costante. Questo effetto può dunque portare a tecnologie per il controllo del trasferimento del calore, che può avere grande importanza nella biofisica, per esempio per la crioconservazione di cellule sanguigne o staminali, processo che richiede temperature molto basse.
Francesco Tatulli

I giovani e le scienze – Concorso 2020 (Cod.n°8)
Logistica innovativa per consegne nell’ultimo miglio tramite un sistema ibrido basato sulla metropolitana urbana.
di Federico Galbiati, Liceo Scientifico D. Bramante, Magenta (Milano)
https://www.youtube.com/watch?v=6eS2KYB1ZYY
Vince il riconoscimento OCMI Group (https://www.ocmigroup.com/index.php) e vince l’accredito a LIYSF, Forum internazionale giovanile della scienza, Londra (Regno Unito), 29 luglio-12 agosto 2020 (https://www.liysf.org.uk/liysf).
Fondata nel 1959, LIYSF mira a fornire una visione più approfondita della scienza e delle sue applicazioni a beneficio di tutta l'umanità e sviluppare una maggiore comprensione tra i giovani di tutte le Nazioni. LIYSF 2020 avrà il tema di fondo: ‘Scienza Per Il Cambiamento’. Verranno considerate tutte le discipline scientifiche, da utilizzare insieme per fornire soluzioni efficaci per sfide come il cambiamento climatico, l'energia sostenibile, i virus, l'invecchiamento e la sovrappopolazione nella gestione dei dati, la sicurezza informatica e l'autenticità delle informazioni. La scienza può essere utilizzata per mobilitare il cambiamento e affrontare i futuri sviluppi con l'intelligenza artificiale, la nanotecnologia, l'ingegneria, la robotica, la biologia, la medicina, la chimica, la fisica, la matematica e l'astrofisica. Il modo in cui la scienza viene comunicata è ancora più importante oggi, non solo per i governi e i responsabili politici, ma per tutti. LIYSF 2020 fornirà anche agli studenti nuove conoscenze e abilità, connessioni e la più ampia prospettiva.
Sintesi del progetto. Il progetto propone una idea innovativa di logistica per consegne e-commerce in aree urbane, basata sull’integrazione di trasporto merci attraverso le reti metropolitane e veicoli, anche elettrici, di dimensione ridotta. In particolare, vengono proposti dei terminali di carico/scarico delle merci da consegnare in un certo numero di stazioni della rete metropolitana. Le stazioni sono individuate attraverso un algoritmo di analisi e ottimizzazione dei tempi di consegna, tenendo conto di limitazioni e condizioni di traffico. Simulazioni vengono condotte in condizioni di traffico reali per la città di Milano, Londra e altre aree metropolitane globali, utilizzando algoritmi di ottimizzazione dei percorsi delle merci. Le consegne basate sul modello di trasporto ibrido suggerito sono in grado di trasferire fino a un milione di pacchi giornalieri (mix di scatole di cartone e buste) per ogni linea e di soddisfare il limite temporale di consegna di un’ora. Il processo di consegna ibrida della metropolitana può ridurre di quattro volte l'emissione di CO2 rispetto all’utilizzo delle vie stradali tradizionali e riduce di circa 40% il tempo di guida dei trasportatori. Abbiamo chiesto a Federico Galbiati di raccontarci come ha organizzato il suo progetto.
Logistica innovativa dell’ultimo miglio basata su consegne ibride con metropolitana in aeree urbane.
L’opportunità. La crescita dell’e-commerce, specie negli ultimi anni, è stata incessante e si stima che il mercato mondiale relativo a questo settore ammonterà a 6500 milioni di dollari nel 2023. Nello stesso anno, in Italia, si prevede che i consumatori online raggiungeranno la quota di 41 milioni. Un aspetto critico dell’e-commerce, è la cosiddetta “consegna dell’ultimo miglio”, cioè il processo che riguarda il movimento che le merci compiono dai punti di produzione e di vendita verso la loro destinazione finale. Tale processo rappresenta circa il 50% del costo totale della movimentazione logistica, è altamente inquinante. Inoltre è soggetto, specie nelle aree urbane, a una serie di problematiche, come lentezza nelle consegne dovuta a congestioni del traffico, zone di accesso limitate, etc… A tutto ciò si aggiunge la preferenza sempre più comune, presso i consumatori, di richiedere la merce ordinata nello stesso giorno e possibilmente entro un’ora dall’ordine secondo studi compiuti in alcuni paesi come gli Stati Uniti d’America.

