DEMOCRAZIA - DEMOCRACY


Le pagine di questo sito vogliono contribuire allo sviluppo sostenibile della società umana, offrendo strumenti di conoscenza e di formazione tecnologica e scientifica per contribuire al progresso e per la cultura della migliore manutenzione della produzione industriale e dei servizi commerciali.

La civiltà umana non è mai stata quieta. Quasi continuamente guerre e sfide hanno caratterizzato la storia. Oggi, mentre insistono atteggiamenti bellicosi tra Governi, tra Paesi e anche all’interno di singoli popoli e mentre la distribuzione delle risorse naturali ed economiche continua a provocare grandi disuguaglianze sociali, occorre supportare con ottimismo tutte le iniziative dedicate alla conoscenza, alla comprensione, alla formazione di una maturità culturale positiva. La ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la manutenzione delle infrastrutture sono una base di lavoro per una migliore qualità di vita e per realizzare obiettivi comuni. A favore di un comportamento politico che agevoli questi scopi, può essere utile ricordare il discorso di Pericle del 430 a.C., riportato da Tucidide, che qui citiamo. Pericle intendeva celebrare i caduti nella Guerra del Peloponneso e probabilmente voleva strumentalizzare l’occasione per affermare le sue semplici idee populiste. La democrazia di Atene è stata un laboratorio primitivo. Pericle va studiato con giudizio. Duemilaquattrocento anni dopo il concetto di democrazia si è evoluto, si è adeguato al progresso economico e sociale. La democrazia oggi è un fenomeno complesso, non semplificabile. Merita un’attenzione critica e un coinvolgimento sempre più attento e perspicace.

« Viviamo infatti in un sistema di governo che non invidia le leggi dei vicini, ma anzi siamo noi d’esempio per alcuni piuttosto che imitare altri. E il suo nome, a motivo dell’essere amministrata non nell’interesse dei pochi ma dei molti, è democrazia, e secondo le leggi ciascuno ha pari diritti nelle dispute private, e per quanto riguarda la considerazione dei cittadini ognuno, secondo quanto si distingue in qualche campo, nell’amministrare le faccende pubbliche non è stimato per la classe sociale da cui proviene più che per il suo valore, né d’altronde la povertà, se si è in grado di fare qualcosa di buono per la città, è d’ostacolo a causa dell’oscurità del rango. Liberamente governiamo gli interessi pubblici e anche l’ostilità reciproca nell’ambito dei contatti quotidiani, senza adirarci con il vicino se fa qualcosa per il proprio piacere, e senza infliggerci molestie certo non passibili di punizione ma comunque spiacevoli a vedersi. Mentre conviviamo in privato senza offenderci, nelle faccende pubbliche non violiamo le leggi soprattutto per timore, per obbedienza a coloro che di volta in volta reggono il potere e alle leggi, in particolare a quelle che sono stabilite per proteggere le vittime d’ingiustizia e a quelle che, pur non scritte, portano unanime disonore di fronte alla comunità(trad. A. Colleoni e VV.)

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Editoriale 1° febbraio 2019

MANUTENERE IL MONDO. E’ importante unire gli eventi significativi del percorso storico della gestione industriale perché solo così si dà al divenire dell’homo faber un significato del suo avanzare ed un senso profondo nella conquista di sempre maggiore potenza tecnica.

DAL GIURASSICO ALL’HOMO FABER. Si dice che, quando una scimmia nel gruppo intorno al fuoco notturno abbia chiesto agli altri “che cosa è un uomo?”, esso sia nato. Perché è apparsa la coscienza di sé. E quando l’uomo capì la potenza della tecnica iniziò a costruire i primi strumenti: gli utensili da lavoro. Costruiti, usati, aggiustati. Il primo passo del concetto manutentivo è stata la riparazione: unire due pezzi rotti per farli tornare a funzionare

DA IERI ALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE. Ovvio citare il telaio a spoletta volante che iniziò la tessitura meccanizzata mosso da una macchina a vapore; così iniziò in Inghilterra la rivoluzione industriale che continuò con infrastrutture adeguate, tipicamente la via ferrata che unirà il midwest di Chicago con San Francisco dell’ovest. Nacque qui il primo concetto di avaria: il pericolo che il break-down potesse stoppare il processo produttivo. La manutenzione d’intervento fu tanto più vitale quanto immediata, perché l’impresa non si poteva fermare. Negli anni ’70, con la terotecnologia, si iniziò a pensare che la manutenzione dovesse essere progettata insieme al layout produttivo: infatti macchine irraggiungibili da uomini e mezzi non sarebbero potute essere manutenute. Successivamente il discorso manutentivo si è esteso alle criticità dei disastri ambientali: per esempio, assente ogni capacità manutentiva, si sarebbero sversate nel Golfo del Messico tonnellate di idrocarburi.

DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ALLA CIVILTA’ DELLE MACCHINE. Seguendo la filosofia di Emanuele Severino, mentre il capitalismo segue la massimizzazione del profitto, la tecnica insegue la massimizzazione della potenza, cioè della sua capacità di saper fare. A differenza del sistema economico, che trova un limite nello sfruttamento finale, la tecnica non ha limiti alla potenza perché le macchine costruiscono ora altre macchine ed altre ancora senza nessun limite. La domanda ora è: come manutenere queste macchine? Si è passati da una visione di riparazione ad una più evoluta di assets-management, da una rimessa in servizio ad un ottimizzazione in servizio con arresti zero e incidenti zero, ad una gestione che non è soltanto la logistica dei pezzi di ricambio per sostituire l’usurato. I tempi necessari utili sono quelli da pit stop di Formula 1, o addirittura ad un livello di sensori, attuatori e computer per cui si ‘sente’ in tempo reale se la macchina scalda o vibra o se la tubazione è troppo sottile e perde; la gestione è automatizzata tramite computer perché tutto funzioni senza arresti produttivi.

