In questa sezione vengono riproposti i testi e le miniature delle immagini delle Home Pages del sito da Febbraio 2019.
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In this section the texts and thumbnails of the images of the Home Pages of the site from February 2019 are proposed.

(Luglio 2022: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° luglio 2022
Al ballo planetario
Negli ultimi 100 anni della storia del nostro pianeta le civiltà hanno generato un’accelerazione esponenziale della produzione industriale, tecnologica e scientifica, delle idee e della cultura, senza risolvere le grandi disuguaglianze sociali. Sono aumentate le relazioni tra individui, le esperienze e le conoscenze delle storie di vita e di politica. E’ aumentata la ‘connessione’ tra persone, cose, fatti, opinioni. Le cause e le soluzioni sono intrecciate. E’ aumentata anche la complessità dei sistemi, delle procedure burocratiche, delle analisi e delle prospettive ed è cresciuta la difficoltà del discernimento. Grazie a mass media e social media, molti ‘concetti’ locali sono stati travolti da una esperienza planetaria che supera confini politici, barriere linguistiche e morali. La globalizzazione delle percezioni conduce tutti a partecipare al ballo planetario.
Un ballo turbolento, con numerosi protagonisti arroganti, molti esperti inascoltati, tante risorse sprecate, ricchezze e povertà immeritate, popolazioni imbrigliate dai governanti. Ma il ballo è globale, oggi non ci può essere benessere solo per alcuni, la sopravvivenza è un problema di tutti, anche di chi non si accorge dei rischi o non vuole accorgersene e crede di non partecipare alle danze.
I terrestri cercano perlopiù la sopravvivenza a breve termine: soddisfare i bisogni (e le voglie) giorno per giorno o poco oltre. La programmazione è roba da saccenti, o da benestanti, o da studenti. Gli asset energetici, le misure ecologiche e il rispetto sociale non sono priorità per il popolaccio. E’ più facile contestare le tasse, le normative, cercare il piacere delle emozioni che aver voglia di partecipare alla riparazione di un’organizzazione sociale disastrata o di una democrazia degradata. La manutenzione sociale è scarsa.
Il compito della nostra Fondazione è complicato, difficile, ma ci siamo dati alcune priorità di conoscenza intellettuale, per mantenere almeno la coscienza e la responsabilità verso i nostri discendenti. La coscienza che il ballo in corso è planetario.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
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July 1st, 2022
At the planetary dance
In the last 100 years of the history of our planet, civilizations have generated an exponential acceleration of industrial, technological and scientific production, of ideas and culture, without resolving the great social inequalities. Relationships between individuals, experiences and knowledge of life stories and politics have increased. The 'connection' between people, things, facts, opinions has increased. The causes and the solutions are entangled. The complexity of systems, bureaucratic procedures, analyzes and perspectives has also increased and the difficulty of discernment has increased. Thanks to mass media and social media, many local 'concepts' have been overwhelmed by a planetary experience that goes beyond political boundaries, linguistic and moral barriers. The globalization of perceptions leads everyone to participate in the planetary dance.
A turbulent dance, with numerous arrogant protagonists, many unheeded experts, many wasted resources, undeserved wealth and poverty, populations harnessed by the rulers. But dance is global, today there can be no well-being for just a few, survival is a problem for everyone, even for those who do not realize the risks or do not want to notice them and believe they are not participating in the dances.
Humans mostly seek short-term survival: satisfying needs (and cravings) on a day-to-day basis or beyond. Programming is stuff for the knowledgeable, or for the wealthy, or for students. Energy assets, ecological measures and social respect are not priorities for the populace. It is easier to challenge taxes, regulations, seek the pleasure of emotions than wanting to participate in the repair of a disastrous social organization or a degraded democracy. Social maintenance is poor.
The task of our Foundation is complicated, difficult, but we have given ourselves some priorities of intellectual knowledge, to at least maintain awareness and responsibility towards our descendants. The awareness that the dance in progress is planetary.    
Paolo
Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

(Giugno 2022: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° giugno 2022
Sopravvivenza
C’è chi ne fa un gioco da spiaggia, esibendo nudità ed emozioni, gestite da un copione televisivo. C’è chi si preoccupa di avere un po’ d’acqua, il cibo per la famiglia, un tetto, qualche medicina per sopravvivere. In qualche luogo del mondo piovono più bombe che gocce di pioggia: chi ha voglia di pensare all’inquinamento degli oceani? Dove i bisogni sono impellenti il futuro si ferma al presente. Anche per chi è avido di consumi e di ricchezza e piaceri immediati il futuro è il presente.
In realtà chi si preoccupa dell’ecologia globale e della sopravvivenza ai cambiamenti climatici dispone già di risorse per il benessere, ha una certa agiatezza; anche se non è ricco si accontenta, nonostante le turbolenze e le contraddizioni che lo circondano. In sostanza: è lungimirante chi ha le condizioni sociali per esserlo. E’ molto difficile aspettarsi cultura della manutenzione e della lungimiranza da chi vive quotidianamente un conflitto sociale, dove i bisogni del presente annullano la visione del futuro. L’intelligenza è una risorsa comune al genere umano, ma gli obiettivi non sono sempre comuni. Non possiamo dar colpe agli indigenti, ma al popolaccio e ai suoi leader, che accumulano inquinamento e pratiche criminali, sì.
Mentre ci compiacciamo delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecnologiche, ci inquieta anche la ‘democrazia’ dei Paesi industriali, perché il sistema politico viene strattonato a fini di potere, non di servizio alla comunità. E’ una democrazia imperfetta, immersa spesso in una burocrazia frammentata, paludosa, improduttiva, lenta e non ispirata al futuro: aumenta la complessità e il disordine istituzionale.
Aumentano le disuguaglianze sociali. E’ questo il nuovo antropocene?
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
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June 1st, 2022
Survival
There are those who make a beach game out of it, exhibiting nudity and emotions, managed by a television script. There are those who worry about having some water, food for the family, a roof, some medicine to survive. Somewhere in the world more bombs fall than raindrops: who wants to think about ocean pollution? Where needs are pressing, the future stops at the present. Even for those who are greedy for consumption and immediate wealth and pleasures, the future is the present.
In reality, those who care about global ecology and survival from climate change already have resources for well-being, have a certain wealth; even if they are not rich they are satisfied, despite the turbulence and contradictions that surround them. Basically: those who have the social conditions to be so far-sighted. It is very difficult to expect a culture of maintenance and longsightedness from those who live a daily social conflict, where the needs of the present cancel the vision of the future. Intelligence is a common resource for mankind, but the objectives are not always common. We cannot blame the poor, but the populace and its leaders, who accumulate pollution and criminal practices, yes.
While we are pleased with scientific discoveries and technological innovations, we are also worried about the 'democracy' of industrial countries, because the political system is being pulled for purposes of power, not of service to the community. It is an imperfect democracy, often immersed in a fragmented, marshy, unproductive, slow and uninspired by the future bureaucracy: it increases the complexity and institutional disorder.
Social inequalities are increasing. Is this the new anthropocene?
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

(Maggio 2022: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° maggio 2022
Manutenzione olotrasportata.
Straordinario intervento di ‘manutenzione’ sanitaria a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, che viaggia a 28.000 km/ora a 400 km di distanza dal suolo terrestre. L’8 aprile scorso la NASA ha comunicato che l’8 0ttobre 2021 il chirurgo di volo della NASA Dr. Josef Schmid, il partner industriale di AEXA Aerospace Fernando De La Pena Llaca e le loro squadre sono stati i primi esseri umani "oloportati" dalla Terra nello spazio. Durante quasi due anni di pandemia di COVID-19, la crescita della telemedicina e dei nuovi modi di raggiungere le persone è cambiata e si è sviluppata. Utilizzando la fotocamera Microsoft Hololens Kinect e un personal computer con software personalizzato, l'astronauta dell'Agenzia spaziale europea Thomas Pesquet ha avuto una conversazione bidirezionale con immagini dal vivo di Schmid e De La Pena collocate nel mezzo della Stazione Spaziale Internazionale. Questo è stato il primo contatto diretto di olotrasporto dalla Terra nello spazio. Olotrasporto è un tipo di tecnologia di acquisizione che consente di ricostruire, comprimere e trasmettere in tempo reale modelli 3D di alta qualità di persone. Se combinato con display di realtà mista come HoloLens, consente agli utenti di vedere, ascoltare e interagire con i partecipanti remoti in 3D come se fossero effettivamente presenti nello stesso spazio fisico. L’olotrasporto è in uso almeno dal 2016 da Microsoft, ma questo è il primo utilizzo in un ambiente così estremo e remoto come lo spazio. Le immagini delle persone sulla Terra vengono oloportate nello spazio e le immagini degli astronauti possono tornare sulla Terra. E’ una tecnologia da utilizzare per conferenze, interviste, interventi di manutenzione e anche per portare turisti sulla stazione spaziale a visitare gli astronauti. Il passo successivo è quello di combinare l'olotrasporto con la realtà aumentata, per abilitare veramente il tele-mentoring. E’ così possibile portare il miglior istruttore o il progettista o il tecnico di manutenzione più esperto proprio accanto a chi ha problemi da risolvere. Le applicazioni dirette sono innumerevoli anche qui sulla Terra. Che si tratti di altri ambienti estremi come l'Antartide, piattaforme petrolifere offshore o teatri operativi militari, questo tipo di tecnologia può aiutare le persone in tali situazioni a comunicare, riunendo le persone indipendentemente dalla distanza o dalle sfide ambientali.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
Nell’immagine: i membri del team di Holoportation sono visti proiettati virtualmente sulla Stazione Spaziale Internazionale, 8 ottobre 2021. Da sinistra ci sono Andrew Madrid, Dr. Fernando De La Pena Llaca, RIhab Sadik, Dr. Joe Schmid, Kevin Bryant, Mackenzie Hoffman, Wes Tarkington. Crediti: Thomas Pesquet, astronauta dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea). https://www.nasa.gov/feature/innovative-3d-telemedicine-to-help-keep-astronauts-healthy
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May 1st, 2022
Holoported maintenance.
Extraordinary health 'maintenance' intervention on board the International Space Station, which travels at 28,000 km/hour 400 km away from the Earth. On April 8, NASA announced that on October 8, 2021, NASA flight surgeon Dr. Josef Schmid, AEXA Aerospace industrial partner Fernando De La Pena Llaca and their teams were the first "holoported" humans. from Earth into space. During the nearly two years of the COVID-19 pandemic, the growth of telemedicine and new ways of reaching people has changed and developed. Using the Microsoft Hololens Kinect camera and a personal computer with custom software, European Space Agency astronaut Thomas Pesquet had a two-way conversation with live images of Schmid and De La Pena placed in the middle of the International Space Station. This was the first direct holotransport contact from Earth into space. Holotransport is a type of capture technology that allows high-quality 3D models of people to be reconstructed, compressed and transmitted in real time. When combined with mixed reality displays such as HoloLens, it allows users to see, hear and interact with remote participants in 3D as if they were actually present in the same physical space. Holotransport has been in use at least since 2016 by Microsoft, but this is the first use in an environment as extreme and remote as space. Images of people on Earth are holoported into space, and images of astronauts can return to Earth.
It is a technology to be used for conferences, interviews, maintenance interventions and also to bring tourists to the space station to visit the astronauts. The next step is to combine holotransport with augmented reality, to truly enable tele-mentoring. It is thus possible to bring the best instructor or designer or the most experienced maintenance technician right next to those who have problems to solve.
Direct applications are innumerable even here on Earth. Whether it's in other extreme environments like Antarctica, offshore oil rigs, or military operating theaters, this type of technology can help people in such situations communicate, bringing people together regardless of distance or environmental challenges.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
On the image: Holoportation team members are seen projected virtually on the International Space Station, Oct. 8, 2021. From left are Andrew Madrid, Dr. Fernando De La Pena Llaca, RIhab Sadik, Dr. Joe Schmid, Kevin Bryant, Mackenzie Hoffman, Wes Tarkington. Credits: ESA (European Space Agency) astronaut Thomas Pesque. https://www.nasa.gov/feature/innovative-3d-telemedicine-to-help-keep-astronauts-healthy

(Aprile 2022: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° aprile 2022
FIOR DI MARTE
Creatività di primavera? Ben strana la civiltà umana, capace di articolare milioni di parole di senso compiuto in centinaia di linguaggi diversi, di modulare note di musiche eccitanti, di costruire ingegnosamente edifici spettacolari, di usare strumenti prodigiosi, di duplicare funzioni operative in macchine automatiche. Incapace di dialogare pacificamente, di evitare violenze, di realizzare una cooperazione globale. La voglia di supremazia non è imputabile a pochi leader isolati, è il frutto di comportamenti sociali avvinghiati alle proprietà, alle velleità, all’egoismo biologico che la razionalità e la cultura non riescono a estirpareCosì stando le cose, il mondo terrestre cresce a velocità diverse. L’attualità conserva la priorità degli interessi. “Voglio il massimo del benessere oggi, non sono disposto a sacrifici, i debiti li pagheranno i miei successori”. Così pensano in maggioranza le persone, poveri ed oppressi in primis, ma anche consumisti ambiziosi, pur occultando queste intenzioni. Non è solo il popolino, o il popolaccio se preferite, a pensare così, ma anche tanti manager dell’economia, tanti funzionari dei governi che reggono le amministrazioni pubbliche. Parassiti, inconsapevoli o incoscienti, del sistemaAltri, più scientemente e certamente già agiati, riescono ad avere lungimiranza. Manutenere il sistema, manutenere sostenibilmente il mondo, è compito molto difficile in queste circostanze. Il pragmatismo diventa facilmente idealismo da deridere.
Di guerre e disastri ecumenici dicono già tanto, a proposito e a sproposito, tutti i mass media. Provo a divagare, solo superficialmente. La turbolenza che ci circonda appartiene a una mentalità preistorica, indegna del nostro secolo. Il fior fiore dei nostri tempi sono ricercatori e scienziati illuminati, non senza emozioni, che con grande serietà e sagacia mentale esplorano il mondo e cercano soluzioni. Pochi ma buoni, vien da dire. Abbiamo fisici che analizzano i componenti elementari della materia, biologi che studiano l’evoluzione della vita, econometrici che calcolano la distribuzione delle risorse, ingegneri che progettano e realizzano imprese spaziali interplanetarie ed extrasolari. Gli astronomi sono arrivati a identificare 5000 pianeti nel cosmo, compatibili con una presenza di civiltà, più elementare o più evoluta della nostra. Sono esopianeti così lontani che ci vorranno migliaia di generazioni anche solo per comunicare, se non si supera l’ostacolo della velocità della luce, invalicabile. Più a portata d’occhio ci sono i pianeti del nostro sistema solare, dove magari vita c’è stata o ci potrà essere. Non riusciamo a stabilizzare il clima terrestre ma c’è chi pensa a ‘terraformare’ il clima di Marte o di qualche asteroide. Trascuro di approfondire la tecnologia e le opportunità offerte dall’esplorazione spaziale per descrivere l’illustrazione di questo mese, scelta per il sito della Fondazione Salvetti per lo stupore che produce, come fosse una fioritura di primavera.
Più piccola di una moneta, quella concrezione rocciosa simile a un fiore è stata ripresa dal rover Curiosity Mars della NASA utilizzando la fotocamera all'estremità del suo braccio robotico. L'immagine è stata scattata il 24 febbraio 2022 (NASA/JPL-Caltech/MSSS - nasa.gov/msl). Il "fiore", insieme alle concrezioni sferiche poste a destra, è stato realizzato nell'antico passato quando i minerali trasportati dall'acqua cementavano la roccia. Curiosity ha scoperto anche un assortimento diversificato di piccoli oggetti simili che si formavano quando i fluidi mineralizzanti viaggiavano attraverso i condotti nella roccia. Le immagini di queste caratteristiche stanno aiutando gli scienziati a capire di più sulla lunga storia dell'acqua liquida nel cratere Gale di Marte.
Forse ammirando questa meraviglia e meditando sugli strumenti che ci permettono di vederla si potrebbe far abbassare la cresta a quei galli troppo litigiosi e agguerriti che si contendono sul nostro pianeta. E, in pace, cittadini e scienziati potrebbero riprendere ad occuparsi di educazione, di manutenzione e di sviluppo sostenibile. Adocchiando opportunità nello spazio cosmico. Se non domani, ma almeno dopodomani.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti

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April 1st, 2022
MARTIAN FLOWER
Spring creativity? Very strange human civilization, capable to articulate millions of complete meaning words in hundreds of different languages, to modulate notes of exciting music, to ingeniously construct spectacular buildings, to use prodigious devices, to duplicate operational functions in automatic machines. Unable to dialogue peacefully, to avoid violence, to achieve global cooperation. The desire for supremacy is not attributable to a few isolated leaders, it is the result of social behaviors clinging to properties, ambitions, biological selfishness that rationality and culture cannot eradicate.
This being the case, the terrestrial world is growing at different rates. Current events retain the priority of interests. "I want the best of well-being today, I am not willing to sacrifice, my successors will pay the debts". This is what most people think, first of all poor and oppressed, but also ambitious consumerists, while hiding these intentions. It is not only the populace to think like this, but also many managers of the economy, many government officials who govern public administrations. Parasites, unaware or unconscious, of the system.
Others, more knowingly and certainly already well-off, manage to have foresight. Maintaining the system, sustainably maintaining the world, is a very difficult task in these circumstances. Pragmatism easily becomes idealism to be derided.
All the mass media already say a lot about wars and ecumenical disasters. I try to digress, only superficially. The turbulence that surrounds us belongs to a prehistoric mentality, unworthy of our century. The flower of our times are enlightened researchers and scientists, not without emotions, who with great seriousness and mental sagacity explore the world and seek solutions. Few but good, one might say. We have physicists who analyze the elementary components of matter, biologists who study the evolution of life, econometricians who calculate the distribution of resources, engineers who design and implement interplanetary and extrasolar space enterprises. Astronomers have come to identify 5,000 planets in the cosmos, compatible with a presence of civilization, more elementary or more advanced than ours. They are exoplanets so distant that it will take thousands of generations even to communicate, if the obstacle of the speed of light, insurmountable, is not overcome. More within reach are the planets of our solar system, where life may have been or may be. We are unable to stabilize the Earth's climate but there are those who think of 'terraforming' the climate of Mars or some asteroid. I neglect to delve into the technology and opportunities offered by space exploration to describe this month's illustration, chosen for the site of the Salvetti Foundation for the amazement it produces, as if it were a blossoming of spring.
Smaller than a penny, the flower-like rock artifact was imaged by NASA’s Curiosity Mars rover using the camera on the end of its robotic arm. The image was taken on Feb. 24, 2022 (NASA/JPL-Caltech/MSSS - nasa.gov/msl). The “flower,” along with the spherical rock artifacts seen to the right, was made in the ancient past when minerals carried by water cemented the rock. Curiosity has in the past discovered a diverse assortment of similar small features that formed when mineralizing fluids traveled through conduits in the rock. Images of such features are helping scientists to understand more about the prolonged history of liquid water in Mars’ Gale Crater.
Perhaps admiring this marvel and meditating on the tools that allow us to see it, we could make those too quarrelsome and fierce roosters lower their combs that compete on our planet. And, in peace, citizens and scientists could resume their concern for education, maintenance and sustainable development. By spotting opportunities in outer space. If not tomorrow, but at least the day after tomorrow.
    Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(The image is by Maurits Cornelis Escher, 1898-1972)

(Marzo 2022: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° marzo 2022
World at war
Un’altra guerra si è aggiunta alle crisi del pianeta Terra. I conflitti in corso non sono pochi (vedi illustrazione). Le cause hanno origini lontane. Gli imperi (romano, persiano, cinese solo per fare qualche esempio), poi i regni  ‘barbarici’, l’ascesa dell’Islam e le crociate dei suprematisti cristiani, l’invasione delle Americhe, lo sterminio degli indigeni e il razzismo, il colonialismo dei nuovi Regni europei in Africa-Asia-Oceania, il confronto ideologico e sociale capitalismo-comunismo, le guerre mondiali, le nuove voglie di controllo geopolitico dei governi attuali, il terrorismo e le tensioni religiose, il ricorso alla falsificazione dei fatti tramite i mass media, le democrazie imperfette … Ci sono anche le crisi interne dei governi di tanti Stati e le disuguaglianze sociali che sono distribuite sfrontatamente anche nei Paesi più ricchi, cosiddetti democratici e liberali. Un quadro tossico che coinvolge un po’ tutti.
Lo sviluppo sostenibile arranca in mezzo a queste difficoltà. Le risorse per l’energia non possono abbandonare di colpo i combustibili fossili, gli impianti nucleari di nuova generazione richiedono tempi lunghi, le rinnovabili avanzano lentamente. Eppure la coscienza popolare, senza confini, è certamente cresciuta sia fra gli adulti che fra i giovani. Sembra che le burocrazie dei poteri, imbrigliate nelle corporazioni economiche e nella corruzione delle sette politiche, siano il freno maggiore. Le Conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici restano un fenomeno mediatico.
In questo sito internet continuiamo a raccogliere notizie e documenti di economia, di tecnologia, sperando che possano costituire una biblioteca dei tempi correnti e che possano spingere a supportare tutti gli interventi di progresso e di manutenzione dei valori che perseguiamo. In ogni modo ci servono pazienti lavori diplomatici, non violenze di guerra.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti

