2023**

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Homepage: 1° febbraio 2023 = To be or not to be. By Paolo Lutteri.
Media News: 25 gennaio 2023 = Forse burattini. By Paolo Lutteri.
Reports 2023: 23 gennaio 2023 = Annual Outlook 2023: Warmer Climes Ahead. By Observer Research Foundation.
Media News: 19 gennaio 2023 = La Grande Sorella. By Paolo Lutteri.
Reports 2023: 15 gennaio 2023 = L'Italia del futuro. Rapporto 2022. By Think Tank Quotidiano.
Reports 2023: 12 gennaio 2023 = Energy Technology Perpectives 2023. By IEA.
Media News: 12 gennaio 2023 = Zig zag. By Paolo Lutteri.
Gallery: 11 gennaio 2023 = World risks. By WEO.
Reports 2023: 11 gennaio 2023 = Global Risks Report 2023. By World Economic Forum.
Reports 2023: 10 gennaio 2023 = Piano
Strategico per il triennio 2023-2025. By Banca d’Italia.
Gallery: 2 gennaio 2023 = Global Innovation Index. By World Intellectual Property Organization (WIPO).
Homepage collection: 1° gennaio 2023 = Con una coscienza planetaria ce la faremo. By Paolo Lutteri.


1° gennaio 2023
Essere o non essere.
Essere, o non essere, questo è il dilemma:
se sia più nobile nella mente soffrire
colpi di fionda e dardi d'oltraggiosa fortuna
o prender armi contro un mare d'affanni
e, opponendosi, por loro fine? 
               (Shakespeare, Amleto, atto terzo, scena prima)

‘Mantenere il mondo’ o ‘fare manutenzione per il mondo’ sono parole grosse. Studiare il mondo, cercare di capirne i processi e di intervenire è compito più accessibile, più modesto. Si può fare dignitosamente e concretamente e con meno clamore. Ci proviamo, ma ci vogliono giustificazioni di fondo.
In breve: le analisi da Talete ai giorni nostri, sono percorsi di scienza, di filosofia e di storia. Dopo la fisica meccanica la fisica atomica e quantistica, insieme all’esplorazione del cosmo hanno sconvolto la concezione del mondo. La ‘gravità’ (attrazione tra corpi proporzionale alle loro masse) è solo una delle forze fondamentali e confligge a livello subatomico con le altre. La ‘forza elettromagnetica’ tiene insieme atomi e molecole e governa i campi elettromagnetici. L’’interazione debole’ fa avvenire le trasformazioni delle particelle subatomiche. L’’interazione forte’ tiene insieme il nucleo di un atomo. Della materia nel cosmo si conosce solo il 5%. Di ‘materia oscura’ e ‘energia oscura’ se ne conoscono gli effetti ma ancora non si sa che cosa siano. Il lettore scuserà queste definizioni semplificate, qui e a seguire.
La scienza progredisce facendo ipotesi, non ci sono dogmi globali. Quel che sappiamo è che, a livello subatomico, il mondo si muove a caso e le strutture della natura sono una delle molteplici probabilità creative. Potrebbero anche esistere ‘universi paralleli’, ‘multiversi’. Al livello soprannaturale nella storia sono state identificate diverse Provvidenze (tipo Pronoia e Heimarmene dei Greci) o figure trascendenti. Le diverse personificazioni del divino sono questione di fede e di storie locali.
Concretamente: c’è chi suggerisce di concepire il mondo in modo deterministico, ovvero ogni elemento è frutto o causa di catene di eventi, oppure in modo idealistico, ovvero l’intelligenza della natura esercita una scelta volontaria sulla creazione. Tralasciamo qui l’ampia sfaccettatura delle concezioni. Il primo modo è senza responsabili: comanda il fato, per sempre, le particelle subatomiche operano casualmente senza scegliere, anche se possono seguire vie diverse. I risultati sono probabili ma non certi. Il secondo modo è un po’ tolemaico e un po’ romantico: siamo al centro dell’universo, artefici del nostro destino; esercitiamo il libero arbitrio nelle nostre azioni e ne siamo responsabili. Questo modo è corrente ed è il fondamento morale del nostro fragile antropocene.
Nell’antropocene lo sviluppo della civiltà in senso industriale sta sfruttando così intensamente le potenzialità della natura da produrre tensioni e competizioni sociali, inquinamento delle risorse, guerre di supremazia e di sopravvivenza. I magistrati dei popoli cercano di punire i responsabili, gli amministratori dei popoli cercano di arginare i disastri, soprattutto difendendo il proprio nazionalismo. I popoli sostanzialmente tirano a campare nel quotidiano. Manca la coscienza globale. Manca un approccio tecnologico comune di produzione e di manutenzione. Secondo alcuni scienziati siamo vicini a una catastrofe di civiltà.
Riemergono le ipotesi fataliste tipo ‘non possiamo far niente’: non siamo in grado di fare scelte perché il mondo va così per destino naturale, il libero arbitrio è un’illusione, anche quelli che chiamiamo crimini potrebbero far parte di un processo naturale deterministico, senza concetti etici di giusto o sbagliato.
In realtà il mondo è così complesso da rendere impossibile decifrare esattamente il suo percorso predeterminato, perciò è più facile e rapido prendere decisioni volontarie e morali. Così si conserva il libero arbitrio e la responsabilità sociale.
Non abbiamo scelte diverse: non possiamo abbandonarci a un fato, inconoscibile e imperturbabile, né ad una divinità che possiamo solo invocare. Possiamo e dobbiamo, nel nostro spiraglio di spazio-tempo cosmico, agire con il massimo di consapevolezza possibile, trascurando nella vita corrente le probabilità subatomiche.
Siamo passati acrobaticamente tra le corna del dilemma. Quindi: al momento cerchiamo di manutenere bene il nostro mondo, non senza smettere di avere dubbi, spiritosamente. Ma non cerchiamo alibi per non pensare al sociale: hai capito, Amleto?
    Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti

Come una biblioteca, le pagine di questo sito vogliono contribuire allo sviluppo sostenibile della società umana, offrendo strumenti di conoscenza e di formazione tecnologica e scientifica per contribuire al progresso e per la cultura della migliore manutenzione della produzione industriale e dei servizi commerciali.

February 1st, 2023
To be or not to be.
To be, or not to be, that is the question:
Whether 'tis nobler in the mind to suffer
The
slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take
arms against a sea of troubles,
And by
opposing end them?
                           (Shakespeare, Hamlet, Act 3, Scene 1)

'Maintain the world' or 'maintenance for the world' are big words. Studying the world, trying to understand its processes and to intervene is a more accessible, more modest task. It can be done with dignity and concretely and with less fanfare. We try, but we need basic justifications.
In short: the analyzes from Thales to the present day are paths of science, philosophy and history. After mechanical physics, atomic and quantum physics, together with the exploration of the cosmos, have upset the conception of the world. 'Gravity' (attraction between bodies proportional to their masses) is only one of the fundamental forces and conflicts at the subatomic level with the others. The 'electromagnetic force' holds atoms and molecules together and governs electromagnetic fields. The 'weak interaction' causes transformations of subatomic particles to take place. The 'strong interaction' holds the nucleus of an atom together. Only 5% of the matter in the cosmos is known. We know the effects of 'dark matter' and 'dark energy' but we still don't know what they are. The reader will excuse these simplified definitions, here and below.
Science progresses by making hypotheses, there are no global dogmas. What we do know is that, at the subatomic level, the world moves at random, and the structures of nature are one of many creative probabilities. There could also be 'parallel universes', 'multiverses'. At the supernatural level, various Providences (such as Pronoia and Heimarmene of the Greeks) or transcendent figures have been identified in history. The different personifications of the divine are a matter of faith and local stories.
Concretely: there are those who suggest conceiving the world in a deterministic way, i.e. each element is the result or cause of chains of events, or in an idealistic way, i.e. the intelligence of nature exercises a voluntary choice on creation. We leave out here the broad facet of the conceptions. The first way is without responsible: fate rules, forever, subatomic particles operate randomly without choosing, even if they can follow different paths. The results are probable but not certain. The second way is a bit Ptolemaic and a bit romantic: we are at the center of the universe, creators of our own destiny; we exercise free will in our actions and are responsible for it. This way is current and is the moral foundation of our fragile anthropocene.
In the anthropocene, the development of civilization in the industrial way is exploiting the potential of nature so intensely as to produce tensions and social competitions, pollution of resources, wars of supremacy and survival. The magistrates of the peoples try to punish those responsible, the administrators of the peoples try to stem the disasters, above all by defending their own nationalism. The people basically try to live in everyday life. There is no global consciousness. A common technological approach to production and maintenance is missing. According to some scientists we are close to a catastrophe of civilization.
Fatalistic hypotheses such as 'we can do nothing' re-emerge: we are unable to make choices because the world goes this way by natural destiny, free will is an illusion, even what we call crimes could be part of a deterministic natural process, without ethical concepts of right or wrong.
In reality, the world is so complex that it is impossible to decipher exactly its predetermined path, so it is easier and faster to make voluntary and moral decisions. Thus free will and social responsibility are preserved.
We have no different choices: we cannot abandon ourselves to an unknowable and imperturbable fate, nor to a divinity that we can only invoke. We can and must, in our glimmer of cosmic space-time, act with the greatest possible awareness, neglecting subatomic probabilities in current life.
We acrobatically transitioned between the horns of the dilemma. So: at the moment we try to maintain our world well, not without ceasing to have doubts, wittily. But let's not look for alibis for not thinking about social issues: do you understand, Hamlet?
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center


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Nel video, Stefano Salvetti, Presidente della Fondazione Salvetti, ne illustra nell'intervista la missione e le attività


In the video, Stefano Salvetti, President of the Salvetti Foundation, talks about its mission and activities.