1969-2019 LO SBARCO SULLA LUNA - THE LANDING ON THE MOON


Le pagine di questo sito vogliono contribuire allo sviluppo sostenibile della società umana, offrendo strumenti di conoscenza e di formazione tecnologica e scientifica per contribuire al progresso e per la cultura della migliore manutenzione della produzione industriale e dei servizi commerciali.

Dopo le ricorrenze di Leonardo da Vinci e di Giacomo Leopardi, che la Fondazione Salvetti ha illustrato in questa Home page e che ora si possono trovare nella pagina Zoom (vedi: www.cdf-salvettifoundation.it/zoom/), nel mese di luglio occorre celebrare una tappa formidabile della conquista della nostra civiltà: lo sbarco sulla Luna, 21 luglio 1969.
Nel 1969 non c’erano i telefoni cellulari, non c’era internet, non c’erano micro-chip, non c’erano carburanti speciali. Quelle imprese spaziali sono tanto più formidabili quanto ‘poveri’ erano i mezzi tecnologici disponibili. Con le necessità di sviluppo della scienza, la conquista dello spazio ha accelerato la ricerca. Qualche esempio: energie (combustibili, risorse rinnovabili, batterie), elettronica e digitalizzazione, agricoltura e industria alimentare (liofilizzazione), industria chimica e tessile (abbigliamenti di protezione termica), osservazione dal cielo e localizzazione satellitare (GPS), risonanze magnetiche (TAC e PET), ottica (sensori a pixel attivi), fisica (applicazioni quantistiche e ricerche materia oscura). Insomma la ricerca spaziale ha scatenato iniziative scientifiche ed economiche che hanno attivato grandi mercati sia per l’industria che per il largo consumo. Sono nati consorzi come l’Agenzia Spaziale Europea (www.esa.int/ESA), quella Italiana (www.asi.it/) e agli scienziati si sono aggiunti cosmonauti addestrati di molti Paesi. L’italiano Luca Parmitano è in partenza proprio il 20 luglio 2019 per andare ad assumere il comando della Stazione Spaziale Internazionale, che viaggia intorno alla Terra da vent’anni, a 28.000 km/h e circa 360 km di altezza. La Fondazione Salvetti segue con attenzione anche questi sviluppi di uomini e imprese per lo spazio. Per avere un’idea delle innovazioni e dei brevetti conseguenti alle imprese spaziali:
https://spinoff.nasa.gov/Spinoff2017/pdf/2017_Brochure_web.pdf

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Editoriale 1° febbraio 2019

MANUTENERE IL MONDO. E’ importante unire gli eventi significativi del percorso storico della gestione industriale perché solo così si dà al divenire dell’homo faber un significato del suo avanzare ed un senso profondo nella conquista di sempre maggiore potenza tecnica.

DAL GIURASSICO ALL’HOMO FABER. Si dice che, quando una scimmia nel gruppo intorno al fuoco notturno abbia chiesto agli altri “che cosa è un uomo?”, esso sia nato. Perché è apparsa la coscienza di sé. E quando l’uomo capì la potenza della tecnica iniziò a costruire i primi strumenti: gli utensili da lavoro. Costruiti, usati, aggiustati. Il primo passo del concetto manutentivo è stata la riparazione: unire due pezzi rotti per farli tornare a funzionare

DA IERI ALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE. Ovvio citare il telaio a spoletta volante che iniziò la tessitura meccanizzata mosso da una macchina a vapore; così iniziò in Inghilterra la rivoluzione industriale che continuò con infrastrutture adeguate, tipicamente la via ferrata che unirà il midwest di Chicago con San Francisco dell’ovest. Nacque qui il primo concetto di avaria: il pericolo che il break-down potesse stoppare il processo produttivo. La manutenzione d’intervento fu tanto più vitale quanto immediata, perché l’impresa non si poteva fermare. Negli anni ’70, con la terotecnologia, si iniziò a pensare che la manutenzione dovesse essere progettata insieme al layout produttivo: infatti macchine irraggiungibili da uomini e mezzi non sarebbero potute essere manutenute. Successivamente il discorso manutentivo si è esteso alle criticità dei disastri ambientali: per esempio, assente ogni capacità manutentiva, si sarebbero sversate nel Golfo del Messico tonnellate di idrocarburi.

DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ALLA CIVILTA’ DELLE MACCHINE. Seguendo la filosofia di Emanuele Severino, mentre il capitalismo segue la massimizzazione del profitto, la tecnica insegue la massimizzazione della potenza, cioè della sua capacità di saper fare. A differenza del sistema economico, che trova un limite nello sfruttamento finale, la tecnica non ha limiti alla potenza perché le macchine costruiscono ora altre macchine ed altre ancora senza nessun limite. La domanda ora è: come manutenere queste macchine? Si è passati da una visione di riparazione ad una più evoluta di assets-management, da una rimessa in servizio ad un ottimizzazione in servizio con arresti zero e incidenti zero, ad una gestione che non è soltanto la logistica dei pezzi di ricambio per sostituire l’usurato. I tempi necessari utili sono quelli da pit stop di Formula 1, o addirittura ad un livello di sensori, attuatori e computer per cui si ‘sente’ in tempo reale se la macchina scalda o vibra o se la tubazione è troppo sottile e perde; la gestione è automatizzata tramite computer perché tutto funzioni senza arresti produttivi.