(L'immagine è di Maurits Cornelis Escher, 1898-1972).
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March 1st, 2022
Another war has added to the crises of the planet Earth. There are many ongoing conflicts (see illustration). The causes have distant origins. The empires (Roman, Persian, Chinese just to name a few), then the 'barbaric' kingdoms, the rise of Islam and the crusades of the Christian supremacists, the invasion of the Americas, the extermination of indigenous people and racism, the colonialism of the new European Kingdoms in Africa-Asia-Oceania, the ideological and social confrontation between capitalism and communism, the world wars, the new desires for geopolitical control of current governments, terrorism and religious tensions, the recourse to the falsification of facts through mass media, imperfect democracies… There are also the internal crises of the governments of many states and the social inequalities that are brazenly distributed even in the richest, so-called democratic and liberal countries. A toxic picture that involves everyone a little.
Sustainable development struggles amidst these difficulties. Energy resources cannot suddenly abandon fossil fuels, new generation nuclear plants take a long time, renewables advance slowly. Yet popular awareness, without borders, has certainly grown both among adults and among young people. It seems that the bureaucracies of the powers, harnessed in the economic corporations and in the corruption of the political sects, are the main brake. The United Nations Conferences on Climate Change remain a media phenomenon.
On this website we continue to collect news and documents on economics, technology, hoping that they can constitute a library of current times and that they can push us to support all the interventions of progress and maintenance of the values ​​we pursue. In any case, we need patient diplomatic work, not war violence.
    Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(The image is by Maurits Cornelis Escher, 1898-1972)

(Febbraio 2022: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° febbraio 2022
Convergenze difficili
Le risorse materiali dell’intero pianeta Terra stanno diventando scarse per gestire uno sviluppo sostenibile. Anche i sistemi economici non sono così saldi. Certamente la ricchezza è mal distribuita mentre la povertà è dilagante. Ancora più preoccupante è la difficoltà delle risorse sociali, ovvero quelle dell’intelligenza politica, che non riesce a trovare punti di convergenza per dirigere una democrazia internazionale pluralista. I casi nazionali di disaccordo, pur gravi come in Italia, contano poco rispetto all’equilibrio globale. Non si sfidano solo le ideologie, ma soprattutto le supremazie tecnologiche dell’industria e quindi dei poteri forti, che discutono in un salotto o in un grattacielo. Le minacce, le guerre, le disuguaglianze sociali e la sopravvivenza sono problemi irrisolti di attualità per buona parte dell’umanità.
Le popolazioni sono poco colte, o distratte, o subordinate. E i leader? La classe dirigente delle democrazie liberali resta sulla difensiva, arroccata sulla burocrazia, incompetente ad affrontare lo sviluppo, deludente per incapacità e disonestà. E’ un segno di crisi della democrazia rappresentativa, sottolineato molto spesso dai mass media. Così l’opinione pubblica, in larga maggioranza, tende ad appoggiarsi a personaggi forti, sia nei sistemi di capitalismo liberale che in quelli di capitalismo statale. Benvenuti amministratori pubblici capaci e autorevoli, senza codazzi clientelari. Ma per evitare le derive autoritarie occorre promuovere una formazione sociale più diffusa, con meno slogan e più approfondimento. Da un popolo mal educato non nasce una buona democrazia. Da una discussione inadeguata non nascono punti comuni proficui. Disagi, problemi e difficoltà vanno affrontati, non elusi. Il destino bisogna costruirselo. E’ un còmpito di responsabilità antropologica e politica della nostra epoca. Per gestire il futuro del pianeta, nella politica ci vuole manutenzione dello Stato ma anche creatività e nuovo impegno sociale. E, dove le contraddizioni non sono fondamentali, serve convergenza.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti

(L'immagine è di Maurits Cornelis Escher, 1898-1972).
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February 1st, 2022
Difficult convergences
The material resources of the entire planet Earth are becoming scarce to manage sustainable development. Economic systems are also not so sound. Certainly wealth is badly distributed while poverty is rampant. Even more worrying is the difficulty of social resources, that is, those of political intelligence, which cannot find points of convergence to direct a pluralist international democracy. National cases of disagreement, although serious as in Italy, count for little compared to the global balance. Not only are ideologies challenged, but above all the technological supremacies of industry and therefore of the strong powers, who are discussing in an elegant living room or in a skyscraper. Threats, wars, social inequalities and survival are topical unsolved problems for a large part of humanity.
Populations are poorly educated, or distracted, or subordinate. And the leaders? The ruling class of liberal democracies remains on the defensive, perched on bureaucracy, incompetent to deal with development, disappointing in inability and dishonesty. It is a sign of the crisis of representative democracy, very often underlined by the mass media. Thus public opinion, in the large majority, tends to lean on strong characters, both in the systems of liberal capitalism and in those of state capitalism. Welcome capable and authoritative public administrators, without crowd of petulant customers. But to avoid authoritarian drifts, it is necessary to promote a more widespread social formation, with fewer slogans and more in-depth analysis. A good democracy does not arise from a badly educated people. Inadequate discussion does not lead to fruitful common points. Social unrest, problems and difficulties must be faced, not evaded. Destiny must be built. It is a task of anthropological and political responsibility of our time. To manage the future of the planet, politics requires maintenance of the state but also creativity and new social commitment. And, where contradictions are not fundamental, convergence is needed.
    Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(The image is by Maurits Cornelis Escher, 1898-1972)

(Gennaio 2022: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° gennaio 2022
Mettere mano.
Sulla necessità di manutenzione degli impianti … e delle istituzioni politiche e sociali non c’è alcun dubbio. Così pure, lo sviluppo economico sostenibile sembra essere diventato un argomento prioritario. L’attenzione della testa c’è, la sensibilità del popolo e dei manager è in aumento.
Adesso bisogna metterci mano. I blablabla continueranno, ci saranno oppositori intelligenti e oppositori stupidi ma chi può deve calarsi nell’azione. Primo evitare gli sprechi, quelli industriali e quelli familiari. Contenere i consumi, soprattutto quelli di energia. Approntare fonti energetiche rinnovabili, dal pannello solare sul tetto di casa alle pale eoliche da giardino, fino a nuovi carburanti e nuove tipologie nucleari, se necessarie, se sicure, se si possono controllare le scorie.
Intanto nel mondo dell’informazione il confronto tra digitale-internet e carta stampata sta diventando drammatico. Quasi solo gli anziani leggono su carta (è tanto bello, ma tecnologicamente è fuori tempo). I giornalisti della stampa vanno in televisione o sui blog per farsi ascoltare. Le attività da remoto prendono piede dove possibile, evitano spostamenti e traffico, riducono i contatti inutili, risparmiano corrente elettrica e i condizionatori negli edifici impiegatizi. Diminuisce la socialità, ma bisogna abituarsi. Quando le trasmissioni a 5G saranno diffuse i telefoni cellulari saranno come bacchette magiche per conoscere, per lavorare, per partecipare. Cambiano i comportamenti, giocoforza sta cambiando il mondo. Ve ne eravate accorti? Non solo occhi e orecchie, metteteci mano.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
(La mano che vedete nell’illustrazione è quella di un noto economista e amministratore politico, di livello internazionale e di buon auspicio per l’anno nuovo. Auguri!)
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January 1st, 2022
Get your hands.
There is no doubt about the need for maintenance of plants ... and of political and social institutions. Similarly, sustainable economic development appears to have become a priority topic. The attention of the head is there, the sensitivity of the people and managers is increasing.
Now we have to get involved. The blablabla will continue, there will be intelligent opponents and stupid opponents but those who can must take action. First, avoid waste, industrial and family waste. Contain consumption, especially energy. Prepare renewable energy sources, from the solar panel on the roof of the house to the garden wind turbines, up to new fuels and new nuclear types, if necessary, if safe, if waste can be controlled.
Meanwhile, in the world of information, the match between digital-internet and print media is becoming dramatic. Almost only the elderly read on paper (it is so beautiful, but technologically it is out of time). Press reporters go on television or blogs to be heard. Remote activities take hold where possible, avoid movement and traffic, reduce unnecessary contacts, save electricity and air conditioners in office buildings. Sociality decreases, but you have to get used to it. When 5G broadcasts are spread, mobile phones will be like magic wands to learn, to work, to participate. Behaviors are changing, the world is changing. Did you notice? Not just eyes and ears, get your hands.
    Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(The hand you see in the illustration is that of a well-known economist and political administrator, of international level and a good omen for the new year. Prosit!)

(Dicembre 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° dicembre 2021
Presenti!
Come Fondazione Salvetti la manutenzione del mondo resta il nostro obiettivo, non solo ‘lubrificando’ o ‘aggiustando’ impianti e monitorando strutture, ma soprattutto prevenendo guasti e disagi. A proposito di guasti e disagi del mondo i recenti meeting G20 a Roma e Cop26 a Glasgow sono stati trasparenti e precisi sui rischi che stiamo correndo. Dei rimedi e della manutenzione non ci sono ancora piani globali completamente condivisi. I condòmini del nostro pianeta, poco più di un granello di polvere nel cosmo, sono litigiosi più che nel palazzo dove abitiamo quotidianamente. E come in un condomìnio gli amministratori-governanti sono sempre sotto critica per inefficienza, se non per soperchierie ai danni dei residenti.
Eppure cose da fare ce ne sono, la fantasia non manca. Ecco qualche esempio, solo per aprire qualche finestra.
Uno. C’è chi decide di piantare alberi per migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini attraverso lo sviluppo di boschi urbani e periurbani. Il progetto italiano è del Ministero della Transizione Ecologica con l’obiettivo di piantare almeno 6,6 milioni di alberi contribuendo a preservare e valorizzare la naturalità diffusa e la biodiversità, ridurre l’inquinamento atmosferico nelle aree metropolitane, aiutando così a proteggere la salute umana, recuperare i paesaggi antropizzati, frenare il consumo di suolo e ripristinare i suoli utili. Per conto suo la Cina, in tempi recenti, ha piantato già 66 miliardi di alberi in zone che ne erano prive.
Due. C’è chi decide di utilizzare la trasmissione dell'energia senza fili (a microonde), costruendo stazioni nello spazio per assorbire direttamente l'energia solare e convertirla in elettricità. Il progetto cinese stima una produzione da 10 a 14 Kw per metro quadrato di celle fotovoltaiche collocate in un'orbita geosincrona a un'altitudine di circa 36.000 chilometri dalla superficie terrestre. Gli Stati Uniti d’America hanno fatto un modello di centrale spaziale da 5 GW, al costo di 250 miliardi di dollari (tecnicamente fattibile, ma forse non realizzabile economicamente). Anche il Giappone sta provando a costruire una centrale elettrica spaziale commerciale entro il 2050.
Tre. Intanto c’è chi si prepara a costruire centrali nucleari sulla Luna. La NASA ha lanciato un bando per un reattore nucleare come base per le missioni nel sistema solare. Un reattore nucleare trasportabile, se sopravvive al lancio e all’atterraggio, che produca potenza continua per almeno 10 anni; completamente autonomo poiché non può fare affidamento sul coinvolgimento di nessuno per l’avvio, lo spegnimento, il funzionamento o la manutenzione del sistema. Da lì una rete elettrica per le basi lunari degli astronauti. Anche la Russia aspira a realizzare un reattore nucleare sulla superficie lunare, entro il 2035.
Qui nelle nostre città siamo ancora alle campagne di informazione per il rispetto ambientale, la raccolta e separazione dei rifiuti, la riduzione degli sprechi, la riparazione delle buche stradali e la sistemazione di altri tanti-tanti elementari comportamenti civili, che sono ancora incivili. Acqua, cibo e salute per i poveri del mondo purtroppo sono un problema secondario per i ricchi del mondo, rispetto alle esigenze di ordine e pulizia della convivenza ‘borghese’ …
Dovremmo richiamarci all’attenzione delle innovazioni tecnologiche per salvare il pianeta, tipo intelligenza artificiale, robotica, internet of things, biotecnologie, nanotecnologie, reti neurali, superconduttori (cose da transumani ambiziosi e complottisti illuminati), ma non abbiamo ancora risolto le questioni fondamentali dei diritti e dei doveri. La civiltà delle macchine non può essere una soluzione etica, se non per un’élite autoreferente che non ama la democrazia e preferisce i sudditi (o i consumatori). Vorrei non ci fossero in questa élite quelle società big tech, egemoni per via dell’arsenale tecnologico, della raccolta di capitali e di investimenti in ricerca di continua leadership. Ma ci sono.
Noi persistiamo nel voler manutenere il mondo, con una formazione scientifica ed economica dello sviluppo umano naturalmente ed eticamente sostenibile, per un benessere globale, nonostante le democrazie imperfette e le contraddizioni del nostro fragile ego. Parliamone, per capirci meglio.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
(Nell’immagine una simulazione grafica della stazione solare, da China Daily)
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December 1st, 2021
Here we are!
As the Salvetti Foundation, the maintenance of the world remains our goal, not only by 'lubricating' or 'fixing' systems and monitoring structures, but above all by preventing breakdowns and inconveniences. Speaking of failures and inconveniences in the world, the recent G20 meetings in Rome and Cop26 in Glasgow were transparent and precise on the risks we are running. There are still no fully shared global plans for remedies and maintenance. The inhabitants of the Condominium of our planet, little more than a speck of dust in the cosmos, are more quarrelsome than in the building where we live every day. And as in a condominium, the administrators-rulers are always under criticism for inefficiency, if not for abuse of the residents.
Yet there are things to do, the imagination is not lacking. Here are some examples, just to open a few windows.
One. Some people decide to plant trees to improve the quality of life and well-being of citizens through the development of urban and peri-urban forests. The Italian project is of the Ministry of Ecological Transition with the aim of planting at least 6.6 million trees helping to preserve and enhance the widespread naturalness and biodiversity, reduce air pollution in metropolitan areas, thus helping to protect human health, recovering man-made landscapes, curbing land consumption and restoring useful soils. On its own, China has, in recent times, already planted 66 billion trees in areas that lacked them.
Two. Some other states decide to use wireless (microwave) energy transmission, building stations in space to directly absorb solar energy and convert it into electricity. The Chinese project estimates a production of 10 to 14 Kw per square meter of photovoltaic cells placed in a geosynchronous orbit at an altitude of about 36,000 kilometers from the earth's surface.
The United States of America has made a 5 GW model of a space plant, at a cost of $ 250 billion (technically feasible, but perhaps not economically feasible). Japan is also trying to build a commercial space power plant by 2050.
Three. Meanwhile, some states are preparing to build nuclear power plants on the Moon. NASA has launched a ban on a nuclear reactor as a base for missions in the solar system. A transportable nuclear reactor, if it survives launch and landing, which produces continuous power for at least 10 years; completely autonomous as it cannot rely on anyone's involvement for system startup, shutdown, operation or maintenance. From there an electrical grid for the astronauts' lunar bases. Russia also aspires to build a nuclear reactor on the lunar surface by 2035.
Here in our cities we are still in the information campaigns for environmental respect, the separation and  reduction of waste, the repair of road holes and the arrangement of many other elementary civil behaviors, which are still uncivilized. Unfortunately, water, food and health for the world's poor are a secondary problem for the world's rich, compared to the need for order and cleanliness of 'bourgeois' coexistence ...
We should pay attention to technological innovations to save the planet, such as artificial intelligence, robotics, internet of things, biotechnology, nanotechnology, neural networks, superconductors (things from ambitious transhuman and enlightened conspiracy theorists), but we have not yet solved the fundamental questions of rights and duties. The civilization of machines cannot be an ethical solution, if not for a self-referring elite that does not like democracy and prefers subjects (or consumers). I wish there were not in this elite those big tech companies, hegemonic because of the technological arsenal, the raising of capital and investments in search of continuous leadership. But there are.
We persist to maintain the world, with a scientific and economic education of naturally and ethically sustainable human development, for a global well-being, despite the imperfect democracies and the contradictions of our fragile ego. Let's talk about it, to understand each other better.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(In the image a graphic simulation of the solar station, from China Daily)

(Novembre 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° novembre 2021
Superpotenze
Oggi è superpotente chi controlla l’energia. Le fonti tradizionali principali sono i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas), l’acqua (idrolettrica), la legna e le biomasse e il nucleare. Si aggiungono le rinnovabili (solari, eoliche, geotermiche ecc), ancora scarse. Ma, dal momento che la gestione dell’energia è affidata alla tecnologia digitale (hardware e software), sono le società ‘bigtech’ o ‘websoft’ a controllare di fatto l’energia. Nolenti o volenti, a loro basta pigiare un tasto per fa girare o fermare i motori del pianeta.
Mentre i governi sono impegnati in tutto il mondo in un confronto quotidiano e spesso agguerrito con i loro cittadini, perlopiù su questioni locali, alcuni grandi imprese multinazionali, con l’aiuto di esperti informatici (hackers compresi) potrebbero essere le reali superpotenze. Non è fantascienza, né previsione astratta di complotti. Certo è che tecnologia (a 5G o 6G, intelligenza artificiale, neurobiologia) potrebbero insidiare o influire sulla vita di tutti. Visto in positivo dobbiamo ammettere che lo sviluppo scientifico e l’innovazione che le grandi imprese hanno prodotto è straordinario e contribuisce al wellfare, almeno nel mondo dei servizi e dei consumi. Ma, come sempre nella storia, chi ha tanto potere attira critiche e può diventare pericoloso. Non solo i dittatori, ma anche qualche leader ‘democratico’, e qualche imprenditore di successo.
Per quanto riguarda le ‘big tech’, un brillante studio di Mediobanca non esita a far nomi. Ce ne sono 25 (vedi anche su questo sito la sezione Gallery) che insieme fanno più di 1000 miliardi di euro. In testa alla lista Amazon, con 300 miliardi di euro di ricavi. Poi Alphabet-Google, Microsoft, JD, Alibaba, Facebook, Tencent, ByteDance-TikTok …. Sono gruppi economici multinazionali tutti in zona fiscale grigia, con una propensione a influire sui comportamenti, sui costumi, sui consumi, sui pensieri dei cittadini moderni. I cittadini moderni sono poco più che sudditi: vivono di messaggi telefonici, social media, titoli di giornali elettronici, onde emotive di siti del web, talk show televisivi, slogan (e fake news) costruiti da strateghi del marketing anche politici. Sui social media Stati Uniti e Unione Europea cercano argini fiscali, anche l’autoritario governo cinese ha dovuto correre ai ripari per fermare l’influenza dell’opinione pubblica che nasce da un web incontrollato. In Cina le normative saranno ferree, mentre nei Paesi democratici le libertà sono preda di tira e molla, simulacri, bolle economiche, idoli, proteste di insurrezione culturale, come si è visto. Hanno buon gioco, quindi, le citate web-soft companies. Non solo business via social network, ma browsing, e-commerce, delivery, advertising, finance, gaming.
La colonizzazione cybernetica è avviata e gli algoritmi non sono in mano ai governi. La realtà virtuale ha un appeal più forte delle burocrazie politiche. Ma tutte queste supremazie sono abbarbicate all’ultimo miglio dell’energia elettrica. Speriamo che non manchi mai la corrente. Speriamo ci sia sempre una manutenzione predittiva e operativa all’altezza dei suoi compiti. E speriamo che non ci sia un Sansone che voglia morire con tutti i filistei.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
Per approfondire:
https://www.areastudimediobanca.com/it/product/report-websoft-ed-2021
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November 1st, 2021
Superpowers
Today, those who control energy are superpowered. The main traditional sources are fossil fuels (coal, oil, gas), water (hydroelectric), wood and biomass and nuclear power. Added to this are renewables (solar, wind, geothermal, etc.), which are still scarce. But, since energy management is entrusted to digital technology (hardware and software), the 'bigtech' or 'websoft' companies actually control the energy. Whether or not they want to, they just press a button to make the planet's engines run or stop.
While governments around the world are engaged in a daily and often fierce confrontation with their citizens, mostly on local issues, some large multinational companies, with the help of computer experts (including hackers) could be the real superpowers. It is not science fiction, nor abstract prediction of conspiracies. What is certain is that technology (5G or 6G, artificial intelligence, neurobiology) could undermine or affect everyone's life. Seen positively, we must admit that the scientific development and innovation that large companies have produced is extraordinary and contributes to wellfare, at least in the world of services and consumption. But, as always in history, those with so much power attract criticism and can become dangerous. Not only the dictators, but also some 'democratic' leaders, and some successful entrepreneurs.
As for the 'big tech', a brilliant Mediobanca report does not hesitate to mention names. There are 25 of them (see also the Gallery section on this site) which together make more than 1000 billion euros. Amazon at the top of the list, with 300 billion euros in revenues. Then Alphabet-Google, Microsoft, JD, Alibaba, Facebook, Tencent, ByteDance-TikTok…. They are multinational economic groups all in the gray fiscal zone, with a attitude to influence the behavior, customs, consumption and thoughts of modern citizens. Modern citizens are little more than subjects: they live by telephone messages, social media, electronic newspaper headlines, emotional waves of web sites, television talk shows, slogans (and fake news) built by marketing strategists, including politicians. On social media the United States and the European Union are looking for tax levers, even the authoritarian Chinese government run to stop the influence of public opinion that arises from an uncontrolled web. In China, regulations will be strict, while in democratic countries, freedoms are prey to back and forth, simulacra, economic bubbles, idols, protests of cultural insurrection, as we have seen. Therefore, the mentioned web-soft companies have a good game. Not just business via social networks, but browsing, e-commerce, delivery, advertising, finance, gaming.
Cybernetic colonization has begun and the algorithms are not in the hands of governments. Virtual reality has a stronger appeal than political bureaucracies. But all these supremacies are rooted in the last mile of electricity. We hope that the electricity will never fail. We hope that there will always be predictive and operational maintenance that is up to its task. And let's hope there will not be a Samson who wants to die with all the Philistines.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
https://www.areastudimediobanca.com/it/product/report-websoft-ed-2021