L’idea. Ma come garantire consegne entro un’ora di merce ordinata tramite e-commerce in aree urbane densamente popolate? Un’idea potrebbe essere quella di usare una rete logistica ibrida che utilizza infrastrutture già esistenti come la metropolitana e insieme a veicoli di piccole dimensioni, anche elettrici, per consegnare la merce agli indirizzi degli acquirenti. I magazzini logistici da cui la merce ordinata inizia il processo di consegna dell’ultimo miglio, sono posizionati nei pressi dei capolinea delle linee metropolitane. La merce in uscita dai magazzini viene trasportata a montacarichi collegati con le linee metropolitane. Viene quindi caricata su un vagone appositamente attrezzato del convoglio della metropolitana, situato in testa o coda al treno, inaccessibile ai passeggeri. La metropolitana trasporta rapidamente la merce che viene scaricata presso una delle stazioni abilitate allo scarico, equipaggiata con sistemi di scarico delle merci. La merce viene poi presa in carico da veicoli che la consegnano alla destinazione finale.
La simulazione. Per dimostrare la fattibilità della rete logistica descritta, si sono innanzitutto modellate le reti metropolitane di alcune città, tra le quali Milano, Londra e New York. In particolare, sono stati opportunamente posizionati sulla rete metropolitana, tramite algoritmi di ottimizzazione, i magazzini logistici e i terminali di scarico, così da minimizzare i percorsi urbani dei veicoli di superficie nelle varie zone delle città. Inoltre, date le destinazioni di consegna, i percorsi di tali veicoli sono stati ottimizzati usando opportuni algoritmi. Sono poi stati effettuati dei casi di prova, utilizzando le API di Google, per simulare in tempo reale sia l’effettiva corsa dei convogli della metropolitana, sia le condizioni reali di traffico urbano nelle varie città.
I risultati. Le simulazioni effettuate hanno permesso di dimostrare che le reti logistiche ibride proposte possono garantire consegne entro un’ora dall’ordine in ogni parte delle città analizzate. Oltre a soddisfare l’obiettivo di consegna rapida delle merci, a fronte di un investimento per le infrastrutture di carico e scarico delle merci presso i capolinea e i terminali della stazione metropolitana, l’uso di una rete logistica ibrida del tipo qui descritto consente di ottenere considerevoli riduzioni dei percorsi compiuti dai veicoli di superficie, riducendone di quattro volte le emissioni di CO2 associate rispetto a una rete logistica tradizionale. L’ulteriore fase di sviluppo del concetto logistico esposto in questa sede dovrà contemplare l’analisi finanziaria degli investimenti. Si noti che tale convenienza dipende da alcune scelte progettuali e dal posizionamento dei terminali di carico e scarico delle merci, che possono richiedere, in alcuni casi, il trasbordo delle merci stesse tra linee della metropolitana, con ulteriore aggravio dei costi. Tuttavia, si è confidenti che la soluzione descritta possa alla fine apportate benefici sia in termini economici che di sostenibilità rispetto alle attuali soluzioni per consegne in un’ora, estremamente costose e limitate in termini di scelta da parte degli acquirenti.
Pro: • Consegne in un’ora • Riduzione dell’impatto  ambientale • Riduzione dei chilometri percorsi • Riduzione dei veicoli di superficie per consegne.
Contro: • Investimenti infrastrutturali. • Scambio merci tra linee della metropolitana.
Federico Galbiati

I giovani e le scienze - Concorso 2020 (cod.n°10)
Harmonograph and Lissajousfigures.
di Bianca Aschieri, I.S.S. Galileo Ferraris, Torino.
https://www.youtube.com/watch?v=-FWny9MGAPs
Vince un certificato di  Mu Alpha Theta Award, National High School & Two-Year College Mathematics Honor Society (https://mualphatheta.org/page/awards) e vince l’accredito a LIYSF, Forum internazionale giovanile della scienza, Londra (Regno Unito), 29 luglio-12 agosto 2020 (https://www.liysf.org.uk/liysf).
Fondata nel 1959, LIYSF mira a fornire una visione più approfondita della scienza e delle sue applicazioni a beneficio di tutta l'umanità e sviluppare una maggiore comprensione tra i giovani di tutte le Nazioni. LIYSF 2020 avrà il tema di fondo: ‘Scienza Per Il Cambiamento’. Verranno considerate tutte le discipline scientifiche, da utilizzare insieme per fornire soluzioni efficaci per sfide come il cambiamento climatico, l'energia sostenibile, i virus, l'invecchiamento e la sovrappopolazione nella gestione dei dati, la sicurezza informatica e l'autenticità delle informazioni. La scienza può essere utilizzata per mobilitare il cambiamento e affrontare i futuri sviluppi con l'intelligenza artificiale, la nanotecnologia, l'ingegneria, la robotica, la biologia, la medicina, la chimica, la fisica, la matematica e l'astrofisica. Il modo in cui la scienza viene comunicata è ancora più importante oggi, non solo per i governi e i responsabili politici, ma per tutti. LIYSF 2020 fornirà anche agli studenti nuove conoscenze e abilità, connessioni e la più ampia prospettiva.
Sintesi del progetto.  L’armoniografo, strumento composto da due pendoli, rappresenta graficamente gli accordi musicali: la frequenza dei pendoli è proporzionale a quella di due note. Le figure che ne derivano, a loro volta, permettono un nuovo studio dell’armonia musicale. Questa, infatti, nel progetto di Bianca è associata al numero di intersezioni delle curve disegnate: più un suono è armonioso, meno saranno le intersezioni nella figura; al contrario, meno un suono è armonioso, più saranno le intersezioni. Attraverso questi risultati si può quindi proporre un nuovo modo per misurare gli accordi: non più attraverso la scala naturale, ma bensì attraverso la cosiddetta “scala delle intersezioni”. Il punto di partenza è una riflessione: la musica con i suoi accordi è impalpabile; perché allora non provare a renderla più concreta così da capirne un nuovo e più tangibile aspetto? L’armoniografo proprio questo fa: disegna gli accordi musicali. Da questi disegni poi si ricava un’interessante correlazione tra armonie sonore e figure mettendo quindi in luce una parte “nascosta” della musica. Abbiamo chiesto a Bianca Aschieri una breve sintesi dello studio.
L’armoniografo e le figure di Lissajous
Il progetto studia graficamente il rapporto tra due onde musicali: l’armoniografo è uno strumento che sfrutta la composizione del moto di due pendoli, collegati tra loro e calibrati a seconda delle rispettive frequenze da imporre, per tracciare mediante una penna figure che rispecchino la consonanza di due note musicali (bisogna infatti ricordare che le note musicali sono onde il cui moto è rappresentabile tramite l’oscillazione di un pendolo). Le figure così disegnate prendono il nome di figure di Lissajous, perché scoperte dal fisico francese Jules Antoine Lissajous (1822-1880). Avevo inizialmente formulato questa ipotesi: a un accordo il cui suono è considerato armonioso, corrisponde un disegno altrettanto bello? Allo stesso modo: a un accordo dissonante corrisponde, invece, un disegno brutto? Cercando di verificare questa eventualità mi sono resa conto che le domande che ponevo non erano corrette: come posso definire il bello e il brutto? Il mio studio si è allora focalizzato su un’interessante caratteristica dei disegni: mettendoli a confronto ho notato infatti che i disegni prodotti da un suono gradevole risultano meno “complessi” rispetto a quelli il cui suono corrispondente è invece sgradevole. Questa “complessità” l’ho attribuita al numero delle intersezioni presenti in una determinata figura. Per calcolare, dunque, il numero  delle intersezioni ho utilizzato la formula di Vladimir Igorevič Arnol'd che recita: I = 2pq-p-q  , dove I = numero delle intersezioni, e p, q = numeri interi primi tra loro, il cui rapporto (p/q) corrisponde a un rapporto musicale. Utilizzando la formula e ricavando tutti i dati necessari, giungiamo alla conclusione che più un suono è dissonante più avrà intersezioni; al contrario, più un suono è armonioso meno avrà intersezioni. A conseguenza di ciò è possibile definire una nuova scala. Questa scala prende il nome di “Scala delle intersezioni” e, a differenza delle altre scale (come la scala naturale o ben temperata), non si basa sulla sonorità delle note musicali, bensì sul loro disegno.