DA OGGI AL PROSSIMO DECENNIO. Senza una visione prospettica non si può procedere. In tempi di cambiamenti repentini e turbolenti dobbiamo dare un’asse di riferimento al nostro procedere. Sostenibilità è un concetto difficile da praticare. Ci proveremo, anche dalle pagine di questo sito, con un percorso di conoscenza e di formazione fatto di documentazione ma anche di interventi critici personali. E’ cultura industriale e questa è solo una prima tappa.

Stefano Salvetti
Presidente Salvetti Foundation


The pages of this website want to contribute to the sustainable development of human society, offering tools for knowledge and technological and scientific education, in order to support the progress and culture of the best maintenance of industrial production and commercial services.

After the celebrations of Leonardo da Vinci and Giacomo Leopardi, which the Salvetti Foundation illustrated on this Home page and which can now be found on the Zoom page (see: www.cdf-salvettifoundation.it/zoom/), in the month of July it is necessary to celebrate a formidable stage of the conquest of our civilization: the landing on the Moon, 21 July 1969.
In 1969 there were no mobile phones, no internet, no micro-chips, no special fuels. Those space enterprises are as formidable as "poor" were the technological means available. With the development needs of science, the conquest of space has accelerated research. Some examples: energy (fuels, renewable resources, batteries), electronics and digitalisation, agriculture and the food industry (freeze drying), chemical and textile industry (thermal protection clothing), sky observation and satellite localization (GPS), magnetic resonances (TAC and PET), optics (active pixel sensors), physics (quantum applications and dark matter research). In short, space research has triggered scientific and economic initiatives that have activated large markets for both industry and consumer goods. Consortia have been established such as the European Space Agency (www.esa.int/ESA), the Italian one (www.asi.it/) and scientists have added trained cosmonauts from many Countries. The Italian Luca Parmitano is leaving on July 20, 2019 to take over the command of the International Space Station, which has been traveling around the Earth for twenty years, at 28,000 km/h and about 360 km in height. The Salvetti Foundation is also closely following these developments of men and businesses for space. To get an idea of ​​innovations and patents resulting from space companies:
https://spinoff.nasa.gov/Spinoff2017/pdf/2017_Brochure_web.pdf

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Editorial  February 1st, 2019

MAINTAIN THE WORLD. It is important to combine the significant events of the historical course of industrial management. In fact, only in this way the becoming of homo faber give a meaning of its progress and a deep sense in the conquest of ever greater technical power.

FROM THE JURASSIC TO THE HOMO FABER. It is said that when a monkey asked other monkeys “what is a man?” in the group around the night fire, the man was born. Because self-consciousness has appeared. And when the man understood the power of technology he began to build the first instruments: work tools. Built, used, fixed. The first step in the maintenance concept was repair: join two broken pieces to make them work again.

FROM YESTERDAY TO THE INDUSTRIAL REVOLUTION. It is obvious to mention the flying spool loom that began the mechanized weaving moved by a steam engine; thus began the industrial revolution in England that continued with adequate infrastructures, typically the railways that will unite the Midwest of Chicago with San Francisco of the West. The first concept of mechanical failure was born here: the danger that the break-down could stop the production process. Intervention maintenance was as vital as it was immediate, because the company could not be stopped. In the 1970s, with terotechnology, people began to think that maintenance should be designed together with the production layout: in fact, machines that could not be reached by men and vehicles could not have been maintained. Subsequently the maintenance issue was extended to the criticality of environmental disasters: for example, if there wasn’t  any maintenance capacity, tons of hydrocarbons would have been spilled in the Gulf of Mexico.

FROM THE INDUSTRIAL REVOLUTION TO THE CIVILIZATION OF MACHINES. Following the philosophy of Emanuele Severino, while capitalism follows the maximization of profit, technique pursues the maximization of power, that is the ability to know how to do. Unlike the economic system, which finds a limit in the final exploitation, technique has no limits to the power because the machines build other machines and many more without any limit. The question now is: how to maintain these machines? We have gone from a repair vision to a more advanced asset-management vision, from a re-commissioning to an optimization in service with zero stops and zero accidents, to a management that is not only the logistics of spare parts to replace the worn ones. The necessary useful times are those from Formula 1 pit stops, or even to a level of sensors, actuators and computers, for which you can ‘hear’ in real time if the machine heats up or vibrates or if the pipe is too thin and leaks; the management is computerized so that everything works without production stops.

FROM TODAY TO THE NEXT DECADE. Without a perspective view, we cannot proceed. In times of sudden and turbulent changes we must give a reference axis to our progress. Sustainability is a difficult concept to practice. We will try, also from the pages of this site, with a path of knowledge and training made of documentation but also of personal critical interventions. It is industrial culture, and this is only a first step.

Stefano Salvetti
President of the Salvetti Foundation

 

 

Nel video, Stefano Salvetti, Presidente di Salvetti Foundation, ne illustra nell'intervista la missione e le attività


In the video, Stefano Salvetti, President of the Salvetti Foundation, talks about its mission and activities.

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