(Ottobre 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° ottobre 2021
Non siamo sprovveduti
Le stime indicano che la Terra avrà 8,5 miliardi di persone nel 2030 e 9,7 miliardi nel 2050. In Europa l’età media passerà da 43,9 anni (2020) a 48,2 anni (2050), quando l’aumento di temperatura si avvicinerà a +2° C. Oltre ai problemi demografici, climatici e ambientali noi umani dovremo gestire le innovazioni tecnologiche insieme alle dimensioni limitate delle risorse energetiche. L’Europa, come dice il Rapporto della Commissione Europea sulle prospettive strategiche (pubblicato l’8.9.2021), resta un campione tecnologico nel settore dei processi manifatturieri e dei materiali di punta: le sue imprese forniscono prodotti e asset fondamentali per le linee di produzione del mondo intero. L’Europa è leader nella mobilità intelligente e sostenibile del futuro e nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio. Le sue capacità in intelligenza artificiale, big data e robotica sono simili a quelle del Giappone, ma deve raggiungere Stati Uniti e Cina che sono i principali protagonisti del settore. Nelle tecnologie quantistiche essenziali, gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina sono attualmente all'avanguardia. Entro il 2025, l'Europa avrà il suo primo computer quantistico e, se seguiranno gli investimenti, potrebbe essere in prima linea nelle capacità quantistiche entro il 2030. Altre tecnologie promettenti includono la microelettronica, i nuovi materiali per l'elettronica biodegradabile, l'elettronica flessibile e stampata e le tecnologie basate su materiali bidimensionali, come il grafene. Inoltre, molte tecnologie pilota hanno un alto potenziale di decarbonizzazione. Questi includono idrogeno pulito, combustibili a basso tenore di carbonio, cattura e stoccaggio/utilizzo del carbonio, batterie sostenibili di nuova generazione, biotecnologia e biomateriali, cracking del metano, superconduttività ad alta temperatura, uso avanzato dell'energia geotermica e delle maree, generazione di energia eolica ad alta quota e reattori a fusione nucleare.Non siamo quindi sprovveduti, anche se spesso la burocrazia rallenta gli investimenti. In realtà la burocrazia dovrebbe essere la custode della democrazia e certamente in Europa conserviamo questo primato, nonostante le crisi politiche. Occorre tuttavia che le istituzioni economiche e produttive, sia pubbliche che private, sostenute dall’impegno degli addetti (politici, amministratori, ricercatori, lavoratori di ogni livello) e dei cittadini, accelerino le procedure. Non è tempo di risparmiare, né di guardarsi attorno in silenzio, né di costruire infrastrutture escapiste. La transizione economica ed ecologica è indispensabile. Uno dei motori del cambiamento è l’iperconnettività, che ha l’efficacia di far crescere la convergenza tra settori, tra tecnologie, tra servizi e tra attori. Ovviamente cresceranno i rischi. La cybersicurezza dovrà evitare i crimini telematici, ma soprattutto sarà indispensabile una più forte formazione di responsabilità e di coscienza civile per la quale si prodiga la Fondazione Salvetti.
Un tema critico è quello dell’energia: la tendenza alla decarbonizzazione si avvarrà di nuove gigantesche strutture di produzione elettrica, anche per gli automezzi. Già Tesla nel 2014 aveva avviato una sua Gigafactory nel Nevada, che ora ha una capacità teorica di 35 gigawattora all’anno, ma gli addetti ai lavori sanno che anche l’Europa sta preparando la produzione massiccia di batterie per sostenere i consumi elettrici. Sono 25 le centrali europee già annunciate. Sono già attive nel Regno Unito, in Germania, in Ungheria, in Polonia. La Commissione ha approvato nel dicembre 2019 un sostegno iniziale di 3,2 miliardi di € da parte di sette Stati membri (tra i quali l’Italia) a favore di un progetto di comune interesse. In Italia il prossimo colossale impianto dedicato alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici sarà realizzata da Italvolt, su 300.000 metri quadri vicino a Ivrea; dovrebbe essere il più grande e green d’Europa, con una capacità di 45 GWh entro il 2024, potenzialmente in aumento fino a 70 GWh. Sursum corda. I lavori sono in corso.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
Per approfondire:
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0750&qid=1631430900476
https://ec.europa.eu/growth/industry/policy/european-battery-alliance_en
https://www.italvolt.com/index
(Nell’immagine l'Europa fotografata da un satellite della Nasa)
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October  2021
We are not naive
Estimates indicate that the Earth will have 8.5 billion people in 2030 and 9.7 billion in 2050. In Europe, the average age will rise from 43.9 years (2020) to 48.2 years (2050), when the temperature increase will approach + 2 ° C. In addition to demographic, climatic and environmental problems, we humans will have to manage technological innovations together with the limited size of energy resources.
Europe, as the European Commission Report on Strategic Perspectives (published on 8.9.2021) says, remains a technological champion in the sector of manufacturing processes and leading materials: its companies supply products and fundamental assets for the lines of production of the whole world. Europe is a leader in intelligent and sustainable mobility of the future and in low-carbon technologies. Its capabilities in artificial intelligence, big data and robotics are similar to those of Japan, but it must reach the United States and China which are the main players in the sector. In essential quantum technologies, the United States, Japan and China are currently at the forefront. By 2025, Europe will have its first quantum computer, and if investments will follow, it could be at the forefront of quantum capabilities by 2030. Other promising technologies include microelectronics, new materials for biodegradable electronics, the flexible and printed electronics and technologies based on two-dimensional materials, such as graphene. Furthermore, many pilot technologies have a high potential for decarbonisation. These include clean hydrogen, low carbon fuels, carbon capture and storage / utilization, next generation sustainable batteries, biotechnology and biomaterials, methane cracking, high temperature superconductivity, advanced use of geothermal and tidal energy, generation of high altitude wind power and nuclear fusion reactors. We are therefore not unprepared, even if bureaucracy often slows down investments. In reality, the bureaucracy should be the guardian of democracy and we certainly retain this primacy in Europe, despite the political crises. However, both public and private economic and productive institutions, supported by the commitment of employees (politicians, administrators, researchers, workers of all levels) and citizens, need to speed up the procedures. It is not the time to save, nor to look around in silence, nor to build escapist infrastructures. The economic and ecological transition is indispensable.
One of the drivers of change is hyper-connectivity, which has the effectiveness of increasing convergence between sectors, between technologies, between services and between actors. Obviously the risks will increase. Cybersecurity will have to avoid telematic crimes, but above all a stronger formation of responsibility and civil conscience will be indispensable for which the Salvetti Foundation works.
A critical issue is that of energy: the trend towards decarbonisation will make use of new gigantic electricity production facilities, including for vehicles. Tesla had already started its own Gigafactory in Nevada in 2014, which now has a theoretical capacity of 35 gigawatt hours per year, but insiders know that Europe is also preparing the massive production of batteries to support electricity consumption. 25 European power plants have already been announced. They are already active in the UK, Germany, Hungary, Poland.
The Commission approved in December 2019 an initial support of € 3.2 billion from seven Member States (including Italy) for a project of common interest. In Italy, the next colossal plant dedicated to the production and storage of lithium-ion batteries for electric vehicles will be built by Italvolt, on 300,000 square meters near Ivrea; it should be the largest and greenest in Europe, with a capacity of 45 GWh by 2024, potentially increasing to 70 GWh. Sursum corda. The works are in progress.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
o know more:
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0750&qid=1631430900476
https://ec.europa.eu/growth/industry/policy/european-battery-alliance_en
https://www.italvolt.com/index
(In the image, Europe by night, Nasa archive)

(Settembre 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° settembre 2021
Orazio e Virgilio, anche oggi.
Le turbolenze politiche, militari, economiche, sociali e ambientali di questi giorni sono molto gravi. Ne parlano con più competenza i mass media e gli organi di informazione specializzati e a loro lasciamo notizie e commenti, riservandoci l’interpretazione dei fatti senza strumentalizzazioni di parte. Intanto non possiamo non articolare il pensiero sulla nostra missione e non avere cura delle cose. Ovvero: fare una bella manutenzione. E’ un obiettivo importante visto che lo sviluppo tecnologico importa un certo degrado di cose e impianti vecchi. Ma ci vuole una visione. Guardare vicino o lontano? Queste due visioni influenzano non poco i comportamenti sociali e acuiscono le contraddizioni del nostro tempo.
Visione corta: è tempestiva, emotiva, proficua, di soddisfazione immediata: è riassunta nel latino carpe diem’. Raccogliere subito i migliori risultati possibili, non pianificare troppo perché del domani non v’è certezza. E’ visione pratica, edonistica, calzante giorno per giorno, selettiva, ottimista, un po’ egoista, arriva a trascurare il complesso sociale.
Visione lunga: è razionale, previdenziale, cerca ampiezza e profondità nel tempo e nello spazio, esamina i rischi, i pericoli e le opportunità future: è riassunta nel latino insere Daphni piros, carpent tua poma nepotes. Le preoccupazioni sono spostate al futuro, il pensiero va alla sicurezza, alle nuove generazioni, a un contesto sociale largo. E’ visione intelligente, richiede sacrificio, impegno, può essere perfino un po’ pessimista.
Ancora una volta sembra che emozione e ragione si contendano il primato operativo sia giorno per giorno sia nella storia. Ma poiché il paradiso completo non c’è né nella soddisfazione veloce, né nei sogni, la soluzione della contraddizione sta nel mescolare le due visioni, senza eccedere, anche se la situazione del mondo di oggi evidenzia sia uno sguardo troppo corto sia un’assenza di manutenzione.
Se vogliamo realizzare una civiltà umana duratura non possiamo buttare la polvere sotto il tappeto, dobbiamo pulire gli errori, aggiustare le cose, seminare per i nostri discendenti. Serve ancora un po’ di saggezza contadina.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
(Nell’immagine il frontespizio delle «Bucoliche» di Virgilio, edizione del 5° sec. d.C., Biblioteca Apostolica del Vaticano)
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September 1st, 2021
Horace and Virgil, even today.
The political, military, economic, social and environmental turmoil of these days is very serious. The mass media and specialized information bodies speak about it more competently and we leave them news and comments, reserving the interpretation of the facts without biased exploitation. In the meantime, we cannot fail to articulate our thoughts on our mission and not take care of things. That is: do a good maintenance. It is an important goal given that technological development involves a certain degradation of old things and assets. But it takes a vision. Looking near or far? These two visions greatly influence social behavior and sharpen the contradictions of our time.
Short vision: it is timely, emotional, fruitful, of immediate satisfaction: it is summed up in the Latin 'carpe diem'. Collect the best possible results immediately, do not plan too much because there is no certainty about tomorrow. It is a practical, hedonistic vision, fitting day by day, selective, optimistic, a little selfish, it comes to neglect the social complex.
Long vision: it is rational, social security, seeks breadth and depth in time and space, examines the risks, dangers and future opportunities: it is summarized in the Latin 'insere Daphni piros, carpent tua poma nepotes'. Concerns are shifted to the future, thoughts turn to security, to the new generations, to a broad social context. It is an intelligent vision, it requires sacrifice, commitment, it can even be a little pessimistic.
Once again it seems that emotion and reason are competing for operational primacy both day by day and in history. But since there is no complete paradise neither in quick satisfaction nor in dreams, the solution of the contradiction lies in mixing the two visions, without exceeding, even if the situation of today's world highlights a too short gaze and an absence of maintenance.
If we want to achieve a lasting human civilization we cannot throw the dust under the carpet, we have to clean up mistakes, fix things, sow for our descendants. We still need a little peasant wisdom.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(In the image, the title page of Virgil's "Bucoliches", 5th century edition A.D., Vatican Apostolic Library)

(Agosto 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° agosto 2021
G20: fate in fretta !
A Napoli si è svolta a fine luglio la riunione dei Ministri dell’Ambiente del Gruppo dei 20 (il Forum che riunisce i leader dei 20 Paesi più industrializzati del nostro pianeta). In una congiuntura molto complessa per la sostenibilità ambientale, i delegati sono riusciti a concordare un Comunicato che tiene conto di tre grandi aree tematiche. 1) Biodiversità: protezione del capitale naturale e ripristino degli ecosistemi con soluzioni basate sulla natura, difesa e ripristino del suolo, tutela delle risorse idriche, degli oceani e dei mari con attenzione per i rifiuti di plastica in mare. 2) Uso efficiente delle risorse ed economia circolare: visione su economia circolare con focus su tessile e moda sostenibile, città circolari, educazione e formazione. 3) Finanza sostenibile: focus sulle esigenze di finanziamento per la protezione ed il ripristino degli ecosistemi, come contributo al dibattito in corso sul futuro del sistema finanziario globale.
Il Comunicato (https://www.g20.org/wp-content/uploads/2021/07/2021_07_22_ITG20_ENV_Final.pdf) si sviluppa in 10 linee di azione e 25 articoli programmatici. Su molte questioni aperte si è raggiunto un intento comune, in primis riconoscendo l'interconnessione tra clima, ambiente, energia e povertà, che finora erano settori considerati separati; quindi sostenendo un‘economia basata sul riciclo delle risorse e non sul loro consumo massivo. Saranno obiettivi comuni stimolare un benessere sociale esteso e aumentare gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo; puntare su nuove modalità industriali e di business, modelli di produzione e consumo efficienti e sostenibili; sviluppare politiche ambientali non soltanto di tutela, ma di investimenti per decarbonizzare l'economia, passando dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili; sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore, dell'energia oceanica e di tutte le opportunità di implementazioni.
Roberto Cingolani, Ministro italiano per la Transizione ecologica ha dichiarato che sarà necessario installare nei prossimi 10 anni 70 miliardi di watt in impianti rinnovabili come eolico e solare. Ma nello stesso tempo occorre dare a tutti possibilità di adeguarsi e di assorbire il cambiamento. Anche se tutti concordano per la decarbonizzazione, il problema è nei tempi. Brasile, Cina, India e Arabia Saudita chiedono minori vincoli rispetto a quelli prospettati dall'accordo di Parigi per l'eliminazione delle emissioni nel 2050. India e Cina non hanno concordato sul limite di 1,5 gradi Celsius di aumento della temperatura globale. Così due decisioni particolari sono state rinviate al G20 dei Capi di Stato e di Governo, previsto a Roma a fine ottobre 2021: l'impegno a rimanere sotto 1,5 gradi di riscaldamento globale al 2030 e l’eliminazione del carbone dalla produzione energetica al 2025.
Buoni intenti. Adesso occorrono in fretta azioni concrete da realizzare con azioni a breve termine e strategie a lungo termine. Un impegno inderogabile per salvare la civiltà, vivere in armonia con la natura, mantenere il mondo.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione
Salvetti
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August 1st, 2021
G20: hurry up !
The meeting of the Environment Ministers of the Group of 20 (the Forum that brings together the leaders of the 20 most industrialized Countries on our planet) took place in Naples at the end of July. In a very complex situation for environmental sustainability, the delegates managed to agree on a Press Release that takes into account three major thematic areas. 1) Biodiversity: protection of natural capital and restoration of ecosystems with solutions based on nature, defense and restoration of the soil, protection of water resources, oceans and seas with attention to marine plastic litter. 2) Efficient use of resources and circular economy: vision on circular economy with a focus on textiles and sustainable fashion, circular cities, education and training. 3) Sustainable finance: focus on financing needs for the protection and restoration of ecosystems, as a contribution to the ongoing debate on the future of the global financial system.
The Press Release (https://www.g20.org/wp-content/uploads/2021/07/2021_07_22_ITG20_ENV_Final.pdf) is developed in 10 lines of action and 25 programmatic articles. On many open issues, a common intent has been reached, first of all by recognizing the interconnection between climate, environment, energy and poverty, which until now had been considered separate sectors; thus supporting an economy based on the recycling of resources and not on their massive consumption. Common objectives will be to stimulate extended social well-being and increase aid to developing countries; focus on new industrial and business methods, efficient and sustainable production and consumption models; develop environmental policies not only of protection, but of investments to decarbonise the economy, moving from fossil sources to renewable sources; exploit the potential of offshore renewable energy, ocean energy and all deployment opportunities.
Roberto Cingolani, Italian Minister for Ecological Transition said that 70 billion watts will need to be installed in renewable plants such as wind and solar over the next 10 years. But at the same time it is necessary to give everyone the opportunity to adapt and absorb the change. Even if everyone agrees on decarbonisation, the problem is timing. Brazil, China, India and Saudi Arabia are asking for fewer constraints than those envisaged by the Paris agreement for the elimination of emissions in 2050. India and China have not agreed on the limit of 1.5 degrees Celsius of global temperature increase. Thus two particular decisions have been postponed to the G20 of the Leaders of State and Government, expected in Rome at the end of October 2021: the commitment to remain below 1.5 degrees of global warming by 2030 and the elimination of coal from energy production at 2025.
Good intentions. Now concrete actions are needed quickly, to be implemented with short-term actions and long-term strategies. An imperative commitment to save civilization, to live in harmony with nature, to maintain the world.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

