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Homepage: 1° dicembre 2022 = La Grande Accelerazione. By Paolo Lutteri.
Gallery: Novembre 2022 = GDP/PIL. By OECD.
Reports 2022: Novembre 2022 =
State of the Cryosphere 2022. By International Cryosphere Climate Initiative.
Media News: 30 novembre 2022 = Sovrappesi sensoriali. By Paolo Lutteri.
Notizie/News: 29 novembre 2022 = XXX Congresso A.I.MAN.
Media News: 17 novembre 2022 = La Metacity di De Kerckhove. By Paolo Lutteri.
Reports 2022: 15 novembre 2022 = Coal in Net Zero Transitions StrategiesBy International Energy Agency.
Reports 2022: 14 novembre 2022 = Results 2023 - Monitoring Climate Mitigation Efforts. By CCPI.
Notizie: 10 novembre 2022 = 30° Congresso A.I.MAN e 3° Italian Maintenance Manager Award.
Media News: 9 novembre 2022 = Pensieri e pensieri. By Paolo Lutteri.
Reports 2022: 8 novembre 2022 = Integrity Matters: Net Zero Commitments. By The UN High-level Expert Group.
Reports 2022: 7 novembre 2022 = Carbon Billionaires: The investment emissions of the world’s richest people. By Oxfam.
Reports 2022:  6 novembre 2022 = Provisional State of the Global Climate 2022. By WMO (World Metereological Association).
Gallery: 5 novembre 2022 = Europe's environment. By Conservation International.
Media News: 2 novembre 2022 = Tra l'incudine e il martello. By Paolo Lutteri.
Reports 2022: 1° novembre 2022 = The Land Gap Report.
Reports 2022: 1° novembre 2022 = Too Little, Too Slow - Climate adaptation failure puts world at risk. By UNEP Adaptation Gap Report 2022.
Homepage collection: 1° novembre 2022 = La manutenzione è cultura, è storia, è scienza. By Paolo Lutteri.


1° dicembre 2022
La Grande Accelerazione.
A carte scoperte. Circa mezzo secolo fa, Stefano Salvetti (Fondatore di questa Fondazione) ed io eravamo studenti all’Università Bocconi di Milano, frequentavamo i manager del Centro Italiano Studi Aziendali e collaboravamo come giovani redattori al periodico “Futuribili”, che raccoglieva idee e documenti per l’avvenire. Il riferimento era il prof. Aurelio Peccei del Club di Roma. Stefano ed io continuiamo a credere che ‘governare l’innovazione’ sia un argomento importante della nostra cultura e anche adesso ci ritroviamo a raccogliere documenti sullo sviluppo tecnologico, a ragionare di sostenibilità, di ambiente e di storia della civiltà.
Guardandoci molto alle spalle, in stringatissima sintesi storica, abbiamo conosciuto che il nostro Pianeta è uscito da una fase glaciale circa 10.000 anni fa. Negli ultimi 5.000 anni il clima è rimasto relativamente stabile e la civiltà umana ha potuto svilupparsi con intelligenza, più o meno ordinatamente. Ma dall’espansione della rivoluzione industriale (attorno al 1850) lo sviluppo è stato così intensamente alimentato da combustibili fossili che il clima si è riscaldato e mette in pericolo proprio il sistema economico-sociale globale. In particolare gli ultimi 70 anni rappresentano quella che viene chiamata ‘la Grande Accelerazione’. Se l’aumento della media della temperatura supererà 1,5 °C, il riscaldamento sarà irreversibile, gli ecosistemi diventeranno instabili minacciando la biodiversità e l’abitabilità, il welfare e forse la sopravvivenza. Responsabili: gli umani. Ne sono consapevoli molti ricercatori e istituti scientifici, ma anche leader d’opinione, movimenti studenteschi e tanti semplici cittadini. Anche i governi dei Paesi sono ben al corrente del pericolo, ma non possono o non vogliono prendere provvedimenti drastici perché potrebbero mettere in difficoltà da subito tutto il sistema energetico ed economico attuale.