Il progetto risulta utile perché mette in luce un aspetto della musica non ancora affrontato, aprendo così la strada a possibili sviluppi in ambito matematico e musicale. Uno tra questi potrebbe essere quello di aggiungere all’armoniografo un ulteriore pendolo: si ricaverebbero così traiettorie in 3 dimensioni. Per realizzare materialmente le traiettorie, ovvero i nodi, si necessiterebbe di una stampante 3D. In ambito sociale, invece, il progetto si rivolge alle persone con problemi di udito permettendo loro, in maniera meno convenzionale, di avvicinarsi alla musica.
Bianca T. Aschieri

I giovani e le scienze - Concorso 2020 (cod.n°37)
N.I.M.P.H.A. – Rete neurale per monitorare il vegetato attraverso velivoli ibridi.
di Matteo Girelli, Francesco Odorizzi, Paolo Somenzi del Liceo Scientifico Rainerum, Bolzano.
Gli estensori del progetto hanno vinto l’accredito a Regeneron International Science and Engineering Fair (ISEF) Anaheim (California, Usa). Purtroppo l’evento di quest’anno, previsto dal 9 al 15 maggio, è stato cancellato per l’emergenza sanitaria, quindi la partecipazione è rinviata al 2021.
Organizzatrice della Fiera è Society for Science & the Public, dal 1921 un’associazione no profit per la scienza, dedicata all'espansione dell'alfabetizzazione scientifica, all'efficace educazione STEM e alla ricerca scientifica. E’ focalizzata sulla promozione della comprensione e dell'apprezzamento della scienza e del ruolo vitale che svolge nel progresso umano: informare, educare e ispirare. Oggi la Società fornisce notizie e opportunità scientifiche concise, accurate e di ispirazione per 100.000 membri abbonati, 70.000 ex studenti delle competizioni attive dal 1942 in tutto il mondo. Ogni anno solo circa 1.800 studenti hanno il diritto di partecipare e competere per quasi 5 milioni di dollari di premi assegnati a questa Fiera internazionale della scienza e ingegneria.
https://www.societyforscience.org/isef/
Sintesi del progetto. E’ risaputo che le immagini multispettrali trovano impiego in una grandissima varietà di settori, come quello agricolo-forestale. Sebbene molte volte l’acquisizione manuale di immagini sia spesso sufficiente, la situazione cambia qualora si debbano mappare zone particolarmente vaste: in questi casi è difficile avere precisione durante l’osservazione. Per analizzare in modo dettagliato un’area agricolo-forestale ampia, la soluzione migliore sarebbe il sorvolo con velivoli ad ala fissa, garantendo efficienza e rapidità di acquisizione delle immagini. N.I.M.P.H.A. è un drone ibrido che combina le caratteristiche principali di un multi rotore e di un aereo, unendo maneggiabilità e rapidità di manovra al possibile cambiamento veloce di quota, con decollo e atterraggio anche in assenza di una pista. E’ prevista anche l’implementazione a bordo di un’intelligenza artificiale allenata da una rete neurale creata ad hoc dai tre studenti, capace di automatizzare il velivolo e di renderlo un droide; grazie a sensori adeguati, il mezzo è in grado di muoversi autonomamente fino ad un target prestabilito, aggirando i possibili ostacoli che potrebbe incontrare sul proprio percorso. Abbiamo chiesto agli autori una breve sintesi dello studio.
Le immagini multispettrali sono impiegate in una grandissima varietà di settori, come quello agricolo-forestale e quello del monitoraggio morfologico del territorio e della stabilità dei versanti rocciosi: nel primo caso, per esempio, l’analisi tramite NDVI consente di distinguere zone “vive” e zone “morte”, restituendo così informazioni riguardo l’estensione delle aree di vegetato sofferenti. In molti casi, l’osservazione da terra e l’acquisizione manuale di immagini con fotocamere appositamente modificate sono sufficienti, specialmente per soggetti di dimensioni contenute. La situazione cambia radicalmente qualora si debbano mappare zone particolarmente vaste, come una vallata: in questi casi è difficile raggiungere grande precisione e l’equipe di analisi, in queste circostanze, dovrebbe quindi spostarsi in continuazione. Al contrario, per documentare ed analizzare con dovizia di dettagli un’area molto ampia, la soluzione migliore sarebbe il sorvolo dello scenario con velivoli ad ala fissa: in questo modo, oltre a garantire un’acquisizione efficiente delle immagini, le tempistiche di realizzazione si ottimizzerebbero notevolmente. Allo stesso tempo, per l’osservazione più specifica di una zona ben circoscritta, sarebbe ideale soffermarsi durante il volo, mantenendo fissa la propria posizione in aria per il tempo necessario allo scatto: per un’analisi dettagliata, torna quindi utile la configurazione tipica di un multirotore. Il nostro progetto nasce proprio da questa esigenza: perché usare due mezzi diversi quando le loro principali caratteristiche possono essere combinate, abbattendo così nettamente costi e tempistiche di acquisizione delle immagini? Ci siamo quindi chiesti: “è possibile realizzare un velivolo capace di mappare velocemente vaste aree e allo stesso tempo di decollare e atterrare in spazi di qualsiasi estensione?” e, più nello specifico, “si può creare un droide capace di raggiungere in completa autonomia qualsiasi target prestabilito?” E’ stato ideato così N.I.M.P.H.A., un drone ibrido che combina le caratteristiche principali di un drone e quelle di un aereo, garantendo rapidità di manovra (grazie alla portanza di due ali), e il veloce cambiamento di quota e il decollo e l’atterraggio anche senza una pista. I test di volo in voliera si sono rivelati di grande successo e ci hanno permesso di programmare, in vista dei prossimi mesi, le prime sperimentazioni di volo all’aperto, in particolare sopra le zone boschive per le quali è stato ideato il nostro velivolo. Ulteriore elemento di innovazione del progetto, sviluppatosi in parallelo alla realizzazione del velivolo, è l’implementazione di un’intelligenza artificiale a bordo, capace di automatizzare il velivolo e di renderlo a tutti gli effetti un droide. L’utilizzo della rete neurale da noi sviluppata, assieme ad un’adeguata sensoristica, dovrebbe infatti permettere al velivolo di muoversi autonomamente e di raggiungere un particolare punto di interesse, aggirando i possibili ostacoli e ottimizzando le tempistiche di volo. Il lungo processo di allenamento e di auto-miglioramento dell’intelligenza artificiale futura pilota del nostro velivolo è stato fatto digitalmente, in una “palestra virtuale” da noi ideata per rispecchiare nel modo migliore possibile la fisica del mondo reale nel quale il drone si troverà ad operare. A queste simulazioni al computer, di recente conclusesi, seguiranno nei prossimi mesi l’effettiva implementazione dell’intelligenza (ormai diventata abile) a bordo del nostro velivolo e una serie di veri e propri test sul campo. Ideata con particolare attenzione ai problemi della nostra regione per il monitoraggio dello stato di salute vegetato, l’acronimo N.I.M.P.H.A., Neural Network Interface for Monitoring Plants via Hybrid Aircraft, ci è sembrato racchiudere appieno le finalità e gli obiettivi del nostro progetto.
Matteo Girelli, Francesco Odorizzi, Paolo Somenzi 