(Luglio 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° luglio 2021
Cacciatori del tempo
La Fondazione Salvetti riflette sulla storia e sul futuro del mondo, conscia che occorre fare meglio la manutenzione del nostro pianeta e sostenere uno sviluppo sostenibile.
Se guardiamo al presente, le contraddizioni ambientali e sociali ci fanno preoccupare. Il rischio di un lento cataclisma dell’ecumene è molto alto. L’atmosfera carica di CO2 si sta degradando, la temperatura media si innalza, i ghiacciai si sciolgono, il livello del mare si alza. Tempeste e uragani si intensificano e noi continuiamo a scaricare rifiuti e scorie inquinanti. E non possiamo dimenticare le disuguaglianze sociali, le sfide competitive arroganti, le guerre e i crimini che denunciano la fragilità della convivenza umana. Tante denunce di cittadini, pochi interventi di governi. Nazioni per lo più disunite, così come i comportamenti boriosi dei singoli.
Tuttavia la voglia di conoscenza ci permette di andare avanti e indietro nel tempo, anche fuori dal nostro presente. Lasciamo da parte gli UFO e gli alieni con forme umanoidi. Per adesso li abbiamo visti solo nelle costruzioni fantastiche della letteratura e del cinema. Qui sulla Terra dobbiamo ancora capire a fondo come sono sopravvissuti i tardigradi e gli estremofili che abbiamo trovato vegeti sotto i ghiacci dell’Antartide e negli abissi marini. Archeobiologia.
Ma c’è anche l’astrobiologia. Gli scienziati stanno cercando forme di vita nel sistema solare e al di fuori. Considerate le dimensioni del cosmo e le caratteristiche delle galassie e delle stelle, si stima che esistano almeno 9 miliardi di pianeti: 4376 sono stati precisamente identificati e classificati come esopianeti di stelle esterne al sistema solare. Un catalogo appena avviato. Probabilmente pochi di questi pianeti sono abitabili secondo le nostre concezioni, ma potrebbero ospitare esseri biologici primitivi, grazie alla presenza di elementi tradizionali: idrogeno, ossigeno, carbonio, azoto … . Già su Marte è certo che vi sia acqua (anche se non allo stato liquido) e metano (forse di origine biologica). Forse c’è stata vita milioni di anni fa (vedi le ricerche sul famoso meteorite ALH840001) e magari vita tuttora ce n’è ancora. Statisticamente dovrebbe esserci almeno qualche forma batterica sugli esopianeti. Magari c’è stata anche qualche evoluzione … intelligente. Purtroppo gli esopianeti sono così lontani che anche le loro fotografie e spettrografie (con i telescopi spaziali) ci mostrano una situazione vecchia di milioni di anni.
Insomma: c’è una frontiera aperta per i cacciatori di passato e di futuro. L’esperienza tecnologica per noi è solo agli inizi. Gli umani sono cacciatori perseveranti.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
(Nell’immagine: particolare di ‘Diana cacciatrice’ di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, olio su tela, 1658).
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July 1st, 2021
Time hunters
The Salvetti Foundation reflects on the history and future of the world, aware that we need to do better maintenance of our planet and support sustainable development.
If we look at the present, the environmental and social contradictions make us worry. The risk of a slow cataclysm of the ecumene is very high. The CO2-laden atmosphere is degrading, the average temperature is rising, the glaciers are melting, the sea level is rising. Storms and hurricanes intensify and we continue to dump polluting waste and waste. And we cannot forget the social inequalities, the arrogant competitive challenges, the wars and crimes that denounce the fragility of human coexistence. Many complaints from citizens, few interventions by governments. Mostly disunited Nations, as well as the arrogant behavior of individuals.
However, the desire for knowledge allows us to go back and forth in time, even outside our present. Let's leave aside UFOs and aliens with humanoid shapes. For now we have only seen them in the fantastic constructions of literature and cinema. Here on Earth we have yet to fully understand how the tardigrades and extremophiles that we found vegetating under the ice of Antarctica and in the deep sea have survived. Archeobiology.
But there is also astrobiology. Scientists are looking for life forms in the solar system and beyond. Considering the size of the cosmos and the characteristics of galaxies and stars, it is estimated that there are at least 9 billion planets: 4376 have been precisely identified and classified as exoplanets of stars outside the solar system. A catalog that has just started. Probably few of these planets are habitable according to our conceptions, but they could host primitive biological beings, thanks to the presence of traditional elements: hydrogen, oxygen, carbon, nitrogen…. Already on Mars it is certain that there is water (although not in a liquid state) and methane (perhaps of biological origin). Maybe there was life millions of years ago (see research on the famous meteorite ALH840001) and maybe there is still life today. Statistically there should be at least some form of bacteria on the exoplanets. Maybe there has also been some evolution ... intelligent. Unfortunately, exoplanets are so far away that even their photographs and spectrographs (with space telescopes) show us a situation that is millions of years old.
In short: there is an open frontier for past and future hunters. The technological experience for us is only just beginning. Humans are persistent hunters.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(In the illustration, the statue of the goddess of justice, created in 1610 by Johannes 
Hocheisen, located in the historic center of Frankfurt, Germany.)

(Giugno 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° giugno 2021
Giustizia
Fare giustizia è anche un sinonimo di fare manutenzione. Il concetto di giustizia è volgarmente abbinato al concetto di punizione. Ma l’accostamento non è del tutto corretto: giustizia è comportamento equilibrato e virtuoso nella società civile. Diritti e doveri viaggiano di pari passo. Dai legislatori dell’antica Atene fino ai regolamenti religiosi e ai nuovi propositi di codici illuministi, il comportamento adeguato alle leggi è l’obbligo che il cittadino ha verso i suoi pari. Non sorprenderà che quanto noi chiamiamo manutenzione in termini industriali si possa estendere coerentemente anche alla gestione della giustizia, ovvero dei rapporti tra persone e tra persone e istituzioni. La giustizia non è un’azione puntuale, ma un lungo percorso di analisi, indagine, assunzioni di responsabilità, correzioni, edizioni di regolamenti, aggiornamenti continui, formazione sociale. Se mancassero queste attenzioni, le società sarebbero sciatte, incolte, criminali ancorché senza legge. Al contrario, applicando cura delle persone e delle cose secondo un codice etico, si realizza una società positiva, nel rispetto delle parti. Il rispetto delle leggi non è assoluto così come non lo è quello delle macchine. Se leggi e strutture sono obsolete, o non sono efficaci, o non sono adeguate a chi le deve praticare, diventa un dovere innovarle, trasparentemente. E’ il percorso del progresso civile nella storia dell’umanità, dallo schiavismo alla democrazia. Se gli scarichi delle macchine inquinano, bisogna modificarle in meglio. Le leggi che proteggono i più abbienti vanno modificate per equiparare i diritti. E’ manutenzione sociale! Gestione politica e gestione industriale: quando in politica i regimi non democratici sono supportati da una giustizia non adeguata, nascono contestazioni e nuove proposte o addirittura rivoluzioni; nello sviluppo tecnologico la scienza non tollera concezioni inadeguate, deve correre ai ripari. E’ una scienza anche quella del diritto, da esplicitare per evitare, ad esempio, il razzismo, la supremazia di genere, le disuguaglianze sociali.
Dove il cambiamento è una costante, occorre tempestivamente innovare idee, principi e leggi, così come la tutela, le istruzioni e la manutenzione degli strumenti, delle macchine e delle risorse. Questione di sicurezza, previsione, qualità di lavoro, giustizia. Le sanzioni, esemplari, punitive e educative vengono dopo le considerazioni di responsabilità delle azioni di tutti noi. Facile dire “law & order” ed evocare l’immagine della spada. Meno facile dire ”justice” ed evocare una bilancia.
    Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
(Nell’illustrazione la statua della dea della giustizia, realizzata nel 1610 da Johannes Hocheisen, collocate nel centro storico di Frankfurt, in Germania.)
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June 1st, 2021
Justice
Doing justice is also a synonym for doing maintenance. The concept of justice is vulgarly coupled with the concept of punishment. But the juxtaposition is not entirely correct: justice is balanced and virtuous behavior in civil society. Rights and duties go hand in hand. From the legislators of ancient Athens to religious regulations and the new intentions of Enlightenment codes, behavior appropriate to the laws is the obligation that the citizen has towards his peers. It will come as no surprise that what we call maintenance in industrial terms can also consistently be extended to the management of justice, that is, of relationships between people and between people and institutions. Justice is not a timely action, but a long process of analysis, investigation, assumptions of responsibility, corrections, editions of regulations, continuous updates, social training. If these attentions were lacking, companies would be sloppy, uneducated, criminal even if lawless. On the contrary, by applying care of people and things according to an ethical code, a positive society is created, respecting the parties.
Respect for the law is not absolute, just as that of machines is not. If laws and structures are obsolete, or are not effective, or are not suitable for those who have to practice them, it becomes a duty to innovate them, transparently. It is the path of civil progress in the history of humanity, from slavery to democracy. If car exhausts pollute, they need to be changed for the better. Laws that protect the wealthiest must be changed to equalize rights. It is social maintenance! Political management and industrial management: when in politics undemocratic regimes are supported by inadequate justice, disputes and new proposals or even revolutions arise; in technological development, science does not tolerate inadequate concepts, it must run for cover. Law is also a science, to be made explicit in order to avoid, for example, racism, gender supremacy, social inequalities.
Where change is a constant, ideas, principles and laws need to be promptly innovated, as well as the protection, instructions and maintenance of tools, machines and resources. A question of safety, forecasting, quality of work, justice. Sanctions, exemplary, punitive, and educational come after responsability considerations for the actions of all of us. It's easy to say "law & order" and evoke the image of the sword. Less easy to say "justice" and to evoke a balance of scales.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center
(In the illustration, the statue of the goddess of justice, created in 1610 by Johannes Hocheisen, located in the historic center of Frankfurt, Germany.)

(Maggio 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° maggio 2021
Intelligenza
Profumo di desideri di benessere. “Sono certo che l’onestà, l’intelligenza, il gusto del futuro, prevarranno sulla corruzione, la stupidità e gli interessi costituiti”. Ben scolpite parole del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Mario Draghi, per avviare il rinnovamento economico del Paese. Naturalmente questo augurio vale anche per le imprese non italiane, multinazionali del tech e no, e anche per le istituzioni e i governi di tutti i Paesi del mondo. Mi sembra che ne abbiano bisogno in tanti … E’ il segno di voler realizzare una causa comune, pulita. Ci vuole intelligenza e se non basta quella umana, ben venga quella artificiale (che ha comunque sempre origine umana ma in qualche modo, se controllata, è vaccinata contro i virus della corruzione, della stupidità, dei privilegi, degli interessi di parte).Su questo argomento l’Unione Europea, nella persona del Commissario Europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager, ha presentato qualche giorno fa un Piano di regole, (https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/proposal-regulation-laying-down-harmonised-rules-artificial-intelligence-artificial-intelligence) a favore della trasparenza e della protezione della privacy. No agli algoritmi che manipolano il comportamento umano, che sfruttano le informazioni sugli individui, compreso quelli che favoriscono la formazione di un credito sociale, che effettuano valutazioni di merito creditizio e si sostituiscono a delibere della magistratura. Il documento strategico è rivolto ai Governi nazionali che potranno discuterlo, integrarlo o modificarlo nei dettagli, ma intanto la base etica è definita. Il quadro giuridico europeo è un buon punto di partenza democratico per un futuro nel quale l’automazione e la cibernetica saranno attori fondamentali del progresso tecnologico. In sostanza l’intelligenza artificiale non potrà opporsi al libero arbitrio delle persone e non potrà operare con rischi inaccettabili, ovvero di minaccia alle persone stesse. I settori di applicazione nei quali controllare adeguatamente l’intelligenza artificiale sono molteplici: trasporti, istruzione, medicina, occupazione-lavoro, servizi di sorveglianza, gestione di mercati, rapporti personali. Un campo di lavoro vasto e delicato sul quale non mancheranno commenti, diatribe, suggerimenti, estensioni, integrazioni, riduzioni, resilienze, critiche e plausi. Con un po’ di ritardo ma finalmente nelle istituzioni internazionali qualcosa si è mosso e gli interessi economici di parte che sono stati molto aggressivi nel mondo digitale, approfittando dell’inerzia e della pavidità (se non della corruzione e della stupidità) troveranno un banco di contrasto più solido. Ci voleva un po’ di manutenzione giuridica!
    Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
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May 1st, 2021
Intelligence
Perfume of well-being desires. "I am sure that honesty, intelligence, a taste for the future will prevail over corruption, stupidity and vested interests". Well-carved words of the President of the Council of Ministers of the Italian Republic, Mario Draghi, to start the economic renewal of the country. Of course, this wish also applies to non-Italian companies, tech and non-tech multinationals, and also to institutions and governments in all countries of the world. It seems to me that many need it ... We want to create a common cause, with cleaning. Intelligence is needed and if human intelligence is not enough, artificial intelligence is welcome (which in any case always has human origin but in some way, if controlled, is vaccinated against the viruses of corruption, stupidity, privileges, partisan interests). On this topic the European Union, in the person of the European Commissioner for Competition, Margrethe Vestager, presented a plan of rules a few days ago, (https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/proposal-regulation-laying-down-harmonized-rules-artificial-intelligence-artificial-intelligence) in favor of transparency and protection of privacy. No to algorithms that manipulate human behavior, that exploit information on individuals, including those that favor the formation of a social credit, that carry out creditworthiness assessments and take the place of judicial decisions. The strategic document is addressed to the national governments that will be able to discuss, integrate or modify it in detail, but in the meantime the ethical basis is defined. The European legal framework is a good democratic starting point for a future. Automation and cybernetics will be key players in technological progress. Then, the artificial intelligence will not be able to oppose the free will of people and will not be able to operate with unacceptable risks, or a threat to the people themselves. The fields of application for the properly control of artificial intelligence are many: transport, education, medicine, employment-work, surveillance services, market management, personal relationships. A wide and delicate field of work: there will be comments, diatribes, suggestions, extensions, additions, reductions, resilience, criticisms and applause. With a little delay but finally in international institutions something has moved and the partisan economic interests that have been very aggressive in the digital world, taking advantage of inertia and timidity (if not corruption and stupidity) will find a bench of firmer contrast. It took some legal maintenance!
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

(Aprile 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° aprile 2021
Unica Terra
La tecnologia delle telecomunicazioni è stata uno degli acceleratori più importanti della civiltà odierna. Telefoni, radio, tv, social media digitali hanno reso possibile sparpagliare informazioni comuni nel mondo, in diretta. Così siamo coinvolti nelle informazioni di un terremoto o di un colpo di stato agli antipodi del pianeta e, se occorre, della ‘pericolosa’ farfalla che ha battuto le ali nella foresta amazzonica. Corre per il mondo in un baleno una ricetta, un punto di vista, il replay di un omicidio, una foto dalla superficie di Marte.
Per il mese di aprile ecco due temi di riflessione.
Il primo: la diffusione della tecnologia prevale sugli argomenti morali e giuridici, i cui vocabolari non si parlano. Per esempio: il conflitto ideologico tra mondo capitalista e mondo socialista è in secondo piano rispetto ai business economici e cibernetici. Usa, Russia e Cina contendono per i diritti umani (in palese contraddizione con se stessi) solo pro-forma. Sul palcoscenico ci sono le valutazioni finanziarie, i debiti sovrani, gli sviluppi dell’informatica, lo sfruttamento delle risorse, i mercati tecnologici. La sfida politica in realtà è tecnologica, è nel business. La competizione comunque non è incruenta e coinvolge Stati e popoli numerosi e di capacità frastagliate. Tuttavia c’è un aspetto positivo: anzitutto è una trattativa economica complessa ma ‘dialogata’ con un vocabolario comune che è il valore economico. Concorrenza libera tra capitalismi liberali e capitalismi di stato, o quasi.
Il secondo tema è relativo alla forza non degli Stati ma di singole imprese multinazionali, big tech, big pharma, big energy, big army, plutocrazia industriale ben appoggiata nelle borse finanziarie, in grado di condizionare gli eventi più di certi governi, gestire più efficientemente problemi amministrativi e prevalere perfino sulle autorità fiscali o del diritto di singoli Paesi. E’ il fenomeno emergente degli ultimi anni, compatto nel linguaggio comune della telematica digitale, degli algoritmi dell’informatica, strettamente vincolante per il presente e il futuro di tutti. Il ruolo crescente di queste grandi imprese e il loro potenziale innovativo ne fa aumentare anche la loro responsabilità sociale, sia nel fornire informazioni che investimenti e soluzioni per la sostenibilità generale, che è entrata nelle considerazioni quotidiane anche dei semplici cittadini.
Deve tenerne conto anche il mondo della manutenzione e dei suoi sensori, che è diventato un protagonista delle previsioni e dello sviluppo equilibrato della società, per la sostenibilità del pianeta: il nostro pianeta, che per il momento è la sola casa comune.
    Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
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April 1st, 2021
Only Earth
Telecommunication technology has been one of the most important accelerators of today's civilization. Telephones, radios, TVs, digital social media have made it possible to spread common information around the world, live. Thus we are involved in the information of an earthquake or a coup d'etat at the antipodes of the planet and, if necessary, of the 'dangerous' butterfly that has flapped its wings in the Amazon rainforest. A recipe, a point of view, a replay of a murder, a photo from the surface of Mars runs around the world in a flash.
For the month of April, here are two themes for reflection.
The first: the diffusion of technology prevails over moral and legal arguments, whose vocabularies are not spoken to each other. For example: the ideological conflict between the capitalist world and the socialist world is secondary to economic and cyber businesses. USA, Russia and China contend for human rights (in blatant contradiction to themselves) only pro-forma. On the stage there are financial valuations, sovereign debts, IT developments, the exploitation of resources, technology markets. The political challenge is actually technological, it is in business. However, the competition is not bloodless and involves numerous Countries and peoples with jagged capacities. However, there is a positive aspect: first of all it is a complex economic negotiation but 'in dialogue' with a common vocabulary which is economic value. Free competition between liberal capitalisms and state capitalisms, or almost.
The second theme is related to the strength not of Countries but of individual multinational companies, big tech, big pharma, big energy, big army, industrial plutocracy well supported in financial exchanges, able to influence events more than certain governments, to manage more efficiently administrative problems and even to prevail over the tax authorities or the law of individual countries. It is the emerging phenomenon of recent years, compact in the common language of digital telematics, of computer algorithms, strictly binding for everyone's present and future. The growing role of these large companies and their innovative potential also increases their social responsibility, both in providing information and investments and solutions for general sustainability, which has entered the daily considerations of even ordinary citizens.
The world of maintenance and its sensors must also take this into account, which has become a protagonist of forecasts and the balanced development of society, for the sustainability of the planet: our planet, which for the moment is the only common home.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