In questa congiuntura di duplice pericolo volteggiano idee e molti dibattiti, ma pochi risultati concreti. Le Conferenze internazionali recenti, come la COP27 appena terminata in Egitto, non riescono a trovare unanimità di vedute.
Segnaliamo qui nove pericoli specifici che il Resilience Center di Stoccolma ritiene ‘limiti della crescita’, e che ci piace affiancare emblematicamente ai nostri studi di allora del Rapporto del Club di Roma: “I limiti dello sviluppo” (1972).
1-Impoverimento dell'ozono stratosferico che filtra le radiazioni ultraviolette dal Sole. Se diminuisce, può causare una maggiore incidenza di cancro della pelle negli esseri umani, nonché danni ai sistemi biologici terrestri e marini.
2-Perdita dell'integrità della biosfera. La crescita della domanda di cibo, acqua e risorse naturali causa una grave perdita di biodiversità e porta a cambiamenti nei servizi ecosistemici.
3-Inquinamento chimico. Le emissioni di sostanze tossiche permanenti come inquinanti organici sintetici, composti di metalli pesanti e materiali radioattivi possono avere effetti potenzialmente irreversibili sugli organismi viventi e sull'ambiente fisico.
4-Cambiamento climatico. La Terra ora supera i 390 ppmv di CO2 nell'atmosfera. Abbiamo raggiunto un punto in cui la perdita del ghiaccio marino polare estivo è quasi certamente irreversibile. Rapidi meccanismi di interazione fisico-chimica possono portare il sistema terrestre ad uno stato molto più caldo, con livelli del mare di diversi metri più alti di quelli attuali. La distruzione delle foreste pluviali è un altro potenziale punto critico, in cui i feedback del ciclo clima-carbonio accelerano il riscaldamento della Terra e intensificano gli impatti climatici.
5-Acidificazione degli oceani. Circa un quarto della CO2 che l'umanità emette nell'atmosfera viene dissolta negli oceani. Qui forma acido carbonico, alterando la chimica dell'oceano e diminuendo il pH dell'acqua superficiale. Questa maggiore acidità riduce la quantità di ioni carbonato disponibili, essenziali per molte specie marine, come coralli, molluschi e plancton. Cambierebbero la struttura e la dinamica degli ecosistemi oceanici.
6-Consumo di acqua dolce e ciclo idrologico globale. L'acqua sta diventando sempre più scarsa: entro il 2050 circa mezzo miliardo di persone sarà probabilmente soggetta a stress idrico, aumentando la pressione per intervenire nei sistemi.
7-Cambiamento del sistema del territorio. Foreste, praterie, zone umide e altri tipi di vegetazione sono stati principalmente convertiti in terreni agricoli. Questo cambiamento ha impatti sui flussi idrici e sul ciclo biogeochimico di carbonio, azoto e fosforo e altri elementi importanti.
8-L'azoto e il fosforo, essenziali per la crescita delle piante, con la produzione e l'applicazione di fertilizzanti fluiscono verso la biosfera e gli oceani. Gran parte di questo nuovo azoto reattivo viene emesso nell'atmosfera in varie forme piuttosto che assorbito dalle colture. Quando piove, inquina i corsi d'acqua e le zone costiere o si accumula nella biosfera terrestre.
9-Sovraccarico di aerosol con l’inquinamento atmosferico. Molti gas inquinanti si condensano in goccioline e particelle. Con il cambiamento dell'uso del suolo aumenta il rilascio di polvere e fumo nell'aria.
I limiti della crescita impongono a tutti riflessioni e nuovi comportamenti. Occorrono conoscenze, competenze e condivisione della consapevolezza per poter essere incisivi e determinanti. Se non ci sarà solidarietà planetaria le iniziative isolate non reggeranno. Oggi la gestione delle disuguaglianze sociali (e delle guerre), la penuria di risorse e gli inquinamenti ci turbano.