I giovani e le scienze – Concorso 2020 (cod.n°35)
Relazione tra la forza di cattura di un levitatore acustico e la dimensione del campione lievitato.
di Emma Ghelfi, Deledda International School, Genova 
https://www.youtube.com/watch?v=CynUBBbyjQU
Vince il riconoscimento ‘Cielo stellato Silvio Lutteri’ e vince l’accredito a LIYSF, Forum internazionale giovanile della scienza, Londra (Regno Unito), 29 luglio-12 agosto 2020
https://www.liysf.org.uk/liysf
Fondata nel 1959, LIYSF mira a fornire una visione più approfondita della scienza e delle sue applicazioni a beneficio di tutta l'umanità e sviluppare una maggiore comprensione tra i giovani di tutte le Nazioni. LIYSF 2020 avrà il tema di fondo: ‘Scienza Per Il Cambiamento’. Verranno considerate tutte le discipline scientifiche, da utilizzare insieme per fornire soluzioni efficaci per sfide come il cambiamento climatico, l'energia sostenibile, i virus, l'invecchiamento e la sovrappopolazione nella gestione dei dati, la sicurezza informatica e l'autenticità delle informazioni. La scienza può essere utilizzata per mobilitare il cambiamento e affrontare i futuri sviluppi con l'intelligenza artificiale, la nanotecnologia, l'ingegneria, la robotica, la biologia, la medicina, la chimica, la fisica, la matematica e l'astrofisica. Il modo in cui la scienza viene comunicata è ancora più importante oggi, non solo per i governi e i responsabili politici, ma per tutti. LIYSF 2020 fornirà anche agli studenti nuove conoscenze e abilità, connessioni e la più ampia prospettiva.
Sintesi del progetto. Si tratta di un esperimento in fisica per capire il funzionamento della levitazione acustica. Un processo che sfrutta le onde stazionarie per potere levitare piccoli oggetti leggeri ai loro nodi, regioni di bassa pressione. Dopo avere costruito il levitatore acustico seguendo un progetto del professore Asier Marzo dell’Università di Bristol, Emma Ghelfi conduce una serie di esperimenti per meglio capire il suo funzionamento e poi vedere la relazione tra le dimensioni degli oggetti levitati e il minimo voltaggio che alimenta il levitatore necessario per sostenerle in aria. Abbiamo chiesto una breve sintesi dello studio.
Il mio progetto è un esperimento in fisica per capire il funzionamento della levitazione acustica. Un processo che sfrutta le onde stazionarie per potere levitare piccoli oggetti leggeri ai loro nodi, regioni di bassa pressione. Ho prima costruito un levitatore acustico, seguendo un progetto del professore Asier Marzo dell’Università di Bristol, ed ho imparando ad usare e programmare su Arduino, fare saldature, stampare un oggetto in 3D etc. Una volta finita la realizzazione dello strumento ho condotto una serie di esperimenti per meglio capire il suo funzionamento. Ho deciso di concentrare le mie ricerche sulla relazione tra le dimensioni degli oggetti levitati e il minimo voltaggio che alimenta il levitatore necessario per sostenerli in aria. Ho deciso di vedere la relazione tra queste due variabili perché non era ancora stato fatto da altre persone e per potere vedere chiaramente il potenziale di questo oggetto in termini di dimensioni del campione levitato. Ho concluso che la relazione tra le dimensioni degli oggetti levitati e il voltaggio minimo per alimentare il levitatore è di tipo lineare: questo significa che aumentando le dimensioni degli oggetti levitati, il voltaggio minimo per sostenerli cresce. La mia ricerca include inoltre un approfondito controllo delle variabili e analisi dei possibili errori (sistematici o casuali). La levitazione acustica ha innumerevoli applicazioni, sono state proprio queste che hanno scatenato il mio interesse quando ho deciso di intraprendere questo progetto.  Tali applicazioni includono, in via esemplificativa e non esaustiva: la separazione cellulare, la ricerca di nuovi farmaci, analisi del sangue, studio della dinamica dei fluidi, della microgravità e della spettroscopia. È quindi un esempio saliente di come le nuove tecnologie, in questo caso la levitazione acustica, possano essere d’aiuto nella ricerca scientifica in una molteplicità di ambiti, sostituendo strumentazioni molto meno sostenibili.
Emma Ghelfi