(Marzo 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° marzo 2021
Mare da mantenere.
Chiosiamo Cesare Beccaria: “meglio prevenire i guasti che ripararli”. Come Fondazione Salvetti pensiamo che la manutenzione del nostro pianeta debba essere affidata molto alla prevenzione, nel senso che lo sviluppo tecnologico e industriale debba essere preventivamente pianificato in modo equilibrato e sostenibile. Per quanto ci è possibile, cerchiamo di farne una cultura.
I fronti di intervento sono molteplici: a febbraio abbiamo accennato alla situazione delle foreste, a marzo raccogliamo qualche notizia sui mari. Sappiamo che il problema è globale ed è connesso anche col riscaldamento del pianeta, con lo scioglimento dei ghiacci polari e la modifica delle correnti e dell’habitat marino.
Facciamo un focus sul Mare Nostrum: il Mediterraneo. Incidenti navali, riversamenti di liquidi oleosi, plastiche sommerse e galleggianti, vetri, metalli, ceramiche, tessuti, spazzature, rifiuti tossici, relitti, reti, cavi, scarichi industriali; incuria, superficialità, abusi, criminalità. Ecco i nemici dell’ambiente, della fauna ittica e avicola, della flora marina e delle biodiversità. Se poi si verificassero mutazioni batteriche provenienti dai pesci (salti di specie così come si suppone da pipistrelli e pangolini), i pericoli per la salute delle popolazioni sarebbero ancora più infidi. La miccia per distruggere l’umanità, purtroppo, l’abbiamo già accesa.
Per quanto riguarda la sola plastica, la dispersione annuale media nel mar Mediterraneo è di circa 230.000 tonnellate. Le stime ritengono che ve ne siano già accumulate in superficie oltre un milione di tonnellate. Mal calcolabile quella già dispersa nei fondali, forse 1000 volte più grande. I primi tre Paesi inquinatori di plastica sono Egitto, Italia e Turchia. Minacce pesanti. In effetti il bacino fluviale che alimenta il Mediterraneo è enorme. Non solo Russia via Mar Nero, ma anche Medio Oriente e Africa via Nilo fino alla Tanzania (vedi immagine nella sezione Gallery di questo sito).
Una buona iniziativa da sottolineare è la realizzazione dell’Agenda strategica del progetto BlueMed, finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche italiano (Cnr) che ha presentato i primi risultati in una conferenza di fine febbraio 2021 a Roma. E’ previsto il monitoraggio della distribuzione delle plastiche e l’impatto sugli ecosistemi, la prevenzione della dispersione e la rimozione della plastica da mari e fiumi, il management integrato dei sistemi di gestione dei rifiuti e delle acque; i progetti di un’economia circolare per la valorizzazione dei rifiuti e design di nuovi materiali e prodotti pensati fin dall’inizio anche rispetto al loro fine ciclo vita; comunicazione, formazione e azioni sulle policy e finanziamenti. L’economia blu, come è stata definita coinvolge non solo la manutenzione e la prevenzione, ma anche tutte le forme di economia industriale, la pesca, il turismo, il traffico e i commerci.
La Fondazione Salvetti segue con attenzione il problema ecologico del mare e le cause dell’inquinamento, conscia che occorre una forte responsabilità dei Governi, degli Amministratori pubblici e dei comportamenti dei privati per salvaguardare un patrimonio naturale comune. Lieti di ricevere in proposito ogni forma di contributo di studio per affrontare positivamente la situazione.
    Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
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March 1st, 2021
Sea to maintain.
Let's talk about Cesare Beccaria: “better to prevent breakdowns than to repair them”. As the Salvetti Foundation, we believe that the maintenance of our planet must be entrusted a lot to prevention, in the sense that technological and industrial development must be planned in advance in a balanced and sustainable way. As far as we can, we try to make it a culture.
The intervention fronts are many: in February we mentioned the situation of the forests, in March we collect some news about the seas. We know that the problem is global and is also connected with global warming, with the melting of polar ice and changes in currents and marine habitat.
Let's focus on the Mare Nostrum: the Mediterranean. Ship accidents, spills of oily liquids, submerged and floating plastics, glass, metals, ceramics, fabrics, rubbish, toxic waste, wrecks, nets, cables, industrial waste; neglect, superficiality, abuse, crime. Here are the enemies of the environment, fish and poultry fauna, marine flora and biodiversity. And if bacterial mutations from fish occur (leap of species as is supposed from bats and pangolins), the dangers to the health of populations would be even more treacherous. Unfortunately, we have already lit the fuse to destroy humanity.
As regards plastics alone, the average annual dispersion in the Mediterranean Sea is around 230,000 tons. Estimates believe that over one million tons have already accumulated on the surface. The one already dispersed in the seabed, perhaps 1000 times larger, is difficult to calculate. The top three plastic polluting countries are Egypt, Italy and Turkey. Heavy threats. In fact, the river basin that feeds the Mediterranean is enormous. Not only Russia via the Black Sea, but also the Middle East and Africa via the Nile to Tanzania (see image in the Gallery section of this site).
A good initiative to underline is the implementation of the strategic Agenda of the BlueMed project, funded by the European Union and coordinated by the Italian National Research Council (Cnr) which presented the first results at a Conference at the end of February 2021 in Rome. The monitoring of the distribution of plastics and the impact on ecosystems, the prevention of the dispersion and removal of plastic from seas and rivers, the integrated management of waste and water management systems are foreseen; the projects of a circular economy for the enhancement of waste and the design of new materials and products conceived from the outset also with respect to their end of life; communication, training and actions on policies and financing. The Blue Economy, as it has been defined, involves not only maintenance and prevention, but also all forms of industrial economy, fishing, tourism, traffic and commerce.
The Salvetti Foundation is closely following the ecological problem of the sea and the causes of pollution, aware that a strong responsibility of governments, public administrators and the behavior of private individuals is needed to safeguard a common natural heritage. We are happy to receive any form of study contribution in order to positively face the situation.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

(Febbraio 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° febbraio 2021
Conservazione e manutenzione delle foreste
Le innovazioni tecnologiche inducono a parlare prevalentemente di manutenzione industriale. Tuttavia, al fine di uno sviluppo equilibrato e sostenibile, la manutenzione della natura sulla Terra è primaria, non complementare, alle attività di produzione, in quanto riferita direttamente all’ambiente.
Il nostro pianeta ha un patrimonio forestale che occupa il 31% delle terre emerse. Di questa parte le foreste tropicali ne occupano il 45%. I ruoli delle foreste sono molteplici: oltre ad assicurare energia rinnovabile (legno) e cibo (frutta) a scopo prevalentemente domestico, hanno una funzione idrogeologica fondamentale nel drenare le acque, stabilizzare il suolo riducendo i disastri ambientali, regolare il clima locale-regionale-globale, ridurre il riscaldamento del pianeta. Infatti il processo di fotosintesi clorofilliana consente di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera, mitiga l’impatto delle emissioni di gas serra. La foresta amazzonica, per esempio, accumula ogni anno dai 150 ai 200 miliardi di tonnellate di carbonio. Nello stesso tempo la deforestazione ha raggiunto 10 milioni di ettari/anno, distruggendo interi ecosistemi e degradando sensibilmente le biodiversità (vedi i pipistrelli e la probabile origine dei virus pandemici). La manutenzione delle foreste coinvolge molte discipline: biologia, botanica, zoologia, silvicultura, agricoltura, ma anche geologia, urbanistica (alberi in città), economia, giurisprudenza, politica. Purtroppo non c’è un approccio sistematico ai problemi, a cominciare dalle normative di protezione che non variano solo da Stato a Stato, ma anche da località a località: le politiche agricole non proteggono a sufficienza lo sviluppo sostenibile, il taglio del legname spesso è illegale, la raccolta di biomasse non è efficace, incendi dolosi e urbanizzazioni completano lo scempio. Si aggiungono le tempeste meteorologiche come l’uragano Vaia (nell’illustrazione) in Italia a fine ottobre 2018 (42 milioni di alberi abbattuti su una superficie di 42.000 ettari).
La manutenzione nelle foreste non è facile, ci vogliono cantieri specializzati variamente dislocati per restaurare boschi e prati, preservare le biodiversità, ma soprattutto indicatori per identificare la vulnerabilità e prevenire i rischi come è stile di ogni moderna manutenzione.
In testa al tutto ci vuole una sensibilità culturale all’equilibrio ambientale. La Fondazione Salvetti intende organizzare nei prossimi mesi alcuni incontri, sia pure in videoconferenza, per approfondire questi temi con i giornalisti, gli opinion makers, gli studenti e i giovani professionisti che costituiscono uno dei punti di attenzione sui quali si focalizza la nostra attività di documentazione e formazione.
    Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
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February 1st, 2021
Forest conservation and maintenance
Technological innovations tend to talk predominantly of industrial maintenance. However, for the purpose of balanced and sustainable development, the maintenance of nature on Earth is primary, not complementary, to production activities, as it refers directly to the environment.
Our planet has a forest heritage that occupies 31% of its land. Tropical forests occupy 45% of this part. The roles of forests are many: in addition to ensuring renewable energy (wood) and food (fruit) for mainly domestic purposes, they have a fundamental hydrogeological function in draining water, stabilizing the soil by reducing environmental disasters, regulating the local-regional-global climate, reducing global warming. In fact, the process of chlorophyll photosynthesis allows for the absorption of carbon dioxide from the atmosphere, mitigates the impact of greenhouse gas emissions. The Amazon rainforest, for example, accumulates between 150 and 200 billion tons of carbon each year. At the same time, deforestation has reached 10 million hectares per year, destroying entire ecosystems and dramatically degrading biodiversity (see bats and the likely origin of pandemic viruses). Forest maintenance involves many disciplines: biology, botany, zoology, forestry, agriculture, but also geology, urban planning (trees in the city), economics, case law, politics. Unfortunately, there is no systematic approach to the problems, starting with the protection regulations that vary not only from State to State, but also from place to place: agricultural policies do not sufficiently protect sustainable development, logging is often illegal, the collection of biomass is not effective, fires and urbanization complete the destruction. There are also meteorological storms such as hurricane Vaia (in the illustration) in Italy at the end of October 2018 (42 million trees felled on an area of 41,000 hectares). 
Forest maintenance is not easy. It takes specialized maintenance sites in various locations to restore woods and meadows, preserve biodiversity, but especially indicators to identify vulnerability and prevent risks as is the style of any modern maintenance.
To top it all, it takes cultural sensitivity to environmental balance. The Salvetti Foundation intends to organize some meetings in the coming months, albeit via videoconference, to investigate these issues with journalists, opinion makers, students and young professionals who constitute one of the points of attention of our documentation and educational job.
    Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

(Gennaio 2021: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
1° gennaio 2021
Lungimiranza
Ogni giorno ci sono criticità: di risorse, di organizzazione, di competenze, di efficienza, di salute delle persone. I ‘pompieri’ (o i manutentori meccatronici moderni) intervengono sulle emergenze e cercano di ‘tappare le falle’ del sistema. Le polemiche fanno parte del quotidiano. Ma intanto serve che qualcuno guardi avanti, non da pompiere, ma da manager previdente. Purtroppo di solito le pianificazioni e le normative arrivano tardi rispetto all’evoluzione delle situazioni. Dopo i disastri, i politici rincorrono la manutenzione. Ma non basta una manutenzione ordinaria, ce ne vuole una preventiva. Non basta una politica di manutenzione locale, ce ne vuole una globale.
La manutenzione, cara a noi della Fondazione Salvetti, diventa scienza della salvaguardia del mondo, attraverso la cura delle cose, degli assetti e delle persone e include la prevenzione dei danni, la lungimiranza nell’organizzazione di uno sviluppo sostenibile e equilibrato. Con l’Agenda 2030  (https://unric.org/it/agenda-2030/) le Nazioni Unite hanno certamente fatto buone proposte e la nostra Fondazione segue con attenzione le attività dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (https://asvis.it/) che sostiene gli obiettivi dell’Agenda.
Per cominciare l’anno c’è una buona notizia, lungimirante e stratosferica. L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio esterno (UNOOSA) ha siglato il 17 dicembre scorso con la NASA il ‘Memorandum of Understanding on Peaceful Uses of Space’ (MOU:  http://www.unoosa.org/pdf/gares/ARES_21_2222E.pdf), impegnandosi a cooperare nei settori della scienza e della tecnologia per l’esplorazione dello spazio. La comunità spaziale è globale. Così speriamo che sarà più facile il percorso per mantenere anche il cosmo con uno sviluppo equilibrato e sostenibile. In terra e in cielo, in pace. La scienza non ha confini.
   Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti
(Nell’immagine: llustrazione del progetto NASA Gateway, stazione spaziale orbitante intorno alla Luna, in via di realizzazione in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea, canadese, giapponese)
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(January 2021: home page Salvetti Foundation site)
January 1st, 2020
Foresight
Every day there are critical issues: resources, organization, skills, efficiency, people's health. The 'firefighters' (or modern mechatronic maintainers) take action in emergencies and try to 'plug the leaks' in the system. Controversies are part of everyday life. But in the meantime someone needs to look ahead, not as a firefighter, but as a provident manager. Unfortunately, planning and regulations usually arrive late toward the evolution of situations. After the disasters, politicians are chasing maintenance. But ordinary maintenance is not enough, a preventive one is needed. A local maintenance policy is not enough, a global one is needed.
Maintenance, dear to us at the Salvetti Foundation, becomes the science of safeguarding the world, through the care of things, assets and people and includes damage prevention, far-sightedness in organizing sustainable and balanced development. With the 2030 Agenda (https://unric.org/it/agenda-2030/) the United Nations has certainly made good proposals and our Foundation is closely following the activities of the Italian Alliance for Sustainable Development (https://asvis.it/) which supports the objectives of the Agenda.
To start the year there is good news, far-sighted and stratospheric. The United Nations Office for Outer Space Affairs (UNOOSA) signed on December 17 with NASA the 'Memorandum of Understanding on Peaceful Uses of Space' (MOU:
http://www.unoosa.org/pdf/gares/ARES_21_2222E.pdf), committing to cooperate in the fields of science and technology for space exploration. The space community is global. So we hope that the path to keep the cosmos with balanced and sustainable development will also be easier. On earth and on heaven, in peace. Science has no borders.  
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Education Documentation Center
(In the picture: illustration of the NASA Gateway project, a space station orbiting the Moon, under construction in collaboration with the European, Canadian and Japanese Space Agencies)

(Dicembre 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
ATLAS. Il conflitto tra sistema e ambiente.
La realtà influisce sulla conoscenza e sulla coscienza. Questo 2020 è stato particolarmente drammatico per la società umana. Oltre alle situazioni critiche per i confronti armati, le rivolte civili, i gesti terroristici, le ondate migratorie, le disuguaglianze sociali e i rischi ambientali, è arrivata imprevedibilmente l’epidemia di Covid19, e ha trovato impreparati proprio i Paesi industriali avanzati. E i rischi si interconnettono. La recessione globale si prolunga, come prevedibile. Le infrastrutture e le reti di Information Technology sono più sensibili a guasti. Persone e merci avranno ancora restrizioni alla circolazione. I debiti si accumuleranno. La disoccupazione strutturale aumenterà. Nel mercato internazionale, dove USA e Cina fanno grossomodo il 40% del PIL mondiale, la sfida bipolare non sarà più tanto sull’ideologia tra liberismo e comunismo, ma piuttosto tra tecnologie: industria 4.0, telecomunicazioni 5G, robotica, intelligenza artificiale, blockchain, cybersicurezza. In Europa la congiuntura sanitaria ha sostanzialmente bloccato alcuni settori economici: il turismo, l’artigianato, il piccolo commercio, i servizi professionali, i trasporti, la formazione e la cultura (soprattutto la scuola). Non è un elenco esaustivo, perché le ripercussioni sono cadute su tutte le attività economiche e finanziarie, sui consumi, salvo forse quelli farmaceutici e tecnologici. E il disequilibrio a tutti i livelli si è fatto più marcato. La tendenza non accenna a fermarsi, sia per i pericoli della salute che per tutte le altre criticità.
La manutenzione degli impianti potrà prolungare la vita delle infrastrutture, ma difficilmente attenuerà le contraddizioni sociali e contrasterà l’inefficienza degli amministratori pubblici (punto debole di una governance adeguata e tecnologica). Avremo macchine e impianti più performanti e più sicuri, ma concretamente, se non fermiamo la plastica nei mari e l’anidride carbonica nell’aria, saremo travolti dai cambiamenti climatici; se non riduciamo le disuguaglianze e le contraddizioni della gestione sociale, saremo coinvolti nelle liti magari cruente per il welfare, il lavoro, le supremazie locali, le rivendicazioni populiste. Allora sostenere il mondo, mantenere il mondo, significa impegnarsi ancor più, fare fatiche, discutere e sopportare, autolimitare le proprie ambizioni ‘corporative’ per un miglior scopo comune. Non sarà facile, non andrà tutto bene per tutti, ma dobbiamo provarci. Dal nostro punto di osservazione come Fondazione Salvetti cercheremo ancor più di favorire la conoscenza e la coscienza, incoraggiare le ricerche, premiare le responsabilità, consapevoli che la sfida è solo all’inizio e bisogna anticipare i rischi emergenti.
(Nella foto: Atlante, particolare di scultura ellenistica in marmo del 2° secolo d.C. appartenente alla Collezione Farnese, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli)
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(December 2020: home page Salvetti Foundation site)
ATLAS. The struggle between system and environment.
Reality affects knowledge and consciousness. This 2020 has been particularly dramatic for human society. In addition to the critical situations for armed confrontations, civil revolts, terrorist actions, waves of migration, social inequalities and environmental risks, the Covid19 epidemic has arrived unpredictably and found the advanced industrial countries unprepared.  And the risks are interconnected. The global recession continues, as expected. Infrastructures and Information Technology networks are more susceptible to failure. People and goods will still have movement restrictions. Debts will pile up. Structural unemployment will rise. In the international market, where the US and China make up roughly 40% of world GDP, the bipolar challenge will no longer be on the ideology between liberalism and communism, but rather between technologies: industry 4.0, 5G telecommunications, robotics, artificial intelligence, blockchain, cybersecurity. In Europe, the health situation has essentially blocked some economic sectors: tourism, crafts, small businesses, professional services, transport, training and culture (especially schools). It is not an exhaustive list, because the impact falls on all economic and financial activities, on consumption, except perhaps pharmaceutical and technological ones. And the imbalance at all levels has become more marked. The trend shows no sign of stopping, both for health dangers and for all other critical issues.
The maintenance of the plants will be able to extend the life of the infrastructures, but it will hardly mitigate the social contradictions and counteract the inefficiency of public administrators (weak point of adequate and technological governance). We will have better performing and safer machines and systems, but concretely, if we do not stop the plastic in the seas and carbon dioxide in the air, we will be overwhelmed by climate change; if we do not reduce the inequalities and contradictions of social management, we will be involved in perhaps bloody disputes over welfare, work, local supremacies, populist claims. So supporting the world, maintaining the world, means making even more efforts, struggling, arguing and enduring, self-limiting one's 'corporate' ambitions for a better common purpose. It won't be easy, it won't be all right for everyone, but we have to try. From our point of view as the Salvetti Foundation we will try even more to foster knowledge and consciousness, encourage research, reward responsibilities, aware that the challenge is only just beginning and we need to anticipate emerging risks.
(In the photo: Atlas, detail of hellenistic marble sculpture from the 2nd century A.D. belonging to the Farnese Collection, now at the National Archaeological Museum of Naples)

(Novembre 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
THE COUNTERWEIGHTS
Novembre 2020
Sostenibilità ed equilibrio
Il momento è difficile, non solo per la pandemia in corso. Come tanti, impegnati nella vita professionale e sociale, attraversiamo continuamente le contraddizioni della storia. Il disequilibrio è evidente, le forze meccaniche o quantistiche o psichiche in movimento spingono un aumento dell’entropia, anche nell’organizzazione. Così ogni equilibrio apparentemente raggiunto è turbato da nuove condizioni, siano esse economiche globali o locali, tecnologiche o ambientali o semplicemente sanitarie. Importante è non lasciare al caso i cambiamenti, ma giocare d’anticipo: prevedere e provvedere.
L’argomento ‘equilibrio’ mette sotto esame un numero sterminato di variabili. A cominciare dalle risorse energetiche, agricole e alimentari e dalla loro gestione con le persone e le macchine. Nel XXI secolo non abbiamo le risorse del XX, né possiamo restare con le idee del XVIII e gli argomenti del Medioevo. Produrre forza e calore con i combustibili fossili e disperdere sfrenatamente materie plastiche ha modificato l’ambiente e sta distruggendo rapidamente l’ecologia, ovvero il benessere della natura.
Le macchine ci possono aiutare? Sì. Magari trasformando quelle da guerra e da gioco in strumenti per la civiltà e riciclando il personale in ambiti più preziosi come la ricerca, la salute, la manutenzione. Sono affermazioni di principio che meritano approfondimento critico, valutazioni sul contesto generale, esame delle interrelazioni, formulazione di ipotesi concrete, impegno non solo culturale ma anche politico. Molto difficile, nella turbolenza del mondo civile odierno. Ogni proposta sembra un cucchiaino per prosciugare il mare, poco efficiente anche se avesse tanti imitatori. Intanto, accanto allo sviluppo sostenibile, possiamo proporci anche quello di mirare ragionevolmente all’equilibrio tra necessità industriali e benessere comune. Anche il riconoscere che c’è un problema e che su qualche percorso bisogna fare autocritica è un piccolo passo avanti nella conoscenza.
Questo sito raccoglie documenti, ricerche, contributi di supporto per approfondire gli argomenti; ben vengano da parte dei lettori commenti, contributi critici da condividere e divulgare. Occhi aperti. Ovviamente non basta. Nel nostro ambito professionale e familiare cerchiamo semplicemente di curare bene la manutenzione delle macchine e delle persone. Collaboriamo, come possibile, con l’European Federation of National Maintenance Societies, l’Associazione Italiana Manutenzione, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, l’Osservatorio Tuttimedia: una base per prendere iniziative più larghe.
(Nell’immagine: Wassily Kandinsky - Counterweights, 1926 - Berlin / Staedtisches Museum, Muehlheim an der Ruhr, Germany)
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(November 2020: home page Salvetti Foundation site)
November, 2020
Be sustainable and in balance
The situation at this stage is difficult, not only for the ongoing pandemic. Like a lot of people, engaged in professional and social life, we continuously go through the contradictions of history. The imbalance is evident, the mechanical or quantum or psychic forces in motion push an increase in entropy, even in the organization. Thus any equilibrium apparently reached is disturbed by new conditions, be they global or local economic, technological or environmental or simply sanitary. It is important not to leave changes to chance, but to anticipate: foresee and provide.
The 'balance' argument examines an endless number of variables. Starting with energy, agricultural and food resources and their management with people and machines. In the 21st century we do not have the resources of the 20th, nor can we remain with the ideas of the 18th and the arguments of the Middle Ages. Producing strength and heat with fossil fuels and wildly dispersing plastic materials has changed the environment and is rapidly destroying the ecology, or the well-being of nature.
Can machines help us? Yes. Maybe by transforming those from war and games into tools for civilization and recycling personnel in more precious areas such as research, health, maintenance. These are statements of principle that deserve critical study, evaluations of the general context, examination of interrelationships, formulation of concrete hypotheses, commitment not only cultural but also political. It’s very difficult, in the turbulence of today's civilized world. Each proposal looks like a spoon to drain the sea, not very efficient even if it had many imitators. Meanwhile, alongside sustainable development, we can also propose to aim reasonably at the balance between industrial needs and common well-being. Even recognizing that there is a problem and that on some path you need to be self-critical is a small step forward in knowledge.
This site collects documents, research, support contributions to deepen the topics; comments, critical contributions to share and disseminate are welcome from readers. Eyes open. Obviously it is not enough. In our professional and family environment we simply try to take care of the maintenance of machines and people well. We collaborate, as possible, with the European Federation of National Maintenance Societies, the Italian Maintenance Association, the Italian Alliance for Sustainable Development, Federation of Scientific and Technical Associations, the Tuttimedia Observatory: a basis for taking wider initiatives.
(In the picture: Wassily Kandinsky - Counterweights, 1926 - Berlin / Staedtisches Museum, Muehlheim an der Ruhr, Germany)

