La Fondazione Salvetti e il 500° di Leonardo da Vinci.


Leonardo da Vinci
La vite aerea. www.museoscienza.org/english/leonardo/vite.html
Il carro semovente. http://history-computer.com
Automa cavaliere. Ricostruzione (esposizione Leonardo da Vinci. Mensch - Erfinder - Genie, Berlino 2005) Photo by Erik Möller.
La gru girevole. www.leonardodigitale.com/Sfoglia/Menu.swf?direct=1&codex=Atlantico&folio=0105%20v

1519-2019

Le pagine di questo sito vogliono contribuire allo sviluppo sostenibile della società umana, offrendo strumenti di conoscenza e di formazione tecnologica e scientifica per contribuire al progresso e per la cultura della migliore manutenzione della produzione industriale e dei servizi commerciali.
Continuiamo a celebrare un importante anniversario nella storia dell’umanità. Sono passati 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il celebre ingegnere, astronomo, filosofo, matematico e pittore italiano. La sua genialità ispira ancor oggi scienziati e tecnologi impegnati nell’innovazione e nella manutenzione industriale.

Abbiamo già evidenziato nei mesi scorsi, tra le migliaia di disegni di Leonardo, quelli di una vite aerea e di un carro semovente (la parola ‘automobile’ non era corrente). Il movimento era spinto da molle ricaricabili che mettevano in azione ingranaggi abbinati alle ruote. Purtroppo non ci fu sèguito: Leonardo passava velocemente da un’invenzione ad un’altra e nessuno  ne reggeva il ritmo per farne applicazioni concrete.
Giorgio Vasari, a metà del XVI secolo, scrive di Leonardo: «Veramente mirabile e celeste fu Lionardo, figliuolo di ser Piero da Vinci, e nella erudizione e principii delle lettere arebbe fatto profitto grande, se egli non fusse stato tanto vario et instabile. Perciò che egli si mise a imparare molte cose e, cominciate, poi l'abbandonava
Dopo quel motore a molle ci volle qualche secolo per inventare un motore moderno, a scoppio. Per il futuro i motori si progetteranno a energia solare, elettrica o nucleare. Speriamo, nel quadro di eccellenza scientifica e tecnologia, nel miglior rispetto della sostenibilità ambientale.
Ma Leonardo non smette di stupirci: oggi è tempo di robot? Già Leonardo aveva ideato un cavaliere meccanico, in grado di muoversi quasi come un uomo, agitando le braccia e le gambe, muovendo la testa e la mascella. I disegni, realizzati già dal 1480, prevedevano un corpo in legno e parti in metallo e pelle, con un sistema di cavi e manovelle, ricoperte da un’armatura. Automa? Quasi.
Ecco intanto, nel disegno a destra, un’altra invenzione: una gru girevole, con un ingranaggio ‘cardanico’.

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Editoriale 1° febbraio 2019

MANUTENERE IL MONDO. E’ importante unire gli eventi significativi del percorso storico della gestione industriale perché solo così si dà al divenire dell’homo faber un significato del suo avanzare ed un senso profondo nella conquista di sempre maggiore potenza tecnica.

DAL GIURASSICO ALL’HOMO FABER. Si dice che, quando una scimmia nel gruppo intorno al fuoco notturno abbia chiesto agli altri “che cosa è un uomo?”, esso sia nato. Perché è apparsa la coscienza di sé. E quando l’uomo capì la potenza della tecnica iniziò a costruire i primi strumenti: gli utensili da lavoro. Costruiti, usati, aggiustati. Il primo passo del concetto manutentivo è stata la riparazione: unire due pezzi rotti per farli tornare a funzionare

DA IERI ALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE. Ovvio citare il telaio a spoletta volante che iniziò la tessitura meccanizzata mosso da una macchina a vapore; così iniziò in Inghilterra la rivoluzione industriale che continuò con infrastrutture adeguate, tipicamente la via ferrata che unirà il midwest di Chicago con San Francisco dell’ovest. Nacque qui il primo concetto di avaria: il pericolo che il break-down potesse stoppare il processo produttivo. La manutenzione d’intervento fu tanto più vitale quanto immediata, perché l’impresa non si poteva fermare. Negli anni ’70, con la terotecnologia, si iniziò a pensare che la manutenzione dovesse essere progettata insieme al layout produttivo: infatti macchine irraggiungibili da uomini e mezzi non sarebbero potute essere manutenute. Successivamente il discorso manutentivo si è esteso alle criticità dei disastri ambientali: per esempio, assente ogni capacità manutentiva, si sarebbero sversate nel Golfo del Messico tonnellate di idrocarburi.

DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ALLA CIVILTA’ DELLE MACCHINE. Seguendo la filosofia di Emanuele Severino, mentre il capitalismo segue la massimizzazione del profitto, la tecnica insegue la massimizzazione della potenza, cioè della sua capacità di saper fare. A differenza del sistema economico, che trova un limite nello sfruttamento finale, la tecnica non ha limiti alla potenza perché le macchine costruiscono ora altre macchine ed altre ancora senza nessun limite. La domanda ora è: come manutenere queste macchine? Si è passati da una visione di riparazione ad una più evoluta di assets-management, da una rimessa in servizio ad un ottimizzazione in servizio con arresti zero e incidenti zero, ad una gestione che non è soltanto la logistica dei pezzi di ricambio per sostituire l’usurato. I tempi necessari utili sono quelli da pit stop di Formula 1, o addirittura ad un livello di sensori, attuatori e computer per cui si ‘sente’ in tempo reale se la macchina scalda o vibra o se la tubazione è troppo sottile e perde; la gestione è automatizzata tramite computer perché tutto funzioni senza arresti produttivi.