I giovani e le scienze – Concorso 2020 (cod.n°36)
Oscillazione di gocce di liquidi Newtoniani indotte da vibrazione acustiche. Uno studio.
di Sonia Migliavacca, Elio Scholtz e Filippo Invernizzi dell’Istituto Aeronautico ‘A. Locatelli’, Bergamo
https://www.youtube.com/watch?v=AvmWD7D7_FA
Gli estensori dello studio vincono l’accredito a IEYI, International Exhibition for Young Inventors 2020, Kazan (Republic of Tatarstan), 5-10 settembre 2020
http://ieyi.ru/en/programme/
La prima mostra per giovani inventori si tenne in Giappone nel 1904 e aveva un carattere nazionale. Nel 2004, in occasione del centenario dell'Istituto giapponese di invenzioni e innovazioni (JIII), si è tenuta a Tokyo la prima mostra per giovani inventori. È stato un grande successo e da allora questo evento si tiene ogni anno in diversi paesi del mondo. Nel corso degli anni i giovani inventori hanno visitato: Malesia, India, Indonesia, Cina, Nigeria, Vietnam e Tailandia. L'obiettivo principale di IEYI è quello di incoraggiare la creatività e l'ingegno tra gli adolescenti di tutto il mondo. Offre ai partecipanti l'opportunità unica di presentare le loro invenzioni e condividere esperienze con altri partecipanti di diversi Paesi. La mostra è progettata per fornire un discreto livello di concorrenza tra i giovani talenti, al fine di aiutarli a trasferire le loro conoscenze ai loro coetanei, nonché a sviluppare capacità di cooperazione nel campo delle innovazioni tra Paesi. Infatti gli obiettivi principali di IEYI sono: stimolazione dell'approccio creativo per le innovazioni e le invenzioni, creazione di un'atmosfera di libertà di pensiero per lo sviluppo di giovani inventori nell'ambiente creativo, incontro di immaginazione e creatività dei giovani.
Sintesi del progetto. Una goccia di liquido può oscillare come fosse una molla? In quali circostanze? E quali possibili applicazioni? L’esperimento condotto da Sonia, Elio e Filippo amplia uno studio precedente della Carolina University e dimostra che la formula di Rayleigh ha un campo di applicazione da gocce centimetriche (bolle di sapone) fino a gocce micrometriche (nebbia). In particolare con l’utilizzo di ultrasuoni le gocce di nebbia possono essere fatte implodere con conseguente dissipazione. L’esperimento è corredato da grafici e video dimostrativi. I tre studenti difendono l’originalità e le possibili applicazioni del loro lavoro, al quale hanno dedicato impegno e ingegnosità arricchite da passione ed entusiasmo. Abbiamo chiesto loro una breve sintesi dello studio.
Questo progetto riguarda l’interazione di onde ultrasoniche con gocce di liquidi newtoniani. In particolare si tratta di verificare se le onde ultrasoniche siano in grado di interagire con gocce d’acqua del diametro di pochi micron, come la nebbia,  e con quali risultati. Sul piano teorico la soluzione è offerta dalla formula di Rayleigh–Lamb:
f_n=1/2π √((n(n+2)(n-1)γ)/3πρV)         
Questa consente di calcolare a quali frequenze può oscillare una goccia di liquido che abbia una data tensione superficiale (γ), una data densità (ρ) e un determinato raggio R. Ebbene, se si applica questa formula ad una gocciolina di nebbia che abbia il diametro di pochi micron, si osserva che il campo di frequenza risulta essere quello nel range dei Mhz. Per realizzare l’esperimento abbiamo dovuto creare un dispositivo per la produzione della nebbia e poi una sorgente di ultrasuoni alla giusta frequenza. Ci siamo avvalsi dei dispositivi elettromedicali usati per il trattamento dei traumi muscolari. Si tratta di sorgenti ad ultrasuoni a bassa potenza che erogano frequenze nel range 1 – 5 Mhz. L’esperimento mostra chiaramente che quando l’onda ultrasonica interagisce con la nebbia la dissolve, nel senso cioè che le singole goccioline poste in oscillazione dall’onda ultrasonica per un valore opportuno di frequenza (nel nostro caso 3 Mhz) implodono e passano dalla fase liquida a quella di vapore. Allo stato attuale della nostra ricerca lo strato di nebbia dissolta non va oltre 5-6 cm ma ciò dipende solo dalle caratteristiche costruttive della sorgente che è stata progettata per poter penetrare solo pochi centimetri nella pelle umana. Le implicazioni ambientali potrebbero essere quelle di realizzare un dispositivo che abbia una maggiore potenza e che quindi si possa applicare sulla parte anteriore esterna degli autoveicoli per dissipare la nebbia. Il nostro progetto è stato esteso anche a gocce macroscopiche di diametro centimetrico, come le bolle di sapone. Ci siamo resi conto con sorpresa che la formula di Rayleigh–Lamb funziona anche se la goccia non ha una densità omogenea. Sottoponendo una bolla di sapone a vibrazioni indotte da un altoparlante, essa oscilla con frequenze che corrispondono proprio a quelle calcolate mediante la formula. Vedere una bolla di sapone che oscilla lentamente come fosse una molla è divertente.
Sonia Migliavacca, Elio Scholtz, Filippo Invernizzi