Forse non c’è all’orizzonte una catastrofe totale, come qualcuno sostiene, ma certamente ci saranno cataclismi qua e là, il benessere sarà privilegio di pochi, ovvero sarà un disastro sociale diffuso e irreversibile. Sembra che il tasso crescente di produzione e il rilascio di volumi inquinanti superino la capacità della società di condurre interventi di sicurezza.
Come mezzo secolo fa, con immutato entusiasmo ma con più ricca esperienza professionale, tutti noi della Fondazione siamo impegnati a capire ancor meglio e supportare le attività teoriche e concrete utili al progresso. Siamo anche consci che scienze e tecnologie possono partorire iniziative in campo fisico, chimico, biologico che finora non avevamo neanche potuto immaginare. C’è una creatività scientifica semi-nascosta, che verifichiamo nelle ricerche di laboratorio ma perfino nei concorsi per giovani virtuosi che supportiamo (come quelli della FAST, dell’AIMAN e dell’EFNMS). Non è merito nostro, ma siamo fieri che a Bologna ci sia il super computer Leonardo, capace di 240 milioni di miliardi di operazioni al secondo, che in Italia vengano registrati brevetti straordinari, che i nostri scienziati e le nostre aziende condividano tecnologia spaziale e fisica nucleare per progetti internazionali. La nostra Fondazione osserva, raccoglie, commenta, cerca di divulgare non solo gli allarmi, ma anche le iniziative di prevenzione, manutenzione e creatività per la sostenibilità ambientale ed economica. Oggi, come allora, non possiamo commettere l’errore di sottostimare le potenzialità della scienza e della tecnologia.
    Paolo Lutteri
Direttore Centro Documentazione Formazione Fondazione Salvetti

Come una biblioteca, le pagine di questo sito vogliono contribuire allo sviluppo sostenibile della società umana, offrendo strumenti di conoscenza e di formazione tecnologica e scientifica per contribuire al progresso e per la cultura della migliore manutenzione della produzione industriale e dei servizi commerciali.

December 1st, 2022
The Great Acceleration.
With open cards. About half a century ago, Stefano Salvetti (Founder of this Foundation) and I were students at the Bocconi University in Milan, we frequented the managers of the Centro Italiano Studi Aziendali and collaborated as young editors in the periodical "Futuribili", which collected ideas and documents for the future. The reference was prof. Aurelio Peccei of the Club of Rome. Stefano and I continue to believe that 'governing innovation' is an important topic of our culture and even now we find ourselves collecting documents on technological development, thinking about sustainability, the environment and the history of civilization.
Looking closely behind us, in a very brief historical synthesis, we have known that our planet emerged from a glacial age about 10,000 years ago. In the last 5,000 years the climate has remained relatively stable and human civilization has been able to develop intelligently, more or less in an orderly manner. But since the expansion of the industrial revolution (around 1850) development has been so intensely fueled by fossil fuels that the climate has warmed up and endangers the global economic and social system. In particular, the last 70 years represent what is called ‘The Great Acceleration'. If the increase in the average temperature exceeds 1.5°C, the warming will be irreversible, ecosystems will become unstable, threatening biodiversity and habitability, welfare and perhaps survival. Responsible: humans. Many researchers and scientific institutes are aware of this, but also opinion leaders, student movements and many simple citizens. Even the governments of the countries are well aware of the danger, but cannot or do not want to take drastic measures because they could immediately put the entire current energy and economic system in difficulty.
In this situation of double danger, ideas and many debates are swirling, but few concrete results. Recent international conferences, such as the COP27 that has just ended in Egypt, cannot find unanimity of views. 
We point out here nine specific dangers that the Resilience Center of Stockholm considers ‘Planetary Boundaries’, and which we like to symbolically add to our studies of the Club of Rome Report at the time: "The limits to growth" (1972).
1-Stratospheric ozone depletion which filters ultraviolet radiation from the Sun. If it decreases, it can cause an increased incidence of skin cancer in humans, as well as damage to terrestrial and marine biological systems.