(Ottobre 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
CRESCITA VERTICALE
Nelle città si concentra l’attività economica della società dei servizi. Agricoltura, industria e artigianato restano nei grandi spazi rurali o alle periferie delle metropoli, mentre le residenze, i servizi commerciali e amministrativi si addensano da tempo nei centri urbani. La carenza di spazi ha favorito le costruzioni in verticale. I grattacieli più alti del mondo stanno a Dubai (Burj Khalifa: altezza 869 metri, 163 piani), a Shanghai (Shanghai Tower: 632 metri, 128 piani), Abraj Al Bait (La Mecca: 601 metri, 120 piani). Nella top parade ci sono poi altri 27 supergiganti, qua e là nel mondo arabo, asiatico e nord americano, alti tra i 400 e i 600 metri, costruiti quasi tutti negli ultimi vent’anni. Trascuriamo qui qualche centinaia di edifici più ‘bassi’, che comunque hanno caratteristiche originali e interessanti qualità di costruzione.
Ricordiamo solo l’Empire State Building del 1931 a New York (nella foto) che conserva il celebre osservatorio a 381 metri di altezza. Per costruirlo va onorata la memoria di circa 3.400 operai, in gran parte immigrati italiani e irlandesi, affiancati da alcuni indiani Mohawk, assunti per la loro ottima capacità di equilibrio anche a considerevoli altezze (tuttavia furono 6 le vittime del cantiere).
Oggi anche la manutenzione dei grattacieli si è aggiornata in sicurezza e qualità: ci sono i manutentori acrobatici, con tanto di corde, ventose e gondole, ma ci sono anche robot volanti per manipolazione aerea. La manutenzione oggi è predittiva e si avvale di sensori che ne monitorano le strutture e il funzionamento. Per esempio: il controllo del Burj Khalifa (affidato alla società ABB) monitora l'alimentazione di ciascuno dei 400 carichi elettrici, gestisce 54 ascensori e il sistema di aria condizionata tramite smartphone, tablet e personal computer. In tempo reale fornisce dati su energia, potenza, temperatura, corrente, tensione e qualità dell'alimentazione; oltre a protezioni di sicurezza di backup ai responsabili e ai team di assistenza, analizza la necessità di manutenzione e fornisce avvisi precoci di potenziali guasti. Tra l’altro ha aiutato a ridurre i costi operativi fino al 30%.
Anche la storia dei grattacieli è un monumento all’ingegneria e alle forze del lavoro. Oggi le strategie di costruzione sono in discussione, connesse con i problemi ecologici, ambientali e sociali. Un nuovo grattacielo non è più un vanto campanilistico, ma è il risultato di un impegno e di una riflessione, che devono essere collegati allo sviluppo sostenibile per tutte le imprese, tutti gli addetti e per la popolazione.  E’ dovere della nostra Fondazione ricordarlo.
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(October 2020: home page Salvetti Foundation site)
VERTICAL GROWTH
The economic activity of the services based society is gathered in the cities. Agriculture, industry and crafts remain in large rural areas or on the suburbs of metropolises, while residences, commercial and administrative services have long been concentrated in urban centers. The lack of space has favored vertical constructions. The tallest skyscrapers in the world are in Dubai (Burj Khalifa: height 869 meters, 163 floors), Shanghai (Shanghai Tower: 632 meters, 128 floors), Abraj Al Bait (Mecca: 601 meters, 120 floors). In the top parade there are also 27 other supergiants, here and there in the Arab, Asian and North American world, between 400 and 600 meters high, almost all built in the last twenty years. Here we neglect a few hundred 'lower' buildings, which still have original features and interesting construction qualities.
We only remember the 1931 Empire State Building in New York (pictured) which houses the famous observatory at 381 meters high. To build it, the memory of around 3,400 workers, mostly Italian and Irish immigrants, flanked by some Mohawk Indians, hired for their excellent ability to balance even at considerable heights (however there were 6 victims during the construction) must be honored.
Today even the maintenance of skyscrapers has been updated in terms of safety and quality: there are acrobatic maintainers, complete with ropes, suckers and gondolas, but there are also flying robots for aerial manipulation. Maintenance today is predictive and uses sensors that monitor its structures and operation. For example: the control of the Burj Khalifa (entrusted to the ABB company) monitors the power supply of each of the 400 electrical loads, manages 54 lifts and the air conditioning system via smartphone, tablet and personal computer. In real time it provides data on energy, power, temperature, current, voltage and power quality; in addition to backup security protections to managers and support teams, it analyzes maintenance needs and provides early warnings of potential failures. Among other things, it helped reduce operating costs by up to 30%.
The history of skyscrapers is also a monument to engineering and the workforce. Today the construction strategies are under discussion, connected with ecological, environmental and social problems. A new skyscraper is no longer a parochial pride, but is the result of a commitment and reflection, which must be linked to sustainable development for all businesses, all employees and for the population. It is the duty of our Foundation to remember this.

(Settembre 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
COL SENNO DI ADESSO ...
Col senno di adesso dobbiamo darci una mossa. La nostra civiltà sembra vicino a un collasso. Non è una situazione solo italiana, ma globale, più o meno drammatica. Se non ci tocca di persona, tocca tanti individui e cose intorno a noi. Non è una questione di tecnologia, ma di capacità di gestione, capacità di amministrare le infrastrutture, capacità di affrontare i rischi, capacità culturale in una società liquida che perde di vista gli obiettivi di lunga durata e la manutenzione dei beni. In Italia sappiamo che ci sono migliaia di ponti, viadotti e gallerie che richiedono interventi immediati. Edifici pubblici, ospedali e scuole soffrono dell’usura o di cattiva realizzazione. Molte infrastrutture del sociale sono obsolete, non reggono l’accelerazione tecnologica e non soddisfano i bisogni dei cittadini. Permangono i disagi, crescono le disuguaglianze sociali e le mancate integrazioni nel mondo del lavoro. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, (https://unric.org/it/agenda-2030/), ancorché sottoscritta da 193 Paesi, trova scarsa applicazione dai Governi. Il Green Deal Europeo (https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it) intende trasformare le promesse in obblighi giuridici per la crescita sostenibile, dare impulso all’economia, ridurre l’inquinamento e migliorare il clima. La pandemia ha fatto suonare ulteriori allarmi sanitari e aperto nuove risorse finanziarie dell’Unione Europea che sta mettendo a disposizione cospicui investimenti. Occorre selezionare le priorità e applicare strategie e modalità di realizzazione rapide e soddisfacenti.
Non possiamo rimanere prigionieri dei gossip e della burocrazia del nostro villaggio, né restare intellettuali (o giocherelloni) prigionieri come il signor K., fuori dal Castello.
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(September 2020: home page Salvetti Foundation site)
LOOKING NOW...
Looking now we need to get a move on. Our civilization seems close to collapse. It is not just an Italian situation, but a global one, more or less dramatic. If it doesn't touch us in person, it touches many individuals and things around us. It is not a question of technology, but of management ability, ability to organize infrastructure, ability to deal with risks, cultural ability in a liquid society that loses sight of long-term objectives and the maintenance of assets. In Italy, we know that there are thousands of bridges, viaducts and tunnels that require immediate intervention. Public buildings, hospitals and schools suffer from wear or wasting. Many social infrastructures are obsolete, cannot withstand technological acceleration and do not meet the needs of citizens. The hardships remain, social inequalities and lack of integration in the world of work are growing. The “United Nations 2030 Agenda”, (https://unric.org/it/agenda-2030/), although signed by 193 Countries, finds little application by Governments. The “European Green Deal” (https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it) intends to transform promises into legal obligations for sustainable growth, to boost the economy, to reduce pollution and to improve the climate. The pandemic has raised further health alarms and opened up new financial resources for the European Union which is making available substantial investments. Priorities must be selected, rapid and satisfactory strategies and methods of implementation must be applied.
We cannot remain prisoners of the gossip and bureaucracy of our village, nor remain intellectual (or playful) prisoners like Mr. K., outside the Castle.

(Agosto 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
Il buon governo
Sviluppo e buona manutenzione per un buon governo.
L’immagine del ‘Buon Governo’ è un auspicio ricorrente. In questo caso si tratta del ‘Mese di Agosto’, uno degli Arazzi Trivulzio, tessuti nel 1503-1509 per il condottiero Gian Giacomo Trivulzio da maestranze italiane su cartoni del Bramantino, ed oggi conservati presso i "Civici musei d'arte e pinacoteca" del Castello Sforzesco a Milano. Gli arazzi furono eseguiti da tale Maestro Benedetto, nella manifattura di Vigevano, assistito da quattro garzoni. Il motivo degli arazzi non è cortigiano, è la rappresentazione del lavoro, ha dunque un contenuto intimamente morale, la dimostrazione che esso è l'impegno di tutta la vita, la manifestazione allegorica delle virtù creative dell'uomo e della pace portata dai governanti. Il ‘Mese di Agosto’, un mese quasi di relax, è ambientato in un portico di un edificio aperto su una piazza rinascimentale, dove si banchetta a base di meloni e vino, mentre (sulla destra) vengono preparate le botti per il vino nuovo. Prosperità per tutti, è anche il nostro augurio. Speriamo!
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(August 2020: home page Salvetti Foundation site)
Development and good maintenance for good governance.
The image of ‘Good Governance' is a recurring wish. In this case it is the 'Month of August', one of the Trivulzio Tapestries, woven in 1503-1509 for the leader Gian Giacomo Trivulzio by Italian workers on Bramantino cartoons, and today preserved in the "Civic art museums and art gallery" of the Castello Sforzesco in Milan. The tapestries were made by this Maestro Benedetto, in the manufacture of Vigevano, assisted by four boys. The motif of the tapestries is not courtier, it is the representation of the work, therefore it has an intimately moral content, the demonstration that it is the commitment of all life, the allegorical manifestation of the creative virtues of man and of the peace brought by the rulers. The 'Month of August', an almost relaxing month, is set in a portico of a building open on a Renaissance square, where you can feast on melons and wine, while on the right the barrels for new wine are prepared. Prosperity for all is also our wish. Let's hope!

(Luglio 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
MAINTAIN SPACE MISSION
Manutenzione e saldature nello spazio
Già nel 1969 i sovietici della Soyuz-6 eseguirono esperimenti di saldatura all’interno e all’esterno del veicolo spaziale, testando la saldatura a fascio di elettroni, la saldatura ad arco al plasma e la saldatura ad arco con gas metallico. La saldatura a freddo nello spazio in assenza di gravità tra due superfici dello stesso metallo è possibile ma presenta notevoli rischi. Le particelle fluiscono indistintamente tra un pezzo di metallo e l'altro come se fossero un unico blocco, fondendosi con pochissima pressione: se due metalli vengono a contatto tra di loro potrebbero fondersi fisicamente assieme senza che vi sia il calore a provocare la saldatura. I due pezzi di metallo possono saldarsi assieme con scarsa forza di attrito, ovvero gli elettroni da un pezzo di metallo possono scorrere nell’altro, per esempio nelle cerniere di un portello. In realtà le superfici di metallo non sono quasi mai completamente pulite, hanno strati ossidati, ma vi sono anche polveri e lubrificanti, perciò non sarebbe semplice che si saldassero da sole a freddo. Tuttavia l’Agenzia spaziale europea (ESA) raccomanda di preferire l’utilizzo di plastiche e ceramiche per evitare contatti di metalli su metalli in movimento, di cercare di usare leghe di metalli diverse per ridurre il rischio di saldatura a freddo, di utilizzare strati di protezione duraturi sui metalli. Il fenomeno ha implicazioni enormi per le missioni spaziali di lungo corso e il mantenimento di stazioni spaziali.
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(July 2020: home page Salvetti Foundation site)
Maintaining and welding in the space
Already in 1969 the Soviets of Soyuz-6 performed welding experiments inside and outside the spacecraft, testing electron beam welding, plasma arc welding and arc welding with metallic gas. Cold welding in the gravity-free space between two surfaces of the same metal is possible but presents significant risks. The particles flow indistinctly between a piece of metal and the other as if they were a single block, melting with very little pressure: if two metals come into contact with each other they could physically melt together without the heat causing the welding. The two pieces of metal can weld together with little friction force, or electrons from one piece of metal can slide into the other, for example in the hinges of a door. In reality, metal surfaces are almost never completely clean, they have oxidized layers, but also powders and lubricants, therefore it would not be easy for them to weld themselves in cold. However the European Space Agency (ESA) recommends to prefer the use of plastics and ceramics to avoid metal contacts on moving metals, to try to use different metal alloys to reduce the risk of cold welding, to use layers of lasting protection on metals. The phenomenon has huge implications for long-running space missions and the maintenance of space stations
Photo NASA - http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/station/crew-10/html/iss010e24875.html

(Giugno 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
Una proposta per i rischi inconsapevoli / A proposal for unaware risks
Editoriale 1° giugno 2020
Una proposta affinché sia obbligatoria la manutenzione per i rischi inconsapevoli.
Politica della manutenzione vs manutenzione e politica.
Qual’è in una azienda la politica della manutenzione lo sapete tutti. Sotto i nostri occhi ci sono i disastri di una politica aziendale che spinta da una concorrenza spietata e globale ha pensato bene di tagliarne i costi. Ora è il caso di invertire il punto di vista e considerare da cittadini una politica che imponga una manutenzione attiva fattiva e sostenibile. Il primo approccio riguarda il fatto che non è possibile imporla ope legis. Lo Stato, sia esso nazionale o federato, a più alti livelli non ha gli strumenti per controllare se ogni azienda spende quanto obbligata per legge ad investire sui propri beni per mantenerli in sicurezza ed efficienza. Si parla molto di aziende ESG (environmental, social, governance) e costoro di fronte agli enti regolatori ed ai propri azionisti dovranno comportarsi coerentemente agli obiettivi dichiarati.
Chi controlla? È la prima domanda, non volendo affidarsi come spesso capita a gole profonde che all’interno delle aziende denunciano inadempienze con un sistema di delazioni che in paesi anglosassoni funzionano ma che noi non vorremmo  proporre.
La seconda domanda è: si può fare una prima ed urgente distinzione tra utilizzi “consci ed inconsci”? In più semplici parole chi lavora in acciaieria e vede un tubo perdere pressione con rischi notevoli può, in quanto cosciente, inviare subito una mail di urgente riparazione; ma chi transita sopra un ponte non è cosciente se esso sia stato recentemente certificato o no. Quindi il legislatore dovrebbe politicamente rivolgere più attenzione a chi fruisce di servizi che non governa. L’esempio è aeronautico: non vola l’aereo che dopo un tot di cicli non può certificare che ha subito gli interventi di manutenzione programmata e così dovrà essere ad esempio per i ponti stradali.
In super sintesi: in questi tempi il reclamo di una manutenzione obbligatoria deve essere portata a livello di coscienza sociale come il riciclaggio della plastica in primo e più evidente esempio. Non chiediamo una Greta della manutenzione ma vorremmo inserire tra gli obiettivi di una corretta ‘Manutenzione del Mondo’ la certificazione programmata dei beni ad uso “inconscio” come prima urgenza e una quota del fatturato destinata alla manutenzione che ogni singola azienda dovrebbe esporre nelle note informative di bilancio, che sia quotata o no.
Con queste semplici misure che proponiamo al mondo politico si avrebbe un più sicuro modo di vivere ed una più estesa e consapevole manutenzione del mondo. Che è da sempre l’approccio della nostra Fondazione per un mondo migliore.
Stefano Salvetti
Fondatore e Presidente Fondazione Salvetti
(Questo editoriale compare anche sul numero di giugno 2020 della rivista "Manutenzione - Tecnica e Management", organo ufficiale di A.I.MAN., l’Associazione Italiana Manutenzione)
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Editorial, June 1st, 2020
A proposal to make maintenance mandatory for unaware risks.
Policy of maintenance vs. Maintenance and Policy.
You all know what a maintenance policy is in a company. Before our eyes there are the disasters of a company policy which, driven by ruthless and global competition, had the good idea of cutting costs. Now we need to reverse the point of view and, as citizens, we need to rethink a policy that requires active and sustainable active maintenance. The first approach concerns the fact that it is not possible to impose it ope legis. The State, be it national or federated, at the highest levels does not have the tools to check whether each company spends what is legally obliged to invest in its assets to keep them safe and efficient. There is much talk about ESG companies (environmental, social, governance) and those, in front of regulatory bodies and their shareholders, will have to behave consistently with the stated objectives.
Who controls this? This is the first question, because we don’t want to rely, as it often happens, on whistle blowers that, within companies, report defaults with a system of reports that work in Anglo-Saxon countries but that we would not like to propose.
The second question is: can a first and urgent distinction be made between "conscious and unconscious"? In simpler words, those who work in the steelworks and see a pipe losing pressure with considerable risks can, as they are aware, immediately send an urgent repair email; but those who pass over a bridge are not aware of whether it has recently been certified or not. So the legislator should politically pay more attention to those who use services that do not govern. Aeronautics is an example : the plane that, after a certain number of cycles, cannot certify that it has undergone scheduled maintenance, cannot fly. This must be the case, for example, for road bridges.
In a nutshell: in these times the claim of compulsory maintenance must be brought to social awareness, such as the recycling of plastic, first and most evident example. We do not ask for a “maintenance Greta” but we would like to include, among the objectives of correct 'Maintenance of the World', the scheduled certification of the goods for "unconscious" use as the first urgency. We would like to include in the objectives also a portion of the revenue destined for maintenance, that each company should expose in the notes, whether it is listed or not.
With these simple measures that we propose to the political world, there would be a safer way of life and a more extensive and conscious maintenance of the world. Which has always been the approach of our Foundation for a better world.
Stefano Salvetti
Founder and President of the Salvetti Foundation
(This editorial also appears in the June 2020 issue of the magazine "Maintenance - Technique and Management", official organ of A.I.MAN., The Italian Maintenance Association)