I progetti finalisti

PROGETTO 1
HEALIR. Matteo Grondona (2004), Edward Levi Burns (2004), Martina Rattini (2004) I.I.S. Maserati – Liceo Scientifico O.S.A. – Voghera (PV)
https://www.youtube.com/watch?v=Tsd-y2dnnxw

PROGETTO 2
Classlab, laboratorio portatile. Monserrat Ibarra Sánchez (2005), Isabella Peña Osuna (2005), Diego Corona Murguía (2005) Instituto Jean Piaget del Río, Culiacán, Sinaloa, Messico

PROGETTO 3
La Spirulina: la micro alga amica dell’ambiente.  Nuove coltivazioni per smaltire la CO2 ed ottenere prodotti ad alto valore aggiunto. Daniele Cantarella (2001), Antonino Messina (2001), Samuele Murgo (2001) ITI S. Cannizzaro, Catania 5
https://www.youtube.com/watch?v=2rMEne5Juo0

PROGETTO 4
Fotocomunicazione. Federico Faggian (2002), Giulio Tavera (2002), Edoardo Tinaru (2002) Liceo Scientifico Galileo Ferraris, Torino
https://www.youtube.com/watch?v=kZ1Fk9iHo8I

PROGETTO 5
Interfaccia e monitoraggio di biosegnali elettrici nelle piante. Gloria Bisaro (2002), Leonardo Danelutti (2002), Isabella Corso (2002) SIS Arturo Malignani, Udine
https://www.youtube.com/watch?v=daJ5fErT5Mg

PROGETTO 6
AID – Sistema integrato con Arduino per disabili. Lorenzo Lucca (2002), Hamza Haddou (2002) IIS Einstein, Vimercate (MB)

PROGETTO 7
Il sogno del suono. Emilie Greco (2002), Maya Dubois (2002) Athenée Royal de Dour, Dour, Belgio

PROGETTO 8
Logistica innovativa per consegne nell’ultimo miglio tramite un sistema ibrido basato sulla metropolitana urbana. Federico Galbiati (2001) Liceo Scientifico D. Bramante, Magenta (MI)
https://www.youtube.com/watch?v=6eS2KYB1ZYY

PROGETTO 9
Come la concentrazione di cloruro di sodio nell’acqua influenza la sua temperatura Leidenfrost. Francesco Tatulli (2002) Deledda International School, Genova
https://www.youtube.com/watch?v=4uMYwarEC90

PROGETTO 10
Harmonograph and Lissajous’ figures. Bianca Aschieri (2003) I.S.S. Galileo Ferraris, Torino
https://www.youtube.com/watch?v=-FWny9MGAPs

PROGETTO 11
La produzione di dispositivi tessili medicali con la corteccia degli alberi mediante il metodo di microincapsulazione. Ipek Bengisu Gulper (2003), Selin Aşik (2004), Melano Saeed (2004) Private Okyanus Education Foundation, Istanbul, Turchia
https://www.youtube.com/watch?v=SmBScwsidAI

PROGETTO 12
QuickSpot: nuovo metodo di riconoscimento patogeni in ambito agricolo e civile. Luca Bertoli (2002), Alice Negri (2002), Davide Melegari (2002) Istituto Superiore Enrico Fermi, Mantova
https://www.youtube.com/watch?v=rXQahWn8Bb4

PROGETTO 13
Magic Cap. Ilaria Montanaro (2001), Andrea Padoan (2002), Matteo Porzio (2002) ITI Omar, Novara
https://www.youtube.com/watch?v=SQYLjjoRzeE

PROGETTO 14
H.A.L.S. Hybrid Autonomous Living System – Ecodesign e sperimentazione di un sistema ibrido acquaponico/ aeroponico con controllo IoT. Joao Vitor Sinigardi (2002), Matteo Bigi (2002), Luca Giuliani (2002) Istituto Superiore Enrico Fermi, Mantova
https://www.youtube.com/watch?v=oaOFhEQyPwg

PROGETTO 15
C.A.E.S.A.R. (Chromium Aquo-ions Extraction with Saponite and Recovery). Nicolò Angeleri (2001), Barbara Piccolo (2002), Stefano Merlo (2003) IS Sobrero, Casale Monferrato (AL)
https://www.youtube.com/watch?v=uZKsON_nNIE

PROGETTO 16
TOREC: guanto distruttore di armi chimiche. Abbattimento catalitico di inquinanti organofosfato (Malathion) ed aggressivi chimici mediante utilizzo di ossidi nanostrutturati (TiO2 e Nb2O5). Elisa Croce (2002), Zineb Kamal (2003), Stefano Pinna (2003) ITI Omar, Novara

PROGETTO 17
CASH-LOCK: un metodo per scoprire cosa indossi. Elisa Destro (2002), Bibiana Dellavalle (2002), Alberto Racerro (2003) IS Sobrero, Casale Monferrato (AL)
https://www.youtube.com/watch?v=_OSDH8C55Z0