2-Loss of biosphere integrity. Growing demand for food, water and natural resources causes severe biodiversity loss and leads to changes in ecosystem services.
3-Chemical pollution. Emissions of permanent toxic substances such as synthetic organic pollutants, heavy metal compounds and radioactive materials can have potentially irreversible effects on living organisms and the physical environment.
4-Climate change. Earth now exceeds 390 ppmv of CO2 in the atmosphere. We have reached a point where the loss of summer polar sea ice is almost certainly irreversible. Rapid physical feedback mechanisms can drive the Earth system into a much warmer state with sea levels several meters higher than at present. The destruction of rainforests is another potential tipping point, where climate-carbon cycle feedbacks accelerate global warming and intensify climate impacts.
5-Ocean acidification. About a quarter of the CO2 that humanity emits into the atmosphere is dissolved in the oceans. Here it forms carbonic acid, altering ocean chemistry and decreasing the pH of surface water. This higher acidity reduces the amount of carbonate ions available, which are essential for many marine species, such as corals, molluscs and plankton. They would change the structure and dynamics of ocean ecosystems.
6-Freshwater consumption and the global hydrological cycle. Water is becoming increasingly scarce: by 2050, around half a billion people will likely experience water stress, increasing pressure to fix systems.
7-Change in the land system. Forests, grasslands, wetlands and other types of vegetation have mainly been converted to agricultural land. This change has impacts on water flows and the biogeochemical cycle of carbon, nitrogen and phosphorus and other important elements.
8-Nitrogen and phosphorus, essential for plant growth, flow to the biosphere and oceans with the production and application of fertilizers. Much of this new reactive nitrogen is emitted into the atmosphere in various forms rather than absorbed by crops. When it rains, it pollutes waterways and coastal areas or accumulates in the Earth's biosphere.
9-Overloading of aerosols with air pollution. Many polluting gases condense into droplets and particles. As land use changes, the release of dust and smoke into the air increases.
The limits of growth impose reflections and new behaviors on everyone. Knowledge, skills and sharing of awareness are needed in order to be incisive and decisive. If there is no planetary solidarity, isolated initiatives will not hold up. Today the management of social inequalities (and wars), the shortage of resources and pollution trouble us. Perhaps there is not a total catastrophe on the horizon, as some claim, but there will certainly be cataclysms here and there, well-being will be the privilege of a few, or rather it will be a widespread and irreversible social disaster. It seems that the increasing rate of production and the release of pollutant volumes exceed society's ability to conduct safety interventions.
Like half a century ago, with unchanged enthusiasm but with richer professional experience, all of us at the Foundation are committed to better understanding and supporting the theoretical and concrete activities useful for progress. We are also aware that science and technology can give birth to initiatives in the physical, chemical and biological fields that until now we had not even been able to imagine. There is a semi-hidden scientific creativity, which we verify in laboratory research but also in the competitions for young virtuosos that we support (such as those of FAST, AIMAN ​​and EFNMS). It is not our merit, but we are proud that in Bologna there is the Leonardo super computer, capable of 240 million billion operations per second, that extraordinary patents are registered in Italy, that our scientists and our companies share space technology and physics nuclear for international projects. Our Foundation observes, collects, comments, tries to disseminate not only the alarms, but also the prevention, maintenance and creativity initiatives for environmental and economic sustainability. Today, as then, we cannot make the mistake of underestimating the potential of science and technology.
   Paolo Lutteri
Director of the Salvetti Foundation Documentation Education Center

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Like a library, the pages of this website want to contribute to the sustainable development of human society, offering tools for knowledge and technological and scientific education, in order to support the progress and culture of the best maintenance of industrial production and commercial services.

Nel video, Stefano Salvetti, Presidente della Fondazione Salvetti, ne illustra nell'intervista la missione e le attività


In the video, Stefano Salvetti, President of the Salvetti Foundation, talks about its mission and activities.