(Maggio 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti).
Un nuovo ponte attraversa la città di Genova
1° Maggio 2020 - Festa dei lavoratori
Il nuovo ponte, che si chiamerà probabilmente Ponte di San Giorgio, è in fase di costruzione ma le strutture principali sono già state completate qualche giorno fa, alla fine di aprile 2020, con la collocazione dell’ultima campata. Complessivamente il nuovo ponte è lungo 1.067 metri, ha 19 campate a 40 metri di altezza che sono sorrette da 18 piloni; sono state utilizzate 9.000 tonnellate di acciaio d’armatura, 17.000 tonnellate di acciaio-carpenteria-metallica, 67.000 metri cubi di calcestruzzo. Un ponte smart e sostenibile, con sistemi di automazione robotica e sensoristica per il controllo infrastrutturale e la manutenzione, con uno speciale sistema di deumidificazione per evitare la formazione di condensa salina e limitare i danni da corrosione. Impatto ambientale contenuto grazie a pannelli fotovoltaici, che produrranno l’energia necessaria per il funzionamento dei suoi sistemi (illuminazione, sensoristica, impianti) sia di notte che durante il giorno. L’opera è stata realizzata dalle imprese Salini Impregilo e Fincantieri Infrastrutture, a partire dal 28 giugno 2019, quando furono rimosse le macerie del ponte crollato. ll nuovo ponte sarà un nodo fondamentale per le connessioni stradali e i trasporti di Genova, della Liguria e del territorio italiano. Le attività in cantiere si svolgono con tre turni di otto ore che coprono il giorno e la notte, un ritmo necessario per completare l’opera a tempi di record.
Il vecchio ponte autostradale che attraversava la città di Genova, chiamato Ponte Morandi, è crollato il 14 agosto 2018, provocando 43 morti e ingenti danni per la città e per tutto il sistema dei trasporti che passa per la Liguria.
https://www.pergenova.com/it/index.html
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Editoriale - 9 maggio 2020
La manutenzione in pandemia.
Premetto che non sono iscritto all’Albo dei Tuttologi da talkshow. Come Fondatore e Presidente della Fondazione Salvetti, mi permetto di riflettere sul recente sviluppo della manutenzione, sulla sua importanza e sul futuro.  Mi sono sempre occupato di manutenzione e specificatamente a mezzo saldatura: quindi riparazione di impianti industriali e protezione a mezzo riporti  antiusura dei componenti di macchine. Se adesso alzo lo sguardo è perché l’età mi consente riflessioni sul mondo. Recentemente l’orizzonte della Manutenzione si è spostato e allargato dall’industria alle infrastrutture con un passaggio sulla conservazione del patrimonio culturale. Tecnicalità via via diverse ma coniugabili tutte nel ramo che è diventato il motto della nostra Fondazione: “Manutenere il Mondo”. E che riflessioni fare sul fatto che il mondo, per un certo periodo, si è chiuso in sé stesso per collassare economicamente?
Il primo tema è ‘Manutenzione e Sicurezza’. Abbiamo vissuto blackout elettrici nel passato ed abbiamo provato la vulnerabilità di aree a rischio, ma la prima domanda è: questa pandemia ha chiuso tutto e nel frattempo chi si occupava di manutenere in piedi il sistema? Certamente gli arguti obietteranno che la filiera logistico-alimentare è rimasta in attività e ha funzioni vitali come le centrali elettriche. Ovviamente, e ci mancherebbe altro: ma la domanda resta inevasa. Come in azienda c’è il responsabile della sicurezza, in politica ci deve essere il responsabile della vulnerabilità del sistema e non deve essere un tuttologo o un politico oppure un esperto. Deve essere un ‘manutentore’ perché solo lui ha in mente la capacità di capire che cosa vuol dire ... tenere acceso un sistema. Quindi, in sintesi, da manutenzione e sicurezza a manutenzione e vulnerabilità.
Il secondo tema è più filosofico e meno tecnico: antropizzazione e manutenzione. Partendo da Marx quando scriveva “Die Philosophen haben die Welt nur verschieden interpretiert; es kommt aber darauf an, sie zu verändern“ (finora i filosofi hanno interpretato il mondo, ora debbono cambiarlo), rileviamo che brutalmente l’abbiamo cambiato e nell’antropocene l’Uomo si è proclamato il Signore dell’Universo e ha modellato il Pianeta ai suoi disegni, ai suoi bisogni e fatalmente ai suoi sprechi. Notiamo che, dopo solo un paio di mesi di clausura in casa, la natura ha recuperato i suoi spazi, i mari sono tornati cristallini e la fauna ha ripreso possesso delle città. Non dichiaro che l’uomo è un consumatore abusivo di risorse: faccio solo notare che quest’anno in Italia l’Overshoot Day è previsto per il 14 maggio: tra poche settimane avremo consumato tutte le risorse che produrremo nel 2020. Che senso morale ha per un ‘Manutentore del Mondo’ tenerlo in efficienza se è destinato a bruciare più risorse di quante ne produce? Non sarebbe forse il caso di rivedere i parametri prima di continuare a procedere imperterriti verso il collasso del sistema produttivo? Questo tema è precedente al ruolo di manutentore ed è affidato alla sensibilità ambientale che nei Paesi cosiddetti evoluti si sta facendo largo; la sensibilità potrebbe (e lo speriamo davvero) portare ad una diversa politica. Non stiamo parlando dei ‘verdi’ come partito che impedisca la crescita industriale in una bucolica salvaguardia di un mondo arcadico che non c’è più. Stiamo parlando di portare a livello operativo il concetto di sostenibilità della economia circolare. Questa, se ben diffusa come pratica industriale, può, se non salvare il mondo, almeno allungare la data del 2050 come preventivato collasso, se diversamente non si agisce.
Non introduco qui il tema dei Paesi ricchi contro i poveri perché se buttiamo sulla stadera anche la spada di Brenno si ottiene un problema così enorme che non può essere salvato dal buonismo di qualche associazione filantropica statunitense. Resto al tema: come si fa a manutenere il mondo in un mondo di poveri? Ne parleremp ancora nel prossimo editoriale.
Stefano Salvetti
Fondatore e Presidente della Fondazione Salvetti
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A new bridge crosses the city of Genoa
May 1, 2020 - International Workers' Day
The new bridge, which will probably be called Ponte di San Giorgio, is under construction but the main structures have already been completed a few days ago, at the end of April 2020, with the location of the last span. Overall, the new bridge is 1,067 meters long, has 19 spans at 40 meters high which are supported by 18 pylons; 9,000 tons of reinforcing steel, 17,000 tons of steel-carpentry-metal, 67,000 metric cubes of concrete were used. A smart and sustainable bridge, with robotic and sensor automation systems for infrastructure control and maintenance, with a special dehumidification system to avoid the formation of saline condensation and limit corrosion damage. Low environmental impact thanks to photovoltaic panels, which will produce the energy necessary for the operation of its systems (lighting, sensors, systems) both at night and during the day. The work was carried out by the companies Salini Impregilo and Fincantieri Infrastrutture, starting from June 28, 2019, when the rubble of the collapsed bridge was removed. The new bridge will be a fundamental node for road connections and transport in Genoa, Liguria and the Italian territory. Site activities take place with three eight-hour shifts covering day and night, a rhythm necessary to complete the work in record time.
The old highway bridge that crossed the city of Genoa, called Ponte Morandi, collapsed on August 14, 2018, causing 43 deaths and significant damage to the city and to the entire transport system that passes through Liguria.
https://www.pergenova.com/it/index.html
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Editorial - May 9, 2020
Maintenance in a pandemic .
To begin with: I am not registered with the Talkshow Register of Spin Doctors. As the Founder and President of the Salvetti Foundation, I take the liberty to reflect on the (recent) development of Maintenance, its importance and future. I have always dealt with maintenance and specifically by welding: repair of industrial plants and protection by wear-resistant coatings of machine components. If I look back now, it is because age allows me to reflect on the world. During recent times the horizon of Maintenance has shifted and expanded from industry to infrastructure with a move to the conservation of cultural heritage. Technicalities are gradually different but conjugated all in the branch that has become the motto of our Foundation: “Maintain the World". And what reflections to make on the fact that the world, for a certain period, has closed in on itself to collapse economically?
The first topic is ‘Maintenance and Safety'. We have experienced electrical blackouts in the past and have experienced the vulnerability of risk areas, but the first question is: did this pandemic close everything and in the meantime, second question: who was responsible for keeping up the system? Certainly some smart person will object that the logistics-food production chain has remained in activities active as have such vital functions as power plants. Obviously, we just need that: but the question remains unanswered. As in the company there is the person in charge of safety, in politics there must be the person in charge of the vulnerability of the system and that person must not be a politician or an “expert”. That must be a ‘Maintainer' because only a maintainer has the ability to understand what it means to keep a system running. From maintenance and security to maintenance and vulnerability.
The second topic is more philosophical and less technical: ‘Anthropization and Maintenance’. Starting from Marx when he wrote “Die Philosophen haben die Welt nur verschieden interpretiert; es kommt aber darauf an, sie zu verändern“ (so far philosophers have interpreted the world, now they have to change it), we note that brutally we changed it and in the anthropocene Man proclaimed himself the Lord of the Universe and modelled the Planet to his designs, to his needs and fatally to his wastes. We note that, after only a couple of months of “lock down” in the house, nature has reclaimed its spaces, the seas have returned to crystalline and the fauna has regained possession of the cities. I do not declare that man is an abusive consumer of resources: I just note that this year the Overshoot Day is scheduled for May 14 in Italy: in a few weeks we will have consumed all the resources we will produce in 2020. What will be the moral sense for a ‘Maintainer of the World' to keep it efficient if it is destined to burn more resources than it produces? Wouldn't it be appropriate to review the parameters before continuing to proceed undaunted towards the collapse of the production system? This theme precedes the role of maintainer and is entrusted to the environmental sensitivity that is making headway in the so-called developed countries; sensitivity could (and we really hope so) lead to a different policy. We are not talking about the 'greens' as a party that prevents industrial growth in a bucolic safeguard of an arcadian world that no longer exists. We are talking about bringing the concept of sustainability of the circular economy to an operational level. That, if widespread as an industrial practice, can, if not save the world, at least extend the date of 2050 as an expected collapse, if it is not done otherwise before?
I do not introduce here the topic of the rich Countries against the poor, because if we throw Brenno's sword on the steelyard, we get such a huge problem that it cannot be saved from the goodness of some American philanthropic association. I remain on the theme: how do you maintain the world in a world of the poor? We will talk about it again in the next editorial.

Robots and artificial intelligence at work with men.
(Aprile 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
Aprile 2020.
Lo sviluppo sostenibile passa anche per la salute di tutti. Per la pandemia in atto la Fondazione Salvetti esprime il proprio rammarico e solidarietà per i defunti, i malati e le loro famiglie. Siamo vicini e supportiamo come possibile tutti coloro che sono impegnati concretamente a risolvere i problemi della salute e dell’organizzazione sociale.
La robotica e l’intelligenza artificiale sono in campo come strumenti della guerra odierna. In Cina, e non solo, i robot stanno aiutando a eliminare germi e disinfettare gli ospedali con luce ultravioletta o con vapore di iperossido di idrogeno. I robot puliscono realmente gli spazi negli ospedali ma anche negli uffici, nei supermercati, nei negozi, negli alberghi, negli aeroporti e stazioni ferroviarie. Questa decontaminazione robotica su larga scala sostituisce e protegge il personale operativo, oltre che i degenti, i commercianti, i clienti, i passeggeri. Abbiamo visto i robot che all’ingresso di un ospedale, magari da campo, monitoravano sintomi di febbre, frequenza cardiaca, livelli di saturazione di ossigeno. I robot sono stati utilizzati anche per eseguire esami con ultrasuoni, auscultare i pazienti, prelevare tamponi orali. Il robot con una telecamera consente l’intervento di un medico da remoto protetto. L’esperienza lockdown di una città ha potuto sviluppare iniziative di consegne alimentari e medicinali con veicoli senza pilota o con carrelli che distribuivano prodotti così come avviene già nelle catene di montaggio delle fabbriche avanzate. L’automazione in fabbrica ha accelerato anche il lavoro di raccolta dati ricerca, analisi e sperimentazione delle aziende farmaceutiche. Robot e intelligenza artificiale al lavoro con gli uomini.
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(April 2020: home page Salvetti Foundation site)
April 2020
Sustainable development also passes for everyone's health. For the ongoing pandemic, the Salvetti Foundation expresses its regret and solidarity for the deceased, the sick and their families. We are close and we support as much as possible all those who are concretely committed to solving problems of health and social organization.
Robotics and artificial intelligence are on the field as tools of today's war. In China, and beyond, robots are helping to eliminate germs and disinfect hospitals with ultraviolet light or hydrogen hyperoxide vapor. Robots really clean spaces in hospitals but also in offices, supermarkets, shops, hotels, airports and railway stations. This large-scale robotic decontamination replaces and protects operational staff, as well as patients, traders, customers, passengers. We have seen robots who, at the entrance to a hospital, perhaps from the field, monitored symptoms of fever, heart rate, oxygen saturation levels. The robots have also been used to perform ultrasound examinations, auscultate patients, take oral swabs. The robot with a camera allows the intervention of a remotely protected doctor. The lockdown experience of a city has been able to develop food and medicine delivery initiatives with unmanned vehicles or with trolleys that distributed products as is already the case in the assembly lines of advanced factories. Factory automation has also accelerated the work of collecting research, analysis and testing data from pharmaceutical companies. Robots and artificial intelligence at work with men.
https://www.businessinsider.com/robots-fighting-coronavirus-in-china-us-and-europe-2020-3?IR=T

5G
(Marzo 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
Trasformare le economie nell'era 5G. The Geospatial Way.
Questo è il titolo della Conferenza organizzata dal Geospatial World Forum, che si terrà il prossimo mese ad Amsterdam. Il megatrend 5G è finalmente arrivato e rivoluzionerà completamente non solo il modo in cui viviamo, ma cambierà il modo in cui funziona il mondo. La cosiddetta ‘iper-connettività’ di persone, organizzazioni e macchine sta cambiando il modo in cui le imprese sono strutturate; come le aziende interagiscono; e come i consumatori ottengono servizi, informazioni e beni. Perché il modo geospaziale? L'industria geospaziale occupa una posizione unica nell'intero ecosistema di trasformazione digitale. Con il 5G come spina dorsale, le tecnologie geospaziali saranno ancora più innovative, come i progressi nell'analisi dei dati, la miniaturizzazione dei sensori, la rivoluzione NewSpace di piccoli satelliti, le mappe per le macchine, l’impatto dell’automazione esteso a più settori. La rivoluzione dell'informazione influenzerà il sostentamento umano e l'ambiente circostante.
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(March 2020: home page Salvetti Foundation site)
Transforming Economies in 5G Era. The Geospatial Way.
This is the title of the Conference organized by the Geospatial World Forum, to be held next month in Amsterdam. The 5G megatrend is finally here and will completely revolutionize not only the way we live, it will change how the world works. The so-called "hyper-connectivity" of people, organizations and machines is changing the way businesses are structured; how companies interact; and how consumers obtain services, information and goods.
Why the geospatial way? The geospatial industry is uniquely placed in the entire digital transformation ecosystem. With 5G as the backbone, geospatial technologies will be even more innovative, such as advancements in data analysis, miniaturization of sensors, the NewSpace revolution of small satellites, maps for machines; and automation will impact multiple sectors and foster path-breaking innovation. The information revolution will affect human livelihood and the surrounding environment.
https://geospatialworldforum.org/theme.html

ATTENZIONE AL CLIMA
(Febbraio 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
Si prevede che la siccità diventerà diffusa nella regione mediterranea entro il 2030 e aumenterà ulteriormente entro il 2050
Lo stato climatico today è definito come condizioni medie tra il 1998 e il 2017, nel 2030 come media tra il 2021 e il 2040 e nel 2050 come media tra il 2041 e il 2060. I colori delle immagini si riferiscono alla quota del decennio trascorso nella siccità. Le misure utilizzano una media mobile di 3 mesi. La siccità è definita come un periodo mobile di 3 mesi con indice di Palmer medio della gravità della siccità (PDSI), basato sulla temperatura e sulle precipitazioni e calcolato in base alla deviazione dalla media storica. I valori vanno da +4 (estremamente umido) a -4 (estremamente secco). Le proiezioni specifiche derivano da modelli climatici. I modelli climatici sono modelli computazionali complessi basati sulla fisica che simulano l'atmosfera, l'oceano, la terra, la biosfera e la criosfera fino a risoluzioni di circa 100 km per 100 km. I modelli climatici utilizzati in questo rapporto sono tratti da un insieme di 60 modelli climatici noti come Modelli di Circolazione Generale (GCM) o modelli di sistemi terrestri; sono sviluppati, posseduti e gestiti in modo indipendente da 28 importanti Istituti di ricerca scientifica in tutto il mondo.
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WATCH THE WEATHER
(February 2020: home page Salvetti Foundation site)
Drought is expectd to become prevalent in the Mediterranean region by 2030 and further increase by 2050.
Climate state today is defined as average conditions between 1998 and 2017, in 2030 as average between 2021 and 2040, and in 2050 as average between 2041 and 2060. The colors of the images refer to the share of the decade spent in the drought. Drought is defined as a rolling 3-month period with Average Palmer Drought Severity Index (PDSI). This drought index , based on temperature and precipitation, is calculated on deviation from historical mean. Values range from +4 (extremely wet) to -4 (extremely dry). The specific projections were derived from climate models. Climate models are complex computational models based on physics that simulate the atmosphere, ocean, land, biosphere, and cryosphere down to resolutions of roughly 100km-by-100km. The climate models used in this report are drawn from an ensemble of 60 climate models known as General Circulation Models (GCMs) or earth system models; they are developed, owned, and operated independently by 28 leading scientific research institutions across the world.
Report «Climate risk and response. Physical hazards and socioeconomic impacts.” (McKinsey Global Institute –source: Woods Hole Research Center).
https://www.mckinsey.com/~/media/McKinsey/Business%20Functions/Sustainability/Our%20Insights/Climate%20risk%20and%20response%20Physical%20hazards%20and%20socioeconomic%20impacts/MGI-Climate-risk-and-response-vF.ashx

CHE COSA CI SARA’ DOPO?
Crescita stagnante e stallo della globalizzazione.
(Gennaio 2020: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
L'economia globale si è notevolmente indebolita nel 2019 al 2,3 per cento di crescita del PIL, in calo dal 3,0 per cento nel 2018. Tuttavia, è probabile una piccola ripresa nel 2020 al 2,5 per cento di crescita, secondo The Conference Board Global Economic Outlook 2020. A lungo termine, l'economia globale crescerà di circa il 2,7 percento entro la metà del prossimo decennio. I consumatori di tutto il mondo trarranno vantaggio dall'aumento dei salari e dai bassi tassi di inflazione, mentre le aziende continuano a sfruttare l'innovazione e la trasformazione digitale per aumentare i profitti e ridurre i costi per evitare una forte compressione degli utili.
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WHAT’S AHEAD?
Stagnating growth and stalling globalization.
(January 2020: home page Salvetti Foundation site)
The global economy significantly weakened in 2019 to 2.3 percent growth in GDP, down from 3.0 percent in 2018. However, a small recovery in 2020 to 2.5 percent growth is likely, according to The Conference Board Global Economic Outlook 2020. In the longer-term, the global economy will grow at about 2.7 percent by the middle of the next decade. Consumers around the world will benefit from rising wages and low inflation rates, while businesses continue to leverage innovation and digital transformation to grow top-line revenue and reduce costs to avoid a major squeeze on profits.
https://www.conference-board.org/data/globaloutlook/

MANTENERE LO STATO E L'ECONOMIA PRIVATA
(Dicembre 2019: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
Uno sguardo al passato permette di prendere le misure storiche dello sviluppo politico mondiale. Cento anni or sono, nel dicembre 1919, John Maynard Keynes pubblicava “Le conseguenze economiche della pace”, un testo magistrale che pure suscitò non poche critiche. Keynes faceva parte della delegazione inglese alla Conferenza di Versailles, alla fine della prima guerra mondiale, ma lasciò i lavori criticando l’eccessiva durezza punitiva nei confronti della Germania. La sua idea era quella di porre le basi per un nuovo sviluppo sociale ed economico, invece di occuparsi di questioni territoriali e di deindustrializzare i vinti: risoluzioni che produssero quel revanscismo che fu una delle cause di una seconda guerra mondiale. Le teorie economiche che Keynes sviluppò poi sono state oggetto di studio e di applicazione pratica molto significativa, per esempio nell’opportunità di un intervento dello Stato nell’economia, nelle politiche monetarie e nella gestione dei bilanci, promuovendo forme di economia mista ancor oggi fondamentali. Oggi la situazione sembra evolversi su binari non sempre paralleli, dimenticandosi il dialogo con la storia. Vale la pena di essere critici, ma non ignoranti.
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MAINTAINING THE STATE AND THE PRIVATE ECONOMY
(December 2019: home page Salvetti Foundation site)
A look at the past allows us to take historical measures of world political development. A hundred years ago, in December 1919, John Maynard Keynes published "The Economic Consequences of the Peace", a masterful text which also raised considerable criticism. Keynes was part of the British delegation at the Versailles Conference, at the end of World War I, but left the work criticizing the excessive punitive harshness towards Germany. His idea was to lay the foundations for a new social and economic development, instead of dealing with territorial issues and deindustrializing the vanquished: resolutions that produced the revanchism that was one of the causes of a second World War. The economic theories that Keynes later developed have been the subject of a very significant study and practical application, for example in the opportunity for State intervention in the economy, monetary policies and budget management, promoting forms of mixed economy that are still fundamental today. Today the situation seems to evolve on tracks that are not always parallel, forgetting the dialogue with history. It is worthwhile to be critical, but not ignorant.