PROGETTO 18

Edulcoranti: un approccio alternativo. Marzia Marchegiani (2001), Maria Luna Poeta (2001), Anna Sparaciari (2001) IIS Galilei, Jesi (AN)
https://www.youtube.com/watch?v=V7EXB_QjgKw

PROGETTO 19
Spazio verde. Julen Ayesta Lazcano (2003), Izaro Gaona Tomas (2003), Irati Ocerinjauregui Oliveres (2003) Begoñazpi, Bilbao, Paesi Baschi

PROGETTO 20
Diossido di carbonio ed acque sulfuree:  una combinazione utile all’ambiente. Alessio Casagrande Tesei (2001), Kamal Mosaid (2001),  Riccardo Saltutti (2001) IIS Galilei, Jesi (AN)
https://www.youtube.com/watch?v=kiTWPB4R_7I&list=PLgua22DbZO7iKHc404vs3XW7Z43wjSp4L&index=17&t=0s

PROGETTO 21
Il suolo trema. E la scuola? Enrico Agata (2001), Davide Del Conte (2003),  Giovanni Ettore Ganzitti (2005) ISIS Magrini Marchetti, Gemona del Friuli (UD)
https://www.youtube.com/watch?v=zQ3uPBMIFh8

PROGETTO 22
Trashark: l’innovativo drone acquatico per la pulizia e il  monitoraggio dei laghi. Andrea Nicolas Giuseppe Medugno (2002) – ITES A. Fraccacreta,  San Severo (FG) , Vincenzo Troiano (2003) - Liceo Scientifico  G. Checchiarispoli, San Severo (FG)
https://www.youtube.com/watch?v=ozHRXwLc-kU&list=PLgua22DbZO7iKHc404vs3XW7Z43wjSp4L&index=18&t=0s

PROGETTO 23
Probeton: calcestruzzo organico riciclabile a base di proteine. Şevval Betül Süzer (2005) Meram Science High School, Konya, Turchia

PROGETTO 24
Caring Sole. Andrea Butti (2001), Francesco Brunati (2001), Andreea Mahu (2001) Liceo Scientifico Galileo Galilei, Erba (CO)

PROGETTO 25
Crypto-Coli. Luca De Paola (2002), Andrea Orione (2002), Matteo Raiteri (2002) L.S.S. Galileo Ferraris, Torino
https://www.youtube.com/watch?v=gpSgLgOVgSs

PROGETTO 26
È meglio la piccola certezza che una grande bugia. Marco Lolla (2001), Matteo Stallettì (2003) I.I.S. Guglielmo Marconi, Tortona (AL)
https://www.youtube.com/watch?v=cqZZLQoQZ_g

PROGETTO 27
Comparazione delle sabbie delle spiagge della Catalogna. Estel Gubianes Alcedo (2005), Àlex Matallín Núñez (2006),  Júlia Xambó Frutos (2005) Escola Mare de Deu de Salut, Sabadell, Spagna

PROGETTO 28
Utilizzo delle microalghe nelle biotecnologie per la depurazione delle acque da metalli pesanti. Yuri Piero Masier (2001), Ingrid Rossanese (2001), Fabiana Dal Pos (2000) IIS Scarpa Mattei, San Stino di Livenza (VE)
https://www.youtube.com/watch?v=AT9KAUM_-jQ

PROGETTO 29
BIO-N.C.S.. L’economia circolare del riso: dagli scarti della lavorazione alle bioplastiche. Andrei Gherase (2002), Alice Barberio (2002), Mattia Brollo (2003) Istituto Tecnico e Industriale Ascanio Sobrero, Casale Monferrato (AL)
https://www.youtube.com/watch?v=1qk2ntosJJ4

PROGETTO 30
Indice di violenza scolastica (IVS) nella città di San Paolo. Stella Hadassa Alves Vieira (2003) Escola Nova Lourenço Castagho, São Paulo, Brasile

PROGETTO 31
Chimica supramolecolare, una soluzione per l’ambiente. Betaciclodestrine per la rimozione di metalli pesanti e di molecole organiche dalle acque. Fiorenza Baratti (2003), Giorgia La Iuppa (2002) ITI Omar, Novara
https://www.youtube.com/watch?v=G6pnJR3gK28

PROGETTO 32
S.A.M. (Speaking and Auto-filling Machine). Made for people with ALS. Riccardo Pinna (2002), Gabriele Musio (2001) I.I.S. M. Giua, Cagliari
https://www.youtube.com/watch?v=yc9LyBKuT_8

PROGETTO 33
Diabete, musica, cervello. Riccardo Gallisai (2002), Riccardo Inzaina (2001), Ennur Zen Vukovic (2003) Liceo Scientifico Lorenzo Mossa, Sassari

PROGETTO 34
Robot Sos. Bouchok Kerkeni Firas (2001), Moussa Mouhib (2001) Tunisian Association for the Future of Sciences and Technology (ATAST), Moknine, Tunisia

PROGETTO 35
Relazione tra la forza di cattura di un levitatore acustico e la dimensione del campione lievitato. Emma Ghelfi (2002) Deledda International School, Genova 
https://www.youtube.com/watch?v=CynUBBbyjQU

PROGETTO 36
Oscillazione di gocce di liquidi Newtoniani indotte da vibrazione acustiche. Uno studio. Sonia Migliavacca (2003), Elio Scholtz (2003), Filippo Invernizzi (2002) Istituto Aeronautico ‘A. Locatelli’, Bergamo
https://www.youtube.com/watch?v=AvmWD7D7_FA

PROGETTO 37
N.I.M.P.H.A. – Rete neurale per monitorare il vegetato attraverso velivoli ibridi. Matteo Girelli (2002), Francesco Odorizzi (2001), Paolo Somenzi (2001) Liceo Scientifico Rainerum, Bolzano