DA OGGI AL PROSSIMO DECENNIO. Senza una visione prospettica non si può procedere. In tempi di cambiamenti repentini e turbolenti dobbiamo dare un’asse di riferimento al nostro procedere. Sostenibilità è un concetto difficile da praticare. Ci proveremo, anche dalle pagine di questo sito, con un percorso di conoscenza e di formazione fatto di documentazione ma anche di interventi critici personali. E’ cultura industriale e questa è solo una prima tappa.

Stefano Salvetti
Presidente Salvetti Foundation


The pages of this website want to contribute to the sustainable development of human society, offering tools for knowledge and technological and scientific education, in order to support the progress and culture of the best maintenance of industrial production and commercial services.                                            

Human civilization has never been quiet. Wars and challenges have characterized history almost continuously. Today, while there are warlike attitudes between governments, between countries and even within individual peoples and while the distribution of natural and economic resources continues to cause great social inequalities, it is necessary to optimistically support all initiatives dedicated to knowledge, understanding and education of a positive cultural maturity. Scientific research, technological innovation and infrastructure maintenance are a working basis for a better quality of life and for achieving common goals.
In favor of a political behavior that facilitates these purposes, it may be useful to recall Pericles' speech of 430 BC, reported by Thucydides, which we quote here. Pericles intended to celebrate the dead during the Peloponnesian War and probably wanted to exploit the opportunity to affirm his simple populist ideas. The democracy of Athens was a primitive laboratory. Pericles must be studied with judgment. Two thousand four hundred years later the concept of democracy has evolved, adapted to economic and social progress. Democracy today is a complex phenomenon that cannot be simplified. It deserves critical attention and increasingly attentive and insightful involvement.

« Our constitution does not copy the laws of neighbouring states; we are rather a pattern to others than imitators ourselves. Its administration favours the many instead of the few; this is why it is called a democracy. If we look to the laws, they afford equal justice to all in their private differences; if no social standing, advancement in public life falls to reputation for capacity, class considerations not being allowed to interfere with merit; nor again does poverty bar the way, if a man is able to serve the state, he is not hindered by the obscurity of his condition. The freedom which we enjoy in our government extends also to our ordinary life. There, far from exercising a jealous surveillance over each other, we do not feel called upon to be angry with our neighbour for doing what he likes, or even to indulge in those injurious looks which cannot fail to be offensive, although they inflict no positive penalty. But all this ease in our private relations does not make us lawless as citizens. Against this fear is our chief safeguard, teaching us to obey the magistrates and the laws, particularly such as regard the protection of the injured, whether they are actually on the statute book, or belong to that code which, although unwritten, yet cannot be broken without acknowledged disgrace. » (Trad. Richard Crawley)

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Editorial  February 1st, 2019

MAINTAIN THE WORLD. It is important to combine the significant events of the historical course of industrial management. In fact, only in this way the becoming of homo faber give a meaning of its progress and a deep sense in the conquest of ever greater technical power.

FROM THE JURASSIC TO THE HOMO FABER. It is said that when a monkey asked other monkeys “what is a man?” in the group around the night fire, the man was born. Because self-consciousness has appeared. And when the man understood the power of technology he began to build the first instruments: work tools. Built, used, fixed. The first step in the maintenance concept was repair: join two broken pieces to make them work again.

FROM YESTERDAY TO THE INDUSTRIAL REVOLUTION. It is obvious to mention the flying spool loom that began the mechanized weaving moved by a steam engine; thus began the industrial revolution in England that continued with adequate infrastructures, typically the railways that will unite the Midwest of Chicago with San Francisco of the West. The first concept of mechanical failure was born here: the danger that the break-down could stop the production process. Intervention maintenance was as vital as it was immediate, because the company could not be stopped. In the 1970s, with terotechnology, people began to think that maintenance should be designed together with the production layout: in fact, machines that could not be reached by men and vehicles could not have been maintained. Subsequently the maintenance issue was extended to the criticality of environmental disasters: for example, if there wasn’t  any maintenance capacity, tons of hydrocarbons would have been spilled in the Gulf of Mexico.

FROM THE INDUSTRIAL REVOLUTION TO THE CIVILIZATION OF MACHINES. Following the philosophy of Emanuele Severino, while capitalism follows the maximization of profit, technique pursues the maximization of power, that is the ability to know how to do. Unlike the economic system, which finds a limit in the final exploitation, technique has no limits to the power because the machines build other machines and many more without any limit. The question now is: how to maintain these machines? We have gone from a repair vision to a more advanced asset-management vision, from a re-commissioning to an optimization in service with zero stops and zero accidents, to a management that is not only the logistics of spare parts to replace the worn ones. The necessary useful times are those from Formula 1 pit stops, or even to a level of sensors, actuators and computers, for which you can ‘hear’ in real time if the machine heats up or vibrates or if the pipe is too thin and leaks; the management is computerized so that everything works without production stops.

FROM TODAY TO THE NEXT DECADE. Without a perspective view, we cannot proceed. In times of sudden and turbulent changes we must give a reference axis to our progress. Sustainability is a difficult concept to practice. We will try, also from the pages of this site, with a path of knowledge and training made of documentation but also of personal critical interventions. It is industrial culture, and this is only a first step.

Stefano Salvetti
President of the Salvetti Foundation

 

 

Nel video, Stefano Salvetti, Presidente di Salvetti Foundation, ne illustra nell'intervista la missione e le attività


In the video, Stefano Salvetti, President of the Salvetti Foundation, talks about its mission and activities.

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