FORECAST, PROCESSING, MAINTENANCE
(Novembre 2019: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
“Ho visto cose che voi umani …”
Lo sguardo è sempre avanti, ma talvolta è utile leggere all’indietro le previsioni scientifiche e anche quelle fantascientifiche.
In questi giorni del 2019 è stato ambientato (37 anni fa) il film Blade Runner, del regista Ridley Scott, ispirato a un racconto di Philip K. Dick del 1968 “Do Androids Dream of Electric Sheep?”. Come è noto si tratta di un film di fantascienza, giudicato tra i migliori di sempre, nato da un’idea di 51 anni fa, nella quale i problemi ecologici erano già in primo piano anche se la digitalizzazione non esisteva ancora (solo qualche giorno fa è stato celebrato il 50° anno di vita della rete digitale internet). In quell’ipotesi letteraria la Terra è stata resa inabitabile dall’inquinamento e dal sovraffollamento. Gli umani benestanti stanno nelle colonie extramondo, sulla Terra restano ‘gli scartati’, in uno scenario di caos urbano frequentato da robot androidi o meglio replicanti. Non è questa la sede per citare la trama del racconto o la critica cinematografica. Del 2019 ci resta la consolazione, nonostante la turbolenza politica, sociale, economica e ambientale nella quale viviamo, che non siamo così mal ridotti! E qualche passo tecnologico importante è stato fatto. Certo è che il futuro meriterà una migliore manutenzione di quella di Blade Runner.
Un punto di attenzione spettacolare lo dedichiamo al veicolo più vistoso di Blade Runner: lo Spinner. E’ un’auto volante a decollo verticale in dotazione alla Polizia, con tre diversi propulsori: un motore a combustione interna, un motore a reazione e un motore antigravità. Fu disegnata da un designer futurista, Syd Mead, e da Gene Winfield ne furono realizzati 25 modelli. Un esemplare si trova ancora al Science Fiction Museum and Hall of Fame a Seattle. Nella realtà di oggi qualche progetto di auto volante c’è, e c’è già qualche concreta realizzazione. Forse manca poco a vederla volare nei nostri cieli.
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FORECAST, PROCESSING, MAINTENANCE
(November 2019: home page Salvetti Foundation site)
I've seen things you people wouldn't believe…”
The gaze is always ahead, but sometimes it is useful to read scientific forecasts and also science fiction ones backwards.
In these days of 2019 the film Blade Runner by Ridley Scott was set (37 years ago), inspired by a story by Philip K. Dick of 1968 "Do Androids Dream of Electric Sheep?". As is known, this is a science fiction film, judged among the best ever, born from an idea of ​​51 years ago, in which ecological problems were already in the foreground even if digitization did not exist yet (only a few days ago the 50th anniversary of the digital internet network was celebrated). In that literary hypothesis the Earth has been rendered uninhabitable by pollution and overcrowding. The wealthy humans are in the extra-world colonies, on Earth they remain ‘the discarded’, in a scenario of urban chaos inhabited by robots androids or better replicants. This is not the place to mention the plot of the story or the film criticism. The consolation of 2019 remains, despite the political, social, economic and environmental turbulence in which we live, which we are not so badly reduced! And some important technological steps have been taken. What is certain is that the future will deserve better maintenance than that of Blade Runner.
We dedicate a spectacular point of attention to the most striking vehicle of Blade Runner: the Spinner. It is a vertical take-off flying car supplied to the Police, with three different engines: an internal combustion engine, a jet engine and an anti-gravity engine. It was designed by a futurist designer, Syd Mead, and 25 models were made by Gene Winfield. One specimen is still found at the Science Fiction Museum and Hall of Fame in Seattle. In today's reality there are some flying car projects, and there is already some concrete realization. Perhaps it lacks little to see her fly in our skies.

GLOBAL
(Ottobre 2019: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
“Le tensioni dell'epoca attuale stanno aumentando; la fiducia che lega il mondo è sfilacciata. Le generazioni di oggi e le prossime hanno bisogno che il mondo faccia meglio. Fortunatamente, c'è ancora tempo per raggiungere il futuro previsto nell'agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Occorre che il mondo trovi la saggezza, la solidarietà e la volontà di andare avanti per garantire una vita di dignità e prosperità per tutti, ovunque.” Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.
La cultura della produzione industriale e la cultura della manutenzione non possono progredire se non tengono conto dell’ambiente e delle condizioni della società umana. Non è un problema di singole aziende, né di singoli Paesi. E’ un argomento globale che la nostra civiltà deve affrontare senza ritardi. Le risorse naturali vanno rispettate, le disuguaglianze sociali vanno sistemate. E’ un appello che in questi giorni è all’attenzione di tutti e che la Fondazione Salvetti condivide con lavoratori, imprenditori, scienziati, insegnanti, amministratori e politici, nell’interesse di tutti gli abitanti del pianeta Terra. Ecco perché lo rappresentiamo in tante lingue.
https://sustainabledevelopment.un.org/sdgsummit
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GLOBAL
(October 2019: home page Salvetti Foundation site)
“The pressures of the era are mounting; the trust that binds the world is fraying. Today’s generations and the next need the world to do better. Fortunately, there is still time to achieve the future envisioned in the 2030 Agenda for Sustainable Development. Let the world find the wisdom, the solidarity and the will to move ahead in order to ensure a life of dignity and prosperity for everyone, everywhere.” Antonio Guterres, General-Secretary of United Nations.
The culture of industrial production and the culture of maintenance cannot progress unless they take into account the environment and the conditions of human society. It is not a problem of individual companies or individual countries. It is a global argument that our civilization must face without delay. Natural resources must be respected, social inequalities must be settled. It is an appeal that these days is to everyone's attention and that the Salvetti Foundation shares with workers, entrepreneurs, scientists, teachers, administrators and politicians, in the interest of all the inhabitants of planet Earth. That's why we represent it in so many languages.
https://sustainabledevelopment.un.org/sdgsummit


DEMOCRAZIA   
(Settembre 2019: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
La civiltà umana non è mai stata quieta. Quasi continuamente guerre e sfide hanno caratterizzato la storia. Oggi, mentre insistono atteggiamenti bellicosi tra Governi, tra Paesi e anche all’interno di singoli popoli e mentre la distribuzione delle risorse naturali ed economiche continua a provocare grandi disuguaglianze sociali, occorre supportare con ottimismo tutte le iniziative dedicate alla conoscenza, alla comprensione, alla formazione di una maturità culturale positiva. La ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la manutenzione delle infrastrutture sono una base di lavoro per una migliore qualità di vita e per realizzare obiettivi comuni. A favore di un comportamento politico che agevoli questi scopi, può essere utile ricordare il discorso di Pericle del 430 a.C., riportato da Tucidide, che qui citiamo. Pericle intendeva celebrare i caduti nella Guerra del Peloponneso e probabilmente voleva strumentalizzare l’occasione per affermare le sue semplici idee populiste. La democrazia di Atene è stata un laboratorio primitivo. Pericle va studiato con giudizio. Duemilaquattrocento anni dopo il concetto di democrazia si è evoluto, si è adeguato al progresso economico e sociale. La democrazia oggi è un fenomeno complesso, non semplificabile. Merita un’attenzione critica e un coinvolgimento sempre più attento e perspicace.
«Viviamo infatti in un sistema di governo che non invidia le leggi dei vicini, ma anzi siamo noi d’esempio per alcuni piuttosto che imitare altri. E il suo nome, a motivo dell’essere amministrata non nell’interesse dei pochi ma dei molti, è democrazia, e secondo le leggi ciascuno ha pari diritti nelle dispute private, e per quanto riguarda la considerazione dei cittadini ognuno, secondo quanto si distingue in qualche campo, nell’amministrare le faccende pubbliche non è stimato per la classe sociale da cui proviene più che per il suo valore, né d’altronde la povertà, se si è in grado di fare qualcosa di buono per la città, è d’ostacolo a causa dell’oscurità del rango. Liberamente governiamo gli interessi pubblici e anche l’ostilità reciproca nell’ambito dei contatti quotidiani, senza adirarci con il vicino se fa qualcosa per il proprio piacere, e senza infliggerci molestie certo non passibili di punizione ma comunque spiacevoli a vedersi. Mentre conviviamo in privato senza offenderci, nelle faccende pubbliche non violiamo le leggi soprattutto per timore, per obbedienza a coloro che di volta in volta reggono il potere e alle leggi, in particolare a quelle che sono stabilite per proteggere le vittime d’ingiustizia e a quelle che, pur non scritte, portano unanime disonore di fronte alla comunità.» (trad. A. Colleoni e VV.)
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DEMOCRACY
(September 2019: home page Salvetti Foundation site)
Human civilization has never been quiet. Wars and challenges have characterized history almost continuously. Today, while there are warlike attitudes between governments, between countries and even within individual peoples and while the distribution of natural and economic resources continues to cause great social inequalities, it is necessary to optimistically support all initiatives dedicated to knowledge, understanding and education of a positive cultural maturity. Scientific research, technological innovation and infrastructure maintenance are a working basis for a better quality of life and for achieving common goals.
In favor of a political behavior that facilitates these purposes, it may be useful to recall Pericles' speech of 430 BC, reported by Thucydides, which we quote here. Pericles intended to celebrate the dead during the Peloponnesian War and probably wanted to exploit the opportunity to affirm his simple populist ideas. The democracy of Athens was a primitive laboratory. Pericles must be studied with judgment. Two thousand four hundred years later the concept of democracy has evolved, adapted to economic and social progress. Democracy today is a complex phenomenon that cannot be simplified. It deserves critical attention and increasingly attentive and insightful involvement.
«Our constitution does not copy the laws of neighbouring states; we are rather a pattern to others than imitators ourselves. Its administration favours the many instead of the few; this is why it is called a democracy. If we look to the laws, they afford equal justice to all in their private differences; if no social standing, advancement in public life falls to reputation for capacity, class considerations not being allowed to interfere with merit; nor again does poverty bar the way, if a man is able to serve the state, he is not hindered by the obscurity of his condition. The freedom which we enjoy in our government extends also to our ordinary life. There, far from exercising a jealous surveillance over each other, we do not feel called upon to be angry with our neighbour for doing what he likes, or even to indulge in those injurious looks which cannot fail to be offensive, although they inflict no positive penalty. But all this ease in our private relations does not make us lawless as citizens. Against this fear is our chief safeguard, teaching us to obey the magistrates and the laws, particularly such as regard the protection of the injured, whether they are actually on the statute book, or belong to that code which, although unwritten, yet cannot be broken without acknowledged disgrace. » (Trad. Richard Crawley)


1969-2019 LO SBARCO SULLA LUNA
(luglio-agosto 2019: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
Dopo le ricorrenze di Leonardo da Vinci e di Giacomo Leopardi, che la Fondazione Salvetti ha illustrato nella Home page, nei mesi di luglio e agosto abbiamo celebrato una tappa formidabile della conquista della nostra civiltà: lo sbarco sulla Luna, 21 luglio 1969.
Nel 1969 non c’erano i telefoni cellulari, non c’era internet, non c’erano micro-chip, non c’erano carburanti speciali. Quelle imprese spaziali sono tanto più formidabili quanto ‘poveri’ erano i mezzi tecnologici disponibili. Con le necessità di sviluppo della scienza, la conquista dello spazio ha accelerato la ricerca. Qualche esempio: energie (combustibili, risorse rinnovabili, batterie), elettronica e digitalizzazione, agricoltura e industria alimentare (liofilizzazione), industria chimica e tessile (abbigliamenti di protezione termica), osservazione dal cielo e localizzazione satellitare (GPS), risonanze magnetiche (TAC e PET), ottica (sensori a pixel attivi), fisica (applicazioni quantistiche e ricerche materia oscura). Insomma la ricerca spaziale ha scatenato iniziative scientifiche ed economiche che hanno attivato grandi mercati sia per l’industria che per il largo consumo. Sono nati consorzi come l’Agenzia Spaziale Europea (www.esa.int/ESA), quella Italiana (www.asi.it/) e agli scienziati si sono aggiunti cosmonauti addestrati di molti Paesi. L’italiano Luca Parmitano è in partenza proprio il 20 luglio 2019 per andare ad assumere il comando della Stazione Spaziale Internazionale, che viaggia intorno alla Terra da vent’anni, a 28.000 km/h e circa 360 km di altezza. La Fondazione Salvetti segue con attenzione anche questi sviluppi di uomini e imprese per lo spazio. Per avere un’idea delle innovazioni e dei brevetti conseguenti alle imprese spaziali:
https://spinoff.nasa.gov/Spinoff2017/pdf/2017_Brochure_web.pdf
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1969-2019 THE LANDING ON THE MOO
(July-August 2019: home page Salvetti Foundation site)
After the celebrations of Leonardo da Vinci and Giacomo Leopardi, which the Salvetti Foundation illustrated on the Home page, in  July and August we celebrated a formidable stage of the conquest of our civilization: the landing on the Moon, 21 July 1969.
In 1969 there were no mobile phones, no internet, no micro-chips, no special fuels. Those space enterprises are as formidable as "poor" were the technological means available. With the development needs of science, the conquest of space has accelerated research. Some examples: energy (fuels, renewable resources, batteries), electronics and digitalisation, agriculture and the food industry (freeze drying), chemical and textile industry (thermal protection clothing), sky observation and satellite localization (GPS), magnetic resonances (TAC and PET), optics (active pixel sensors), physics (quantum applications and dark matter research). In short, space research has triggered scientific and economic initiatives that have activated large markets for both industry and consumer goods. Consortia have been established such as the European Space Agency (www.esa.int/ESA), the Italian one (www.asi.it/) and scientists have added trained cosmonauts from many Countries. The Italian Luca Parmitano is leaving on July 20, 2019 to take over the command of the International Space Station, which has been traveling around the Earth for twenty years, at 28,000 km/h and about 360 km in height. The Salvetti Foundation is also closely following these developments of men and businesses for space. To get an idea of ​​innovations and patents resulting from space companies:
https://spinoff.nasa.gov/Spinoff2017/pdf/2017_Brochure_web.pdf

1819-2019 GIACOMO LEOPARDI
(giugno 2019: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
INFINITO: SCIENZA E LETTERATURA  Senza naufragare.
L’infinito è irraggiungibile, per definizione. Ma la vita e la società possono durare più a lungo, con la manutenzione.
Qualche volta le riflessioni sulla conoscenza scientifica si incrociano con quelle dell’arte e della letteratura. Nei primi mesi di quest’anno abbiamo citato Leonardo da Vinci e abbiamo commemorato 500 anni della sua morte. Poi abbiamo incrociato il 200° anniversario della composizione di una poesia di lunga memorabilità, anzi: senza tempo. Giacomo Leopardi avrebbe fatto gioire un Anassimandro nel VI secolo avanti Cristo e uno Stephen Hawking nel III millennio dopo. La Fondazione Salvetti, mentre raccoglie documenti e stimola le conoscenze di cultura industriale si tiene fiera anche di queste citazioni, che mantengono ampi i confini del pensiero.
IDILLIO - L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel
pensier mi fingo; ove per poco
Il
cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il
pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
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1819-2019 GIACOMO LEOPARDI
(June 2019: home page Salvetti Foundation site)
INFINITE: SCIENCE AND LITERATURE  Without sinking.
Infinity is unattainable, by definition. But life and society can last longer, with maintenance.
Sometimes the reflections on scientific knowledge intersect with those of art and literature. In the first months of this year we mentioned Leonardo da Vinci and we commemorated 500 years of his death. Then we crossed the 200th anniversary of the composition of a poem of long memorability, indeed: timeless. Giacomo Leopardi would have rejoiced an Anaximander in the sixth century BC and a Stephen Hawking in the third millennium later. The Salvetti Foundation, while collecting documents and stimulating knowledge of industrial culture, is also proud of these quotations, which keep the boundaries of thought wide.


1519-2019 LEONARDO DA VINCI
(febbraio-maggio 2019: pagina iniziale del sito della Fondazione Salvetti)
Quest’anno celebriamo un importante anniversario nella storia dell’umanità. Sono passati 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il celebre ingegnere, astronomo, filosofo, matematico e pittore italiano. La sua genialità ispira ancor oggi scienziati e tecnologi impegnati nell’innovazione e nella manutenzione industriale.
Abbiamo evidenziato nei mesi scorsi, tra le migliaia di disegni di Leonardo, quelli di una vite aerea e di un carro semovente (la parola ‘automobile’ non era corrente). Il movimento era spinto da molle ricaricabili che mettevano in azione ingranaggi abbinati alle ruote. Purtroppo non ci fu sèguito: Leonardo passava velocemente da un’invenzione ad un’altra e nessuno  ne reggeva il ritmo per farne applicazioni concrete.
Giorgio Vasari, a metà del XVI secolo, scrive di Leonardo: «Veramente mirabile e celeste fu Lionardo, figliuolo di ser Piero da Vinci, e nella erudizione e principii delle lettere arebbe fatto profitto grande, se egli non fusse stato tanto vario et instabile. Perciò che egli si mise a imparare molte cose e, cominciate, poi l'abbandonava.»
Dopo quel motore a molle ci volle qualche secolo per inventare un motore moderno, a scoppio. Per il futuro i motori si progetteranno a energia solare, elettrica o nucleare. Speriamo, nel quadro di eccellenza scientifica e tecnologia, nel miglior rispetto della sostenibilità ambientale.
Ma Leonardo non smette di stupirci: oggi è tempo di robot? Già Leonardo aveva ideato un cavaliere meccanico, in grado di muoversi quasi come un uomo, agitando le braccia e le gambe, muovendo la testa e la mascella. I disegni, realizzati già dal 1480, prevedevano un corpo in legno e parti in metallo e pelle, con un sistema di cavi e manovelle, ricoperte da un’armatura. Automa? Quasi.
Ecco intanto un’altra invenzione: una gru girevole, con un ingranaggio ‘cardanico’.
Per meglio visualizzare le immagini:
La vite aerea.
https://www.museoscienza.org/dipartimenti/catalogo_collezioni/scheda_oggetto.asp?idk_in=ST070-00126&arg=Industria%20aeronautica
Il carro semovente.
http://www.scudit.net/mdauto_leonardo.htm
Automa cavaliere.
Ricostruzione (esposizione Leonardo da Vinci. Mensch - Erfinder - Genie, Berlino 2005) Photo by Erik Möller.
La gru girevole.
www.leonardodigitale.com/Sfoglia/Menu.swf?direct=1&codex=Atlantico&folio=0105%20v
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1519-2019 LEONARDO DA VINCI
(February-May 2019: home page Salvetti Foundation site)
This year we celebrate an important anniversary in the history of humanity. 500 years have passed since the death of Leonardo da Vinci, the famous Italian engineer, astronomer, philosopher, mathematician and painter. His genius still inspires scientists and technologists committed to innovation and industrial maintenance.
We have recently highlighted, among the thousands of Leonardo’s drawings, those of an aerial screw and a self-propelled chariot (the word “automobile" was not used at the time). The movement was driven by rechargeable springs that put gears into action matched to the wheels. Unfortunately, there was no follow-up: Leonardo quickly switched from one invention to another and no one could keep up with his rhythm to make concrete applications.
Giorgio Vasari, in the mid-sixteenth century, wrote about Leonardo: “Marvelous and divine, indeed, was Leonardo the son of Ser Piero da Vinci. In erudition and letters he would have distinguished himself, if he had not been variable and unstable. For he set himself to learn many things, and when he had begun them gave them up.”
After that spring engine it took a few centuries to invent a modern, petrol engine. In the future the engines will be designed with solar, electric or nuclear energy. Hopefully, within the framework of scientific excellence and technology, respecting environmental sustainability.
But Leonardo never ceases to amaze us: Is today robot time? Leonardo had already devised a mechanical knight, able to move almost like a man, waving his arms and legs, moving his head and jaw. The drawings, made as early as 1480, included a wooden body and metal and leather parts, with a system of cables and cranks, covered with an armor. Automaton? Almost.
Meanwhile, another invention: a revolving crane, with a ‘cardan’ gear.
To better view the images:
Aerial screw.
https://www.museoscienza.org/dipartimenti/catalogo_collezioni/scheda_oggetto.asp?idk_in=ST070-00126&arg=Industria%20aeronautica
Self-
propelled chariot.
http://www.scudit.net/mdauto_leonardo.htm
Mechanical knight. Ricostruzione (esposizione Leonardo da Vinci. Mensch - Erfinder - Genie, Berlino 2005) Photo by Erik Möller.
Revolving crane.
www.leonardodigitale.com/Sfoglia/Menu.swf?direct=1&codex=Atlantico&folio=0105%20v