PROGETTO 38
Bicicletta rana: un’innovazione anfibia! Roberto Del Giudice (2001) Liceo Scientifico Statale ‘Riccardo Nuzzi’, Bari
https://www.youtube.com/watch?v=SEnkLW5kwOA

I Premi. Partecipazione e Accreditamenti ad eventi internazionali:

32° EUCYS, concorso dell’Unione europea per i giovani scienziati, Salamanca (Spagna), 15-20 settembre; ELHUYAR SCIENCE FAIR, fiera della scienza di Bilbao (Paesi Baschi – Spagna), 8-11 maggio; Regeneron ISEF, fiera internazionale della scienza e della ingegneria, Anaheim, (California-USA), 9-15 maggio; GENIUS, olimpiade sulle questioni ambientali globali, Rochester (New York-USA), 15-20 giugno; ESE, esposizione scientifica europea di Milset, Suceava, (Romania),  25-31 luglio;  LIYSF, forum internazionale giovanile della scienza di Londra  (Gran Bretagna), 29 luglio-12 agosto;  SIWI, premio internazionale dell’acqua per i giovani, Stoccolma (Svezia), 22-27 agosto: IEYI, rassegna internazionale per i giovani inventori, Kazan (Tatarstan, Russia), 5-10 settembre; BUCA IMSEF, fiera internazionale di musica, scienze e ingegneria, Smirne (Turchia ), 29 settembre-4 ottobre; INSPO, olimpiade internazionale della scienza, Istanbul (Turchia), 30 settembre-4 ottobre; MOSTRATEC, fiera internazionale della tecnologia, Novo Hamburgo (Brasile), 19-23 ottobre; ESI AMLAT, esposizione scientifica internazionale di MILSET America Latina, Santa Rosa (La Pampa, Argentina), 6-10 novembre; EXPO SCIENCES ASIA, esposizione scientifica internazionale di MILSET Asia, Abu Dhabi (UAE), 6-11 novembre 2020; EXPO SCIENCES MESSICO, Hermosillo (Sonora, Messico), 7-11 dicembre;  TISF, fiera scientifica internazionale di Taipei (Taiwan), febbraio 2021; EXPORECERCA JOVE, competizione scientifica di Barcellona (Spagna), marzo 2021; I-FEST, fiera della tecnologie, Monastir (Tunisia), marzo 2021; EXPO SCIENZE BELGIO, aprile 2021.
Riconoscimenti speciali: - AICA: miglior lavoro sulle tecnologie dell’informazione; - British Institute e ETASS: tecnologie per la formazione o per nuovi tessuti; - Cielo stellato Silvio Lutteri: progetti di misura o simili; - OCMI Group: applicazioni tecnologiche innovative; - COREPLA: studi sulla plastica; - Erica: progetto ambientale; - Salvetti Foundation: manutenzione e/o robotica; - UNICHIM: approfondimento sull’industria chimica; - Xylem: ricerca sul tema dell’acqua; - Premio in memoria di Eliana Ginevra a uno studio in biologia; inoltre: Certificati di eccellenza di prestigiose associazioni internazionali.

La giuria

Paola AGOSTINI, Università Milano Bicocca; Francesca BARBERO, Università degli studi di Torino; Marco CALLARI, AFROS Cannon, Caronno Pertusella (VA); Olga CHITOTTI, Fast Ambiente Academy, Milano; Aldo CINGOLANI, DIA Sorin, Novara; Roberto CUSOLITO, Italcert, Milano; Lucrezia DEL GESSO, Tecnimont, Milano; Ahmed ESSAM ALY, BEI, Lussemburgo; Claudio EVANGELISTI, Cnr, Milano; Camilla FACHERIS, Università Bocconi, Milano; Alessandro FAVALLI, Dolphia Marine Offshore & Industrie, Heerjugowaard (Olanda); Cesare FURLANELLO, FBK, Trento; Daria GUIDETTI, INAF, Bologna; Matteo GUIDOTTI, Cnr, Milano; Giuseppe JURMAN, FBK, Trento; Luca LIETTI, Politecnico di Milano; Daniele MACUGLIA, Università di Chicago, Usa; Cristina MAGGI, H2It, Milano; Chiara MERONI, Infn, Milano; Maria Luisa OPPIZZI, CusMiBio, Milano; Pietro ORIANI, Salvetti Foundation, Milano; Elisa PALAZZI, ISAC Cnr, Torino; Luca PASSERINI, Centro ricerche FIAT, Orbassano (TO); Cristofer PEZZETTA, Università di Cambridge, Regno Unito; Anna Chiara PIRONA, Technion – Israel Institute of Technology, Haifa, Israel; Laura POLITO, Cnr, Milano; Antonio PROTOPAPA, Corepla, Milano; Viola RITA, Galileo servizi editoriali, Roma; Fabrizio ROSSI, CEA, Parigi; Stefano ROSSINI, Gruppo Eni, San Donato Milanese; Domenico SANTORO, Xylem, Milano; Jenny SASSONE, Vita-Salute San Raffaele University, Milano; Michele SIMONCELLI, Ecole Polytechnique Fédéral de Lausanne, Svizzera; Efisio SOLAZZO, CCR, Ispra, Varese; Vittoria SPERO, Università statale di Milano; Giuseppe TOSCANO, BIESSE, Pesaro; Thomas VACCARI, IFOM, Milano; Giorgio VACCHIANO, Università statale di Milano ;Davide VENTURELLI, Ames Research Center della NASA, Moffett Field, California, Usa; Michele VIDONI, Liebherr-Aerospace, Germania; Maria VINCIGUERRA, IFOM, Milano; Carlo Giorgio VISCONTI, Politecnico di Milano.
Comitato organizzatore FAST: Alberto Pieri, Manuela Bergami, Rosaria Gandolfi, Roberta Panzeri.