DA OGGI AL PROSSIMO DECENNIO. Senza una visione prospettica non si può procedere. In tempi di cambiamenti repentini e turbolenti dobbiamo dare un’asse di riferimento al nostro procedere. Sostenibilità è un concetto difficile da praticare. Ci proveremo, anche dalle pagine di questo sito, con un percorso di conoscenza e di formazione fatto di documentazione ma anche di interventi critici personali. E’ cultura industriale e questa è solo una prima tappa.

Stefano Salvetti
Presidente Salvetti Foundation


Leonardo da Vinci
Aerial screw. www.museoscienza.org/english/leonardo/vite.html
Self-propelled chariot. http://history-computer.com
Mechanical knight. Ricostruzione (esposizione Leonardo da Vinci. Mensch - Erfinder - Genie, Berlino 2005) Photo by Erik Möller.
Revolving crane. www.leonardodigitale.com/Sfoglia/Menu.swf?direct=1&codex=Atlantico&folio=0105%20v

1519-2019

The pages of this website want to contribute to the sustainable development of human society, offering tools for knowledge and technological and scientific education, in order to contribute to the progress and culture of the best maintenance of industrial production and commercial services.
We continue to celebrate an important anniversary in the history of humanity. 500 years have passed since the death of Leonardo da Vinci, the famous Italian engineer, astronomer, philosopher, mathematician and painter. His genius still inspires scientists and technologists committed to innovation and industrial maintenance.

We have recently highlighted, among the thousands of Leonardo’s drawings, those of an aerial screw and a self-propelled chariot (the word “automobile" was not used at the time). The movement was driven by rechargeable springs that put gears into action matched to the wheels. Unfortunately, there was no follow-up: Leonardo quickly switched from one invention to another and no one could keep up with his rhythm to make concrete applications.
Giorgio Vasari, in the mid-sixteenth century, wrote about Leonardo: “Marvelous and divine, indeed, was Leonardo the son of Ser Piero da Vinci. In erudition and letters he would have distinguished himself, if he had not been variable and unstable. For he set himself to learn many things, and when he had begun them gave them up.”
After that spring engine it took a few centuries to invent a modern, petrol engine. In the future the engines will be designed with solar, electric or nuclear energy. Hopefully, within the framework of scientific excellence and technology, respecting environmental sustainability.
But Leonardo never ceases to amaze us: Is today robot time? Leonardo had already devised a mechanical knight, able to move almost like a man, waving his arms and legs, moving his head and jaw. The drawings, made as early as 1480, included a wooden body and metal and leather parts, with a system of cables and cranks, covered with an armor. Automaton? Almost.
Meanwhile, in the drawing on the right, another invention: a revolving crane, with a ‘cardan’ gear.

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Editorial  February 1st, 2019

MAINTAIN THE WORLD. It is important to combine the significant events of the historical course of industrial management. In fact, only in this way the becoming of homo faber give a meaning of its progress and a deep sense in the conquest of ever greater technical power.

FROM THE JURASSIC TO THE HOMO FABER. It is said that when a monkey asked other monkeys “what is a man?” in the group around the night fire, the man was born. Because self-consciousness has appeared. And when the man understood the power of technology he began to build the first instruments: work tools. Built, used, fixed. The first step in the maintenance concept was repair: join two broken pieces to make them work again.

FROM YESTERDAY TO THE INDUSTRIAL REVOLUTION. It is obvious to mention the flying spool loom that began the mechanized weaving moved by a steam engine; thus began the industrial revolution in England that continued with adequate infrastructures, typically the railways that will unite the Midwest of Chicago with San Francisco of the West. The first concept of mechanical failure was born here: the danger that the break-down could stop the production process. Intervention maintenance was as vital as it was immediate, because the company could not be stopped. In the 1970s, with terotechnology, people began to think that maintenance should be designed together with the production layout: in fact, machines that could not be reached by men and vehicles could not have been maintained. Subsequently the maintenance issue was extended to the criticality of environmental disasters: for example, if there wasn’t  any maintenance capacity, tons of hydrocarbons would have been spilled in the Gulf of Mexico.

FROM THE INDUSTRIAL REVOLUTION TO THE CIVILIZATION OF MACHINES. Following the philosophy of Emanuele Severino, while capitalism follows the maximization of profit, technique pursues the maximization of power, that is the ability to know how to do. Unlike the economic system, which finds a limit in the final exploitation, technique has no limits to the power because the machines build other machines and many more without any limit. The question now is: how to maintain these machines? We have gone from a repair vision to a more advanced asset-management vision, from a re-commissioning to an optimization in service with zero stops and zero accidents, to a management that is not only the logistics of spare parts to replace the worn ones. The necessary useful times are those from Formula 1 pit stops, or even to a level of sensors, actuators and computers, for which you can ‘hear’ in real time if the machine heats up or vibrates or if the pipe is too thin and leaks; the management is computerized so that everything works without production stops.

FROM TODAY TO THE NEXT DECADE. Without a perspective view, we cannot proceed. In times of sudden and turbulent changes we must give a reference axis to our progress. Sustainability is a difficult concept to practice. We will try, also from the pages of this site, with a path of knowledge and training made of documentation but also of personal critical interventions. It is industrial culture, and this is only a first step.

Stefano Salvetti
President of the Salvetti Foundation

 

 

Nel video, Stefano Salvetti, Presidente di Salvetti Foundation, ne illustra nell'intervista la missione e le attività


In the video, Stefano Salvetti, President of the Salvetti Foundation, talks about its mission and activities.

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